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La censura nella scienza
Un lettore    11 giugno 2008
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Un lettore, che desidera rimanere anonimo, ci manda il presente contributo.

Le basi della scienza sono state gettate dalla Royal Society di Londra, che si è ispirata alla figura di Francis Bacon.
Questa scienza sostiene che noi veniamo dall'oblio, viviamo una breve vita fisica e poi ricadiamo nell’oblio.
Se analizziamo la sua storia ufficiale, vediamo che la Royal Society è stata creata dai massoni. Newton, come i fondatori della Royal Society, sapeva che molte delle cose che la scienza ufficiale ci dà per vere sono fandonie.
Ma l’idea era quella di farci credere a delle stupidaggini per tenerci lontano dalla verità.
E’ molto più facile controllare delle persone se queste credono di essere frutto del caso cosmico, se credono di esistere solo grazie ad alcune reazioni chimiche e di risprofondare nell’oblio durante la morte.
E’ molto più difficile controllare quelli che sono consapevoli della loro infinità multidimensionale.

Lo scienziato, è diventato un infallibile, che può pontificare sulle grandi questioni poiché è uno scienziato quindi deve avere ragione.
Gli scienziati di oggi sono perlopiù degli sprovveduti per quanto riguarda la natura della vita e dell’esistenza, eppure insistono di saperne più degli altri.
Non solo, ma chiunque osi, dall’interno o dall’esterno del loro ordine, mettere in dubbio le loro norme, è costretto a subire una campagna di odio o di ridicolizzazione.
Praticamente ogni grande scoperta scientifica, compresa il fatto che la Terra fosse rotonda, venne inizialmente accolta con scherno, rabbia o rifiuto dagli scienziati dell’epoca.
La scienza è un club totalitario in cui tutti i membri devono allinearsi alle posizioni ufficiali se non vogliono rovinarsi la reputazione e la carriera.

Quando Immanuel Velikovsky pubblicò i suoi libri sulla devastazione che attribuì all’avvicinamento di Venere, egli venne assai aspramente criticato perché osava mettere in dubbio le leggi dell’ortodossia scientifica condizionata.
Gli esperti più in vista bombardarono l’editore che aveva pubblicato quel libro con lettere piene di bile e di vetriolo, dicendo che avrebbero boicottato quella casa editrice se non avesse ritirato dal commercio il libro di Velikovsky.
Poiché quell’editore pubblicava testi scientifici ufficiali, i diritti furono ceduti ad un altro editore. L’assistente di redazione che aveva suggerito di pubblicare il libro di Velikovsky fu licenziato. Tutto questo era successo perché una visione diversa rispetto alla norma scientifica era stata proposta alla gente.

Ecco cosa scrisse John A. Kell: «Alfred Wagner, un meteorologo tedesco, morì nel 1930 dopo avere subito 15 anni di scherno, calunnie e maldicenze da parte dei suoi compagni e colleghi. Il suo crimine? Suggerire che la Terra in origine fosse formata da due continenti, che si divisero e separarono per formare i continenti come li conosciamo adesso. Egli suffragò questa tesi con molte prove, ma poiché stava sfidando la norma ufficiale, venne fatto oggetto di una campagna di diffamazione. Oggi la sua teoria si chiama ‘Deriva dei continenti’. La sostanza della sua teoria, quindi era giusta!»
Come disse Max Planck: «Ciò che chiamiamo scienza funziona in modo ridicolo. La maggior parte dei suoi sforzi non sono finalizzati a trovare risposta alle grandi domande dell’esistenza, perché per queste cose pochi sono i fondi e gli sponsor a disposizione. La scienza si mobilita per mettere a punto un nuovo farmaco o una nuova tecnica industriale che farà la fortuna dei suoi finanziatori. E’ una macchina da soldi e non è mossa da un libero spirito di scoperta. Come stabilì una Commissione congressuale già negli anni cinquanta, i finanziatori della ricerca scientifica delle università statunitensi, le fondazioni esentasse come la Fondazione Rockefeller, dettano i risultati delle ricerche addirittura prima che quelle ricerche inizino! Senza questo accordo il finanziamento non viene concesso».

Questa politica mira a soffocare sul nascere le conoscenze, e non a promuoverle, perché i massoni vogliono farci ignorare chi siamo e qual è la vera natura della vita.
Se fossero in molti a sapere la verità, il loro gioco sarebbe finito.
Gli scienziati, e le loro propaggini, i medici, sono tra i guardiani più ferrei.
Sono anche tra i più importanti poiché sopprimono la natura dell’esistenza multidimensionale.
Essi vengono venerati come esperti, e lo sono realmente, come molti insegnanti, giornalisti, e politici, incredibilmente disinformati.
Il sistema prevede che essi siano confinati nella loro categoria di appartenenza, in modo che sappiano qualcosa di un settore e niente di tutto il resto.
Solo quando mettiamo insieme i vari puntini, riusiamo a scorgere l’intera immagine, ma la maggior parte degli scienziati trascorrono tutta la loro carriera a specializzarsi su un solo puntino.

