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Inesorabilmente stanno venendo al pettine tutti i nodi del liberismo ideologico: Bernanke ha abbandonato il dogma e sta attuando pesantissimi interventi pubblici nell’economia USA. Ma un altro nodo incombe sul sistema americano, un nodo dal nome tanto ridicolo quanto enorme il peso che rappresenta, pari a 6 trilioni di dollari. Un peso titanico che rischia di trascinare con sè tutta l'economia del Paese.

Contrordine, si statalizza. Senza dirlo

Maurizio Blondet    16 luglio 2008
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Qualche lettore mi chiede «un articolo approfondito su Fannie Mae e Freddie Mac», le due agenzie la cui insolvenza sta portando al disastro finale il sistema americano. I due enti dai comici nomignoli si chiamano in realtà Federal National Mortgage Association, e Federal Home Loan Mortgage Corporation.

La prima fu creata nel 1938, nel pieno della Grande Depressione, come strumento del New Deal del presidente Roosevelt. Lo scopo: fornire mutui a basso tasso (1), onde consentire agli americani di acquistarsi la casa e così rimettere in moto una ripresa economica trainata dall’edilizia, potente motore perchè a sua volta trascina un grande indotto (mobili, cemento, legname, ceramiche eccetera). Freddie Mac fu creato nel 1970 con lo stesso scopo.

Il guaio è che le due istituzioni non sono statali: lo impedì, l’ideologia vigente, che restava liberista assoluta, pur nella Depressione. Il Congresso non volle alcuna «statalizzazione dell’economia»; si lasciasse fare al mercato (2). Fannie Mae, come società privata, doveva cercarsi i capitali in Borsa. Ma come convincere i capitalisti a investire nei mutui, nel 1938?

Il trucco fu di chiamare Fannie (come poi Freddie) «imprese private» sì, ma «sponsorizzate dal governo»: sottintendendo che magari, in caso di guai, il governo sarebbe intervenuto a salvare le due agenzie. Forse sì forse no. La cosa fu lasciata volutamente nel vago. Del resto non c’è stato mai bisogno di mettere alla prova quella mezza promessa. Fino ad oggi.

Diciamo subito che nè Fannie nè Freddie hanno alcuna colpa nel disastro finanziario dei mutui. Proprio perchè strettamente regolamentate per legge, non hanno fatto prestiti a potenziali insolventi. Un «prestito sub-prime» è precisamente, per definizione, ciò che le due agenzie non devono fare. Prestano solo a persone che versano in contanti un congruo anticipo sulla casa, e che possono dimostrare un reddito certo e documentato. Sono imprese sane, alla vecchia maniera. Come mai, allora, sono  al tracollo?

Perchè  erano sottocapitalizzate. Negli anni scorsi dell’euforia finanziaria e del miraggio degli alti interessi dati dai mutui subprime,  gli speculatori hanno ritenuto poco appetibili le azioni di Fannie e Freddie, così poco speculativamente redditizie. E le due agenzie hanno dovuto raccogliere capitale, anzichè in Borsa, indebitandosi: emettendo titoli a interesse. Con il crollo attuale del mercato azionario, anche le azioni di Freddie e Fannie sono state duramente colpite, per il solo fatto che i valori degli immobili abitati dai loro creditori sono crollati. Gli «attivi» di Fannie Mae, ossia gli immobili ipotecati a suo favore, sono caduti del 66% e continuano a scendere; Freddie Mac, stessa situazione.

Oggi, quest’ultimo deve ai suoi creditori (i detentori delle sue obbligazioni) 5,2 miliardi di dollari più di quanto abbia come «attivi» ai valori attuali, e dunque è tecnicamente insolvente. Si è presentata dunque la necessità di vedere il trucco dello Stato: salverà Freddie e Fannie, o li lascerà fallire, come imprese private? Bernanke è corso al salvataggio.

Inevitabile: quelle due istituzioni sono troppo grosse per fallire. Se cadono quelle, il disastro è immane, inimmaginabile. Le due istituzioni non sono in grado di attrarre capitali senza l’aiuto del governo; e più la loro situazione di crisi dura, più il sistema finanziario nel suo insieme è costretto a fare liquidità svendendo «attivi» nel mercato d’oggi, che non vuole comprarli; con ciò, innestando una nuova e apocalittica spirale di ribassi, dove tutti  offrono in vendita azioni e titoli e nessuno le  compra.

Ma le due istituzioni sono troppo grosse - ahimè - anche per essere salvate. Insieme, Fannie e Freddie possiedono o garantiscono la metà dei mutui in essere negli USA, ossia 6 trilioni (6 mila miliardi) di dollari. Tanto per capire cosa significa questa cifra William Engdahl ricorda (3): 12 trilioni è il prodotto interno lordo dell’intera Unione Europea.  Dunque Fannie e Freddie «pesano» quanto la metà del pil di 27 Paesi ricchi del primo mondo, tre volte il PIL della Germania.

La Federal Reserve, già dissanguata dai salvataggi delle banche private e speculative, deve accollarsi anche questo peso titanico. Che finirà, prima o poi, direttamente o no, per pesare sui contribuenti USA, già al lumicino. Ma questo poi. Di fatto, nell’immediato, Bernanke deve raccogliere denaro emettendo nuovi titoli di debito (BOT americani); al minor costo possibile. Ma può?

Già i BOT USA rendono il 2,5%, contro il 4,5% di quelli europei: chi li acquista, li acquista solo finchè ritiene che gli USA siano ancora la più grande e solida economia mondiale. Illusione difficile da mantenere, di questi tempi. Di mondiale, gli USA hanno il debito. Solo per finanziare il suo deficit dei conti correnti, deve chiedere 700 miliardi di dollari annui a Paesi stranieri ricchi di riserve, Cina, Russia, emirati petroliferi. Deve assolutamente continuare a rendere appetibili i suoi BOT a Paesi che Bush non si è reso proprio amici, e già sono allarmati dalla perdita di valore del dollaro, e fin troppo tentati di cambiare le loro riserve in euro o yen.

