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Ancora sulla scienza «ufficiale»
Maria Missiroli    10 giugno 2008
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Mi permetto di fare qualche altro commento a proposito dell’articolo «Galileo aveva torto (III ed ultima parte) di Alfonso Mazzocco, sorpresa e lusingata per l’attenzione rivolta alle mie considerazioni.
Michelson fece esperimenti tutta la vita, e diversi sono riportati nei libri di fisica, tra cui quello noto come Michelson-Gale che disturbava i relativisti al pari di quell’effetto-Sagnac molto alla svelta dimenticato dai teorici.
Da allora sono stati ripetuti moltissimi esperimenti con interferometri; c’è anche un nuovissimo enorme interferometro vicino a Pisa.
I risultati erano e sono spesso contrastanti, e tante volte è stato misurato fringe-shift in abbondanza (con impostazioni degli strumenti diverse da quelle originali del 1887, in particolare con interferometri a bracci diseguali).

La materia è intricata e avrebbe bisogno di essere affrontata con mente aperta, invece quello che è successo a partire dagli anni ‘20 è stato l’istituzionalizzazione del dogma - la relatività di Einstein - per cui ogni risultato o idee in contrasto è stata respinta con zelo, senza riguardo agli effettivi risultati delle osservazioni (salvo poi resuscitare il concetto di etere quando si devono spiegare fenomeni lontanissimi da noi nel cosmo!).
La frase sulle teorie che sono un «oltraggio alla ragione» era riferita al Big Bang; sfido chiunque ad andarsi a leggere i dettagli e non rimanere quantomeno molto perplesso.
Non che non la applicherei anche alla relatività, ma qui non c’è certo lo stesso livello di grossolanità.
Einstein, in breve, prese le trasformate di Lorentz - un modello matematico che aveva senso e ben serviva a descrivere fenomeni fisici in sistemi di riferimento non solidali con l’etere - e le assunse al ruolo di realtà fisica.
In questo passaggio sta tutta la differenza del mondo.

Un esempio che illustra la situazione è quello di un osservatore di fronte ai binari di un treno: egli vede che i binari si avvicinano tra loro man man che si allontanano da lui; si possono immaginare circostanze in cui potrebbe essergli utile un modello matematico che lega la distanza dall’osservatore con il restringimento della separazione tra i binari.
Non c’è nulla di male.
Ma questo non vuol dire assumere che il restringimento dei binari sia realtà fisica.
Invece la teoria di Einstein fa esattamente questo.
Il suo postulato di base è smentito da apparecchi di uso quotidiano come i giroscopi e il GPS (almeno per chi vuole vedere le cose come stanno), e ci sono molti scienziati che lo dicono, censurati dalla scienza autoammantatesi di «ufficialità».

Una persona come me, certo più a suo agio per formazione culturale con la scienza piuttosto che con la filosofia, quando sbalordita si rende conto di come stanno le cose, almeno si chiede perché. Molto terra-terra, la spiegazione che sono riuscita a darmi è che una teoria del genere non doveva dispiacere del tutto a chi cercava di allargare il proprio dominio sugli esseri umani: la via più efficace per fare accettare le proprie bugie è convincere gli uomini che la verità non esiste, tutto è «una questione di punti di vista», la ricerca della verità è un’impresa predestinata al fallimento, e tanti altri bei luoghi comuni per cui tanto vale accettare quello che viene detto d’autorità.
Ho esaminato le teorie cosmologiche di scienziati di oggi vittime di nulla di meno di una «scomunica» da parte della scienza ufficiale, e almeno finora non ho trovato nulla contro il sistema eliocentrico e la predizione sufficientemente accurata delle orbite dei corpi del sistema solare attraverso le leggi di gravità.
Ma ho trovato un sacco di altre cose, talmente in contrasto con quello che sapevo che ho dovuto dedicare un bel po’ di tempo a verificare che quello che mi veniva raccontato fosse verosimile.

