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Abdul Qadeer Khan smentisce l'acccusa dell'ex "ispettore" David Albright di aver venduto presunti piani per una bomba miniaturizzata. Chi è David Albright? Una semplice ricerca sul web ci mostra come si tratti di uno della vasta schiera dei sayanim, dei collaboratori volontari del Mossad zelante nell'accusare paesi come Iraq o Iran.

Khan ha venduto piani atomici all’Iran? Notizia-Katz

Maurizio Blondet    17 giugno 2008
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Un lettore mi rimbalza un lancio ANSA da Islamabad: «Khan, mai venduto piani - Accusato da ex ispettore AIEA in Iraq David Albright - (ANSA) - ISLAMABAD, 17 GIUGNO - Il padre della bomba atomica pachistana Abdul Qadeer Khan ha smentito oggi all'AFP di aver venduto piani all'Iran e alla Corea del Nord. Lo scienziato era stato accusato dall'ex ispettore dell'AIEA in Iraq David Albright di aver venduto a quei due Paesi i piani per realizzare un'arma nucleare avanzata».

La smentita non è stata ripresa da alcun giornale. Eppure i media hanno dato con clamore, il 16 giugno, la notizia-bomba (è il caso di dirlo) che ha dato luogo alla smentita: l’Iran ha ormai i piani per fabbricare testate nucleari miniaturizzate, ossia capaci di essere poste su missili. Anzi tutti hanno avuto l’aria di crederci; con la sola eccezione di Vittorio Zucconi di Repubblica che, abitando in USA da una vita, ha espresso qualche ironico dubbio, conoscendo bene le fonti e i metodi della «disinformazione».

Poichè la prima fonte della notizia è il Washington Post, conviene riprenderla da lì (1). Il lettore vedrà da sè gli «sfumati», i vuoti e i condizionali tipici della disinformazione:

«Una rete di contrabbando internazionale che ha venduto parti di bomba (atomica) a Libia, India, Corea del Nord, è anche riuscita ad impossessarsi di schemi per un’arma nucleare avanzata: così si legge in una bozza di rapporto di un importante ex-ispettore ONU agli armamenti, che suggerisce che i piani possono essere stati passati segretamente a una quantità imprecisata di Paesi o gruppi fuorilegge».

«I disegni, scoperti nel 2006 nei computer di alcuni uomini d’affari svizzeri, comprendevano particolari essenziali alla costruzione di un ordigno nucleare compatto che potrebbe essere adattato su un modello di missile balistico usato dall’Iran».

«Il contenuto dei computer, fra oltre 1.000 gygabites di dati catturati, è stato di recente distrutto dalle autorità elvetiche sotto la supervisione dell’agenzia ONU che sorveglia il nucleare (la AIEA), la quale sta investigando l’oggi finita rete che fu un tempo guidata allo scienziato pakistano Abdul Kader Khan. Ma  funzionari dell’ONU non possono escludere la possibilità che i disegni siano stati passati ad altri prima di essere scoperti, dice l’autore del rapporto, David Albright, un importante esperto di armi nucleari che ha passato quattro anni a studiare la rete di contrabbandieri».

«Il governo svizzero ha riconosciuto questo mese di aver distrutto documenti collegati al nucleare, compresi dettagli di progetti d’arma, sotto la direzione della IAEA, perchè non finissero nelle mani dei terroristi. Ma non era stato mai detto prima che i documenti comprendevano centinaia di pagine di specifiche per una seconda e più avanzata bomba nucleare».

Insomma, strizzata  la notizia per estrarne il succo, si ottiene quanto segue: i presunti piani per una bomba miniaturizzata si trovavano in documenti sequestrati in Svizzera nel 2006, non oggi. Per di più, questo documenti sono stati distrutti. E nè la Svizzera, nè la AIEA, hanno mai detto che dentro c’erano quei piani così pericolosi (i piani attribuiti al pakistano Khan, e forse passati alla Libia e alla Corea del Nord, riguardavano una bomba atomica rozza, pesante e voluminosa, intrasportabile); nè ora potremo mai averne una certezza, visto che i documenti sono stati  inceneriti.