E’ qui l’insolubile enigma che la Sfinge del liberismo terminale pone a Bernanke. Se continua a fornire liquidità illimitata al sistema per tentare di prevenire il collasso generale delle banche, fa fuggire gli investitori esteri dai Buoni del Tesoro USA, e dunque decreta la fine del dollaro. Se invece alza i tassi d’interesse per attrarre i capitali esteri e frenare l’inflazione, decreta  altri milioni di fallimenti dei suoi debitori con mutuo sub-prime, e la fine delle banche in rovina, incapaci di pagare interessi più alti. Qualunque cosa faccia, sbaglia.

Negli anni ‘90, anche il Giappone conobbe  lo scoppio della bolla speculativa  immobiliare e di Borsa: potè  tagliare i suoi tassi d’interesse a zero - e fu lo stesso durissima recessione - perchè il Giappone non è indebitato con l’estero, anzi i suoi cittadini erano pieni di risparmi. «Per gli USA è difficile imitare il Giappone», dice Alex Patelis, capo economista internazionale di Merrill Lynch: «Gli stranieri non darebbero i capitali» a interessi zero (4). Ovvio.

Anzi, è pericolosamente vicino il momento fatale in cui gli stranieri si chiederanno se non devono disfarsi in fretta delle loro montagne di dollari, anche di quelli in obbligazioni «sicure», valutate dalle agenzie di rating con tripla A: come quelle di Fannie e Freddie, ritenute «sicure» perchè «garantite dallo Stato» (sì e no, come s’è visto). Circa 1,5 trilioni di dollari di obbligazioni Freddie e Fannie sono oggi in mano a stranieri, privati e (più spesso) Stati, fondi sovrani. Non si sa fino a quando durerà la pazienza di questi Stati sovrani esteri nel sopportare il deprezzamento del dollaro e le perdite che subiscono sui loro investimenti in USA.

Iroshi Watanabe, il governatore della Banca Centrale nipponica, ha già avvertito le banche e assicurazioni giapponesi di «andar caute» con i titoli americani, anche delle grandi agenzie «sponsorizzate dallo Stato». A tutti sono venuti i brividi. Cosa farà la Cina? «Andrà cauta» come Tokio?

I responsabili americani non se ne allarmano troppo: la Cina è legata a filo doppio all’economia USA, il suo maggior mercato, e non può permettere il collasso di Fannie e Freddie, e dunque del dollaro; sarebbe suicida. E la Russia? Mosca detiene 530 miliardi di dollari in riserve, BOT e obbligazioni USA. Non ha ragione di essere amichevole verso l’America, che le ha piazzato contro i famosi missili-antimissile in Polonia, e che sostiene l’entrata di Ucraina e Georgia nella NATO.

Per convincere Putin a non dare il colpo finale agli USA, liquidando i suoi dollari (ecco la vera bomba atomica), bisognerà andare ad un patto extra-economico, altamente politico: abbandonare l’espansione della NATO, per esempio, in cambio di  assicurazioni che Mosca non darà il colpo di grazia al sistema finanziario americano. Questo sarà il compito del prossimo presidente. Ma il suo insediamento è ancora lontano. Troppo lontano, per una crisi che si avvolge in una spirale catastrofica a velocità tremenda.

Come si vede, vengono al pettine tutti i nodi - o le stupide aporie - del liberismo ideologico. Bernanke ha abbandonato il dogma - lasciar fallire le banche, nelle mani del «mercato» - e attua pesantissimi interventi pubblici nell’economia: ma solo per salvare gli speculatori che si sono rovinati coi loro azzardi. A spese del contribuente, che i giocatori d’azzardo hanno ridotto alle corde. Le banche in fallimento sono nazionalizzate di fatto.

Viene al pettine anche l’equivoco di Fannie e Freddie, aziende «private», ma «sponsorizzate dallo Stato». Al dunque, questo equivoco si è ridotto al solito vecchio trucco capitalista: privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite. Finchè Fannie e Freddie prosperavano, a goderne i benefici sono stati gli azionisti privati; ora che vanno male, a coprire le perdite è lo Stato, ossia i contribuenti. Si statalizza senza dirlo: il che è criminoso, perchè nasconde l’intenzione di ritornare al privato libero e senza freni, appena le cose andranno meglio.

Conclusione? Non la conosco, mi limito a copiare quella di un blogger che si firma Uriel (www.wolfstep.cc) - non lo conosco, ma mi pare più competente di me (5): visto che l’America liberista sta già statalizzando, dice Uriel, «non sarebbe ora, una buona volta, di capire che la finanza è una attività di competenza dello Stato (tanto, alla fine i soldi per tirarci fuori dalla m…  ce li mette sempre lo Stato), ed iniziare a statalizzare banche, assicurazioni, Borse e quant’altro? Non sarebbe ora di capire che il libero mercato nel mondo finanziario è un fallimento continuo, un parassitismo che produce solo miseria, e di assoggettarlo completamente ai voleri (ed agli obiettivi) dello Stato, che nelle democrazie almeno risponde al cittadino? Tanto, i costi saranno i medesimi, visto che alla fine è sempre lo Stato che paga... Finora siamo vissuti credendo che il mercato, per via di una ‘mano invisibile’, sia dotato di etica, un’etica propria. Oggi stiamo vedendo che, se facciamo una sintesi degli ultimi 2000 anni di storia, l’unico ente sovrasociale che veramente ha mostrato finalità etiche (giuste o sbagliate che siano) è lo Stato. Non sarebbe ora di ripensare questi assunti, quello secondo cui il mercato sarebbe intenzionato a produrre ricchezza diffusa (cosa che NON è), e quello dello Stato che affama con le tasse, quando la verità che emerge dalla storia è che le uniche e poche garanzie al cittadino vengono sempre e solo dallo Stato, mentre dal mercato è sempre e solo arrivata una rapina?».