Leggendo che qualcuno difende la teoria tolemaica, la prima cosa che mi viene da pensare è che questi, più che voler dimostrare l’infallibilità della Santa Inquisizione (che a quanto ne so non era neanche una briciola così cattiva come la dipinge l’immaginario popolare di oggi), si senta a disagio rispetto ad un modello cosmologico, quello ufficiale, veramente «triste».
E mi verrebbe voglia di dire: ma lo sapete, cosa c’è là fuori?
Posso fare l’ipotesi che, più che «le istruzioni... siano di non lasciar mai mettere in discussione
la mobilità della Terra», le istruzioni siano state, a partire dall’inizio del diciannovesimo secolo,
di cancellare dalle scienze naturali ogni indizio che potesse portare qualche, anche lontana, suggestione di intervento divino?
Fu riscritta anche la geologia.
Ogni segno che indicava il verificarsi di immense catastrofi e cataclismi sulla Terra, prima mai messi in dubbio, sparirono dai libri di testo, per far spazio ad una Natura che opera impercettibilmente lungo l’arco di enormi intervalli di tempo.

Così furono create le scale temporali di cui aveva bisogno la teoria dell’evoluzione.
Poco importa che gli scavi e i ritrovamenti sulla Terra raccontassero tutta un’altra storia.
Furono trascurati anche i ritrovamenti fossili che indicavano che l’uomo è presente sulla Terra da molto prima di quanto postulato dalla teoria dell’evoluzione, insieme ad ogni indicazione che la Terra potesse essere più giovane di quanto affermato ufficialmente.
La nuova teoria uniformitariana si affermò in ogni campo.
Anche in astronomia, ne risultò un modello del Sistema Solare che funziona come una macchina, ripetendo all’infinito per miliardi di anni gli stessi movimenti.
E al centro del Sistema Solare?
Una società ossessionata dall’idea della «bomba» non riuscì a concepire altro, per il nostro Sole, che una bomba termonucleare.
Per propinare alle masse la nuova visione materialistica dell’uomo, che tanto poteva renderle malleabili e manipolabili, ogni idea di Dio doveva sparire dalla natura, e dalla genesi dell’uomo.

nobel.jpg Nel 1950, uno studioso di storia antica allora molto stimato, tra l’altro buon amico di Einstein, a partire dalla Bibbia e da altre fonti antiche, pubblicò un libro in cui scriveva le sue conclusioni riguardo a certi eventi della storia; tali conclusioni lo portavano a formulare ipotesi sul sistema solare molto in contrasto con le idee di allora.
Si chiamava Immanuel Velikovsky, e le sue conclusioni lo portavano, tra l’altro, a stabilire una base scientifica per le calamità raccontate nella Bibbia, per «il sole si fermò», per la caduta della manna, e così via.
Suscitò le reazioni stizzite della comunità scientifica, ma poi cominciarono ad intensificarsi le osservazioni reali effettuate dalle sonde spaziali.
E le previsioni di Velikovsky si verificarono tutte, tra il crescente imbarazzo e l’ira degli astronomi che si trovavano a dover riscrivere i loro libri, mentre quello di Velikovsky, ormai un best-seller, non aveva bisogno di alcuna revisione.
Non si poteva permettere che continuasse, e nel 1974 fu istituito una sorta di processo inquisitorio per bollare definitivamente Velikovsky agli occhi del pubblico come un visionario.
Così, mentre Einstein veniva elevato al rango di genio ineguagliato, il suo amico Velikovsky, a mio avviso uno dei pensatori più geniali del ventesimo secolo, sparì dalla memoria collettiva.
Da allora sono sorti vari gruppi di scienziati che, ignoti ai più, continuano la sua opera.
Intanto è riconosciuto che praticamente tutto quello che gli fu ribattuto nel 1974 era falso, le sue idee sono ad una ad una entrate nell’astronomia ufficiale finché rimangono confinate molto lontano da noi nello spazio, e le sue previsioni continuano imperterrite a trovare conferma dalle osservazioni spaziali.
Ma credo che pochi lo sappiano.
Velikovsky aveva sostenuto il ruolo che le forze elettromagnetiche posso giocare negli eventi celesti quando l’equilibrio viene perturbato.

Adesso molti scienziati rifiutano il modello ufficiale basato sulla teoria generale (cioè una versione fondamentalmente gravitazionale), e, sulla base del crescente dettaglio delle osservazioni, elaborano un modello del cosmo che riconosce la sua natura fondamentalmente elettrica, mentre l’astronomia ufficiale deve continuare ad inventarsi cose che non si vedono per mantenere l’accordo con la teoria.
Nel modello elettrico, praticamente tutto quello che si vede ha immediati riscontri nei laboratori di fisica dei plasma.
E no, il sole non è una enorme bomba termonucleare.
Questi scienziati, che a volte vedono la carriera preclusa a causa delle loro idee, non credono certo di possedere la verità, e su tanti dettagli c’è accesa discussione.
Ma certo sono convinti che non sia necessario raccontare bugie, e cercano di interpretare i fatti per quello che veramente indicano.

