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Globalizzazione inversa: questo è l'effetto collaterale indesiderato che si sta verificando. E' la globalizzazione che ha reso scarso e rincarato il greggio, è la speculazione globalizzata che ha fatto salire il rincari alle stelle. «Che senso ha comprare la merce dalla Cina quando il viaggio per mare da Shanghai rappresenta metà del valore del prodotto»? L’autarchia si impone da sè.

Arriva l’autarchia, e non abbiamo niente da metterci

Maurizio Blondet    12 giugno 2008
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Di colpo, sono tornati i dazi doganali. Ma non sono gli Stati a rialzarli per decisione politica. E’ il petrolio rincarato. Nel 2000, quando il petrolio costava 20 dollari il barile, il costo del trasporto per importare merci dalla Cina equivaleva a una tassa sull’import del 3%, un dazio modesto.

Oggi, il «dazio petrolifero» pesa sulle merci cinesi per il 9%, e toccherà l’11% quando il barile andrà a 150. Col barile a 200 «previsto» da Goldman Sachs e voluto dai Bilderberg, la tassa sull’import sarà del 20%: un dazio pesante, da protezionismo autarchico.

Fornisce queste informazioni il Times di Londra, (1) con questo commento del tutto inusuale per un giornale british, cioè ultraliberista: «Il prezzo del petrolio sta, con brutale efficienza, facendo mancare il fiato a un mostro del ventesimo secolo, la globalizzazione». La delocalizzazione (mandare le fabbriche là dove il lavoro costa poco) conviene ogni giorno di meno. «La distanza dal tuo cliente non è solo una sciocca questione di logistica. Oggi, che tu venda acciaio o fiori recisi, il costo del trasporto diventa un problema».

La Cina, vittima del suo successo, deve continuare ad importare migliaia di tonnellate di minerale di ferro, e carbone per fonderlo; ma il trasporto di una tonnellata di tali materiali dal Brasile a Shanghai «supera oggi i 100 dollari, costo equivalente al valore del minerale» trasportato.

Per contro, l’industria siderurgica americana è rinata a vita nuova: non solo grazie al dollaro basso, ma per «il muro tariffario eretto dal costo di spedire per nave attraverso il Pacifico prodotti pesanti e di basso valore aggiunto». I metallurgici statunitensi hanno smesso di denunciare il dumping cinese (vendita sottocosto); ora il danno è rovesciato, e lo subiscono i Paesi asiatici esportatori.

Insomma, ciò che non hanno voluto fare i politici, lo fa la globalizzazione stessa come effetto collaterale indesiderato: è la globalizzazione che ha reso scarso e rincarato il greggio, la globalizzazione ha reso Cina e India grandi consumatrici, è la speculazione globalizzata che ha fatto salire il rincari alle stelle.

Naturalmente il dazio «naturale» petrolifero non colpisce tutte le esportazioni ugualmente. Le merci piccole e costose, come medicinali, elettronica sofisticata come telefonini e computer, risentono poco del rincaro del trasporto trans-oceanico; ma i materiali grossi, voluminosi e pesanti sono diventati meno convenienti da importare: mobili, scarpe, macchinari di base, materiali da costruzione - «ciò che esporta la Cina in America» non sono più a buon prezzo.

Forse è un po’ presto per prevedere la rinascita delle aziende tessili italiane o inglesi, e la chiusura delle fabbriche del Guangdong, dice il Times; «ma c’è da chiedersi che senso ha comprare la merce dalla Cina quando il viaggio per mare da Shanghai rappresenta metà del valore del prodotto». Ciò vale ancor più per i prodotti agricoli freschi o in scatola che l’Europa e gli USA importano dal mondo intero. L’autarchia, che nessuno ha voluto perchè politicamente scorretta, si impone da sè.

E dove sono finite le nostre aziende tessili che ci serviranno presto? Dove le nostre coltivazioni nazionali, le vacche e gli allevamenti? Dove le centrali nucleari per sostituire un decimo dell’import di petrolio che arriva su costose petroliere? Dove sono le fabbriche di mobili che hanno chiuso per andare altrove? Dove sono le competenze, gli ingegneri, i tecnici, gli specializzati per fabbricare e coltivare?

Ecco, si avvicina l’autarchia - per necessità, come sempre - e non abbiamo niente da metterci. Soprattutto, non abbiamo guide politiche capaci di prendere atto della realtà.

Il capo della Banca Centrale Europea Trichet ha minacciato - con questi chiari di luna - di aumentare il tasso di sconto, che è già quasi il triplo di quello americano: Bernanke ha abbassato il tasso al 2%, mentre le minacce di Trichet hanno aumentato il nostro al 5,2%. Ciò non solo sopravvaluta l’euro e strangola le nostre esportazioni, ma è un disasatro economico-sociale per alcuni Paesi.

La Spagna, per esempio, alle prese con lo scoppio della bolla immobiliare (le case costano il 18% in meno rispetto al boom), ha anche il 98% dei mutui in essere che sono a tasso variabile; il rialzo dei tassi BCE manderà in rovina centinaia di migliaia di famiglie. Zapatero ha chiesto a Trichet di starsene zitto; ma la Germania ha preso le difese del gran cretino della BCE. Sostenendo che con i tassi alti, «Trichet ci difende dall’inflazione» (2). Tutti fanno finta di ignorare che l’inflazione non è cosa che Trichet abbia il potere di controllare: dipende dal rincaro di petrolio e cibo.

E’ l’idiozia al potere. E con quale arroganza. Pressati dai camionisti e dai pescatori, i francesi vogliono bloccare l’IVA sui carburanti. Puro buon senso. Ma la Commissione Europea glielo ha vietato. Jean-Pierre Jouvet, il ministro di Parigi per gli Affari Europei, è sbottato: «La proposta francese sarà discutibile, ma ciò che non è ammissibile è che in Europa si dica che non accade niente sul fronte delle materie prime». Se l’Europa continua a «negare i problemi», ha aggiunto, il rischio è «un divorzio tra l’Europa e i suoi cittadini». «Si deve sapere se in Europa si vuol fare una politica che risponda alle aspirazioni dei suoi cittadini o no; non è possibile dire ‘business as usual’ quando il barile del petrolio è triplicato».

Il divorzio dei popoli con questi burocrati di legno è quello che occorre, e d’urgenza. La Commissione europoide, commenta Dedefensa, con furore e fervore sta alzando le barricate contro «un intruso spaventoso: la realtà» (3). Continuano a predicare liberismo, globalizzazione, «stabilità», pareggi di bilancio, insomma le ricette che hanno imparato da Washington e che ripetono a memoria. E’ il progetto per cui sono stati selezionati, e che sono decisi a difendere, a costo di farci morire.




1) Carl Mortished, «Oil price crisis threatens to reverse globalization», Times, 11 giugno 2008.
2) Ambrose Evans-Pritchard, «Europe’s deep rift exposed over ECB interest rates policy», Telegraph, 11 giugno 2008.
3) «La Commission se doute-t’elle de quelque cose?», Dedefensa, 10 giugno 2008.


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Commenti : (62)
Alberto B.
Genova , giugno 12, 2008 11:13


parole sante.... e dove sono gli imprenditori ?
ma al Billionaire, tanto quello non verra' mai spostato
in Cina.