Noi, la gente, siamo gli unici che possiamo fermare questa stretta mortale alla vera scienza. Dobbiamo smetterla di lasciarci impressionare dai titoli e dalle sigle che precedono in nome di qualcuno e soffermarsi unicamente sulle prove.
Siamo incoraggiati a credere che uno scienziato per definizione debbia saperne più di un profano.
In fondo è uno scienziato, no?

La lista degli scienziati che hanno sparato stupidaggini è lunghissima e risale alle origini del metodo scientifico.
Fu forse un profano che lanciò sul mercato il Thalidomide che fece nascere così tanti bambini deformi?
No furono gli scienziati che dissero che era perfettamente sicuro.
Ci vorrebbe un’intera biblioteca per elencare tutti gli orrori che sono originari da questi esperti che chiamiamo scienziati.
Ma le masse continuano a credergli ciecamente.

Remo

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Commenti : (28)
Teo
Roma , giugno 11, 2008 14:57

Quando sento parlare gli scientisti contro i supposti aspetti negativi delle religioni, mi viene da pensare a chi veramente é causa di guerre. Certo falsi profeti religiosi possono istigare alla violenza, ma chi fornisce armi ben progettate, bombe "intelligenti" e devastanti. Non é stato certo un prete di campagna ad inventare la bomba atomica, le varie armi di distruzione di massa, gli esperimenti genetici, o psichiatrici che hanno creato assassini perfetti; ed ancora, anche nelle migliori intenzioni a chi dobbiamo la devastazione chimica sul pianeta e... meglio che mi "Fermi"!





Al
pd , giugno 11, 2008 14:57

ma chi ci crede agli scienziati, che ogni giorno sparano sulle riviste, ricerche di una contraddizione palesemente schifosa....che si vergognino!!!!!!

e comunque la Facolta' di Medicina deve diventare difficile come diventare un marines, con costanti lavaggi del cervello sulla missione del medico e dello scienziato, come avviene in Giappone/Korea.



stalker (ex hobo)
roma , giugno 11, 2008 15:38

Che molti cosidetti scienziati facciano della cattiva filosofia in base alla loro forma mentis..d'accordo è sotto gli occhi di tutti. Essi non si rendono conto che si muovono come alfieri di un'ideologia , quella della "religio inversa" che venera, in ultima analisi il "caso" al posto del Divino.
Cosa arcinota. Come è giustissimo non prostrarsi mai a priori davanti all'"autorità", QUALUNQUE essa sia.
Ma mi sembra che l'autore faccia di tutta l'erba un fascio ignorando i non pochi che fanno onesta ricerfca senza atteggiarsi a sacerdoti del nichilismo o giù di lì.
Poi sarebbe interessante sapere più in dettaglio quale sarebbe la "infinita multidimensionalità" (contraddizioni in termini) che l'autore anonimo dell'articolo attribuisce all'essere umano.
Cordiali saluti



Gustavo Thöni
Val Venosta , giugno 11, 2008 16:11

Mah, io non so, Io sono sempre andato male a scuola, sopratutto in matematica. Avevano già cominciato a farmi il lavaggio del cervello: Mi volevano far credere che ero un ignorante e tardo di comprendonio, solo perché tutte quelle idee strane di sti sicenziati non riuscivano ad entrare nella mia testa. E io allora c'ero cascato, pensavo di essere ritardato. Ma adesso capisco che stavano progettando di annullare la mia mente per poterla controllare.

dice bene l'autore: "Ma l’idea era quella di farci credere a delle stupidaggini per tenerci lontano dalla verità."

C'e un progetto malefico, di chi sta ai vertici, che trama contro tutti. La scienza ci vuole fare del male. Dobbiamo rovesciarla, gettare a mare questa congrega di scienziati.





Noè
Pavia , giugno 11, 2008 16:45

In un articolo pubblicato pochi giorni fa su questo sito, intitolato "la subversion de la laideur", l'autore afferma che il sapere è sempre più frammentato, dei particolari sono conosciuti meglio, ma il quadro generale in cui si trovano è sempre più persa di vista. Un pò come se in una casa ci si mettesse a studiare mobili, pareti, pavimento, finestre, senza nessuna relazione fra di loro, e ci si dimenticasse il quadro generale della casa. Un corpo umano è studiato nelle sue parti, ma si trascura il quadro generale dove il corpo si muove. Per evitare brutte reazioni della massa, si inventano nuovi concetti, nuove parole, un nuovo linguaggio: tutto ciò per mascherare la realtà. I genitori e i figli si uccidono ogni giorno, ma non si accusa il sistema che crea questo trauma psicologico collettivo.