Mi limito a sottroscrivere. Ho solo non un’obiezione, ma una domanda: lo Stato, oggi, ha la «cultura» per assumersi queste responsabilità verso i cittadini?

Decenni di «liberismo» ideologico, subito intesi come «ognuno per sè», hanno corrotto fino al midollo i politici e governanti, ne hanno fatto degli insaziabili percettori di tangenti e costosi  parassiti dei cittadini-lavoratori. Non vorrei che le banche, Borse e assicurazioni, statalizzate, finissero in mano ai Del Turco, o ai Di Pietro (non dimentichiamo quando quest’ultimo si fece pagare con soldi nascosti in una scatola da scarpe), o a un Visco o a un Berlusca.

Qui, occorre una etica del servizio pubblico, che s’è volatilizzata. Li abbiamo visti all’opera: ladri di fondi pubblici, saccheggiatori di enti previdenziali e sanitari, tassatori punitivi, assuntori di fancazzisti, hanno lasciato abbassare le paghe ed aumentare i prezzi in modo indegno per «governanti».

Una volta, in Italia, ricorda Uriel, c’erano i consorzi agrari che accumulavano riserve alimentari, calmierando i rincari; c’era anche, aggiungo io, il Comitato interministeriale Prezzi (CIPE), che - quando per decreto lo Stato vietava gli aumenti di salario per non creare inflazione - dal canto suo tentava di scoraggiare i rincari dei prezzi, e in parte ci riusciva.

Erano tutti strumenti di un’altra «dottrina dello Stato» (non vi diciamo quale) che non esiste più. Oggi sono scomparsi insieme con  il senso dello Stato che li aveva creati.




1) Più precisamente, Fannie Mae comprava i mutui dalle banche, liberando così liquidità che veniva usata dalle banche per fare nuovi mutui. Perchè allora le banche si tenevano i mutui nei libri contabili per venti o trent’anni (sicchè non erano liquidi); oggi, con la «cartolarizzazione», li hanno rifilati a miriadi di banche e privati, riacquistando immediatamente la liquidità - per i loro giochi d’azzardo. Paul Krugman, «Fannie, Freddie and you», New York Times, 4 luglio 2008.
2) La maggior parte delle strategie proposte da Roosevelt per battere la Grande Depressione furono bocciate dal Congresso o dalla Corte Suprema, perchè davano troppo potere allo Stato sull’economia. Per questo il New Deal non funzionò veramente, e solo l’entrata nella seconda guerra mondiale innescò la ripresa americana.
3) William Engdahl, «The financial tsunami: the next big wave is breaking Fannie Mae, Freddie Mac and US mortgage debt», GlobalResearch, 15 luglio 2008.
4) Ambrose Evans Pritchard, «US faces global funding crisis, warn Merrill Lynch», Telegraph, 16 luglio 2008.
5) Uriel, «L’economia della bolletta è in bolletta», Wolfstep, 14 luglio 2008. Brillanti i consigli di Uriel alle famiglie, per punire gli speculatori. Nella sua visione, le banche hanno drenato capitali dal risparmio familiare e dalla produzione per gettarli nella finanza. Dopo aver indebitato all’osso famiglie e imprese (sicchè hanno smesso di produrre reddito per le banche), queste hanno escogitato «l’economia della bolletta» per succhiare altro denaro: rincarando le spese «incomprimibili» per le famiglie. Tariffe e bollette, cibo e telecom, eccetera. Il suo consiglio è dunque: ridurre le spese di questo genere, non comprare prodotti di marca (di ditte quotate in Borsa), ma i prodotti senza marca dei discount (non quotati). Così si si inceppa «la macchina spennapolli» basata sull’assioma che le famiglie non possano comprimere certe spese. Infatti, «si tratta di una valutazione scorretta: se è ovvio che non sia possibile tagliare completamente l’energia elettrica, è altrettanto ovvio che un risparmio del 10% significhi semplicemente un tracollo, come succede quando l’andamento di qualsiasi cosa si abbassa del 10%. Lo stesso capita per il cibo: possono aumentarne i prezzi del 50%, convinti che non si possa fare a meno di mangiare. Il problema è che immediatamente si passa dal negozio al discount, e dalla grande marca al sottomarchio. Solo che il sottomarchio non è quotato in Borsa, mentre la grande marca sì, con il risultato che la speculazione sul cibo va immediatamente in culo ai finanzieri... Il  cibo può essere ottimizzato e tagliato, diciamo di un 30% buono solo per gli sprechi. Hanno idea, i signori finanzieri, di che cosa significhi se i loro fatturati e i loro dividendi calano del 30%? Per la famiglia questo significa rinunciare al gelato una volta su due, ma che cosa significa per gli azionisti Nestlè, se il consumo di cacao crolla di uno su due? Chi è che sta peggio, la famiglia che perde un gelato su due o il finanziere che si vede tagliare
i dividendi?». D’accordo, e le famiglie stanno già facendo proprio questo, volenti o nolenti.
Ma anche qui sorge non un’obiezione, ma una domanda: questa strategia produce deflazione, ossia riduzione della produzione, dunque alla fine, licenziamenti. E i consumatori sono, nello stesso tempo, lavoratori. Che diventeranno disoccupati. Prima che fallisca la Nestlè, loro saranno morti di fame. Mi pare un altro degli insolubili nodi della presente grande depressione.


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Commenti : (70)
leonardo
roma , luglio 16, 2008 20:11

Il rimedio c'è ed è semplice...è vecchio come il mondo. La remissione del debito a favore dei cittadini e delle aziende che operano nei settori nevralgici dell'economia reale. Un Giubileo, la presa di coscienza che tutto si regge sulla carta straccia. L'America tornebbe in attivo in poco tempo.


Nereo
ASCOLI , luglio 16, 2008 20:15

(non dimentichiamo quando quest’ultimo si fece pagare con soldi nascosti in una scatola da scarpe)

Credo abbia restituito dei soldi che qualcuno gli aveva prestato. Di Pietro era un immigrato a Milano dal Molise.
Anch'io ho lavorato quattro anni a Milano negli anni '70 per 240.000 lire al mese e mio padre contribuiva al mio sostentamento.