Sicchè, dobbiamo fidarci della parola di questo certo David Albright. E’ lui «l’importante ex ispettore ONU» che ha rivelato la faccenda. E’ lui che «non può escludere» che questi ipotetici disegni, la cui esistenza è non-provata e non provabile, siano stati dati ad «altri Paesi». E’ lui a ipotizzare che, nell’ipotesi siano stati venduti anche all’Iran, la bomba miniaturizzata che quei disegni inesistenti insegnavano forse a fabbricare, tarebbe alla perfezione come testata di missili iraniani Shahab. E su questa ipotesi o quasi-ipotesi, l’importante esperto David Albright ha scritto un rapporto. Anzi, una bozza di rapporto.
Un quasi-rapporto su una quasi-ipotesi.

Dunque andiamo a cercare chi è questo Albright. Che sia ebreo, e forse parente di Madeleine Albright l’ex segretaria di Stato, è chiaro. Ma quali credenziali ha? Scopriamo subito che David Albright, un fisico con laurea in una università secondaria (Indiana Univerrsity) non è  mai stato un ispettore ONU nella pienezza delle sue funzioni. Come lo scopriamo?

Facilissimo: su Wikipedia. Esiste infatti una voce «David Albright», quasi certamente scritta – come accade per personaggi di modesto rilievo – dall’interessato stesso. In questo caso, è David Albright descritto da David Albright.

Vi leggiamo: Albright «ha collaborato attivamente con lo IAEA Action Team dal 1992 al 1997... Nel giugno 1996 è stato invitato ad essere il primo ispettore non-governativo e interrogò funzionari dell’Iraq sul programma di arricchimento dell’uranio di quel Paese».

Ah, ecco. Albright è quello – o uno di quelli – che hanno sostenuto che Saddam aveva la bomba atomica, o se la stava facendo. E’ uno dei disinformatori sulla famose armi di distruzione di massa mai trovate.

 E’ anche stato un «interrogatore» di scienziati iracheni. Era in Iraq con la AIEA. Ma non come ispettore della AIEA. Era stato «invitato». E non in rappresentanza di qualche nazione, nè di Stati Uniti nè di Israele. Era in veste di «non-governativo». L’unico ad essere «invitato» con questa qualifica.

Se si ricorda la faccenda delle false armi di distruzione di massa, e come fu frullata come vera dal Washington Post, si può facilmente intuire come Albright sia stato aggregato ai veri ispettori Onu in visita alle inesistenti installazioni irachene.
«Non ci fidiamo di voi della AIEA», avrà detto qualcuno alla Casa Bianca, «perchè continuate a dire che Saddam non ha le armi. Invece le ha. Vogliamo un uomo nostro nel  vostro gruppo di ispettori». Quel qualcuno essendo molto importante e duro (Cheney, ci giurerei), e con tutte le accuse che la Casa Bianca lanciava contro la mollezza della AIEA, agitando il sospetto di complicità dell’ONU con Saddam, la AIEA avrà ceduto. Va bene, dateci un vostro uomo che ci accompagni. Ma come lo facciamo passare? Per americano non si può. Per israeliano, men che meno. Allora, esperto di nucleare «non governativo». Diremo agli iracheni che è uno così esperto, che l’abbiamo «invitato» a venire con noi per assisterci e illuminarci.

E così David è andato, su invito. Ed ha persino fatto l’interrogatorio agli scienziati iracheni, secondo questionari di qualche Mossad. Poi, il Washington Post pubblicò le rivelazioni di varie fonti anonime sulla armi di distruzione di massa che Saddam nascondeva.