UomoComune
Torino , giugno 11, 2008 16:52

Chissà perchè leggo questo articolo e mi viene da pensare al riscaldamento. Ancora chissà perchè la groenlandia bianca e completamente ghiacciata in inglese si chiama 'greenland' cioè terra verde....


giuliano rodelli
firenze , giugno 11, 2008 17:01

Lei dice: "Noi, la gente, siamo gli unici che possiamo fermare questa stretta mortale alla vera scienza".

Noi, la gente, siamo la maggioranza disorganizzata (Mosca)ostaggio di una minoranza organizzata.
Noi, la gente, siamo un mare di sabbia, di cui ci si acorge solo quando si prende il sole, privo di qualsiasi forma. Se riesce ad organizzare l'italiano sarò felice di sottoscrivere la tessera n. 1
Cordialità
Rodelli



Francesco
... , giugno 11, 2008 19:12

E' vero che gli "scienziati" si credono superiori e quindi pensano di pontificare su tutto. Questo credo cha accada per via della loro forma mentis.
Infatti lo studioso ha come abitudine quella di indagare le cose (qualsiasi cosa) ed è, quindi, potenzialmente abile a risolvere qualsiasi problema. Spesso questa consapevolezza di avere un metodo "infallibile" unita al fatto di sapere (la prosopopea dei sapienti) cose della natura anche molto segrete li fa dimenticare della necessaria umiltà.
Un uomo ancorchè intelligente ed abituato ad indagare non può mai sapere tutto o capire tutto in poco tempo a meno di non essere un grande superficiale (se inconsapevole di ciò) o un ingannatore (se consapevole della sua incapacita, ma non lo dirà mai in pubblico...).

Per contro l'uomo comune ha una concezione dello scienziato come di uno che cerca la verità (sic!), quasi di un puro. In realtà non si rende conto che gli scienziati sono un gruppo di uomini come gli altri e che soffrono delle dinamiche di tutti gli uomini (invidie perversioni tradimenti ecc. ecc). Quindi le parole degli scienziati dovrebbero essere comunque ascolatate e valutate e non accettate perchè "ipse dixit".



michael
roma , giugno 11, 2008 20:08

uomocomune,
la terra di groenlandia prende il nome da un errore di erik il rosso.
lo sa tutta la scandinavia, ma per i malati di "controluogocomunismo" é una cosa da collegare ai mali "giudeo-masso-moderno-nichil-satanisti"

la terra É tonda, a alla fine é stato detto e accetato, o no?
qualunqie sistema fa della conoscenza corrente il potere, perché non dovrebbe funzionare cosí la comunitá scientifica?
la lentezza necessaria ad accettare una teoria nuova spesso é dovuta al fatto che la vecchia funziona ancora benissimo per "quasi tutto", quindi ci si pensa due volte e tutti assieme, perché "chi lascia la via vecchia per la nuova...etc"

leggete piú libri di fisica, e meno s*******e
o un giorno o l´altro capiterete in horbiger e la sua teoria della terra cava, farete il paio con l´antisionismo, e la berrete con facilitá.




PaoloC
Bologna , giugno 11, 2008 20:30

Io sono un ricercatore che dopo il dottorato ha cominciato a lavorare al CNR, ora dopo molti anni ed una lunga gavetta sono assunto a tempo indeterminato con contratto ministeriale e ho ottenuto anche la docenza. Secondo il gergo comune potrei considerarmi uno scienziato, visto che ho anche fatto diverse pubblicazioni ed esposto i miei lavori a diversi convegni.

Non mi riconosco affatto in quel che si dice qui. Non siamo esseri superiori e non ci consideriamo superiori. Siamo solo relativamente esperti nell'ambito delle nostre specializzazioni. Il nostro metodo non è infallibile.
Diciamo la verità, noi siamo molto più coscienti dei limiti della scienza, più di quanto sarebbero disposti a pensare i lettori di SuperQuark, Newton o Focus, proprio per il fatto che ogni giorno ci scontriamo con questi limiti.
Nel mio ambiente posso dire che chi si occupa di scienza conosce molto bene l'umiltà.




