
Globalizzazione inversa:
questo è l'effetto collaterale indesiderato che si sta verificando. E' la
globalizzazione che ha reso scarso e rincarato il greggio, è la speculazione globalizzata che ha
fatto salire il rincari alle stelle. «Che senso ha comprare la merce dalla Cina
quando il viaggio per mare da Shanghai rappresenta metà del valore del
prodotto»? L’autarchia si impone da sè.
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Arriva l’autarchia, e non abbiamo niente da metterci |
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Di colpo, sono tornati i dazi doganali. Ma non sono gli Stati a rialzarli per decisione politica. E’ il petrolio rincarato. Nel 2000, quando il petrolio costava 20 dollari il barile, il costo del trasporto per importare merci dalla Cina equivaleva a una tassa sull’import del 3%, un dazio modesto.
Oggi, il «dazio petrolifero» pesa sulle merci cinesi per il 9%, e toccherà l’11% quando il barile andrà a 150. Col barile a 200 «previsto» da Goldman Sachs e voluto dai Bilderberg, la tassa sull’import sarà del 20%: un dazio pesante, da protezionismo autarchico.
Fornisce queste informazioni il Times di Londra, (1) con questo commento del tutto inusuale per un giornale british, cioè ultraliberista: «Il prezzo del petrolio sta, con brutale efficienza, facendo mancare il fiato a un mostro del ventesimo secolo, la globalizzazione». La( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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