P.L.
Brescia , giugno 12, 2008 11:16

Da quando c'è l'euro si è assistito a:

- inflazione
- disoccupazione
- importazione di miseria e malattie
- speculazione finanziaria
- perdita di sovranità
- instabilità sociale

bel risultato no?



alberto
milano , giugno 12, 2008 11:22

beh io voglio andare controcorrente.
In questo momento in cui tutti dicono che la globalizzazione fa schifo io dico che essa è il futuro.
non può che andare così.
Ovviamente ci vuole moltissimo tempo e la globalizzazione, organizzata come è organizzata adesso è assolutamente da combattere perchè è devastante.
L'autarchia è un orizzonte anacronistico, forse più che la globalizzazione bisognerebbere combattere e rendere inoffensivi i miserabili speculatori



entropia
... , giugno 12, 2008 11:31

L'articolo corrisponde a verità.
settimana scorsa un nostro cliente ha giudicato interessanti i prezzi di un nostro tipo di valvole a solenoide rispetto a quelle cinesi che oltre tutto creano diversi problemi tecnici mentre le nostre non hanno mai causato resi per problemi qualitativi.
la frase usata è stata: "prezzi allineati e migliore qualità".
questo dopo anni in cui eravamo considerati bravi ma troppo cari e il nostro più grande successo è stato sopravvivere.
vedremo presto se l'uffcio acquisti prende la mazzetta dall'intermediario...




ciccio
milano , giugno 12, 2008 11:43


Per Alberto B Genova . E proprio cosi' gli imprenditori

sono al Bilionaire ma c'e' di piu' grave ,e cioe' che que

questo
CIARPAME di PUTTANIERI siano gli unici che si possano

definire imprenditori , perche' quelli veri non esistono

piu' in Italia



lorenzo mattioli
... , giugno 12, 2008 11:46

x alberto:
non c'e ideale senza corruzzione. che sia autarchia, monarchia, democrazia ,comunismo ...il problema e chi li porta avanti e chi li porta avanti sono sempre dei corrotti ...questo perche per andare al potere bisogno avere dei gran peli sullo stomaco e nessuna considerazione del prossimo (altrimenti come fare a farsi strada?)



leo
roma , giugno 12, 2008 11:58

Non è del tutto vero che Trichet non possa controllare l'inflazione visto che, in accordo con le altre principali banche centrali, ne è la causa diretta. D'altronde chi specula sulle materie prime lo fa indebitandosi con le banche che a loro volta sono alimentate dalle politiche monetarie delle BC.
Riguardo alla Cina e il tessile italiano commento nel seguente modo: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Infatti la nostra industria tessile oggi funziona in sub appalto a imprese cinesi sul territorio italiano che, schiavizzando la loro manodopera, impongono ritmi di produzione altissimi e prezzi bassissimi, tutto in nero, buttando fuori dal mercato i nostri terzisti che hanno deciso di non sub appaltare e di continuare con il loro lavoro e la loro competenza. Hanno portato il dumping a casa nostra, nei nostri distretti industriali.
Per colpire questo male bisogna partire dalla testa del pesce, ovvero le grandi firme che fanno finta di non vedere e che lucrano sui risparmi d costo.



davide
morano , giugno 12, 2008 11:58

Forse il tempo,come fa una madre permissiva con i propri figli,raccoglie i giochi che lasciano in giro...come diciamo a Modena,ogni tanto gli starebbe dato uno sculaccione nel culo..

x alberto:rispetto la tua idea,ma penso che la globalizzazione sia la piu' grande macchina schiacciapopoli mai inventata....



giulio larosa
pescara , giugno 12, 2008 11:59

Il protezionismo forzato tramite il petrolio e', come tutte le condizioni imposte dalla realta' sulla volonta' dei popoli e dei loro governi, una falsa fortuna.
Certo, le merci importate costano di piu' ma il petrolio pure costa di piu', per cui le scarpe prodotte a Nanchino costeranno di piu' esattamente come quelle prodotte a Pescara.
Pero'.... ecco i pero': a Pescara si paga la forza lavoro per 8 ore, si pagano i contributi, gli impianti devono avere depuratori ed altre attrezzature costosissime per non inquinare, si pagano tasse ecc.., tutti costi che a Nanchino non ci sono.
Risultato: le scarpe di Nanchino continuano ad essere convenienti, meno di prima ma pur sempre decisamente piu' convenienti.
Dobbiamo aggiungere qualcosa di nostro, qualcosa di giusto ed equo per rendere la concorrenza piu' onesta.
Ecco perche' penso che sia importante avere dei dazi, dazi proporzionali a certi parametri, eco-sociali.
La nazione esportatrice ha ratificato il protocollo di Kioto? NO? Allora dazio 10% (faccio un esempio, non sono un economista). I salari e le condizioni di lavoro nella nazione esportatrice sono agli stessi livelli o almeno confrontabili con quelli europei? NO? Un ulteriore tassa del 10% o del 5% se e' c'e'una situazione di democrazia, sindacati ecc..
Senza una compensazione delle differenze oggettive tra come si produce da noi e come si produce altrove il petrolio servira' a poco come agente protezionista.
Poi, ovviamente, c'e' quello che dice Blondet! Dopo che hai cancellato le fabbriche, dopo che non c'e' piu' un tecnico che abbia una idea di come si produce un paio di scarpe, di come si ripara o si progetta una linea di produzione, anche se teoricamente conviene produrre scarpe, nessuno sara' in grado di produrle e se ci prova, per molti anni produrra' merci scadenti che nessuno sara' disposto a comprare se non a prezzi stracciati ai quali non e' in grado di produrre.

Saluti
Giulio Larosa
Comitato Duesicilie Abruzzo



Alessandro
... , giugno 12, 2008 12:18

La globalizzazione ha in se un principio sbagliato, non tiene conto della dimensione geografica del mondo rispetto alla nostra capacita' di spostare le merci.

Gli stati locali hanno l'obbligo di provvedere ai fabbisogni di base dei propri cittadini.
Quello che manca puo' essere cercato all'estero.

NON SI PUO' E NON SI DEVE OBBLIGARE UNO STATO A PRODURRE MENO O DISTRUGGERE PARTE DELLA PROPRIO PRODUZIONE PERCHE' COSI' ORDINANO I TRATTATI INTERNAZIONALI.

alla malora i trattati contro natura.

la gloabalizzazione e' il futuro... proprio come lo e' la morte.






Rocco Gennari
Parma , giugno 12, 2008 12:22

X Larosa
un appunto: un conto è sottoscrivere Kyoto, altra cosa è seguire veramente le sue direttive, noi non lo facciamo. Dovremmo pagare una tassa per le esportazione nei paesi più virtuosi, idem per la sicurezza sul lavoro, abbiamo norme avanzate, dicono, ma abbiamo molti morti bianche. Vuol dire che non seguiamo le leggi che facciamo, noi saremmo nel giro di chi ci rimette. Insomma un paese come il nostro sarà sempre in difficoltà. Meno male che c'è il lavoro nero.



Riccardo
... , giugno 12, 2008 12:31

confido in una reazione.

nonostante l'istupidimento generale concertato e perseguito con meticolosità contro i popoli europei...
confido ancora in un loro risveglio.



Linuccio
... , giugno 12, 2008 12:37

Anche l'inflazione, la disoccupazione, il degrado, la povertà e la fame sono "orizzonti anacronistici", alberto.



THULE1960
roma , giugno 12, 2008 12:50

La dottrina del liberismo economico estremo e la sua pratica attuazione della globalizzazione sono gli strumenti inventati dalle elite sinarchiche mondialiste per conseguire (con arricchimento) il dominio politico-economico del pianeta.
L'Unione Europea costruita dai governanti servi è parte integrante di questo abominevole piano.
Tutto questo non può essere consentito.
Bisogna rendersi conto che è necessario scendere in guerra contro di loro e tutti i camerieri noachidi che li servono pur di assicurarsi porzioni di benessere personale.
Annientare le elite sinarchiche, il giudaismo talmudico, i nasoni calunniatori e corruttori è un dovere di giustizia prima ancora che una battaglia di libertà.