Giuseppe
Vicenza , giugno 11, 2008 21:59

Appuntamento con Einstein
ridotto da Dino Buzzati, Sessanta Racconti, Premio Strega 1958
In un tardo pomeriggio di ottobre Albert Einstein dopo una giornata di lavoro, passeggiava per i viali di Princeton, e quel giorno era solo, quando gli capitò una cosa straordinaria. A un tratto, e senza nessuna speciale ragione, egli concepì quello che per l'intera vita aveva sperato inutilmente. D'un subito Einstein vide intorno a sé lo spazio cosiddetto curvo, e lo poteva rimirare per diritto e per rovescio…. Il fenomeno avveniva nel silenzio e non ci furono feste al temerario. Non fanfare, interviste, medaglie di benemerenza perché era un trionfo assolutamente personale e lui poteva dire: ho concepito lo spazio curvo, però non aveva documenti, fotografie o altro per dimostrare che era vero. E benché egli fosse un uomo saggio, che non si preoccupava della gloria, tuttavia in quei momenti si considerò fuori del gregge come un miserabile tra i miserabili che si accorge di avere le tasche piene d'oro. Il sentimento dell'orgoglio si impadronì quindi di lui. Ma proprio allora, quasi a punizione, con la stessa rapidità con cui era venuta, quella misteriosa verità disparve.
Contemporaneamente Einstein si accorse di trovarsi in un posto mai prima veduto. Egli camminava cioè in un lungo viale costeggiato tutto da siepi, senza case né ville né baracche. C'era soltanto una colonnetta di benzina a strisce gialle e nere. E vicino, su un panchetto di legno, un negro in attesa dei clienti. Costui portava un paio di calzoni-grembiule e in testa un berretto rosso da baseball. Einstein lo aveva appena sorpassato, che il negro si alzo, I fece alcuni passi verso di lui e: “Signore!” disse. Così in piedi, risultava altissimo, più bello che brutto, di fattezze africane, formidabile; e nella vastità azzurra del vespero il suo sorriso bianco risplendeva. “Signore” disse il negro “avete fuoco?” e mostrava un mozzicone di sigaretta. “Non fumo” rispose Einstein fermatosi più che altro per la meraviglia. Il negro allora: “E non mi pagate da bere?”. Era alto, giovane, selvaggio. Einstein cercò invano nelle tasche: “Non so… con me non ho niente… non ho l'abitudine… spiacente proprio”. E fece per andare. “Grazie lo stesso” disse il negro “ma… scusate…” “Che cosa vuoi ancora?” fece Einstein. “Ho bisogno di voi. Sono qui apposta.” “Bisogno di me? Ma che cosa…?” Il negro disse: “Ho bisogno di voi per una cosa segreta. E non la dirò che nell'orecchio”. I suoi denti biancheggiavano più che mai perché intanto si era fatto buio. Poi si chinò all'orecchio dell'altro: “Sono il diavolo Iblìs” mormorò “sono l'Angelo della Morte e devo prendere la tua anima”. Einstein arretrò di un passo. “Ho l'impressione” la voce si era fatta dura “ho l'impressione che tu abbia bevuto troppo.” “Sono l'Angelo della Morte” ripeté il negro. “Guarda.” Si avvicinò alla siepe, ne strappò un ramo e in pochi istanti le foglie cambiarono colore, si accartocciarono, poi divennero grigie. Il negro ci soffiò sopra. E tutto, foglie, rametti e gambo volò via in una polvere minuta. Einstein chinò il capo: “Accidenti. Ci siamo allora... Ma proprio qui, stasera... sulla strada?” “Questo è l'incarico che ho avuto.” Einstein si guardò intorno, ma non c'era anima viva. Il viale, i lampioni accesi e laggiù in fondo, all'incrocio, luci di automobili. Guardò anche il cielo; il quale era limpido, con tutte le sue stelle a posto. Venere proprio allora tramontava. Einstein disse: “Senti, dammi tempo un mese. Proprio adesso sei venuto che sto per terminare un mio lavoro. Non ti chiedo che un mese”. “Ciò che tu vuoi scoprire” fece il negro “lo saprai subito di là, basta che tu mi segua.” “Non è lo stesso. Che conta ciò che sapremo di là senza fatica? Un lavoro di notevole interesse, il mio. Ci fatico da trent'anni. E ormai mi manca poco…” Il negro sogghignò: “Un mese, hai detto?.... Ma fra un mese non cercare di nasconderti. Anche se ti trasferissi nella miniera più profonda, là io ti saprò subito trovare”. Einstein voleva ancora fargli una domanda, ma l'altro si era dileguato. Un mese è lungo se si aspetta la persona amata, è molto breve se chi deve giungere è il messaggero della morte, più corto di un respiro. Passò l'intero mese e di sera, riuscito a restar solo, Einstein si portò sul luogo convenuto. C'era la colonnetta di benzina e c'era la panca con il negro, solo che adesso sopra la tuta aveva un vecchio cappotto militare: faceva freddo, infatti. “Sono qui” disse Einstein, toccandogli una spalla con la mano. “E quel lavoro? Terminato?” “Non è finito” disse lo scienziato mestamente. “Lasciami ancora un mese! Mi basta, giuro. Stavolta sono sicuro di riuscire. Credimi: ci ho dato dentro giorno e notte ma non ho fatto in tempo. Però mi manca poco.” Il negro, senza voltarsi, alzò le spalle: “Tutti uguali voi uomini. Non siete mai contenti. Vi inginocchiate per avere una proroga. E poi c'è sempre qualche pretesto buono...”. “Ma è una cosa difficile.” “Oh, conosco, conosco” fece l'Angelo della Morte.
Tacquero. C'era nebbia, notte già da inverno, disagio, voglia di restare in casa. “E allora?” chiese Einstein. “Allora va... Ma un mese passa presto.” Passò sveltissimo. Mai quattro settimane furono divorate con tanta avidità dal tempo. E soffiò un vento gelido quella sera di dicembre, facendo scricchiolare sull'asfalto le ultime raminghe foglie: all'aria tremolava, di sotto al basco, la bianca criniera del sapiente. C'era sempre la colonnetta di benzina, e accanto c'era il negro con un passamontagna in testa, accoccolato come se dormisse. Einstein gli si fece vicino, timidamente gli toccò una spalla. “Eccomi qui.” Il negro si stringeva nel cappotto, batteva i denti per il freddo. “Sei tu?” “Sì, sono io.” “Finito, allora?” “Sì grazie a Dio, ho finito.” “Terminato il grande match? Hai trovato quello che cercavi? Hai schiodato l'universo?” Einstein tossicchiò: “Sì” disse scherzosamente “in certo modo l'universo adesso è in ordine”. “Allora vieni? Sei ben disposto al viaggio?” “Eh, certo. Questo era nei patti.” D'un botto il negro balzo in piedi e fece una risata classica da negro. Poi diede, con l'indice teso della destra, un colpo sullo stomaco di Einstein, che quasi perse l'equilibrio. “Va’, va’, vecchia canaglia… Torna a casa e corri, se non vuoi prenderti una congestione polmonare... Di te, per ora, non me ne importa niente.” “Mi lasci?... E allora, perché tutte quelle storie?» “Importava che tu finissi il tuo lavoro. Nient'altro. E ci sono riuscito... Dio sa, se non ti mettevo quella paura addosso, quanto l'avresti tirata ancora in lungo.” “Il mio lavoro? E che te ne importava?” Il negro rise: “A me niente... Ma sono i capi, laggiù, i demòni grossi. Dicono che già le tue prime scoperte gli erano state di estrema utilità... Tu non ne hai colpa, ma è così. Ti piaccia o no, caro professore, l'Inferno se ne è giovato molto... Ora fa assegnamento sulle nuove...” “Sciocchezze!” disse irritato Einstein. “Che vuoi trovare al mondo di più innocente? Piccole formulette sono, pure astrazioni, inoffensive, disinteressate...” “E bravo!” gridò Iblìs, dandogli un altro botto con il dito, nel mezzo dello stomaco. “E bravo! Così, mi avrebbero spedito per niente? Si sarebbero sbagliati, secondo te?... No, no, tu hai lavorato bene. I miei, laggiù, saranno soddisfatti... Oh se tu sapessi!” “Se io sapessi cosa?” Ma l'altro era svanito. Né si vedeva più la colonnetta di benzina. Solo la notte, e il vento e lontano, laggiù, un andirivieni di automobili. A Princeton, New Jersey.



