Una rete di spie israeliane
negli Stati Uniti prima dell'11 settembre, sotto copertura come studenti
d'arte, con il compito di avvicinare e spiare funzionari dell’FBI, piloti
militari e colonnelli o agenti della DEA e curiosare nelle loro case private. Una
pista seguita ufficialmente dalla fox e Le Monde prima del crollo delle Twin
Towers e poi messa sotto sigillo. Il «modus operandi» dei servizi segreti, del
Mossad per preparare il terreno sul suolo statunitense.
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Quegli «studenti d’arte» e l’11 settembre |
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L’amico Wayne Madsen, che è stato agente del NSA ed oggi è uno dei più credibili giornalisti investigativi (il suo passato gli dà accesso a fonti di intelligence di primo piano), dà una notizia esplosiva, dal titolo: «Rivelato il modus operandi di uno degli “studenti d’arte” israeliani del pre-11 settembre» (1). Ma prima della notizia, bisognerà ravvivare la memoria dei lettori.
Nei giorni e settimane seguenti all’11 settembre, fonti giornalistiche insospettabili - a cominciare da Fox News fino a Le Monde - parlarono di due retate di giovani israeliani che, facendosi passare per studenti d’arte in vacanza in USA, con la scusa di vendere dei dipinti che sostenevano fatti da loro (in realtà «Made in China»), si introducevano in uffici pubblici - della Difesa, dell’FBI e della DEA (l’antidroga) - spesso...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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