Matteo
Roma , giugno 12, 2008 13:01

Il divorzio tra cittadini ed eurocrazia non serve...
tra essi non c'è mai stato connubio.

Nessun europeo in viaggio in usa ha mai risposto ad un americano che gli chiedesse "di dove sei?" con "sono un europeo", abbiamo sempre risposto e lo faremo sempre, con:
"sono italiano", o ".. tedesco", o "...svedese", etc...

questa europa unita delle banche e delle massonerie, non è e non sarà mai europa unita dei popoli e delle culture.

Questa europa è nata per forza, a mezzo di inseminazione artificiale e parto cesareo, ed il neonato in vitro che ne deriva è un orrendo mostro divoratore di valori, identità, culture, economie,
tenuto in vita a fagocitare democrazia, dagli immondi massoni che lo hanno generato. Un affamato demente, che come si vede, non gode affatto di buona salute, ed il suo male è infettivo ed incurabile. Prima muore, meglio è!!!!




giancarlo
bergamo , giugno 12, 2008 13:03

Per chi vuole sapere il REALE valore del suo appartamento si rivolga alla banca americana GS la quale a comprato 93000 appartamenti in Renania per la modica cifra di 3,4 miliardi di euro ( notizia di oggi ore 06.12 in Yahoo finanza)Se la notizia sarebbe reale,il valore di un appartamento in una delle zone più ricche della Germania è di.....37000 euro.Ecco come si fa a infinocchiare la gente.


silvia
bo , giugno 12, 2008 13:12

Il Times della City fornisce notizie ipocrite,è il contrario di quello che scrive,delocalizzare conviene meno,ma l'industrializzazione "sporca"nei paesi in via di sviluppo,conviene molto:volete vivere bene,consumare giusto,avere i conforts moderni,l'aria il più pulita possibile,i cieli tersi,la sicurezza,il pieno alla macchina a poco prezzo,ecc?Allora? Sostituiamolo,ma lontano,a km di distanza,i lamenti delle persone che si andranno ad inquinare danno fastidio!Adesso vi ricattiamo un pò,con il barile a 200,con i dazi,con i rincari ,finchè non sarete costretti ad ammettere che qualcosa bisogna fare per resuscitare sardanapalo,che lo vogliamo far morire proprio adesso sul più bello!?.


Giuliano
... , giugno 12, 2008 13:19

Basta leggiucchiare qualcosina di economia politica.

L'inflazione è impossibile da tenere sotto controllo al 100%.

L'economia è come una coperta, puoi tirarla da una parte piuttosto che dall'altra,l'abilità sta nello spostarla per coprire tutti i punti possibili ma non puoi ingrandirla a paicimento.

La coperta è data.
Allo stesso modo l'economia.

Trichet può rendere più costoso indebitarsi(e quindi "deprimere" la crescita e la creazione di posti di lavoro e quindi ricchezza sperando però di tenere i prezzi fermi) aumentando il tasso di sconto ma se l'inflazione cresce vertiginosamente,se i salari rincorrono disperatamente l'inflazione e l'inflazione cresce a dismisura diventa persino dannoso, in un momento di crescita anemica dell'economia tentare una difesa ad oltranza di una battaglia persa.

Già Keynes l'aveva capito.
Il problema non era l'offerta come credevano i monetaristi ultrà dell'epoca,ma la domanda inesistente



unoqualunque
... , giugno 12, 2008 13:24

Continuo a pensare che l'innalzamento del TUS sia un fatto ormai dovuto. Che lo si voglia o no con un'inflazione reale al 12 - 15% non si può tenere il tasso al 5% o meno all'infinito. Prima o poi lo dovranno per lo meno quadruplicare, a meno che non si voglia assistere ad una svendita totale delle obbligazioni di Stato da parte di chi le detiene. Questo significherebbe il disastro monetario e il completo esproprio del popolo della propria moneta. Trichet si trova in una posizione poco invidiabile. Se da retta ai latini manda a monte l'Euro come moneta. Se da retta ai teutonici rischia l'uscita di buona parte dei Paesi UE dall'Euro.


illupodeicieli
Cagliari , giugno 12, 2008 13:45

Da noi si lamentano che il porto canale di Cagliari non riceve più i carichi provenienti dalla Cina:infatti i container sono stati dirottati verso Gioia Tauro. Peccato che proprio di fronte alla Spagna abbiamo il porto canale di Oristano. C'era quindi già un porto canale e ne abbiamo costruito un altro (la cui costruzione è durata ,salvo errore, più di vent'anni) che scarsamente utilizzato. Ciò che invece ci viene chiesto,e non viene fatto, è di realizzare un molo con un terminal decente per far attraccare le navi da crociera che ora devono sostare un po' distanti dal centro città. In poche parole occorre attenzione,anche e sopratutto in questo momento, a come si può e si vuole re-agire al caro energetico e alla crisi occupazionale.


RAI TRE
... , giugno 12, 2008 14:22

SI INTERVISTANO GLI IRLANDESI CHE SI ACCINGONO A VOTARE PER LA RATIFICA DEL TRATTATO DI LISBONA...
PRIMO INTERVISTATO CON MOTIVAZIONI DISCUTIBILI SI DICE FAVOREVOLE...
SECONDO INTERVISTATO...IDEM CON PATATE...
QUALCUNO SA DARMI NOTIZIE DELLA "PAV CONDICIO"?
ANDREMO A CHI L'HA VISTO?
SE FOSSI FOCO...ARDEREI LA RAI...



giaki
... , giugno 12, 2008 14:38

finalmente un articolo che dà speranza


Matteo
ROMA , giugno 12, 2008 15:21

Tutte le interviste che la rai e mediaset hanno mandato in onda sul referendum irlandese hanno un unico denominatore comune: TUTTI PER IL SI.... sarà un caso che non hanno intervistato nessun contrario????

Probabilmente anche in irlanda, il broglio è servito pronto
già prima che si voti....

e i servi mediatici d'europa sono già tutti istruiti e proni
all'ordine del padrone massone.

vedremo...



Carmelo.
Messina. , giugno 12, 2008 15:33

Circa il trasporto di merci in tempi di caro petrolio,forse l'alternativa c'è:


www.aerosml.com/aeroscraft_cargo.asp


www.aerospace-technology.com/projects/cargolifter/

www.defense-update.com/events/2007/summary/auvsi07_6monster.htm



Miles
Pisa , giugno 12, 2008 15:36

Non appare verosimile che il fenomeno della “autarchia” da “caro petrolio“ non sia stato previsto dalle Forze Segrete della Rivoluzione, che controllano il mondo (le quali – proprio nei giorni scorsi – hanno inviato i loro rappresentanti alla riunione di coordinamento mondiale sotto “etichetta” Bilderberg in Virginia): anche se i “loro” giornalisti manifestano stupore, ciò non dimostra che lo provino realmente.

Negli anni passati, con il “libero mercato mondiale”, le Forze hanno operato concentrazione economica: pié grande il mercato, minore lo spazio per negozi, botteghe artigiane, liberi professionisti singoli...

Quanto alla “dislocazione” geografica, le Forze hanno prodotto il trasferimento di ricchezza e di posti di lavoro verso la Cina rossa, nonché verso l’India, ai danni dell’Occidente; i “loro” politici (in particolare nell’UE), hanno operato la non-difesa dall’invasione commerciale (che dalla Cina è realizzata a un “costo del lavoro” da schiavi); in questo modo, la Cina rossa è stata “rimborsata” per il colossale “prestito di guerra” agli USA (realizzato tramite acquisto di titoli pubblici “carta straccia” USA).