Maria Missiroli

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Commenti : (20)
currenti calamo
... , giugno 10, 2008 07:00

Articolo intressante ,anche per una trra-terra come me!Einstein elevato al rango di genio ,forse,perchè massone ,il geniale Velikovsky non lo era,e si sa come funzionano le cose in tutti i campi ,quando ci sono i massoni!


Marco
Roma , giugno 10, 2008 08:29

Gentile Dott.ssa,
mi permetto -senza polemica- di fare alcune osservazioni a quanto sostenuto nel Suo articolo.
Ogni giorno -in tutti gli acceleratori di particelle- e' possibile verificare le predizioni -almeno al primo ordine- teoriche della Relativita' Ristretta.
Cio' non esclude ulteriori approfondimenti ma -res sic stantibus- e' ragionevole pensare corretta la relativita' ristretta.
Se e' vero che la relativita' ristretta non e' un dogma e' altrettanto vero che la sua veridicita' reale non implica alcuna negazione dell'esistenza divina o della realta' oggettiva delle realta'.
Ogni realta' si studia con i principi che gli sono propri.
Cosi' come non uso gli strumenti delle filosofia per capire la geologia cosi' ogni cosa reale -una volta capita la sua natura o essenza- attraverso la ragione e iuxta propria principia arrivo puo' essere compresa appieno.

Un cordiale apprezzamento



M.M.
rn , giugno 10, 2008 09:03

Grazie dell'articolo. Bellissimo l'esempio dei binari che si avvicinano. Sì, ormai è chiaro che nella "scienza" è stato portato avanti un progetto che nulla ha di scientifico. Grazie al sito EFFEDIEFFE.


Mauro
... , giugno 10, 2008 09:35

Sarebbe bello trovare in calce a questi articoli anche i riferimenti alle opere citate o agli articoli, soprattutto a quelli censurati dalla comunità "sciiiiiientifica" (come si diceva nel film "I soliti ignoti")
Si può fare?



Noè
Pavia , giugno 10, 2008 09:44

Sì, bellissimo l'esempio sui binari. Ci ho riflettuto anch'io: non è una realtà fisica. Se la teoria di Einstein prende questo come fisico, veramente dobbiamo dire che la relatività è una mera illusione, come i giochi visivi che gli scienziati massoni regalano ai bambini. Conseguenza, la fantascienza si dissolverà col tempo, come neve al sole; intanto essa c'impedisce di contemplare la verità oggettiva del Creato. Come disse Gesù, hanno buttato via la chiave della verità e chiuso le porte della conoscenza: non vogliono entrare e impediscono gli altri ad entrarci. Gesù lo diceva ai farisei, chissà se non c'è stato un influsso farisaico-talmudico nella scienza moderna!


mars
Vigevano , giugno 10, 2008 10:06

Infatti quello che viene rilevato è una ragionevole corrispondenza del "modello" alla realtà, come ad esempio per il principio additivo/sottrattivo del colore.

E se questo non è certo prova che il "modello" e la teoria su cui si basa siano errati, non è neppure prova che siano corretti. Semplicemente, essendo stati ricavati dall’ osservazione del reale, al reale si attengono per quanto è stata corretta l’ osservazione.

Ed è su questo punto che si fonda un primo problema : ovvero il fatto che da parte della stragrande maggioranza degli “scienziati” si voglia (per molte ragioni) prendere il “modello” come Verità assoluta e si usi questo per astenersi dalla possibilità di pensare qualsiasi altra teoria e bollare di superstizione chiunque sostenga diversamente.
Con risvolti anche grotteschi, come si ricava senza difficoltà dalla lettura di qualsiasi storia della Scienza .

Se questo atteggiamento è del tutto analogo dalla parte opposta (dove non ci si rende conto di avere a che fare assai spesso con “modelli”), a cui si aggiunge il tentativo, spesso maldestro, di usare la “scienza” per dimostrare “dogmi”, non c’è ragione, da parte di chi è in grado di pensare autonomamente, per non valutare, almeno a livello di ipotesi, altre teorie, anche in opposizione a quella che si fa propria.

Perché, se i “ modelli” non sono la “Verità” e sono soggetti ad una continua revisione, dovrebbe derivarne non la cieca opposizione al diverso, ma proprio la disponibilità a quella obiettività che , tra l’ altro, dovrebbe essere propria dello “scienziato” e non del settario.