Angela
Milano , giugno 11, 2008 22:14

Io penso che sia fondamentale tornare allo studio della filosofia, per non perdere l'abitudine alla logica, alla visione d'insieme, ai perche' e alla connessione di causa con effetto. Questo serve sia per la propria professione, qualunque sia, sia per fare scelte ragionate nella vita che per saper valutare cio' che ci viene proposto da politici e dai titolari della scienza moderna. Per riabituarsi a ragionare. Serve la filosofia ? Oggi piu' che mai.


Lorenzo
P. Torres , giugno 11, 2008 22:31

Per Paolo C. da Bologna

Io non sono propriamente uno scienziato ma solo un tecnico di laboratorio. Evidentemente il signor Paolo parla di chi la scienza la coltiva sul serio. Di chi sta in prima linea, senza riflettori, né telecamere o altro. Il problema non sono certo i ricercatori seri ma quegli "scienziati da copertina" che sono famosi non per le loro reali competenze, ma per la statura gonfiata e super-gonfiata dai mass-media. Ecco sono loro che "pontificano" e sdottorano su di tutto! Io infatti non paragonerei certo un Mario Tozzi ad un Mercalli o ad un Aroun Tazief, eppure se ci fate caso il Tozzi, come l'Odifreddi, sdottora su di tutto... Non so se mi sono spiegato.