Quanto all’Italia, tramite l’inganno (per cui la gente ha pensato «Un euro = Mille lire»), le Forze hanno realizzato un furto tutto particolare nei confronti degli italiani (di cultura cattolica, anche se ormai poco di Fede cattolica), che successivamente si sono assuefatti a un minore potere d’acquisto.

Il fenomeno – in misura minore – è ovviamente avvenuto per gli Occidentali in genere: le Forze li hanno assuefatti a un piú basso tenore di vita.


Adesso le Forze hanno deciso di diminuire di favorire la Cina rossa, nonché l’India. Non hanno però deciso di cessare di derubare gli Occidentali, seppure con modalità diversa; dal punto di vista del giudaismo in particolare, è d’obbligo togliere ai non-ebrei – oltre che la moralità – anche i beni materiali e i diritti politici (che “spettano” ai soli ebrei).

Quanto agli effetti “a breve”, io non sono in grado di valutare la misura in cui il petrolio “a peso d’oro” si rifletterà sui costi delle guerre in Iraq e in Afghanistan.

Una delle conseguenze – però – mi è chiara: sarà piú costoso raggiungere altre persone per organizzarsi con esse contro il potere delle Forze; sarà piú costoso anche semplicemente partecipare a manifestazioni di protesta che non si svolgano proprio “sotto casa”.

E quanto agli europei, per protestare si tratterebbe – sempre piú – di andare... fino a Bruxelles! Infatti (e speriamo che al referendum la maggioranza degli Irlandesi non si lasci ingannare!), sempre piú i nostri politici ci diranno che “non dipende da loro”, e che “non sono loro a decidere”... perché tutto viene deciso a Bruxelles!

Perfino la bolletta del gas sbagliata, l’impiegato allo sportello ora non me la stampa – corretta – lí per lí, come accadeva fino a un anno fa; ora la “pratica” deve passare dal Centro Elaborazione Dati (a Napoli, mentre altri uffici si trovano a Milano e altri ancora a Torino), che poi me la spedisce (un’altra!) per posta: anche nelle piccole faccende di vita quotidiana, ci stanno assuefacendo a non avere nessuno che “renda conto” a noi sul posto.

E se prima era caro andare a protestare fino a Roma (per gli italiani) o a Parigi (per i francesi), o a Berlino (per i tedeschi), o a Madrid (per gli spagnoli), etc., figuriamoci cosa accadrà con l’accentramento eurocratico.

Io so che – anche in termini economici – qualunque modalità di espressione di protesta contro i politici appartenenti alle Forze Segrete della Rivoluzione (e contro i giudici appartenenti alle Forze, incaricati – se diciamo qualcosa che a “loro” non piace – di metterci in galera!) sarà sempre piú difficile.

E sarà sempre piú costosa anche la bolletta elettrica – il cui importo cresce con il “caro petrolio“ – e con cui paghiamo la corrente per collegarci a qualche sito indipendente...

... finché – s’intende – lo lasciano sopravvivere!



alberto
milano , giugno 12, 2008 15:37

x tutti quelli che mi hanno risposto:

ribadisco che a mio avviso la globalizzazione è il futuro ma concordo assolutamente con tutti voi che il modo in cui è stata portata avanti è stato criminale e non ha portato finora altro che disoccupazione, sfruttamento, impoverimento generale e devastazione sociale.
Speriamo che venga organizzata in un altro modo e possa portare un po' di prosperità economica ai popoli



Titti
Roma , giugno 12, 2008 15:40

Il tarlo, il ns direttore l’ha già spiegato nel suo articolo: Sta per scoppiare la bolla derivati….ma non so se è l’unico tarlo. Forse c’è qualcosa di ben più ingarbugliato. Un meccanismo a nostri occhi troppo ingarbugliato per essere visto, ma nella sua volontà estremamente chiaro. Beh, magari è meglio non capire…..e cercare di vivere la vita sul “border line” e cercare di non farsi infinocchiare del tutto. Comunque Matteo di Roma ha ragione, per ora, ma penso che questa Europa, forzata nella sua unione, fa parte di quel piano ingarbugliato. E’ come un processo inevitabile, ben definito, che farà si che la massa verrà domata a vivere come degli automa…..ma finché non riusciranno a controllare i nostri pensieri, fino ad allora possiamo gioire della nostra presenza qui……..


Andrea
Catania , giugno 12, 2008 16:01

Egregio Direttore.

Penso sia utile,riguardo al nucleare come "soluzione" che lei, e non solo lei, sostiene per i problemi energetico, dare una occhiata al pensiero del prof.Carlo Rubbia sull'argomento :

http://www.youtube.com/watch?v=51Mz4KO7Yv4

Cordiali Saluti

Andrea



Manuel
Brescia , giugno 12, 2008 16:16

non lo so... forse non è poi un male questo Euro (non parlo dei tempi e dei modi di introduzione, soprattutto in italia e soprattutto ad opera di Prodi e Ciampi).
Mi sembra di intravvedere dietro a tutto un disegno ben preciso... forse mi sbaglio.
Oggi l'Euro è di fatto la valuta che più probabilmente potrà sostituire il Dollaro negli gli scambi mondiali. Molti Paesi hanno da subito riconvertito parte delle loro riserve da dollaro a euro. Il petrolio, scambiato in dollari, è alle stelle, negli USA il prezzo in percentuale è salito stratosfericamente, da noi, per effetto del cambio, molto meno. Si, i paesi produttori si stanno riempiendo di dollari, la Cina ha reinvestito parte del prodotto del suo portentoso sviluppo comprando gran parte del debito pubblico USA, che è in dollari. Ma se il dollaro domani crolla con il crollo ovvio e quasi inevitabile degli USA, si troveranno comunque con in mano un mucchio di carta straccia. Noi, vecchia Europa, la svangheremo ancora una volta?



Andrea
Verona , giugno 12, 2008 16:22

Egregio direttore, la seguo da sempre e la stimo moltissimo. Tuttavia, quando dice queste cose

"Tutti fanno finta di ignorare che l’inflazione non è cosa che Trichet abbia il potere di controllare: dipende dal rincaro di petrolio e cibo."

le suggerisco di rispolverare i vecchi manuali di economia. Confonde l'inflazione col rincaro in questo modo.

L'inflazione creata dall'emissione di nuova moneta che NON viene assorbita dalla produzione non è come il rincaro generale dei prezzi dovuto al petrolio, per quanto simili possano sembrare molti effetti.

Con stima

Andrea



ettore
spotorno , giugno 12, 2008 17:16

@giulio larosa
Perfettamente d'accordo con Lei. manca solo il seguente caso:
sei un'azienda italiana che ha delocalizzato la produzione all'estero lasciando disoccupati, cassaintegrati e prepensionati sulle spalle della Nazione tranne poi riempirti la bocca di frasi del tipo “L'italianita' da difendere” , “La necessita' delle ricerca e dello sviluppo”, “La flessibilita' (che non basta mai) per affrontare le sfide globali”?
Bene...o vendi dove produci oppure se vuoi vendere in Italia paghi una tassa del 1500% per ripagare la Nazione che ti ha fatto diventare un grande azienda (ma neanche tanto, a causa della tua nuova classe dirigente, se poi scappi come un “sorcio” quando la barca rischia di affondare invece di combattere e remare). Inoltre ogni tua rendita diretta od indiretta di monopolio in Italia (energia, servizi, telecomunicazioni, assicurazioni ecc...) ti verra' tolta e passera' in mano a chi vuole REALMENTE INVESTIRE IN QUESTO PAESE.