E’ chiaro che i “modelli” attualmente accolti non negano la realtà (almeno in prima battuta, certo, ma, soprattutto, prego valutare, sono adottati per i loro risultati pratici, più che per il loro valore teorico), ci mancherebbe : il “modello” nasce proprio per (s)piegare in qualche modo la realtà.
Usare il “modello” per fare pellicole fotografiche o mandare sonde su Marte o costruire acceleratori di particelle funziona, ma ha però la pessima tendenza a dogmatizzare il modello stesso e confonderlo con il reale. E, assimilato il “modello”, troppi si sentono arrivati ad essere portatori della “Verità”.
E allora, perché pensare diversamente ? L’ establishment si oppone comunque, e non solo per inerzia.
E non parlo solo di “modelli” della scienza, anche perchè in ambito religioso si possono raggiungere estremismi peggiori.

Dico solo che , sfortunatamente, se la scienza ha lo scopo di spiegare la realtà , questo è lo scopo comune anche alla religione e alla filosofia. E le tre cose si mescolano indissolubilmente, arrivati oltre un certo punto.

Il problema vero non è forse il fatto di ritenere che scienza, religione e filosofia siano tre ambiti del tutto separati, comparti stagni assoluti non mischiabili se non dagli “ingenui”, dai “pagani” o dagli “stolti” ?
Non è che tutte e tre hanno come realtà comune una unica cosa : l’ individuo e il suo pensare ?

Certamente lo “scienziato” sosterrà che la sua azione (di pensiero) si basa su fatti di quella che chiama “realtà” : senza tenere presente che quella “realtà” gli arriva proprio attraverso il pensiero .
E il “religioso” sosterrà che il pensiero non è nulla confrontato alla “fede”, ma cercherà o di eliminare il pensiero che lo disturba o , incongruentemente, di usarlo per dimostrare che il pensiero stesso non ha valore.

Se vogliamo porci nella condizione di dire che il “modello” mi va tanto bene e non vedo perché cambiarlo, ok. La libertà comprende anche questo.

Però dovremmo avere almeno l’ onestà intellettuale di ammettere che di “modelli” e non di “Verità” si tratta e che migliori “modelli” , più vicini alla "Verità" possono essere già presenti ora , o da molti anni, e non necessariamente arrivare solo nelle prossime generazioni.



Simone di Monfort
Béziers, 1207 , giugno 10, 2008 10:37

Falsa l'Astronomia,
Falsa la Fisica,
Falsa la Paleontologia,
Falsa la Geologia...
Falso anche tutto quel che si dice dell'Inqiusizione...

Ah si, forse si,
ma il credere nella Bibbia è semplicemente più ridicolo



felelo
milano , giugno 10, 2008 11:02

X edieffe
chi vi paga per dire ste corbellerie?
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Purtroppo quelli che pagano e creano miti di uomini fasulli (Galilei, Darwin, Einstein, etc.) sono tutti dall'altra parte, cioè dalla sua:
si faccia almeno pagare anche lei.