Una breve ricerca sul web ci mostra come David Albright non perda occasione per dire la sua con proprie ipotesi e «ricerche». Tiene il conto ipotetico del plutonio nel mondo, dov’è e quanto è. Si tiene in contatto continuo con vari giornali, per cui scrive articoli sulle sue ipotesi. Ha fondato un Institute for Science and International Security (ISIS): un istituto fantomatico, fatto con quattro persone in tutto. Ma che sul suo sito (piuttosto rozzo) posta tutti gli interventi pubblici di David Albright, fra cui questo sulla «rete svizzera che aveva disegni per un’arma nucleare avanzata», ripreso come oro colato dal Washington Post e poi da tutti gli altri media copiando il Washington  Post.

Infine scopro: Nel 2007, «David Albright e Paul Brannan  dell’ISIS hanno prodotto un breve rapporto, basato su immagini satellitari, dove sostengono di aver identificato il sito siriano che fu bombardato da Israele in settembre. La loro conclusione: è molto simile ad un reattore nord-coreano» (2).

Ricorderete la storia: Israele bombarda dei capannoni in Siria sostenendo che sono una centrale atomica, portata lì dalla Corea del Nord. Damasco nega. David Albright dà una mano alla versione israeliana: non solo «localizza» il sito siriano (sulla base di foto satellitari? Di Google Earth?), ma assicura che, a colpo d’occhio, somiglia come una goccia d’acqua ad un reattore nord-coreano che lui conosce. Somiglia.

Perciò i media devono credere a David albright, il quasi-ispettore ONU. E’ uno della vasta schiera dei sayanim, dei collaboratori volontari del Mossad; come ogni sayan, è un po’ dilettantesco, ma pieno di zelo. Si fa in quattro a dimostrare quanti Paesi abbiano o «non si esclude possano avere» una bomba atomica. Miniaturizzata.

Oggi che Israele preme tanto perchè si bombardi l’Iran, Albright sforna un rapporto (o una bozza di rapporto) per dire che sì, l’Iran può avere la bomba; già miniaturizzata; e adattabile al suo missile Shahab. Dunque bomb, bomb, bomb Iran.
Insomma, Albright è una Rita Katz con in più una laurea in fisica, ancorchè conseguita non a Princeton, ma alla Indiana University. E quando parla un Katz, i media pendono dalle sue labbra. E’ inutile che lo scienziato pakistano Khan smentisca, nessuno gli crede.

Ho scritto questo pezzo non tanto per puntiglio, ma per dare ai lettori un esempio di come funziona la disinformazione mediatica, da dove origina e dove sbocca. E la ricerca su Albright è un piccolo esempio, che possono imparare a praticare da sè, di «intelligence su fonti aperte». Ossia su come collegare notizie che non sono segrete, ma sono disponibili al pubblico, per farne risaltare altre, che vengono tenute nascoste.

Il solo problema è che il pubblico, spesso, non collega quel che legge, non intreccia i dati e s’immagina, magari, che abbiamo chissà quali informatori. No, con Albright basta Wikipedia.




1) Joby Warrick, «Smugglers had design for advanced warheads», Washington Post, 15 giugno 2008.
2) Kevin Drum, «Syrian reactor update», Washington Montly, 24 ottobre 2007. «David Albright  and Paul Brannan of ISIS have produced a short report based on digital imagery from August that claims to have located the Syrian site that was bombed by Israel in September. Their conclusion: «it looks pretty similar to a North Korean reactor».

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Commenti : (21)
David
... , giugno 17, 2008 17:22

E come ha detto anche Gianni Vattimo:

....mi vien voglia di credere che i Protocolli dei savi di Sion siano veri....



Piero
Torino , giugno 17, 2008 17:29

nel frattempo, dalle parti di Kandahar si prepara un'offensiva anti telebana e nei paraggi, Iran, diventa assordante il tam tam che vuole uno "strike" (come lo chiama Frattini) contro siti nucleari persiani...