A proposito...i bravi imprenditori italiani laboriosi, i capitani coraggiosi, i benefattori illuminati, le eccellenze tecnologiche “leader mondiali nel settore” che dovevano fare una “cordata” per Alitalia, dove sono andati a finire? A puttane ovviamente...
Infatti le puttane in cooperativa, lo sa bene la ministra Carfagna, saranno quelle che in futuro salvaguarderanno il PIL del nostro Paese [1].
Prima gli extracomunitari ora le bagasce ecco la grande ricerca tecnologica. Se fossi uno di questi imprenditori mi vergognerei, un stato emozionale che questi “signori” ma sopratutto queste “signore” non conoscono.


[1]http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=82600



enrico
bologna , giugno 12, 2008 17:24

Buonasera a tutti,
e se il prezzo del barile scendesse di colpo ?
Con tutto questi proclami di un rialzo che arriverà a 200 dollari, quanti stanno investendo denari su questa previsone ?
E, se avvenisse il contrario ?
Nessuno si ricorda il botto che fece la borsa anni addietro ?
Il prezzo del barile, dopo l'estate, scenderà.
Attenzione.

grazie
enrico

ps
La sconfitta dell'Italia per 3 a 0 con l'Olanda, era pagata (nella ricevitoria sotto casa) 45.



GIO SCOTTI
MI , giugno 12, 2008 18:14

In effetti in questo momento agli imprenditori piu'
accorti conviene veramente andare al Billionaire -
comunque Briatore lo ha venduto a dei russi-
perchè sarà possibile lavorare facendo profitti solo
quando l'Euro sarà inevitabilemte crollato e questo
succederà molto presto quando la Germania non troverà piu' nessuno disposto a comprare le sue costosissme auto di superlusso superinquinati e bevitrici(ma non e' il caso di impianti industriali o macchinari utensili per meccanica ed industria plastica : tutto li'ormai viene prodotto da affidabilissime fabbriche in Turchia a costo di manodopera ovviamente stracciata.)
Uno come Trichet dovrebbe venir fatto saltare per aria
in stile libanese - D'altra parte era pur stato il capo massone Mazzini a teorizzare per primo l'uso del terrorismo politico - vedere polemiche con Marx..
e tutto sommato Trichet non e' nemmeno un politico e
forse non e' nemmeno un banchiere: e' un teorico campato
per aria come Padoa Schioppa inventore dell'euro (lo possino..) Oltre tutto questi personaggi sono totalmente
inamovibili - sembrano veramente loro gli unti dal signore altro che il nostro rimba-cav. Il probelma e' che
ci basiamo su dei Frattini totalmente asserviti
a dei poteri che neppure ci vogliono tra i piedi come
e' il caso della Merkel - ma anche del nazisocialista
Scultz che ne ha dette pure lui di tutti i colori al
defunto centrosin italiota capitanato da Weltroni.
Ma lo vogliamo capire che non ci vogliono nemmeno
far partecipare ai loro patetici banchetti da avvoltoi? Ma andiamocene da questo cadavere putrefatto che si chiama forse ancora per poco Europa ! C'e' chi dice: ma bravo ed allora con chi ci mettiamo? coi musulmani? Mah forse dovremmo ritornare
a noi stessi in base al motto chi fa da se fa per tre o meglio al ducesco molti nemici molto onore..Certo che dispiace ammetterlo ma il mondo musulmano oggi e' piu' dinamico ed in evoluzione (si spera postiva e'
ovvio )- del nostro anche se certamente l'asia orientale e' da tempo la vera locomotiva nel mondo ed in fondo sono gli immigrati cinesi o coreani a tenere in
piedi l'agonizzante economia USA. Comunque da anni
WALMART vende pur sempre solo robaccia cinese..soprattutto ad altri cinesi o messicani- anche via internet - basta andare sul loro sito..



Orfanello
Roma , giugno 12, 2008 19:20

Pur non essendo un economista, credo che il suggerimento datoci da Andrea debba essere rivolto a se stesso. Infatti, siamo in piena e conclamata inflazione, data appunto dalla enorme quantità di moneta che gli USA continua a sfornare


Cincinnato1961
middle italy , giugno 12, 2008 19:21

Direttore Blondet mi meraviglio di lei, solitamente attento e riflessivo.
" è la globalizzazione che ha reso scarso e rincarato il greggio, la globalizzazione ha reso Cina e India grandi consumatrici, è la speculazione globalizzata che ha fatto salire il rincari alle stelle."

Vero che la globalizzazione ha dato luogo a nuovi problemi, ad una crisi sistemica dove la bolla dei subprime è solo la punta dell'iceberg di questa svolta epocale, che per l'occidente significa regresso, impoverimento delle masse o come dico io "CINESIZZAZIONE DELLE MASSE".
Vero che l'accresciuta domanda fa alzare i prezzi dell'energia e degli alimentari e di ciò ovviamente ne approfittano i grandi investitori per speculare e cercare facili profitti(a petrolio e cibo non si può rinunciare).

Però ad incidere sull'aumento dei prezzi è un altro fattore(SPERO CHE IL MODERATORE FACCIA PRESENTE QUESTO COMMENTO AL DIRETTORE,e che lo aiuti a "riflettere" con più obiettività.)

IL FATTORE DOLLARO.

Nelle mie modeste valutazioni, oltre a prevedere questa crisi(il che non era difficile)ERO SICURO CHE GLI USA AVREBBERO DEPREZZATO IL DOLLARO PER FAR FRONTE ALL'ENORME DEBITO,dovuto agli effetti della crisi sistemica, cioè il Pil degli usa negli ultimi anni è cresciuto non per la ricchezza creata, ma per la ricchezza spesa e oltretutto presa in prestito.

La crisi dei subprime(solo punta dell'iceberg) è appunto la conseguenza di uno squilibrio creato dalla globalizzazione, che ha dato luogo alla crisi sistemica che investe tutto l'occidente.
Cioè non si riesce più a crescere attraverso la produttività, poiché l'industria produttiva ciò che genera ricchezza e valore aggiunto e fa crescere il Pil, è stata decentrata, ed in occidente si deve spendere più di quanto si produce e guadagna per mantenere gli stessi standard di vita.
E negli Usa, dei quali "professori"(le virgolette stanno al dubbio di cosa insegni ai suoi allievi)della bocconi esaltavano la crescita del pil, QUESTO è CRESCIUTO NON PER LA RICCHEZZA PRODOTTA(in usa oramai un lontano ricordo)MA PER LA RICCHEZZA SPESA, PER I CONSUMI EFFETTUATI DAGLI AMERICANI.
Gli americani hanno continuato a spendere pur non disponendo del danaro, che hanno preso in prestito ad ogni livello(dall'ultimo cittadino allo stato federale).

E la crescita del pil fatta in questo modo, non può durare a lungo, anche se gli americani hanno approfittato del fatto, che il dollaro è moneta di riserva globale perché attraverso il dollaro si stabilisce il prezzo del petrolio e delle materie prime, le cui transizioni avvengono appunto usando la moneta americana.

E diversi mesi fa mi convinsi che gli americani nonostante la crisi avrebbero continuato spendere come niente fosse, perché avrebbero di certo spalmato l'iperinflazione del dollaro a livello globale.

Cioè gli americani (la fed) hanno abbassato i tassi di interesse hanno deprezzato il dollaro e continuato a stampare ed immettere sul mercato biglietti verdi senza più fornire i dati sugli M3(massa moneta circolante), sicuri del fatto che a livello globale non si può fare a meno e rinunciare al dollaro.

ED IL DEPREZZAMENTO DEL DOLLARO LA SUA IPERINFLAZIONE è COMPENSATA DALL'AUMENTO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME.

Per esempio:i produttori di petrolio, si vedono compensare il minor valore del dollaro, con una maggiore quantità di biglietti verdi necessari per acquistare il petrolio.