La redazione



A. V.
Sardegna , giugno 10, 2008 11:16

Permettetemi questo semplice intervento da profano: non sono nè fisico, nè matematico, nè astronomo. Come disse qualcuno: sono solo un uomo qualunque.
L'uomo qualunque ha l'impressione che, se ogni volta che ci si ritrova a dover discutere di una teoria scientifica (che per definizione non dovrebbe generare dubbi) si scatena un putiferio, evidentemente c'è qualcosa che non quadra. Che ci crediate o no sono esistiti, ed esistono tutt'ora, scienziati che non conoscono nè Tolomeo nè Copernico ma che, molto probabilmente, conoscono importanti verità riguardanti il reale funzionamento delle leggi della natura, inclusi i "moti" dei pianeti, la nascita della vita, la struttura dell'universo e la possibilità di sfruttare queste conoscenze a fin di bene.
Mi riferisco al Prof. Pierluigi Ighina, apparso qualche anno fa nella trasmissione "report" (la cui puntata non è più visibile in alcun sito di internet se non in alcuni spezzoni su youtube) e di cui non si è mai parlato in quanto relegato nel limbo degli "scienziati pazzi", cioè quelli che conoscono profonde verità.
Non si tratta certo di un personaggio "ordinario"; ma se non era "ordinario" lui, allora non lo era nemmeno Guglielmo Marconi. Sì, proprio quel Guglielmo Marconi. Quello della radio.
La sua teoria (e anche quella dello stesso Marconi) era molto semplice: i pianeti sono fermi e il sole è fermo. Quella che ruota è l'energia magnetica emessa dal sole che, viaggiando nello spazio con movimento spiraliforme produce un effetto "stroboscopico" che fa apparire i pianeti in movimento e produce allo stesso tempo l'alternarsi del giorno con la notte...
Lo so, sono concetti veramente duri da digerire ma è così. Ighina ha dimostrato davanti a centinaia di scienziati queste teorie, ma si tratta di conoscenze che, per ovvi motivi, non fanno parte del bagaglio culturale di tutti noi. E' comunque importante che siamo consapevoli degli aspetti "sconvolgenti" di questo tipo di teorie scientifiche (probabilmente è questa la vera scienza).
Comunque è anche giusto che ognuno di noi tragga le proprie conclusioni.
Io so solo che i libri di Ighina non sono acquistabili presso le normali librerie (una volta ordinati non arrivano mai) e quindi mi chiedo: come mai non ristampano i libri di un "ciarlatano"? C'è forse scritto qualcosa di scomodo?. E poi mi chiedo anche come mai quella puntata di "report" non è più visibile...
Per chi volesse approfondire mi permetto di segnalare il sito di Ighina: www.ighina.it (i suoi libri sono riuscito ad acquistarli contattando direttamente l'associazione).
Un caro saluto a tutti... e scusate per l'interferenza.



Ruggero Petrone
PR , giugno 10, 2008 11:16


In questo articolo, come nei precedenti su Galileo, si rileva una sindrome da persecuzione contro la “scienza ufficiale” che purtroppo è assai diffusa, ma non per questo meno assurda. Trovo particolarmente sgradevole poi la tentazione di mescolare questioni apologetiche e di fede con queste intemperanze. Sono certo che il Cardinal Bellarmino, che era uomo saggio e prudente, resterebbe sbalordito da certi tentativi maldestri di dargli ragione a tutti i costi: non era questa la ragione che lui cercava di difendere.
Qualche breve appunto: 1) una cosa è la cinematica, un’altra la dinamica: da un punto di vista astrattamente cinematico nulla impedisce di considerare un punto qualsiasi, anche il naso di Berlusconi, come l’unico punto fermo dell’Universo, ma dal punto di vista dinamico questa scelta avrebbe conseguenze ovviamente impossibili. Così, risistemare la terra al centro del sistema solare grazie all’azione di un supposto “astro nero” trans-plutoniano, lungi dal rientrare nell’ordinaria teoria delle perturbazioni, avrebbe conseguenze assurdamente drammatiche, o meglio ridicole, per il moto di tutti gli altri pianeti, postulando una dinamica ad hoc da delirio. 2) una cosa sono i fenomeni, un’altra gli eventi. La fisica si occupa solo di fenomeni, la storia invece anche di eventi. Per esempio, si può indagare scientificamente sulle transizioni di fase dell’acqua (fenomeno) ma non sul fatto che ierisera io abbia o meno fatto bollire l’acqua per gli spaghetti (evento). Le “teorie” di Velikovsky, almeno per quanto si capisce dal resoconto della Dott.ssa Missiroli, sembrano mescolare le due cose, e non mi stupisce affatto che molti scienziati le rifiutino con sdegno. La caduta della manna o il miracolo solare di Giosué sono infatti eventi, e nessuna scienza, né tolemaica né galileiana né einsteiniana, né anti-tutto, potrà mai dire nulla pro o contro gli accadimenti singolari in questione. Siccome però voglio mantenere una mente aperta e non accademicamente autoritaria, resto in fremente attesa di sapere come le sonde spaziali confermino le previsioni di Velikovsky (???).
Beninteso, queste osservazioni non intendono mettere la “scienza ufficiale” , e tantomeno lo scientismo ideologico, al di sopra di ogni critica. Al contrario, penso che lo scientismo debba essere continuamente smascherato come “cattiva ragione”. Ma certe balordaggini pseudo e antiscientifiche fanno esattamente l’opposto, dando una insperata conferma ai pregiudizi scientisti contro il cosiddetto “irrazionalismo religioso”. Sono sicuro, ad esempio, che un Odifreddi gongolerebbe soddisfatto nel leggere questi articoli.