Decima M.A.S.
... , giugno 17, 2008 17:41

riprendendo il titolo di un romanzo di Graham Greene,Albright...il nostro agente a Teheran


Janus H.V.
... , giugno 17, 2008 17:43

.....se non nella forma ed è discutibile, dopo la sentenza dell'Aia del '39, nella sostanza.Bisogna non dimenticare cosa si evince da quella lettura e quante delle premesse abbiano, o meno, trovato rispondenza negli eventi successivi!



Orfanello
Roma , giugno 17, 2008 17:43

Caro Direttore, purtroppo i problemi sorgono quando la disinformazione è ben costruita ed i suoi esiziali effetti hanno avuto efficacia pratica. Di quante cose ancora ignoriamo la verità? Certo, nel caso in specie lettori attenti e consapevoli, professionisti che conoscono "la bestia", possono arrivare a nutrire seri dubbi, spigolando quà e là, affastellando ricordi e precedenti, ma se invece non si hanno, magari per anni, controprove?


Claudio
Bologna , giugno 17, 2008 17:46

Falsi o no, i protocolli dei savi di sion andrebbero adottati, fin dalle scuole elementari,come testo obbligatorio di studio.Non si sa mai che il neo ministro dell'istruzione, signora Gelmini passi da queste parti...La prego gentile Mariastella,aiuti le nuove generazioni italiane a difendersi ed a salvarsi dalla supercasta che ci parassita da secoli!


Ivan
Prato , giugno 17, 2008 17:57

LEGGETE QUESTA TERRIBILE NOTIZIA del KATZ!


Al Qaeda, minacce a Berlusconi
Nel mirino anche il vicedirettore del Corriere Allam. «Sono morti che camminano come lo era Falcone»


Silvio Berlusconi (LaPresse)
MILANO - Il premier italiano Silvio Berlusconi e il vice direttore del Corriere della Sera, Magdi Allam, sono di nuovo nel mirino dei siti islamici che si rifanno all'internazionale di Osama Bin Laden. Nuove minacce sono state rivolte nei loro confronti all'interno di uno dei forum islamici sul web più famosi e frequentati.

MESSAGGI POSTATI IN ITALIANO - A differenza del passato, ed in particolare negli anni del precedente governo Berlusconi quando queste minacce venivano postate in lingua araba, ora la presenza degli internauti islamici si è allargata così come la loro vicinanza all'Italia tanto che vengono postati direttamente in italiano. A scrivere è un nuovo membro dei siti che si fa chiamare «Muhajir Allah Wadáa Ahlahu» («Emigrante di Allah ha dato l'addio alla sua gente»). Pur usando un nome arabo, a differenza di altri utenti di questi forum che si occupano delle vicende del nostro Paese, lui sembra scrivere bene nella nostra lingua.

«SONO DUE MORTI CHE CAMMINANO» - Nel post dal titolo «Berlusconi e Magdi Allam», scrive: «Sono due morti che camminano...proprio come si auto definiva falcone..messaggio in codice ? ! Forse!». Leggendo queste ultime parole e paragonando il linguaggio usato con quello dei comunicati delle varie cellule arabe di Al Qaeda sembra più una provocazione che un messaggio in codice da inviare ad una cellula dormiente. I messaggi riconosciuti tali dagli esperti, e solitamente presenti nei discorsi del numero due di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, hanno riferimenti temporali o geografici che servono a far capire ai suoi uomini come e quando muoversi.
Benedetto XVI battezza Magdi Cristiano Allam (Ansa)
Resta il fatto che per la prima volta questo genere di minacce e di provocazioni appaiono in un sito di propaganda qaedista completamente in lingua italiana.