IN SOSTANZA IL DEPREZZAMENTO DEL DOLLARO E L'IPERINFLAZIONE DEL BIGLIETTO VERDE è STATA SPALMATA A LIVELLO GLOBALE E TUTTI NE PAGHIAMO LE CONSEGUENZE.

Spero che il direttore legga questo commento perché spesso nei suoi articoli ha fatto riferimento all'iperinflazione spalmata a livello globale.

APPUNTO STA SUCCEDENDO QUESTO.
L'aumento di tutte le materie prime è DOVUTO INNANZI TUTTO E SOPRATTUTTO AL DEPREZZAMENTO DEL DOLLARO.

Ps.Poi che la bce adotti una politica monetaria suicida, o meglio omicida per imprese ed occupazione in europa, che noi europei dalla forza dell'euro siamo penalizzati invece che avvantaggiati QUESTO è DOVUTO ALLA STAGFLAZIONE IN ATTO IN EUROPA.(e la bce sta adottando misure protezionistiche sull'euro...PER "SALVARE" IL CAPITALE FINANZIARIO A SCAPITO DEL CAPITALE PRODUTTIVO DELLE IMPRESE EUROPEE E DELL'OCCUPAZIONE)

Spero che il direttore "afferri" e "comprenda" quanto espresso, dato che tempo fa queste erano anche sue considerazioni!



sergio
... , giugno 12, 2008 19:22

Sono perfettamente d’accordo con “unoqualunque”; i tassi reali sono negativi, e la BCE è comunque dietro la curva, anche se un po’ meno indietro della Fed.
Entrambe stanno ostacolando lo spontaneo aggiustamento del mercato agli eccessi del boom precedente, ma così facendo peggiorano le cose. I tassi d'interesse eccessivamente bassi non incentivano a liquidare il capitale malinvestito; perché liquidare se i tassi permettono di prolungare l'agonia, nella speranza di un futuro più roseo? Inoltre tassi così bassi stimolano il consumo. La gente ritratta i propri mutui posponendo le scadenze e consuma il risparmio che ne deriva. Quest'aumento delle vendite, provocato da un'azione politica, viene percepito come un'espansione economica, ma in realtà si tratta semplicemente di un effetto generato della FED, nel tentativo di frenare la dolorosa ma necessaria riorganizzazione dell'economia dopo il boom degli anni 90.
Quando arriva una crisi, la banca centrale dovrebbe consentire al tasso d'interesse di salire sufficientemente per poter permettere la liquidazione male investito.
Quanto all’impossibilità di controllare l’inflazione aggiungo che nel sistema della moneta a corso forzoso le Banche Centrali sono lì apposta per produrre inflazione, e che quello che Blondet pone in rilievo nell’articolo, il freno alla globalizzazione, è “apparentemente” prodotto dalla crescita del prezzo del petrolio e del cibo, ma “realmente” prodotto dal reflazionismo indotto dalle fiat money.
Ciò costituisce la dimostrazione lampante che la mancanza di un sistema monetario basato sul sistema metallico costituisce un freno al liberismo e al progresso, equivalente alla introduzione di dazi. Se il mondo non fosse uscito dal gold standard, oggi sarebbe molto più avanti



Rodolfo
... , giugno 12, 2008 20:57

Blondet, quando parla di nucleare sembra ancora piu' ignorante del Salame.
Semmai si faranno queste idiote quanto inutili centrali nucleari (del costo di oltre trenta miliardi, e in un paese di cioccolatai come il nostro, nemmeno in grado di gestire bucce di banana e cartacce), forniranno il 5% (forse) del nostro fabbisogno.
Si limiti a parlare di cio' che Le compete, visto che lo fa spesso abbastanza bene.



Rodolfo
... , giugno 12, 2008 21:00

...per il resto condivido.
Saluti



Pepito Sbazzeguti
Piovarolo (frazione extra-Shenghen) , giugno 12, 2008 21:16

e giù soldi per aiutare gli imprenditori che torneranno
all'italica mammella



Pepito Sbazzeguti
Piovarolo (frazione extra-Shenghen) , giugno 12, 2008 21:18

complimenti per l'articolo

ma si sa la mamma degli euro-cretini è sempre incinta....




Pepito Sbazzeguti
Piovarolo (frazione extra-Shenghen) , giugno 12, 2008 21:23

si dovrebbe fare un tribunale tipo Norimberga per giudicare e condannare questi traditori pseudo-economisti-statisti aspiranti demoni, QUESTA MASSA DI EURO-INVASATI ! FARLOCCA!


rasenna
livorno , giugno 12, 2008 21:23

Direttore,
bravo e intelligente articolo come Le capita molto spesso,
ma solo due osservazioni
Lei scrive " Ecco, si avvicina l’autarchia - per necessità, come sempre - e non abbiamo niente da metterci"
Osservo che, avendo letto il suo libro, Tremonti sembra pensare qualcosa di buono in proposito.
Per quanto riguarda il fideismo nel libero mercato la penso come lei, per fortuna però che alla follia umana spesso Dio, senza che ce lo meritiamo, trova un modo per porre rimedio. E pone un freno alla follia umana a modo Suo.



Pepito Sbazzeguti
Piovarolo (frazione extra-Shenghen ed Oil free) , giugno 12, 2008 21:51

QUEL GENIO DI TREMONTI DOV'è!? IN FERIE!?

MA CHE ASPETTANO AD ABBASSARE LE ACCISE SUI CARBURANTI



Pepito Sbazzeguti
Piovarolo (frazione extra-Shenghen- trust free) , giugno 12, 2008 22:06

giusto direttore abbiamo un "minestrone " di imprenditori
che è già "un'impresa" capire cosa dicono e cosa vogliono quando parlano



donnablanca
... , giugno 12, 2008 23:42

Ho letto con interesse l'articolo del direttore, e dei commenti, molto vivi e direi in buona parte appropriati.
Vorrei rispondere ad alcuni.
ALBERTO.
La globalizzazione che lei difende è opera della MASSONERIA nel puro(loro)stile e progetto "babilonia", quindi grandi disordini sociali, già previsti.HA FATTO SOLO DANNI, nel campo economico, culturale, spirituale e fisico, inoltre ha già indotto al suicidio, alla disperazione, allo sradicamento, all'abbrutimento milioni di persone nel mondo, moltissimi nel terzo. Ovviamente VOLUTO.( Per informazioni recenti e dettagliate sono a disposizioni.
DAVIDE.
I calci nel c...o bisognerebbe darli in primis ai sindacati, non solo in Italia, che sono i gran parte la causa di molte dislocalizzazioni e dei parassiti nostrani. In secondo luogo ai responsabili "degli "ammortizzatori sociali" (p.es. tipo tedesco) che hanno creato milioni di fannulloni, mantenuti per decenni, che hanno fatto bene i loro calcoli, e sono arrivati alla conclusione che gli "aiuti" superavano di gran lunga un eventuale salario, in quanto i primi erano esentasse.
PEPITO S.
C'è ancora posto nella fraz. extra-shengen?
GIO' SCOTTI.
La Merkel ci avrà comunque tra i piedi, per il semplice fatto che lei ha regalato la Germania ad Israele, così come ha fatto Berlusconi con noi. In altre parole ci rivedremo nel Sinedrio. In quanto a Schulze, occhio, il tizio faceva parte delle Stasi, quindi è abituato solo a mentire.
THULE E MATTEO hanno toccato il vero nervo scoperto: LA MASSONERIA.
Ora dico la mia. Questo mondo mi sembra diventato un tavolo sul quale si gioca una vastissima partita a poker.
Chi ne sa qualcosa, conosce le regole del VERO gioco.
Lucidità mentale, cinismo, resistenza fino allo spasimo, passione del rischio, amoralità totale, nervi come cavi d'acciaio, andrenalina al massimo, un pelo sullo stomaco da riempire una fabbrica di materassi tipo Permaflex, Px2.
Poi...poi c'è il famoso BLUFF.E' lì il VERO gioco. Ma fino a quando puoi portarlo avanti?
Non di solo...BLUFF vive l'uomo, per fortuna. Inoltre la dea fortuna è estremamente volubile. Qualcuno diceva che Iddio gioca a dadi con l'universo, fosse vero, ci sarebbe da morire di paura, perché sarebbe imbattibile! Satana lo sa.