Propagandare nell'Avvenire i 60.000 stupri etnici delle cattivissime reclute dell'Armata Popolare Jugoslava nei riguardi delle donne bosniache (che sarebbero state pure esse serbe di lingua serbo-croata e comuniste) non è stata un'operazione onesta.
Per fortuna io so discernere, purtroppo.



Tibberio
Roma , luglio 16, 2008 20:20

Altri dati:

Incominciano i suicidi in usa.....dove l´avevo gia´visto?

www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2008-07-16_116252354.html

ma ancora piu´ emblematica e´ la seguente....chi ha orecchi per intendere....intenda.....

www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2008-07-16_116250346.html



sergio
... , luglio 16, 2008 20:34

Il parassitismo è la relazione tra un corpo e i parassiti dove alla fine il corpo è ucciso dai parassiti. Questo accade in USA: la più potente e produttiva economia del mondo, indebitata dai banchieri e dalla spesa pubblica oltre ogni capacità di ripagare, è destinata alla bancarotta statale.
La richiesta di salvataggio di Paulson delle due agenzie Fannie Mae e Freddy Mac coi dollari del contribuente è l'epilogo della ralazione parassitica tra banchieri, governo ed economia.



Enrico
Sassari , luglio 16, 2008 20:36

Molto chiaro, grazie!


giovanni bis
siena , luglio 16, 2008 20:40

Siamo al ridicolo! Ecco l'unico modo in cui ne parla il sito del corriere:

WASHINGTON - Non sono sull'orlo del fallimento i due colossi immobiliari americani Fannie Mae e Freddie Mac. Lo ha detto Ben Bernanke, presidente della Fed nel corso di un'audizione alla commissione Serivi finanziari alla Camera. Fannie Mae e Freddie Mac, ha spiegato Bernanke, "sono adeguatamente capitalizzate, non rischiano il fallimento". (Agr)



giovanni bis
siena , luglio 16, 2008 20:42

Siamo al ridicolo! Ecco l'unico modo in cui ne parla il sito del corriere:

WASHINGTON - Non sono sull'orlo del fallimento i due colossi immobiliari americani Fannie Mae e Freddie Mac. Lo ha detto Ben Bernanke, presidente della Fed nel corso di un'audizione alla commissione Serivi finanziari alla Camera. Fannie Mae e Freddie Mac, ha spiegato Bernanke, "sono adeguatamente capitalizzate, non rischiano il fallimento". (Agr)



Michelangelo
Europa , luglio 16, 2008 20:50

@Tibberio
La seconda introduce la necessaria limitazione....
altrimenti qui finisce anche peggio...
Viviamo in tempi interessanti.

In Italia, a parte Tremonti ( e se siamo fortunati qualcuno vicino a lui ) siamo in mano ad incompetenti, tragicamente inconsapevoli... o forse intenzionalmente male intenzionati. che importa, i nostri padroni esteri sanno bene a chi dare qualche contentino monetario e promuovere a "grande statista salvatore della patria"... poveri noi.



McRoss
legnano , luglio 16, 2008 20:50

Per questo su qualche sponda mediterranea si ha fretta a far la pace, le loro banche d'oltreoceano non macineranno più utili che poi serviranno come "donazioni", già di per se sono al tracollo.
L'unico spunto positivo che mi viene in mente che a forza di giocare sui futures sul petrolio, qualcuno venga in scadenza e patatrac ... il barile costa meno, perchè queste banche "donatrici" sono senza liquidità.
La Russia e la Cina e il Giappone non hanno difficoltà a cambiare il loro commercio in euro o rubli o quant'altro.
Sarebbe ora di passare all'esazione, diciamo che le basi americane in italia non appartengono più di fatto ai loro padroni falliti, sarebbe giocoforza darle in consegna alla Russia o all Cina, etc...
Un'altro risvolto sarebbe la nostra casta che non avrà più copertura "militare" dell'alleato....



marcoops
julianova , luglio 16, 2008 20:56

Mah Direttore, finiranno... poi che cosa ci toglieranno?



Roberto F.
... , luglio 16, 2008 20:59

Questo è il momento del fare, se credete come me che quello che dice questo articolo succederà dateci una mano a far decollare velocemente questo progetto.

Il progetto è partito in internet il 14 luglio 2008, ed ha bisogno di persone in gamba per essere attuato.

Stiamo cercando persone e terreni agricoli per fondare comunità ecologiche il più possibile autosufficienti, se vi interessa aiutaci a costruire il progetto aperto a tutti.

www.ecolcity.it/cms

Saluti a tutti



Corrado
Milano , luglio 16, 2008 21:23

vorrei continuare ad incoraggiare il ministro Tremonti ad andare avanti nel suo lavoro.
Tremonti è diventato il bersaglio n.1 di certi tecnocrati, come Draghi e Mario Monti (del partito del Britannia).
difendiamo il ministro da questi personaggi......
SPUTTANIAMOLI!



Mario
Pordenone , luglio 16, 2008 21:26

Se invito qualche mio collega a leggere questo articolo che dimostra in maniera chiara come il collasso economico ci colpirà tutti quanti, mi risponderà (come è già successo in passato) che leggo troppe cretinate sfornate da i soliti tragediatori complottisti che hanno solo dei rancori nei confronti degli Stati Uniti.

NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE!

La nostra bella informazione televisiva ha tolto completamente la voglia di ragionare a molti italiani, di conseguenza, anche se li metti di fronte all'evidenza, il loro cervello è così danneggiato dalle scemenze giornaliere della TV che non riescono più a fare un ragionamento da soli.

Il Nuovo Ordine si insedierà con molta facilità, perche le menti sono state già sufficentemente danneggiate. Basterà togliere il pane dalla loro bocca per fargli fare tutto quel che vogliono e a noi non ci resta che inginocchiarci e pregare.