«ITALIA TERRENO DI CACCIA» - Leggendo infatti un altro messaggio postato dallo stesso autore nella giornata di ieri, è possibile pensare che dietro questo pseudonimo si possa nascondere un musulmano residente nel nostro paese, forse anche immigrato di seconda generazione, che ben conosce le dinamiche della comunità islamica nostrana. Commentando infatti in senso negativo la notizia della partecipazione di un'associazione islamica, la Iadl, al Gay Pride di Roma ha scritto: «Sono questi cosi detti "musulmani moderati" che piacciono al buon vecchio Berlusconi». Ciò dimostra che l'Italia resta comunque un terreno di caccia importante per la rete terroristica di Al Qaeda. Preoccupa il fatto che questo genere di minacce vengano pubblicate sul primo forum jihadista in lingua italiana ospitato dal sito Ekhlas la cui nascita è stata già annunciata da AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL lo scorso 14 aprile. Il forum è stato infatti scelto dagli internauti islamici italiani dopo la chiusura da parte della polizia postale, il 22 febbraio scorso, del blog dell'Imam di Carmagnola, Abdul Qadir Fadlallah Mamour, e della moglie Barbara Farina. A questo punto, gli uomini di Al Qaeda hanno trovato una soluzione per fare proselitismo in Italia senza essere oscurati, appoggiandosi su un forum arabo già esistente. A gestirlo è un membro che si fa chiamare «Nahir al-Murtadin» (in arabo, «sgozzatore degli apostati»). Si tratta di un personaggio che forse non vive nel nostro paese o che comunque non conosce bene l'italiano. La prima pagina di questa nuova sezione si apre con un «Benvenuto a tutti». Non è la prima volta però che si parla di Berlusconi e Magdi Allam. Sono entrambe i bersagli preferiti dei pochi utenti di questo sito. Tra primi temi trattati sin dallo scorso aprile spicca la conversione al Cristianesimo del vice direttore del Corriere della Sera. Infine, non manca il legame ideologico e organizzativo tra questo nuovo portale e l'ex Imam di Carmagnola, gestore del primo sito di Al Qaeda in italiano.

SERVER PRESENTI ALL'ESTERO - Il secondo documento inserito in questa nuova sezione è infatti la traduzione nella nostra lingua dell'ultimo messaggio audio rivolto da Osama Bin Laden all'Europa, già apparso sul sito dell'ex Imam di Carmagnola. Un altro documento ha invece per tema «i nomi arabi» ed era stato pubblicato in passato nel blog di Barbara Farina, che usa nell'ambiente jihadista il nome di Umm Osama (in arabo madre di Osama). Lo scorso 22 febbraio, la polizia postale aveva chiuso quattro blog filo-islamici che rilanciavano in Italia i proclami dei capi di al-Qaeda e che erano attestati su un server italiano, Splinder. In quell'ambito la Digos di Verona aveva denunciato sette persone. Il principale dei blog era gestito dal Senegal dal noto ex Imam di Carmagnola, gia' espulso dal territorio nazionale, e un secondo era collegabile alla moglie, che lo curava sempre dal Senegal. Gli altri due diari filo-islamici online venivano invece gestiti direttamente in Italia. I sette denunciati dalla Digos erano tutti italiani, incensurati, finiti nella rete del proselitismo islamico attraverso il blog 'Qital, gestito appunto dall'ex Imam di Carmagnola. Sarà più difficile ora chiudere questo genere di siti, considerato che il forum 'Ekhlas', come tutti gli altri in lingua araba, si basano su server presenti all'estero.

Hamza Boccolini
(Adnkronos)
www.corriere.it/politica/08_giugno_17/
minacca_al_qaeda_f70a363e-3c87-11dd-bc39-00144f02aabc.shtml



licio
... , giugno 17, 2008 18:11

sti katz ...ma nn si stancano mai a katzeggiare?


THULE1960
roma , giugno 17, 2008 19:08

I giudei ci stanno mettendo tutta la loro arte manipolatoria per far digerire al mondo la loro (i leader americani sono solo fantocci) nuova dottrina militare di prossima applicazione: la guerra preventiva atomica.
Ma è un gioco estremamente pericoloso: una legittima e proporzionata risposta ad un attacco bellico del genere farebbe passare la shoah per un lavoretto da principianti.