Riccardo Giuliani
L'Aquila , giugno 10, 2008 11:31

Per Marco

"Cosi' come non uso gli strumenti delle filosofia per capire la geologia" è corretto, ma limitando il discorso asetticamente.
Ciò che si sottolinea nell'articolo è che si è presa una ipotesi di Einstein, per quanto ben articolata, è la si è imposta senza alcun serio controllo (vedi evoluzionismo), laddove non intenzionalmente.
Quindi la filosofia non sarà buona per capire come si muovono le particelle specie in un acceleratore dedicato, ma può far capire come si è arrivati a quella visione delle cose.

Riguardo poi alla validità della ipotesi della relatività ristretta, se è valida nell'esempio che riporti ma altrove fallisce (ben inteso, parlo da ignorante) qualcosa non va; ma allora o rimettiamo in discussione un po' il tutto, come l'articolo lascia intendere che si dovrebbe fare, o accettiamo l'idea che l'universo sia alquanto bizzarro, e dunque non avrebbe senso cercare di studiarlo perché ti rimescola le carte quando meno te lo aspetti e per giunta senza motivo apparente.

Trovo inoltre incompleto dire che "Ogni campo si studia con i principi che gli sono propri" perché i principi li scopre l'uomo, il quale si muove da personali idee preconcette, giuste o sbagliate che siano, e le idee nascono senza il filtro della scienza; ne consegue che risulta difficile classificarle scientificamente.
Penso che adesso sia più chiaro del perché una ipotesi/teoria scientifica non possa essere neutrale difronte all'idea del divino; e probabilmente la relatività non lo è perché nel momento in cui si identifica, ad esempio, il divino con un principio immanente, ecco qui che ogni formula che viene fuori è frutto di quell'idea.
Dunque bisogna capire cosa sia il divino: da qui si capisce se una ipotesi ne è contraria, o semplicemente indifferente. E per quanto ne so, in questo campo un filosofo (meglio ancora un teologo) potrebbe muoversi più agilmente di uno scienziato; questo a possibile riprova che separare in modo netto ambiti di studio che si intersecano potrebbe solo fare male.

Con stima



giovanni
... , giugno 10, 2008 12:08

Volevo ripetere anche in questa sede l'invito a leggere FRANCO SELLERI.


manno
... , giugno 10, 2008 14:59

magnifico - è bello vedere tanta lucidità di pensiero
in particolare, ho intenzione di prendere il commento di mars
e appiccarlo qui di fronte

per farvi vedere quanto è facile confondere il 'modello' con la realtà vi pongo un esempio:

"se non ci fosse l'attrito noi non potremmo neanche camminare"

mi rendo conto che questa è uno stereotipo, un'affermazione ingenua e volutamente semplice e 'scioccante'
ma a me fa incacchiare
mi fa incacchiare perché ci intravedo quella stramba mentalità che antepone le astrazioni alla realtà.
trovo che sia sbagliato e illogico dire così.
se non ci fosse l'attrito il mondo sarebbe diverso da come lo conosciamo,
e, se il mondo fosse diverso, non potremmo proprio dire come sarebbe.
l'attrito è parte della realtà; di quella realtà che siamo a descrivere.
ancora un poco, anche se meno, mi incacchio quando sento
"grazie all'attrito noi..."
oppure meglio
"grazie alla legge di gravità..."
("per fortuna io non ho studiato legge" come dice Bugs Bunny prima di non cadere)
non siamo noi ad aver messo l'attrito nel mondo
ma l'attrito è quella caratteristica, che esiste del mondo; è lì, e noi siamo qui a darne una descrizione che ci è utile.

questi esempi che vi ho posto possono sembrare ingenuità, convenzioni nel parlare, banalità insignificanti,
ma come vi ho detto io ci intravedo un modo distorto, o superficiale di intendere le cose

...

dovrebbe essere ricordato tutti i giorni che la scienza è (anche) ricerca di metodi per descrivere la realtà

...

ciò che avviene infine e che 'ci si siede' sulle proprie conoscenze o convinzioni perdendo l'intuizione, lo slancio per approfondire, per 'vederci con più chiarezza'...
(e qualcosaltro che ora non so dire)
e, diciamolo, seduti si sta comodi...e non si vuole essere disturbati.

...