antares
... , giugno 13, 2008 05:02

Con o senza euro,con o senza globalizzazione,dentro o fuori dall'Europa l'Italia è spacciata.Il nostro macigno al piede, da sempre e sempre più pesante è il meridione con la sua atavica inerzia,la sua inefficienza, le sue mafie ormai radicate nel tessuto sociale.Ho seguito le interviste di "Reporter" ai protagonisti della vergogna di Napoli: è l'abisso morale.La disoccupazione tocca ,nel sud ,punte del 60%.Eppure siamo stati costretti a ricorrere a ben tre milioni e mezzo di lavoratori stranieri da occupare nelle nostre aziende.Meglio rimanere a casa a bighellonare,aspettando i sussidi.Rimanere in Europa ci consente di scaricare sui nostri partner almeno una parte dei guai infiniti che ci derivano da questo devastante fardello che ci sta affossando inesorabilmente moralmente e materialmente.


Osvaldo
Torino , giugno 13, 2008 08:11

Antiglobalismo.
E’ l’argomento attorno al quale si snoda il volumetto “Julius Evola no-global?” (edizioni di Ar 2005) dal quale estraggo alcuni passi del saggio di Luca L. Rimbotti dal titolo “Un ribellismo Aristocratico”.
“L’antiamericanismo no-global non contesta affatto il sistema liberaldemocratico USA in quanto tale, ma solo la sua gestione da parte di alcune multinazionali…
La globalizzazione dal basso è voglia di ulteriore e totale etno-confusione, di abbattimento delle differenze tra culture…
I no-global chiedono più mondialismo… il loro antiamericanismo è ribellismo generazionale di facciata, è posa sinistrese perfettamente mondializzata, è falso e superficiale pacifismo…
In Italia, ma anche in Europa, ci sono ambienti antiamericani e anti-globalizzazione che, se pure minoritari e sprovvisti della visibilià mediatica dei no-global, sono ben altrimenti titolati a dirsi eredi di Evola, anche soltanto per la critica antiamericana…
Evola e i no-global fanno parte di due mondi che, se posti uno di fronte all’altro, non avrebbero nulla da dirsi… i no-global non sono affatto rivoluzionari, ma conservatori del modello esistente, di cui anzi propugnano ulteriori accelerazioni.
Il radicalismo è oggi l’unica via per concepire una politica ancora possibile… politicamente, importante è il raggiungimento del fine”



Michele
Genova , giugno 13, 2008 08:26

x ANDREA, io invece da ex studente di economia suggerisco di prendere tutti i libri di economia che si usano nella facolta e usarli per scaldarsi dandogli fuoco.


luca
Trevi , giugno 13, 2008 09:04

Tanto hanno già preparato la contromossa: l'apertura delle rotte artiche...


leonardo
ulma , giugno 13, 2008 14:17

VIVA L'IRLANDAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!


Andrea
Verona , giugno 13, 2008 15:25

Certo Michele, perchè studiare, bruciamo i libri!!!!


movimento dei lavoratori
castelgandolfo , giugno 13, 2008 16:16

X La Thule 1960

La vs. riflessione è sicuramente la più sensata, quindi la condivido in pieno, il guaio che ci troviamo ad avere a che fare con gli italiani.

Un popolo di caproni rincolglioniti dalla televisione e quotidiani, tutto maneggiato da quei poteri che voi menzionati, la domanda è, abbiamo noi le capacità di risettare la mente di dell'italiano ?

Non basta risettarla bisogna vere le possibilità di installarci un nuovo programma, sono un combattente, voglio bene al mio paese ed i suoi figli, sono però nello stesso tempo parecchio deluso, l'italiano mi delude giorno dopo giorno, oggi giorno di Italia - Romania la tv annuncia che ci sono italiani che tifano Romania.

Oggi nascono corpi senza testa, la speranza è l'ùltima a morire, però eravamo quattro amici al bar non si canta più perchè oggi sono rimasto solo al bar.

Gianni Zurlo




Aureliano
Padova , giugno 15, 2008 05:00

Io ho l'impressione che se "precipitare nel baratro della recessione" vuol dire consumare e sprecare un po' di meno, smettere di "comprare" le cose senza pagarle e facendo invece debiti su debiti senza alcuna certezza di riuscire a onorarli, tenersi l'automobile "vecchia" fino a che è oggettivamente tale e magari usarla un po' di meno per aiutare l'ambiente, smettere di comprare in gennaio le fragole che attraversano mezzo mondo e così via, ALLORA quel baratro sia la cosa più bella che ci possiamo augurare, per la salute (non solo fisica) nostra e soprattutto di chi verrà dopo di noi, a cominciare dai nostri parenti più giovani.
Negli ultimi 20 anni siamo passati dall'economia del consumo a quella dello spreco fine e se stesso, dal comprare le cose con i soldi al credere di comprarle con le firme, dall'essere proprietari delle cose all'essere proprietari di debiti; insomma, da una economia magari più modesta ma reale ad una economia scintillante ma finta, fasulla, fittizia, in cui le famiglie vanno a gambe all'aria al primo leggero colpo di vento.
Come se non bastasse, il "consiglio" dei grandi esperti è sempre lo stesso: rilanciare i consumi, cioè sprecare ancora di più, spendere ancora di più. Come dire all'atleta dopato, che rischia di rimetterci la pelle, "aumenta la dose e tornerai a vincere".
Se prendi per anni la cocaina ti convinci che per "stare bene" devi
continuare a prenderla in dosaggi sempre più massicci. Se arriva qualcuno a ridurti i dosaggi lo accuso di farti del male, di volerti rovinare, mentre in realtà il male te lo sei fatto TU in precedenza. Se ne prendi atto e decidi di rimediare puoi anche guarire, passando attraverso un periodo di inevitabilmente dolorosa disintossicazione; in caso contrario
puoi benissimo continuare per un po' a vivere in stato euforico grazie
alla tua polverina, dopo di che vai repentinamente al creatore.



Luciano
Pescara , giugno 17, 2008 05:18

Aureliano, quoto al mille per mille ciò che dici.
Non voglio sembrare colui che dice : "ve l'avevo detto io", ma ho cambiato drasticamente il mio stile di vita oramai da diversi anni.
Premetto che le mie condizioni economiche mi permetterebebro di seguire tranquillamente l'onda del consumismo più sfrenato, ho invece scoperto che rinunciarvi è ancora più bello.
Mia moglie fa gli acquisti solo nei negozietti e compra solo il necessario, ho dovuto faticare ma le ho fatto capire che tra una bottiglia di sprite e una di gazzosa non c'è nessuna differenza, che deve comprare solo ciò che serve e non ciò che ti propongono ( a volte mi torna con 2 etti di mortadella ed uno sfilatino ).
Per quanto mi riguarda, possiedo una gloriosa audi 80 del 96 alimentata a gpl, frequento i centri commerciali solo per provare la soddisfazione di uscirvi dopo due ore senza aver speso un solo euro.
Ma quando mi va bene riesco a cenare approfittando degli assaggini delle promozioni commerciali.
Ne godo da matti.... :-)



Aureliano
Padova , giugno 18, 2008 05:02

Salve Luciano,

ringrazio per la risposta. Anch'io, volendo, avrei la possibilità di comprare tante cose, ma non lo faccio, anche se a dire il vero negli ultimi tempi mi viene spesso il dubbio che magari, visto l'andazzo generale, farei meglio a spendere i risparmi PRIMA che qualche evento di macroeconomia me li faccia diventare carta straccia. D'altra parte, come si può "approfittare" della strepitosa promozione di oggi sapendo che in tal modo ci si precluderà la possibilità di approfittare della promozione di domani, SICURAMENTE ancor più strepitosa???

