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Abdul Qadeer Khan smentisce l'acccusa dell'ex "ispettore" David Albright di aver venduto presunti piani per una bomba miniaturizzata. Chi è David Albright? Una semplice ricerca sul web ci mostra come si tratti di uno della vasta schiera dei sayanim, dei collaboratori volontari del Mossad zelante nell'accusare paesi come Iraq o Iran.
Khan ha venduto piani atomici all’Iran? Notizia-Katz
Maurizio Blondet    17 giugno 2008
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Un lettore mi rimbalza un lancio ANSA da Islamabad: «Khan, mai venduto piani - Accusato da ex ispettore AIEA in Iraq David Albright - (ANSA) - ISLAMABAD, 17 GIUGNO - Il padre della bomba atomica pachistana Abdul Qadeer Khan ha smentito oggi all'AFP di aver venduto piani all'Iran e alla Corea del Nord. Lo scienziato era stato accusato dall'ex ispettore dell'AIEA in Iraq David Albright di aver venduto a quei due Paesi i piani per realizzare un'arma nucleare avanzata».

La smentita non è stata ripresa da alcun giornale. Eppure i media hanno dato con clamore, il 16 giugno, la notizia-bomba (è il caso di dirlo) che ha dato luogo alla smentita: l’Iran ha ormai i piani per fabbricare testate nucleari miniaturizzate, ossia capaci di essere poste su missili. Anzi tutti hanno avuto l’aria di crederci; con la sola eccezione di Vittorio Zucconi di Repubblica che, abitando in USA da una vita, ha espresso qualche ironico dubbio, conoscendo bene le( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
 