Ben
... , giugno 10, 2008 15:13

Per Maria Massiroli:

Finalmente c'è qualcuno che si fa delle domande !
Ha ragione , Einstein ha copiato solo una parte delle cose e non la gravità .
Se lo desidera le posso dare molta documentazione su questi argomenti , per lo più in inglese , ma il materiale è straordinario , permette di capire quasi tutto.
Mi scriva , grazie , Ben.
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marcello
siena , giugno 10, 2008 17:44

L'unica cosa sicura è che la scienza "ufficiale", non ha una teoria unificatrice. Vita, Universo, Uomo, materia, energia. Qual'è la legge che unisce tutto? Purtroppo, invece di essere umili e onesti, e di ammettere le loro difficoltà, ci viene venduta la conoscnza di "dettagli" (di dettagli si tratta), come conoscenza suprema.



marcello
siena , giugno 10, 2008 17:52

Poi c'è il problema della materia. Lo scienziato con il suo empirismo pretende di trovare risposte indagando la materia. Ma così facendo non arriverà mai a una conclusione!! Non troverà mai la causa!! Essendo la materia un effetto, com'è potrà risalire alle cause? Finchè non si considererà il vuoto, l'invisibile come origine della materia non si può arrivare a niente. Solo rompicapo.
La materia proviene dalla non materia, la solidità dall'inconsistenza (Song-Tsu)



Gustavo Thöni
Val Venosta , giugno 11, 2008 01:03

Lo dicevo io che gli scienziati, quei cervelloni lì tutti vestiti di bianco, sono tutti una congrega. E chi non la pensa come loro li fanno fuori. E tutta una combutta per farci credere che la terra è tonda e che gira intorno al sole. Ci dicono anche che è nato tutto da una esplosione, ma se ci fosse stata una esplosione si sarebbe distrutto tutto, la nostra terra sarebbe rimasta frantumata. Poi ci vogliono far credere che tutto si è evoluto. Io sono ancora uguale ai miei nonni, ho due occhi un naso, una bocca, due gambe, e parlo più o meno la stessa lingua. Non mi sono evoluto in qualcosa di diverso.

Tutta quella gente lì, Galileo, Darwin, Einstein, sono farabutti che sono stati pagati, per metterci in testa cose false, per controllare le nostre menti. C'é una scienza ufficiale che ha un progetto preciso, complotta contro di noi! è meglio che ce ne accorgiamo prima che sia troppo tardi.



Maria Missiroli
Bologna , giugno 11, 2008 12:10

Qualche risposta ai commenti.

Per Marco:
E' da almeno ottant'anni che ci viene detto che "la relatività ristretta è confermata da una moltitudine di esperimenti". Ogni tanto, a dir la verità, si dice anche "Mah, in realtà gli esperimenti fatti finora non erano del tutto corretti, ma adesso sì che abbiamo trovato un esperimento che conferma le previsioni in modo inequivocabile".
Nonostante questo, continuano ad esserci scienziati (e sono sempre di più) che ben conoscono la relatività, che sono al corrente di tutti gli esperimenti, sanno precisamente cosa si misura e come, eppure insistono che, per usare un eufemismo, non sia un modo corretto di vedere le cose. Il pubblico in genere non sa che esistono perché essi incontrano serie difficoltà a veder pubblicati i loro lavori sulle riviste più note e sui canali di divulgazione scientifica, e secondo me non è perché dicono cose che non stanno in piedi. Una delle cose che più mi ha stupito è che si svolgono intere conferenze scientifiche, ignorate dalla scienza che gode di tutti i riflettori, a cui partecipano fior di scienziati e in cui la relatività è trattata più o meno come una barzelletta.
Lei lo sa che esistono questi scienziati? Sa cosa dicono e quali argomenti portano?
Si può pensare che non ne vale la pena buttar via tempo e intelletto in questo modo, perché non si ha fiducia che ci sia qualcosa di interessante da imparare. E' ovvio che non è una questione da un'ora. Io, una volta che mi è entrata la "pulce nell'orecchio", ho deciso di "andare a vedere", e ci ho dedicato parecchio del mio poco tempo libero, ho parlato con diverse persone, ho confrontato fatti. Certo non conosco la materia con la profondità degli scienziati che si incontrano in questa ricerca, ma ne so abbastanza da poter scrivere le conclusioni che ha letto con un notevole grado di fiducia che non sia tanto facile smentirle.
Una delle frasi più note di Einstein è "The important thing is not to stop questioning".
Sulla parte "filosofica" del suo commento, mi piacerebbe rispondere ma purtroppo è difficile a trovare il modo di farlo in maniera concisa. Però quello che mi sento di ribadirle è: vada a vedere da vicino un po' di fatti scientifici, e si ponga delle domande.