Andrea
Catania , giugno 11, 2008 22:45

Fondalmente non capisco la ragione di questo articolo.
Sarà perchè sono un ingegnere ( quindi facente parte della setta degli scientisti volti a ditruggere il mondo ed annichilire gli uomini ), ma francamente vorrei capire cosa vuole dire l'autore.
SE accusare il mondo accademico di aver bloccato innovazioni e scoperte fondamentali ( e fin qui ci siamo, non è una novità),o aver bloccato lo sviluppo psichico dell'umanità bloccando l'accesso a realtà multidimensionali ( e qui sento odore di X-files... ).
Insomma è un articolo che parla di alcune cose risapute ed altre quantomeno discutibili, personalmente lo trovo inutile ed incocludente, anzi se si è interessati all'argomento dell'ortodossia nel mondo scientifico e lo si vuole analizzare in maniera seria ed approfondita consiglio il seguente libro :

Il Genio incompreso
Federico Di Trocchio
Mondadori Oscar Saggi, 1997

http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100446

Cordiali Saluti

Andrea



nicola
forlì , giugno 11, 2008 22:49

Michael dice che la terra di groenlandia prende il nome da un errore di erik il rosso;Tavanata pazzesca!
La Groenlandia(terra verde)all'epoca di quei primi colonizzatori scandinavi,aveva una larga fascia costiera di alcuni chilometri nell'entroterra effettivamente sgombra dai ghiacci,con un fitto mare d'erba,da cui il nome.
Una condizione per fondarvi delle colonie stabili,la chiesa addirittura vi stabilì dei vescovadi con tanto di edificio ecclesiastico(naturalmente in legno).
Ma nel giro di qualche secolo i ghiacci ripresero il sopravvento e le colonie furono abbandonate.
Anche il direttore,in alcuni suoi articoli,ha parlato di piccola glaciazione che attanagliò in quei secoli l'emisfero boreale.

In qesto caso bisogna leggere qualche libro di storia specialistico(naturalmente da me posseduti)e non solo qelli di fisica.

Saluti



marco
... , giugno 11, 2008 23:13

E' ovvio che il lettore si riferisce alla scienza che è pappa e ciccia col potere, e il riferiment alla Royal Society di Londra è perfetto.


Per esperiena mia... sono membro associato della Royal Society of Chemistry, per cui ricevo mensilmente il bollettinojournal. Posso garantire che le sue pagine trasudano di "corporate science"... ricordo poi che chi non è allineato i fondi per la ricerca se li scorda.

Per Michael,
la storia della scienza che metebolizza sè stessa è una grossa balla.
Che strano...le teorie rivoluzionarie che fanno comodo alla fine ce la fanno e in fretta - vedi Darwin o Nash -

quelle che pestano troppi piedi non si sentono più.

Sono qua che aspetto la rivincita della fusione fredda








Mercuzio
Cesena , giugno 12, 2008 09:41

Vorrei ricordare il Dr Hamer che ha scoperto come si può trovare un tumore leggendo una semplice Tac cerebrale, e non facendo biopsie, inoltre ha scoperto 5 leggi che dicono come si manifesta e come si può tradurre un tumore, che non è una malattia, ma la soluzione, la guarigione che il corpo
adotta in maniera biologica, sta a noi capirla, e seguirla...da primario oncologo è finito radiato dall'albo dei medici esule in Spagna...



PaoloC
Bologna , giugno 12, 2008 14:35

@ Lorenzo P. Torres.
Si è spiegato benissimo, evidentemente allora il problema è un problema di comunicazione tra la scienza e la gente. Contrariamente a quanto si pensa, non esiste una scienza ufficiale, anche se esistono delle istituzioni che vorrebbero rapresentarla. Questo è un concetto molto difficile da afferrare. Proprio per questo, non esiste alcun organismo e nessun referente che possa vietare a chichessia di esprimersi in pubblico a nome della scienza. Va inteso che questo approccio può essere esercitato in buona fede, per comunicare fatti di scienza, ma anche in cattiva fede come speculazione a vantaggio della propria fama personale. Purtroppo questa distinzione è rimandata, haimé, al giudizio della gente comune, che il più delle volte finisce col percepire la scienza in modo distorto.



AndreaUK
Oxford(RE) , giugno 12, 2008 15:29

"E' vero che gli "scienziati" si credono superiori e quindi pensano di pontificare su tutto. Questo credo cha accada per via della loro forma mentis.
Infatti lo studioso ha come abitudine quella di indagare le cose (qualsiasi cosa) ed è, quindi, potenzialmente abile a risolvere qualsiasi problema. Spesso questa consapevolezza di avere un metodo "infallibile" unita al fatto di sapere (la prosopopea dei sapienti) cose della natura anche molto segrete li fa dimenticare della necessaria umiltà.
Un uomo ancorchè intelligente ed abituato ad indagare non può mai sapere tutto o capire tutto in poco tempo a meno di non essere un grande superficiale (se inconsapevole di ciò) o un ingannatore (se consapevole della sua incapacita, ma non lo dirà mai in pubblico...).

