
Abbiamo tutti ben presenti i
racconti celebrati nella sola «Memoria» che è obbligatorio coltivare. La stessa
cosa accade oggi, davanti alla nostra generazione. Ad esempio a Nablus, città
palestinese in Cisgiordania, dove incessanti continuano le razzie israeliane,
fatte di devastazioni, furti, terrore e omicidi. La stampa censura lo sgomento,
l’angoscia e il senso di espropriazione di esseri umani che subiscono questi
soprusi.
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Cosa hanno fatto a Nablus? |
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WEST BANK: Nablus è una città palestinese in Cisgiordania. Va precisato: non è una città di Gaza, governata da Hamas, dove quindi tutto è permesso. Sta nell’enclave governata dal patetico Abu Mazen, che collabora con Israele, e la cui terra, in teoria, è riconosciuta come futura Palestina.
Ebbene: per la Reuters, il 9 luglio scorso, in questa cittadina di 140 mila abitanti arabi, il glorioso Tsahal ha «saccheggiato il municipio, rubando computer e provocando danni». Il giorno prima, «le forze israeliane hanno saccheggiato uno ‘shopping center’ e ne hanno ordinato la chiusura per due anni». Fin qui l’agenzia di stampa (1). Ma sentiamo come ha raccontato i fatti in una mail a due amiche americane una donna del luogo, moglie di un medico palestinese, la quale ha un master in inglese conseguito alla...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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