Grazie Blondet




stoico
cuneo , luglio 16, 2008 21:27

Esimio Direttore,
le conclusioni della nota (5) non mi colgono affatto di sorpresa in quanto è già il mio modus operandi da sempre.
Sono infatti da anni fautore della pratica del consumo critico ma purtroppo sono riuscito finora a convertire solo la mia compagna (abituata com'era a farsi 'consigliare gli acquisti' dalla pubblicità,dal marketing della Grande distribuzione e dal packaging dei prodotti) e gli amici più vicini.
Alcuni consigli che voglio dare ai suoi lettori più attenti sono le pratiche che metto in atto quotidianamente:

1)Prelevate ad inizio mese ,dal bancomat, una cifra di poco superiore al vostro fabbisogno mensile e portate con voi quotidianamente nel portafoglio solo il minimo indispensabile.
2)Ricordate che ogni operazione oltre le 100 annue in franchigia concesse dalla vostra banca presso un bancomat vi costa dai 50c a 1 euro.limitatele al minimo.
3)fate il pieno alla macchina ad inizio mese (se vi basta) e cercate di limitarvi per quanto possibile.una camminata di 500 metri al giorno per fare le piccole commissioni fa bene alla salute ed al portafoglio.
4) se fumate comprate una stecca ad inizio mese così da evitare di cambiare continuamente cartamoneta in monete metalliche che vengono ovviamente spese più velocemente.
5)Non raccogliete le monetine (di qualsiasi taglio) nel classico vasetto ma spendetele tutte prima di intaccare un pezzo da 5 o 10 euro;vi accorgerete di quanto può durare una banconota nel portafoglio prima di essere spesa.
6)Ricordate che ogni euro sul vostro conto corrente costa tempo e lavoro.Per il sistema siamo solamente consumatori per cui l'unica arma a nostra disposizione è la capacità di NON spendere.
7)Leggete bene le etichette di ciò che acquistate e confrontate i prodotti 'primo prezzo' con quelli 'branded';Vi accorgerete che molto spesso alcuni sono fatti nello stesso stabilimento ma hanno ovviamente prezzi differenti in quanto la differenza è data dal costo in pubblicità e dal packaging più ricercato dei secondi rispetto ai primi.
8)Cercate,se potete, di fare un menù settimanale e di rispettarlo;eviterete così di acquistare più di quanto serve o di farvi attirare dalle offerte (non sempre speciali) dei supermarket.
9)Comparate i prodotti in base al PREZZO AL CHILO anzichè al PREZZO UNITARIO.I prodotti in confezione singola costano ovviamente di più.
10)Evitate per quanto possibile prodotti elaborati (pasti surgelati,prodotti preparati,sughi pronti,ecc..)ricordando che ogni lavorazione sul prodotto incide sul suo costo.per preparare una pasta 'pomodoro e basilico' occorrono pochi minuti e 2 euro (per 1/2 chilo) ma il corrispettivo surgelato può costarvi anche 4 volte di più (3.50 euro per 300 grammi).
11)Cercate di non trovare sempre e comunque una motivazione valida per avvalorare un'acquisto superfluo.Spendere 1 euro al giorno per 4 giorni equivale a spendere 4 euro in un giorno solo.Non dimenticatelo.

Queste sono ovviamente solo alcune delle pratiche di 'buon senso' per spendere oculatamente i propri soldi ma è un buon inizio.Il risparmio è una FORMA MENTIS;una volta imparata tutto viene da sè ed anzi diventa una sfida quotidiana con se stessi per farlo sempre meglio.
Mettete al centro le vostre reali esigenze e non fatevele dettare dai pubblicitari o dalla competizione con il vicino di casa.
Un saluto a tutti.




uno a caso
come sopra , luglio 16, 2008 21:50

Qui si statalizzano le perdite e si privatizzano gli utili. Quindi il liberismo e l'Anarco-capitalismo globalizzatori sono FALLITI.

Su cosa si fonda il vero Stato:

1) Doveri verso la societa' nazionale
Dovere grandissimo e' l'osservanza delle leggi e l'ossequio ai poteri costituiti. Bisogna sentire in se' la grande virtu' della disciplina, per la quale si soffoca ogni spirito di ribellione; bisogna fare tacere le voci di egoismo, i bassi sentimenti dell'invidia, dell'ambizione, della cupidigia e solo cercare, anche attraverso sacrifici, il benessere della Patria.
2)Doveri verso la famiglia
Il cittadino ha doveri fondamentali anche verso la famiglia. I genitori devono amarsi, rispettarsi, proteggersi vicendevolmente ed insieme concorrere, con l'economia e il lavoro alla prosperita' della famiglia. Devono allevare bene i figliuoli, non per se stessi, ma per la Patria e provvedere che crescano saggi, buoni, onesti, amanti della Patria della virtu' e del lavoro.
3)Non vi sono privilegi se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere.
4)Essere intransigenti, domenicani. Fermi al proprio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia. Ugualmente capaci di comandare ed obbedire
5)Abbiamo un testimonio da cui nessun segreto potra' mai liberarci: il testimonio e' la nostra coscienza. Deve essere il piu' severo, il piu' inesorabile dei nostri giudici.
6)Avere fede, credere fermamente nella virtu' del dovere compiuto, negare lo scetticismo, volere il bene ed operarlo in silenzio.
7)Non dimenticare che la ricchezza e' soltanto un mezzo necessario si', ma non sufficiente a creare da sola una vera civilta', qualora non si affermino quegli alti ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana.
8)Non indulgere al costume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all'appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi.
9)Accostarsi agli umili con intelletto d'amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre piu' alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo occorre dare l'esempio della probita'.
10)Agire su se stessi, sul proprio animo prima di predicare agli altri. Le opere ed i fatti sono piu' eloquenti dei discorsi.
11)Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarita', credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verita' e come confidente la bonta' generosa.
[1]

Sembra il manifesto di chi ci ha governato negli ultimi sessanta anni. No?

ps. Su DiPietro (e la sua Mercedes) , che si scopri' giudice giustiziere solo dopo l'amnistia dell'89 che salvo' Occhetto e il PCI-PDS-DS dalle patrie gaelere (sussidi del Pcus e tangenti sul commercio Est-Ovest...chi sa dove stava DiPietro prima del'89?), lei direttore e' stato troppo buono.