Francesco
... , giugno 17, 2008 20:12

A forza di continuare a dire al lupo,al lupo,il lupo arriverà veramente quando nessuno se l'aspetterà e sbranerà il falso profeta


Peter Pan
Isola che non c'è , giugno 17, 2008 21:04

Nella storia c'è molto che non quadra. In particolare, come mai gli Stati Uniti erano tanto interessati a far distruggere i documenti della cosiddetta bomba atomica? Perché il Governo svizzero è andato a impegolarsi in una storia che lo ha messo in grandi difficoltà e lo induce a mentire? Qual è il ruolo della CIA nella faccenda?

Vedasi:

La distruzione da parte del governo svizzero di documenti legati ad un presunto traffico di materiale nucleare solleva sempre più critiche, interrogativi e anche speculazioni sul ruolo svolto dagli Stati Uniti nell'intricata vicenda.

Dubbi sulla versione del governo
Da una settimana il governo non si è più espresso su questa vicenda. Nel frattempo la versione ufficiale del Consiglio federale comincia a traballare: da più parti sono emersi dubbi e speculazioni.

"È assolutamente pretestuoso da parte del governo affermare che la distruzione dei documenti è stata decisa conformemente al Trattato sulla non proliferazione di armi nucleari", ritiene l'esperto ginevrino di questioni strategiche Andreas Zumach.

Zumach è convinto che non sia stata l'AIEA ad esigere la distruzione dei documenti. A suo avviso, vi sarebbero altre ragioni, in particolare le pressioni esercitate dagli Stati uniti. A detta dei media, il dossier conteneva delle prove sulla collaborazione tra i Tinner e i servizi segreti americani della CIA.

Secondo la radio svizzero-tedesca DRS, la distruzione dei documenti è addirittura avvenuta alla presenza di un rappresentante dell'amministrazione americana. Un'informazione che non è stata confermata dal portavoce del governo Oswald Sigg.

Per l'articolo completo e altri rimandi in merito si veda: http://www.swissinfo.ch/ita/sw...id=9150827



silvia
bo , giugno 17, 2008 22:26

L'Iran è rimasto quasi l'unico stato legale al mondo.quindi può usare anche questo tipo di nucleare moderno e più sofisticato,può aggiornarsi.Chi ha il petrolio lo deve commercializzare per il bene del suo popolo,rientrando nei parametri costi e benefici.Il direttore ha fatto benissimo ad informarci correttamente sui possibili pretesti ed appigli di eventuali conflitti,ma,dopo aver letto la lettera all'ammiraglio Fallon,è chiaro che i soldati dopo l'11-9 sono stati scaraventati in Iraq ben sapendo che in USA è avvenuto un colpo di stato che invalidò i principi costituzionali,quindi nessuna cautela per l'esercito.L'esperienza è irripetibile.


Cleo
FI , giugno 17, 2008 23:05

Israele minaccia di bombardare l'Iran,
inflazione alle stelle, destinata a salire sempre di più,
enorme crisi finanziaria in arrivo anche in Europa,
leggi contro il "terrorismo" già attive in tutto il mondo,
esercito da noi già nelle strade:
tutto è pronto x il bum! Sembra entro pochi mesi.
E noi - come idioti - passivi e impotenti spettatori della fine del mondo,
perlomeno per come lo conosciamo adesso.

Non voglio essere complice della prossima guerra mondiale (tra idioti guerrafondai del nord e del sud, dell'occidente e dell'oriente),
nè della morte x fame di milioni di persone (x cinici giochi di borsa),
nè di scontri di civiltà e religione (tra assurdi integralisti)...

Io non lo voglio!
Anche se non serve a niente,
anche se non posso fermare la "fine",
io voglio urlare:
NON NEL MIO NOME!!!