Per contro l'uomo comune ha una concezione dello scienziato come di uno che cerca la verità (sic!), quasi di un puro. In realtà non si rende conto che gli scienziati sono un gruppo di uomini come gli altri e che soffrono delle dinamiche di tutti gli uomini (invidie perversioni tradimenti ecc. ecc). Quindi le parole degli scienziati dovrebbero essere comunque ascolatate e valutate e non accettate perchè "ipse dixit". "

Sostituisci "scienziati" con "sacerdoti" e il tuo ragionamento quadra lo stesso



Andrea
Milano , giugno 12, 2008 15:55

A proposito dello sguardo d' insieme, una volta la metafisica era definita come "la scienza che studia l' intero"


Francesco
... , giugno 12, 2008 22:05

@ PaoloC Bologna

Caro Paolo,
lei vivrà in un'isola felice. Anche io ho avuto modo di fare il suo stesso percorso, ma la percentuale di cosiddetti "scienziati" supponenti (università CNR ed altro) che io ho incontrato è molto più alta di quelli veri.

Per conto mio il "sapiente" (o supposto tale) subisce una fortissima ed umanissima tentazione che è appunto l'orgoglio intellettuale (anche inconsapevole) che lo porta
appunto a "sdottorare" su tutto. C'è chi lo fa con incoscienza e chi scientemente.
Non è affatto un problema di comunicatori della scienza. E' che oggi molti supposti scienziati sono così. Questo anche perchè la deriva culturale che viviamo tende a stimolare più questi comportamenti che non a stigmatizzarli.




Nico
Napoli , giugno 13, 2008 10:22

Quindi se gli scienziati, (insieme ai politici e a confindustria) ci dicono che i "termovalorizzatori" sono sicuri, possiamo avere qualche ragione per dubitare oppure no?
Grazie!



Domenico
Sanremo , giugno 15, 2008 17:24

Einstein e noto perche era giudeo, la media sionista lo porto avanti altrimenti nessuno l'avrebbe conosciuto, le sue scoperte furono rubbate a altri scienziati, il premio nobel lo prese perche i sionisti controllano anche questo,40% dei premi va a giudei, ma i giudei nel mondo sono solo 0.03,
la teoria relativa non e altro che la teoria della gravita.



G. B. Perasso
Genova , giugno 18, 2008 18:56

Quando si parla di ricercatori bisogna sempre tener presente che la vera grande primaria ricerca che tutti fanno è quella di trovare qualcuno che paghi loro lo stipendio; e raramente, direi mai, questo qualcuno è interessato alla Verità, ma piuttosto a che i denari da lui spesi diano lauti frutti, materiali o spirituali che siano.


Rasenna
livorno , giugno 18, 2008 21:20

Gli scienziati (o scientisti) come Michael fanno un senso di pena. Michael afferma " la terra É tonda, a alla fine é stato detto e accetato, o no?"
Caro il mio scienziato (o scientista), nel medioevo lo sapevano bene che la terra è tonda (anzi è uno sferoide) non dia retta agli illuministi nipotini di Voltaire che ci hanno raccontato scempiaggini in nome della scienza e dei lumi. Che la terra fosse tonda lo sapevano già gli antichi greci. Eratostene nato nel 276 a C. riusci, con un esperimeto scientifico, a misurare l'equatore, cioè il cerchio massimo della sfera terrestre. E' la scienza moderna con i suoi dogmatici sacerdoti scientisti che ci racconta balle e ci impone dogmi assurdi. Gli scienziati dell'antichità e del medioevo non raccontavano stronzate come Newton od Einstein.



SergioZ
Genova , giugno 26, 2008 13:21

Che la scienza ormai possa essere applicata solo in favore dell'industria sono sostanzialmente d'accordo, infatti molte cose mi chiedo se valeva davvero la pena che venissero inventate.
Quello che non gradisco molto è la neanche tanto velata convinzione che la religione sia la vera strada da percorrere:
Mi vengono in mente l' "estremismo cristiano" messo in atto nelle Crociate, il fanatismo religioso che permeava il medioevo (ma anche sino a meno di 100 anni fa) e l'estrema invadenza della Chiesa nella Res Pubblica italiana.
Mi vengono in mente Vesalio o Serveto, bruciati vivi perchè rei di aver affermato che il sangue non rimaneva immoto nelle vene ma scorreva pompato dal cuore.