[1] Dagli scritti e discorsi di Arnaldo Mussolini (Elementi di cultura Fascista. Giuseppe Pochettino SEI Torino)



uno a caso
come sopra , luglio 16, 2008 21:51

Qui si statalizzano le perdite e si privatizzano gli utili. Quindi il liberismo e l'Anarco-capitalismo globalizzatori sono FALLITI.

Su cosa si fonda il vero Stato:

1) Doveri verso la societa' nazionale
Dovere grandissimo e' l'osservanza delle leggi e l'ossequio ai poteri costituiti. Bisogna sentire in se' la grande virtu' della disciplina, per la quale si soffoca ogni spirito di ribellione; bisogna fare tacere le voci di egoismo, i bassi sentimenti dell'invidia, dell'ambizione, della cupidigia e solo cercare, anche attraverso sacrifici, il benessere della Patria.
2)Doveri verso la famiglia
Il cittadino ha doveri fondamentali anche verso la famiglia. I genitori devono amarsi, rispettarsi, proteggersi vicendevolmente ed insieme concorrere, con l'economia e il lavoro alla prosperita' della famiglia. Devono allevare bene i figliuoli, non per se stessi, ma per la Patria e provvedere che crescano saggi, buoni, onesti, amanti della Patria della virtu' e del lavoro.
3)Non vi sono privilegi se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere.
4)Essere intransigenti, domenicani. Fermi al proprio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia. Ugualmente capaci di comandare ed obbedire
5)Abbiamo un testimonio da cui nessun segreto potra' mai liberarci: il testimonio e' la nostra coscienza. Deve essere il piu' severo, il piu' inesorabile dei nostri giudici.
6)Avere fede, credere fermamente nella virtu' del dovere compiuto, negare lo scetticismo, volere il bene ed operarlo in silenzio.
7)Non dimenticare che la ricchezza e' soltanto un mezzo necessario si', ma non sufficiente a creare da sola una vera civilta', qualora non si affermino quegli alti ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana.
8)Non indulgere al costume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all'appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi.
9)Accostarsi agli umili con intelletto d'amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre piu' alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo occorre dare l'esempio della probita'.
10)Agire su se stessi, sul proprio animo prima di predicare agli altri. Le opere ed i fatti sono piu' eloquenti dei discorsi.
11)Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarita', credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verita' e come confidente la bonta' generosa.
[1]

Sembra il manifesto di chi ci ha governato negli ultimi sessanta anni. No?

ps. Su DiPietro (e la sua Mercedes) , che si scopri' giudice giustiziere solo dopo l'amnistia dell'89 che salvo' Occhetto e il PCI-PDS-DS dalle patrie gaelere (sussidi del Pcus e tangenti sul commercio Est-Ovest...chi sa dove stava DiPietro prima del'89?), lei direttore e' stato troppo buono.


[1] Dagli scritti e discorsi di Arnaldo Mussolini (Elementi di cultura Fascista. Giuseppe Pochettino SEI Torino)



RIDDICK
oltremondo , luglio 16, 2008 21:55

Per ammazzare le banche usuraie e il ricatto del credito è sufficiente una sola misura: elevare la riserva obbligatoria delle banche al 50% minimo (oggi è il 2% grazie alla truffa di Mastricht).
Se poi tale misura non dovesse piacere alle banche private, un paio di banche nazionali e il gioco è fatto.



Franco
Padova , luglio 16, 2008 22:00

Ho letto l'articolo stasera, tornato dalla spesa in un grande centro commerciale. Sono riuscito a spendere un 20% in meno dell'ultima volta. Ho tagliato quelli che qui si chiamano "i furessi", cioè le cose inutili ma che ti fa piacere comprare e spesso sono in promozione: patatine fritte e merendine per cominciare. E le cose che "hai-voglia-di-assaggiare-e-che-non-hai-mai-mangiato-prima". Che ti tentano soprattutto quando fai la spesa nel tardo pomeriggio e hai fame. Attenzione, poi. Molta altra gente, lo vedevo dai carrelli alle casse, si era data una regolata negli acquisti. E c'era anche un metro evidente e disponibile per chiunque sappia utilizzarlo: le scadenze di molti prodotti in vendita: CORTE. Segno sicuro di calo nelle vendite. La cuccagna è finita, la gente si guarda nel borsellino e automaticamente inizia a regolarsi. Illuminanti poi certe conversazioni orecchiate di fronte agli scaffali. L'unico limite che ancora manca è quello del tempo. Una spesa oculata e risparmiosa richiede il tempo che nessuno ha più. Quello di studiare e paragonare i prezzi(segnati ma in piccolo quelli al kg che sono quelli che contano). Ma ci si arriverà per forza.