Al
Marano , giugno 17, 2008 23:40

Che dire dottor Blondet... da circa 3 mesi la sera non riesco a chiudere occhio se prima non mi delizio di ogni suo articolo e non vedo l'ora di aprire la homepage per scoprire di cosa ci parla ogni giorno... Per giunta lei parla di scienze, religione, economia, società, politica, e altro, cosi (penso anche gli altri lettori) non ci si stufa mai.
Che bello leggere anche gli altri articoli e approfondimenti linkati a lato destro degli altri scrittori! Spesso invio i links degli articoli ad amici così vi raggiungono e spero aumenti la schiera di visitatori di questo sito.
Ho comprato anche dei libri, insomma sono molto soddisfatto e vi ringrazio per tutto il lavoro che fate.

Però questa volta voglio dirle che mi ha dato una lezione oltre che deliziarmi scrivendo con la sua arte di sana ironia con punte di sarcasmo e pungente eufemismo, una lezione preziosissima, quella di riconoscere tra le righe come si cela la disinformazione, come classificare la falsa notizia e la propaganda preconfezionata, la quale attenua quel poco discernimento che ci é rimasto dopo un rimbombante frastuono di notizie al veleno e fiele amaro a cui ci hanno abituati e a volte anche quasi convinti.
Dovrebbero inventare un Pulitzer al contrario da assegnare a giornali e giornalisti che eccellono in virtù di disinformazione e fare una sorta di classifica sul web de... i migliori disinformatori come fa un sito americano che pubblica le migliori-cattive aziende USA da cui stare alla larga per numero di licenziamenti, peggiore amministrazione e "migliori affari loschi" tanto è tutto vero, se non altro avrebbero il privilegio vero di vedersi annoverati veramente in un sito vero dove si dice la verità e si visita per sapere la verità!...
Recupero il link e lo posto piu tardi.
Grazie ancora a Blondet non demorda e buona serata a tutti
Al



adriano
alassio , giugno 18, 2008 09:17

La Katz è il Mossad, e ha il potere di tenere Bin Laden vivo. Sono molto stupito nel vedere come il potere metta in esecuzione le sue trame facendo errori cosi' banali, da dilettanti. Smascherarli e' facile e basta andare a fondo alla notizia, come dice Blondet. Ormai sono troppo vulnerabili, hanno commesso una miriade di errori, anche semplici, e i loro crimini sono da Tribunale di Norimberga. Hanno assoluto bisogno di continuare a tenere il controllo dell'informazione "ufficiale", creare idee miratamente fasulle e controllare le menti.




Ivan
Prato , giugno 18, 2008 10:11

Per Cleo

Bravo! Hai capito perfettamente per quali ragioni ci sarà l'esercito per le strade.
Sono le prove tecniche per il prossimo golpe democratico, che avverrà quando si manifesteranno le condizioni che hai elencato.



Marco
Bolzano , giugno 18, 2008 11:05

Caro direttore, lei dice "biografia quasi certamente scritta ...".
Io toglierei il quasi.
La fonte della biografia é indicata chiaramente come:
http://www.isis-online.org/about/staff/dalbright.html
Nella biografia si legge che tale Albright "is the founder of the non-governmental Institute for Science and International Security (ISIS), its current president".
ergo...



Pierpaolo
Trieste , giugno 18, 2008 11:15

"David Albright was the first indipendent inspector of Iraq's nuclear facilities in 1996."
Ma che significa, esattamente, "indipendent"?



Marina
Roma , giugno 18, 2008 17:32

Egregio Direttore ma questo Albright è quello che ho letto affiancherà Obama? Speriamo di no....cadrebbe anche questa speranza...


roberto
terni , giugno 19, 2008 09:18

rispondendo a francesco,ma lei egregio signor blondet non sara mica il falso profeta pevisto da l apocalisse di giovanni evangelista grazie


licio
... , giugno 19, 2008 22:01

NN PASSA GIORNO CHE NN AMMAZZINO UN "TERRORISTA" PALESTINESE...
COSI'...TANTO PER GRADIRE...




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