Insomma mi piacerebbe un ritorno della religione e del calore umano, ma l'estremizzazione della fede l'abbiamo già vissuta nella Storia, e non mi risulta che abbia portato risultati diversi da quelli di una scienza mal indirizzata.




skywalker
skycity , settembre 03, 2008 16:23

Pienamente d'accordo con l'articolo,

mi è venuto in mente un vecchio film: "il pianeta delle scimmie" ... !
Ma ho pensato anche a molti scienziati outsider che hanno combattuto per far valere ipotesi, teorie con gli anni rivelatesi concrete ...

saluti
sky

ps: non dobbiamo mai dimenticare che la vera scienza è basata sull'osservazione.



Aldo Brunetti
Cosenza , settembre 10, 2008 10:29

Salve a tutti, porgo i miei più rispettosi saluti a chi ha avuto il coraggio di scrivere questo articolo e a chi l'ha pubblicato senza correggerlo... Voglio augurarmi che non sia stato corretto perchè se lo è stato... non voglio immaginare come era prima...

Bando alle ciance, mi presento: Mi chiamo Aldo e vivo a Cosenza e vorrei tanto conoscere chi ha scritto questo articolo perchè credo che non abbia molto chiaro quale sia il senso della scienza e della medicina in generale visto che ha ragionato con luoghi comuni e dicerie e provocazoni.

L'uomo non è infallibile bensì perfettibile e lo scienziato (essere umano)non sfugge all'appartenenza al genere umano. Quantomeno gli scienziati possono parlare di una sorta di infallibilità in senso lato, perchè da sempre sfidano le conoscenze dichiarate insuperabili... Dichiarate tali da chi?!? Vediamo un pò: ah si!!! Consideriamo Galilei e cerchiamo di vedere quale massima autorità del tempo promise di farlo fuori se avesse continuato con le sue astruse teorie... Ora mi sovviene: il Vaticano. Ora che ci penso gli scienziati non hanno pontificato un documento che dichiarava la loro infallibilità... bensì lo ha fatto un Papa, che non era neanche scienziato... Quindi converrete con me che l'infallibilità non si chiede ma si ottiene...

Se guardiamo ai nostri tempi più che recenti, vedremo che qualsiasi tentativo di cambiare in meglio lo Stato Italiano al livello di diritti civili, ricerca universitaria ed altro ha subito continue vessazioni e frustrazioni e risposte di chiusura da parte di... chi erano... ah certo!! Il Vaticano... il quale si è opposto all'estensione dei diritti civili ai conviventi di ogni sorta (cosa con la quale l'Europa non è molto d'accordo), il quale non ha mai mosso un dito per fare avere più finanziamenti con la sua vocina alla scienza e alla medicina, il quale per esempio non apre bocca sul fatto che le persone ricche possono curarsi e le povere persone invece rischiano di trovarsi un bisturi cucito addosso... Ma voi li avete mai visti in un ospedale pubblico?? Io no... Invece se vedete bene i ricercatori (scienziati massoni) ci vanno...
Lo stesso Vaticano che non ha mai aperto bocca sulla Massoneria e questo la dice lunga...

Per quanto riguarda Kell e la sua Deriva dei Continenti, ricordiamo che Galilei venne minacciato di morte se non avesse abiurato una teoria corretta...(da chi?)e ricordiamo che altre persone che avevano anche solo un pensiero diverso da quello ufficiale vennero BRUCIATE e UCCISE E TORTURATE, non minacciate e inondate di lettere di scherno... credo che l'avrebbero preferito pur di vivere.

Credo inoltre che sia un vero peccato definire la scienza una estensione della Massoneria e mettere sullo stesso piano la Medicina, perchè credo che chiunque studi e dimostri qualcosa ci metta la sua faccia, e rischi anche il fallimento. La Medicina ha fatto passi da gigante e inviterei l'autore dell'articolo a pensare o affermare una cosa del genere quando prende un'aspririna o un antibiotico, palesemente non inventato da altri che scienziati.

Infine, in merito alle stupidaggini compiute dalla scienza: tutti possono sbagliare ma, se ci pensate, gli errori non derivano mai dalle scoperte scientifiche, bensì dal loro cattivo utilizzo da parte degli uomini che, in fondo, sono pur sempre perfettibili in quanto umani. E poi...parliamoci chiaramente... tutte lo società hanno avuto gruppi di individui che hanno commesso atrocità e stupidaggini, ma se per questo credete sia giusto fermare il progresso scientifico... beh... la caverna meno umida è quella in fondo a destra... Buona fortuna e riflettete autonomamente.

Colgo l'occasione per ringraziare la redazione per la pubblicazione di questa risposta, e per l'occasione datami per confrontarmi.

Aldo Brunetti




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