Per Mauro:

Per la relatività veda Dingle, Petr Beckmann, Phipps, Selleri, il sito del professor Bartocci, la Natural Philosophy Alliance (www.worldnpa.org), e altri.
Riguardo a Velikovsky, il libro di Charles Ginenthal, "Carl Sagan e Immanuel Velikovsky".
Per l'evoluzione, bè, sul sito effedieffe non mancano gli spunti!

Ma soprattutto, faccia una ricerca personale. Consapevole, come ho detto prima, che non si tratta certo di cose da un'ora.


Per A.V.:
Devo dire che non sono mai riuscita a capire cosa dice Ighina.
Credo che in natura ci siano moltissime cose stupefacenti che ancora non sappiamo (in realtà sappiamo pochissimo!) e che aspettano di essere scoperte. Però se Ighina ha degli argomenti validi a mio avviso non riesce a formularli bene. Ma è ancora in gran parte misteriosa la natura alla base di parte del lavoro di Nikola Tesla, che pure faceva cose molto concrete e visibili.
Circolano molte voci un po' fantasiose su Guglielmo Marconi. Faccio un po' fatica a credere che pensasse le cose che dice lei.


Per Ruggero Petrone:

Non so se soffro di una "sindrome di persecuzione da scienza ufficiale": con mio grande stupore e una buona dose di ricerche, negli ultimi anni sono giunta alla conclusione che la scienza "ufficiale" mi aveva fatto credere una serie di cose che adesso non esito a definire irragionevoli, a colpi di affermazioni che non riesco a non vedere come ingannevoli.
Se qualcosa è falso, non lo si dovrebbe dire anche se ad affermarlo è la maggioranza della comunità scientifica? E se risultassero false molte cose, non lo si dovrebbe dire?
Per inciso, come ho detto più volte, io non ho mai trovato ragioni per non considerare valido il modello eliocentrico, all'incirca per le ragioni che cita lei.
Velikovsky sostenne che la Bibbia contiene resoconti, non scritti nel linguaggio che useremmo noi, di fenomeni realmente accaduti. E mostrò che non è assurdo che cadano dal cielo sostanze appiccicose e commestibili composte di carboidrati (cosa che mi si dice sia successa in altre occasioni), che il Sole a causa di una perturbazione temporanea della Terra nella sua orbita possa dare l'impressione di essere fermo (non ci crederà, ma un fenomeno del genere, poche frazioni di secondo, è stato registrato dagli osservatori più moderni in tempi recenti), che possano capitare eventi nel sistema solare che si ripercuotono in catastrofi naturali sulla Terra.
Certo non lo farà, ma mi piace pensare che lei potesse trovare il tempo di leggere "Mondi in collisione" (1950) di Velikovsky, e insieme un manuale di astronomia del 1950 e uno del ... 2008. Credo che ne ricaverebbe qualche sorpresa.



John Conway
... , giugno 11, 2008 17:45

Se è vero che esiste una "scienza ufficiale", allora esisterà anche una "scienza non ufficiale". Ma allora mi chiedo cosa sia la scienza "non ufficiale", da chi è formata, e mi chiedo anche se avrà la possibilità di riscattarsi dalla sua condizione di emarginazione.




A.V.
Sardegna , giugno 11, 2008 23:16

Per Maria Missiroli:
la capisco benissimo quando dice di non essere riuscita a capire cosa dice Ighina. Devo dire che anch'io ho dovuto leggere e rileggere più volte i suoi "messaggi" non tanto per capire quanto diceva quanto per intuire il senso e il fondamento delle sue teorie. Ma è normale. I suoi stessi assistenti affermano che, pur lavorando con lui tutto il giorno, hanno dovuto faticare parecchio prima di liberarsi degli schemi mentali "ufficiali" (a cui tutti noi siamo legati fin da piccoli) e capire il vero senso dei suoi scritti e delle sue ricerche.
In parole povere, i suoi studi riconducono a delle leggi naturali molto semplici, e con queste semplici regole riusciva a dimostrare qualsiasi fenomeno scientifico... incluso il fatto che nessun pianeta ruota intorno a nessun sole e tantomeno intorno a se stesso.
Per quanto riguarda Marconi (che prima di brevettare la radio fece visita a Tesla) ha voluto svelare i segreti della sua principale scoperta (l'energia ritmica magnetica) riproducendo lo schema del suo funzionamento all'interno del mausoleo in cui è stata collocata la sua salma. Purtroppo non sono presenti su internet fotografie in grado di mostrare la completa architettura della struttura funeraria in cui riposa Marconi.




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