Permettimi di osservare però che il tuo metodo, per lo meno stando a come lo descrivi, è un po'... esasperato :)
Per quanto mi riguarda, io NON ho cambiato a un certo punto il mio stile di vita: ho sempre vissuto allo stesso modo. Da oltre 25 anni non scendo sotto i 18km con un litro di carburante, uso lampadine a fluorescenza, compro le cose dando al bisogno molto più peso che al capriccio, mi tengo alla larga dai debiti, non butto le cose se non sono da buttare e così via. Non mi sento affatto un eroe, mi sembra normale fare così. Certo, guardandomi attorno ho avuto spesso negli anni la sensazione di comportarmi in modo... diverso, ma non mi è sembrata una buona ragione per venir meno alle mie abitudini.

Non amo le "soluzioni" pseudo-rapide ed estremiste (tanto affascinanti in teoria quanto irrealizzabili in pratica), ma preferisco un approccio razionale e metodico. Secondo me non serve e nemmeno è possibile AZZERARE, ELIMINARE, ABOLIRE. Basterebbe ridurre, da subito, in modo da dare il via ad un cambiamento volontario e graduale PRIMA che gli eventi ci costringano volenti o nolenti ad un cambiamento drastico e molto traumatico.



Eliseo
Ascoli , giugno 19, 2008 07:34

Cari Aureliano e Luciano,

fate le formichine per tutta la vita?
Non dico che sia sbagliato, ma se per varie ragioni l'Italia salta per aria con il suo debito mostruoso, e vi assicuro che la Germania non vede l'ora di BUTTARE A MARE QUESTA ZAVORRA PRIMA DI AFFONDARE LA BARCA, allora i vostri soldi, svalutati, non varranno nulla. Allora si tornerà a vivere come si è vissuto da 5000 anni.... e la cosa non mi dispiacerebbe.
Ma questo può accadere come domani come fra 20 anni o 40, non dipende da noi, e chi sarà furbo nel fiutare il rischio e portare i suoi soldini in Inghilterra e cambiarli in sterline in tempo, allora sarà il vero ricco nei prossimi 100 anni....in Italia
Saluti



Serafino
... , giugno 19, 2008 09:07

Eliseo
Ascoli , giugno 19, 2008 07:34
SCRIPSIT
[...]chi sarà furbo nel fiutare il rischio e portare i suoi soldini in Inghilterra e cambiarli in sterline in tempo, allora sarà il vero ricco nei prossimi 100 anni....in Italia
Saluti


E' stato fatto questo esempio:
Un signore, negli anni '60, possedeva 1.300.000 £ire. Li ha cambiati in Dollari$. AL cambio ha ottenuto circa 2000 Dollari$. Non contento, ha preteso che 1000 gli fossero dati sotto forma di 50 monete da 20 Dollari $ cadauna. Ha nascosto sotto il mattone tutto. Ebbene, oggi i mille sotto forma di banconote, valgono circa 730 €uro ( o-). IL SOLO PESO DELL'ORO COSTITUENTE LE MONETE, HA UN VALORE CHE SI AGGIRA INTORNO AI 30.000 €URO ( o-)



Eliseo
Ascoli , giugno 19, 2008 09:44

Ciao Serafino

Allora qual'è il modo di salvaguardare la propria liquidità frutto di anni di lavoro?
Escluse le materie prime e oro?
Tutto ciò io lo dicevo in riferimento ad una crisi internazionale ed in particolar modo dell'Italia
ciao



Thomas
Imperia , giugno 19, 2008 16:08

Ettore di Spotorno.SANTO SUBITO!!!


Aureliano
Padova , giugno 20, 2008 05:35

"Fate le formichine per tutta la vita? ... se per varie ragioni l'Italia salta per aria ... allora i vostri soldi, svalutati, non varranno nulla ... chi sarà furbo nel fiutare il rischio e portare i suoi soldini in Inghilterra ... sarà il vero ricco"
--------------------------------------------------
Non faccio vita monacale, non mi lamento affatto.
Ti dirò che se vivere non al di sopra delle proprie possibilità, evitando di indebitarsi per soddisfare i propri capricci, evitando di sprecare acqua ed energia vuol dire fare la formichina, allora lo ammetto: credo di aver sempre fatto la formichina.
Però ho anche sempre pagato per intero le tasse, incassando in nero qualcosa come due o trecento euro in 20 anni, per cui i miei soldini non sono poi così tanti. Indubbiamente potrei uscire anche oggi e comprarmi un paio di bei televisori, qualche vestito elegante, un computer nuovo, un'automobile appariscente, un cellulare con piano cottura, ma sarebbe tutta roba di cui non ho bisogno e che viene venduta a prezzi di molto superiori al valore reale. Inoltre, se facessi tanti allegri acquisti smetterei di essere uno che ha un po di soldini da parte.
Come ho già detto, so benissimo che un eventuale tracollo toglierebbe ai miei risparmi gran parte del loro valore. Proprio per questo, ad esempio, sto valutando l'ipotesi di isolare termicamente la casa e installare un impianto fotovoltaico; una spesa molto gonfiata e consistente, sebbene la casa sia piccola, ma per lo meno comprerei qualcosa che poi funziona a tempo indeterminato senza svalutazioni e senza richiedere bolli, assicurazioni, manutenzioni, carburanti.

Sarò presuntuoso, ma ho idea che forse se negli ultimi decenni in italia ci fossero state un po' più... formichine non ci troveremmo oggi nella triste situazione in cui siamo. In fin dei conti, il debito pubblico altro non è che la sintesi di innumerevoli debiti privati.



Walter
Milano , giugno 24, 2008 15:44

Bell'articolo.
Basta scannarsi a vicenda, unico nemico (per ora) globalizzazione, mondialismo e neoliberismo...uniamoci!



Sergio Z
Genova , luglio 08, 2008 08:05

Blondet, lei auspica il nucleare come soluzione al problema energetico.

Credo sarà difficile per tre motivi:
il primo è che è tardi per costruire centrali nucleari perchè l'Uranio è raro in natura e sta diventando sempre più difficile scovare nuovi giacimenti; il secondo motivo riguarda l'aumento del petrolio che paradossalmente inciderà sul nucleare: con i rincari del carburante che secondo la teoria del picco saliranno a livelli allarmanti in breve tempo, con cosa trasporteremo l'uranio alle centrali? A che costo?
Il terzo motivo è sempre correlato al prezzo del petrolio: ci vogliono più di 5 anni per costruire una centrale nucleare quanto inciderà il prezzo del greggio sui costi di costruzione?

In secondo luogo in questi giorni sono di un pessimismo direi cosmico.
Tutte le stime danno il petrolio a 200$ al barile entro fine anno, ciò significa 2€ e passa per litro di carburante.
Lei giustamente scrive che questa situazione ci riporterà all'autarchia forzata, ma lascia cadere le implicazioni: in Italia abbiamo abbastanza coltivazioni per sfamare tutti?
Cosa succederà a chi è già oggi con l'acqua alla gola?

Una massa di affamati darà il colpo di grazia a questo moribondo Paese?




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