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L'incontro con un pastore di
pecorelle africane, ripieno di spontanea limpidezza di giudizio in una
situazione tanto difficile come quella keniana che si batte per mantenere la
famiglia-Paese unita e non cedere al divorzio. Un Padre cosciente e caritatevole
nella giustizia e nel fermo giudizio. Un padre che non dispera dei suoi figli,
ma continua come Pietro e Paolo fino all'ultima fine.
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Ho incontrato un padre vero |
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La figura del padre è così rara oggi, che quando se ne trova uno, va segnalato. Ho appreso molto da un padre negro. Arcivescovo. Il cardinale del Kenia John Njue è stato in visita a Viterbo, e davanti a un piccolo pubblico ha raccontato la situazione del suo Paese.
Come forse ricorderete (io l’avevo già dimenticato) l’inverno scorso il Kenia è stato sconvolto da scontri tribali, con saccheggi e massacri che facevano prevedere una ripetizione della tragedia ruandese, lo sterminio fra Tutsi e Hutu.Oggi, la situazione resta difficile, fragile, ma il cardinale la giudica aperta a una faticosa riconciliazione.
Nei giorni roventi degli eccidi, in Kenia certi politici agitarono l’idea di farne uno Stato federale.
In fondo, ho pensato, è realismo: un prendere atto della irrimediabile, endemica scissione per tribù dell’Africa, che gli Stati moderni (ex-coloniali) hanno ridotto ad...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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