Paolo A
Bologna , luglio 16, 2008 22:01

Esiste una sola maniera sensata di gestire la situazione delle 2 GSE, Fannie e Freddie. L'ha evidenziata Nuriel Roubini in un articolo sul suo blog, ed la ristrutturazione delle 2 agenzie. Quello che in americana chiamano conservatorship e che noi chiameremo amministrazione controllata. Si ristruttura la situazione finanziaria della 2 GSE, il che produrrebbe secondo i calcoli di roubini il 5% (250 miliardi) di perdite sui 5000 miliardi di titoli che la GSE garantisce. Chi ha investito nella Fannie e nella Freddie si ingoia le perdite, ma nella crisi argentina del resto gli investitori hanno incassato il 75% di perdite. Un 5% o anche un 10% non è insopportabile. Le GSE resterebbero in vita e private senza pesare sullo stato. Ovviamente mettere in una conservatorship le GSE significherebbe eliminare il mercato secondario dei mutui, cioè i mutui che le GSE ricompravano dalle banche. Il che produrrebbe un aumento dei tassi sui mutui concessi dalle banche e farebbe tornare lentamente le regole di concessione dei mutui ai vecchi tempi (scomparirebbero quasi del tutto i mutui esotici e i mutui al 100%), crollerebbe ulteriormente il prezzo delle case riallineandosi nel tempo agli stipendi della gente (come dovrebbe essere in assenza di bolle).
Una fallimento delle GSE non è neppure contemplabile ovviamente, mentre una sua nazionalizzazione vera o presunta raddoppierebbe quasi il valore del debito pubblico americano indebolendo il dollaro, facendo volare il petrolio e rischiando di produrre il crollo dell'economia statunitense. Sono restii ad adottare il piano di Roubini proprio perché sono preoccupati per il mercato immobiliare e le ripercussioni che ulteriori cali avrebbero sulle banche (è da un anno che provano a supportare un valore artificialmente alto e insensato delle case senza peraltro riuscirci), ma non c'e' niente da fare. O lasciano che la situazione torni a livelli storicamente accettabili e si beccano il fallimento di diverse banche o rischieranno di fallire direttamente gli Stati Uniti.



Liliana
... , luglio 16, 2008 22:12

Direttore...se ci dice questo è come affogarci! - Qui, occorre una etica del servizio pubblico, che s’è volatilizzata-

E dove è andata???

Direttore; Lei non ci lascia molte speranze.






tonino
somma , luglio 16, 2008 22:32


Stiamo cercando persone e terreni agricoli per fondare comunità ecologiche il più possibile autosufficienti, se vi interessa aiutaci a costruire il progetto aperto a tutti.
scusi ma vorrei saper su quale tipo di comunita vi concetrerete di piu, kolkoz o kibutz'



adriano
alassio , luglio 16, 2008 23:02

Sig. Blondet,
Pubblica deve essere la Banca Centrale, cioè la Banca che stampa la Moneta. Invece le Banche Centrali sono private e gli Stati non sono Sovrani cioè non dispongono della sovranità neccessaria per creare denaro. Gli Stati cosi' si indebitano verso una tipografia privata che noi chiamiamo BCE e che crea denaro dal nulla, denaro di carta o denaro elettronico, denaro di cui lo Stato e' debitore nel capitale e negli interessi. Ma le sembra giusto ? Il denaro non è convertibile in oro o in altri metalli. E allora chi viene a garantire il valore reale del pezzo di carta? In prima e in ultima analisi direi che garanti sono gli Stati stessi. Perchè paghiamo interessi sul debito pubblico? Questi interessi strangolano gli Stati, un enormità di denaro non dovuto impoverisce le comunità e va a finire in mani private, a perpetua schiavitù.



aries
modena , luglio 16, 2008 23:05

certo le teorie utopistiche del libero mercato e dell efficenza di questi nei confronti di altre soluzioni stanno evidenziando tutte le loro assurdità . in certi settori si sono creati cartelli che in pratica poi sono divenuti MONOPOLI . LE DISMISSIONI o SVENDITE delle partecipazioni statali operate in buona parte da PRODI , ha portato solo perdite di posti di lavoro , svendite di attività economiche spesso positive a che pro , per venire incontro alle fantasie economiche di BRUXELLES . i cui burocrati servi delle multinazionali e delle finanziarie hanno escogitato le privatizzazioni ad oltranza al cento per cento . in nome di un miraggio venuto daggli USA ,del miraggio di imitare l economia più performante al mondo , e che ora sta miseramente cadendo a pezzi travolgendo pure parte dell EUROPA . i burocrati scimmia di fronte ad un simile disastro con in testa PRODI andrebbero deferiti ad un tribunale internazionale . RISPARMI DI CITTADINI utilizzati in giro per il mondo solo per raccogliere qualche euro in più invece di utilizzarli nel territorio per promuovere le imprese utilizzati da emeriti babbuini finanzieri in USA IN AZIENDE E BANCHE AD ALTO RISCHIO . da che mondo e mondo, si chiede di più dove si rischia ,Vorrei vederli ora queste scimmie a recuperare il valore delle azioni e il valore dei mutui sub prime delle banche che stanno fallendo.


Nuovo
LA , luglio 16, 2008 23:56

Questa e' pazzia eretta a sistema.
Qualche mese fa (mi sembra a febbraio) il congreso propose (e bush firmo') una legge che innalzava il valore massimo dei mutui che Fannie e Freddie portevano accollarsi.
Fino ad allora, il mutuo massimo che F&F potevano accollarsi non poteva superare i 450.000 dollari (circa).
Dopo questa legge questo limite fu spostato a circa 650.000 dollari, di fatto aumentando terribilmente il rischio di insolvenza e diminuendo la capacita' di garantire i mutui di queste istituzioni.
Come ha detto blondet, F&F non possono comprare e garantire mutui subprime, ma questo solo in teoria.
Quello che differenzia un mutuo subprime da uno 'normale' e' che per avere un mutuo 'normale' chi lo chiede deve dimostrare di avere uno stipendio tale poter pagare la rata del mutuo. Si presume quindi che il contraente sara' in grado di ripagare il mutuo senza andare in default.
Ma, e qui sta il trucco, nei giorni d'oro del mercato immobiliare gli agenti immobiliari accettavano dai contraenti documenti dimostranti alti redditi che erano PALESEMENTE FALSI.
E li accattavano perche' volevano intascare il loro bel 6% di commissione sulla vendita.
E i direttori di banca accettavano quei documenti falsi per potersi poi far pagare lauti premi di 'produzione'.
Quindi i mutui a carico di F&F sono 'normali solo sulla carta. In realta una bella fetta sono subprime a tutti gli effetti.
E' chiaro che non solo gli speculatori di wall street sono responsabili di questa catastrofe.
Milioni di altre pedine (agenti, impiegati di banca, costruttori) hanno 'scansato' la legge per il loro profitto.
E non dimentichiamoci dei compratori che hanno falsificato i documenti per comprare case che non si potevano permette, nell'illusione che il mercato immobiliare crescesse per sempre.
La catastrofe e' stata causata anche da loro.



