
Berlusconi si è messo nelle
mani dei magistrati mantenendo ingenuamente la lotta sul piano “legale”, con
chi ha suscitato una situazione rivoluzionaria, una situazione per lui
ingestibile. Si vede dalle minacce che servono solo a rinsaldare la
parte minacciata che ha i mezzi e la volontà invece per agire. E' esattamente quello che accadde nel prototipo di tutte le rivoluzioni: il CSM è la “comune” del 1793.
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Cossiga ha probabilmente ragione: dà al governo Berlusconi quattro mesi, poi cadrà (1). Arriverà il «governo delle toghe», mascherato da governo del presidente, «istituzionale»: presidente del consiglio Mario Monti, oppure Draghi, oppure Casini (sic). Nella profezia cossighiana, a tradire sarà, come sempre, la Lega: nel pieno dello scontro contro i giudici, Bossi ha avvertito il Salame che a lui interessa il federalismo, per il quale ha bisogno dell’«armonia» con l’opposizione.
«Tutto quello che può allontanare questi obbiettivi, per la Lega è un ostacolo da rimuovere o da risolvere», ha detto.
Il Salame, essendo il Salame, ha ignorato questo altolà. E prosegue uno scontro con la magistratura che non si è dato i mezzi per vincere. I mezzi, come dice Cossiga, sono tutti in mano alla casta dei giudici....( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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