Ryad e Teheran passano all’oro
Maurizio Blondet
In un periodo in cui è irrazionale fidarsi delle banche centrali e con il petrolio cosi' basso, la primordiale reliquia di un passato barbarico è l'unica materia che ha davanti a sè un sicuro rialzo e permette di conservare il valore del capitale. Arabi e iraniani lo hanno capito e hanno inziato a convertire le loro riserve in dollari.
E intanto il piccolo popolo...
Maurizio Blondet
Scovata una cellula di spionaggio al soldo del Mossad in libano. Due degli arrestati sono parenti di uno dei cosiddetti dirottatori dell’11 settembre, Ziad Jarrah, libanese, che avrebbe pilotato l’United Airlines 93. Se poi sono veri Jarrah, o sostituti, lo sa Al Qaeda, o il Mossad. Questioni di identità; questioni di strane parentele e di intere famiglie votate allo spionaggio o coinvolte in attentati suicida. Ma a noi resta la facoltà di dubitare, di sospettare di alcune prove che non tornano, come ben sappiamo. Abbiamo pero' una sola cartezza: il piccolo popolo, sempre in pericolo, lavora senza sosta, massacrando e distruggendo. Almeno di questo possiamo esser sicuri.
Iraq: i curdi massacrano i cristiani
Maurizio Blondet
La storia si ripete: come nel 1915, quando durante il genocidio di un milione e mezzo di armeni da parte dei Giovani Turchi cripto-giudei, i curdi si distinsero come gendarmi ripugnanti e vili, oggi i curdi collaborazionisti e separatisti, affiancati dal Mossad, hanno iniziato la pulizia etnica di Mossul e Ninive. 13 cristiani assiri trucidati, in modo da indurre gli altri (15 mila almeno) a fuggire. Prosegue a tappe forzate il programma di smembramento per linee etnico-religiose preconizzato negli anni ’80 dalla rivista ebraica Kivunim. Ai curdi, USA e Israele, hanno promesso uno Stato autonomo, e non c’è mai stato un posto per la minoranza cristiana, a cui è riservata la pulizia etnica.
Colpire la Siria per educare Sarko
Maurizio Blondet
Irrazionale e incomprensibile per gli stessi analisti, il raid sul confine siriano con l'Iraq che ha provocato la morte di otto innocenti. Irrazionale si, ma forse non tanto inspiegabile se con occhio attento si riesce a scorgere il marchio di fabbrica israeliano secondo la «dottrina» delo Stato vittima che deve essere sempre messo in pericolo, per poter essere salvato. In questo caso Damasco è sempre stata vista come un ostacolo alla «traballante» sopravvivenza d'Israele. I parziali successi di Damasco sul piano internazionale devono avere invelenito gli ambienti neocon. La siria è dunque come Gaza, come la Cisgiordania: un poligono di tiro talmudico, a bersagli mobili e sanguinanti.
Riti ebraici dentro Al Aqsa
Maurizio Blondet
Nella visione talmudica, la ripetizione del rito secondo le esatte istruzioni bibliche forzerebbe YHWH a rinnovare l’Alleanza col popolo eletto, aprendo l’era del messia-re, ossia del dominio ebraico sul mondo. A seguito di una denuncia di Al Aqsa Foundation il 23 agosto la polizia israeliana e lo Shin Bet hanno fatto irruzione negli uffici dell’organizzazione sequestrando denaro, computer e i suoi archivi. Ora diventa evidente che la chiusura dell’organizzazione era preliminare alla celebrazione di non ben specificati «rituali ebraici» dentro la moschea, il luogo per i musulmani più sacro al mondo, dopo La Mecca avvenuti durante l'ultimo Yom Kippur con l’aiuto della polizia israeliana. Il messia-re che i sionisti attendono da sempre sta per essere strappato al suo dominio invisibile?
I miti agnelli di Sion
Maurizio Blondet
C'è un popolo, una religione, un'etnia che ha come finalità "spirituale" la prevaricazione del prossimo, l'usurpazione delle altrui cose, l'annichilimento degli altri. E con queste opere pensa di rendere servizio gradito a Dio stesso. L'accecamento, l'oscuramento di questa gente è un grande mistero, è il dominio del padrone di questo mondo sui suoi figli. Se si pensa poi che queste stesse persone si fanno passare per vittime e perseguitati di tutta la storia, pretendendo omaggi continui, allora il dominio si trasforma in schiavitù. I palestinesi ogni giorno lo provano sulla propria pelle. Forse presto toccherà anche a noi.
Comincia l’era post-americana
Maurizio Blondet
L'intelligence britannico, con il beneplacito USA, ha molto aiutato, sottobanco, lo sforzo di mediazione di re Abdullah nell'organizzare incontri alla Mecca fra membri del governo afghano collaborazionista ed esponenti Talebani. Ma un altra mano potrebbe aver reso possibile questo tavolo di trattative: quella dell' ex-capo dell'intelligence saudita Turki Al Faisal. Secondo gli inglesi difatti la strategia bellica americana in Afghanistan è «votata al fallimento». Washington ha probabilmente usato la sua residua influenza per affidare la mediazione al suo fedelissimo servo sunnita. I sauditi sono il perno volontario del piano, Made in Israel, di gettare il mondo musulmano sunnita contro il mondo musulmano sciita.
Pechino: basta minacce all’Iran
Maurizio Blondet
Il primo ministro cinese si è fatto intervistare dalla CNN per la prima volta in cinque anni per chidere colloqui pacifici con l’Iran anzichè intimidazione. E’ il primo segnale di come l’implosione finanziaria dell’ex superpotenza  stia cambiando il mondo. Le pressioni USA sul Consiglio di Sicurezza per indurire le sanzioni come punizione contro l’arricchimento dell’uranio in Iran, perdono ogni giorno efficacia, come denota la sconfitta storica dell'AIPAC che si vede negato da deputati e senatori il progetto HJ Res 362 per l'embargo aereonavale contro l'Iran. E quando Pechino ha qualcosa da dire, è bene che il più grande debitore mondiale ne tenga conto. L'influenza della lobby non arriva fino a Pechino.

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