Roberto F.
Roma , luglio 17, 2008 00:25

x tonino
somma , luglio 16, 2008 22:32


Scusi ma vorrei saper su quale tipo di comunita vi concetrerete di piu, kolkoz o kibutz'

Risposta:

Penso si scriva kibbutz, comunque a nessuno dei due, in queste comunità esisterà la proprietà privata, tipo la propria abitazione, quello che invece saranno in comune saranno tutti quegli strumenti che non è conveniente gestire in proprio.

Comunque se l'attuale crisi energetica, alimentare ed economico finanziaria non sarà ben gestita, penso che gli abitanti delle grandi città, staranno molto peggio di quelli che abitavano nei kolkoz o nei kibbutz

Se lei abita in un piccolo centro forse non conosce bene come funziona una città, le grandi città senza energia dopo tre giorni diventano inabitabili.

Saluti



sergio
... , luglio 17, 2008 01:49

Tutto vero e tutto giusto, leggo nelle note la ricetta di questo uriel ossia passare dalle marche alle sottomarche, che va bene per tutto(vestiti ecc) o quasi: cibo?? significa passare al discount(alimenti provenienti da chissà dove e chissà come sono conservati). l'ideale sarebbe passare a macellerie o fruttaeverdure che assicurino prodotti locali/sicuri ma i prezzi sono tutt'altro che competitivi, lo dico solo perchè lo vedo in casa mia, mia madre ogni volta che va al mercato del giovedì per comprare roba di qualità si lamenta che non se ne esce con meno di 20-30 euro di frutta che dura per 1-2 giorni(solo per la frutta).Chiedo consigli. il nostro futuro sarà mangiare merda surgelata pranzo e cena? o ci sono altre soluzioni?


Viandante
Verona (purtroppo) , luglio 17, 2008 07:28

Mi chiedo una cosa, quante madri oggi saprebbero nutrire i propri figli dopo lo svezzamento a latte, insomma senza pappine ed omogeneizzati ad hoc, quante saprebbero, o quanti, anche i padri includo, nutrire in maniera adeguata e consona un bambino piccolo?
Con molta Stima A.M.
P.s. Direttore ieri scrivevo del "a chi giova", oggi si è capito perchè è stato fatto il can can sulle impronte ai rom, insomma, era una scusa per schedarci tutti, Lei che ne pensa?



PIERO61
valleregia(ge) , luglio 17, 2008 07:42

Buongiorno a tutti
Privatizzazione dei profitti e socializzazione
delle perdite........mi ricorda quella famiglia piemontese
come si chiama,capretti?,vitelli? noooo Agnelli, ecco!
Non c'é che dire, siamo messi veramente bene.
Ancora ieri, con un collega parlavo di queste cose, ma non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire........secondo lui
la colpa di tutti i mali in Italia e nel mondo è della religione(quella Cattolica, of course!) e del Papa.
Ha cambiato discorso, portandolo sul "grave" "GRAVISSIMO"
problema sociale delle unioni omosessuali.
Perché non legalizzarle? Mi ha detto costernato.......
Tornando a parlare di cose serie: al momento ho in banca
1100 neuro e, la cessione del quinto mi scade nel 2012, il mutuo mi scade nel 2015.......ce la facciamo,io e mia moglie?
O mi devo arroccare nelle vecchia casa dei suoi nonni attualmente disabitata?
Per Enzo P. Caracas ti lascio la mia E-mail
se vuoi contattami, ben felice di sentirti e, perché no
vederti ?
Autorizzo la redazione a pubblicare
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Saluti a tutti
Piero61



Tibberio
Roma , luglio 17, 2008 07:43

@Michelangelo
"La seconda introduce la necessaria limitazione...."

Giusto. Ma guarda un poco ancora piu´dentro la notizia. Perche´ lo fanno ora? Perche´ forse al primo nuovo venticello che tira vola via tutto.... (detto in soldoni: non c´e´abbastanza liquidita´ per arginare altre IndyMac?)



sandro
... , luglio 17, 2008 07:43

@ sergio
cibo?? significa passare al discount(alimenti provenienti da chissà dove e chissà come sono conservati)
-------
Ma veramente credi che i prodotti pubblicizzati, (per questo più costosi), siano garanzia di genuinità?
Normalmente si tratta della stessa schifezza con una diversa etichetta...
schifezza per schifezza, perché scegliere la più costosa?!



Sergio Z
Genova , luglio 17, 2008 07:55

Scusate, ai miei genitori mancano 5 anni per estinguere il mutuo(a tasso fisso grazie a Dio) per la casa.. qualcuno mi sa dire cosa potrebbe succedere se la banca che l'ha concesso si trovasse in difficoltà o peggio fallisse? Dovranno pagare rate con un tasso altissimo(nonostante sia fisso)? Pignoreranno la casa? Che diavoleria si inventeranno?

Grazie a chi risponderà



ivano
camogli , luglio 17, 2008 08:01

C'è una verità vecchia come il mondo: il vero cambiamento deve avvenire dentro di noi, se siamo dei disonesti qualunque azione facciamo sarà deleteria per tutti,potremo essere banchieri, avvocati, dirigenti,padri di famiglia,statalisti o liberisti che il risultato sarà sempre negativo


xyz
... , luglio 17, 2008 08:11

dunque fanno cosi': un'azieenda di stato funziona male? i politici rubano? diamola ai privati,ma possibilimente agli amici.poi avvviamente per loro pochissime regole di mercato devono fatturare creare posti di lavoro ma se poi vanno male e c'è la crisi? allora ci pensa lo stato ma allora perchè non è rimasta allo stato? semplice il libero mercato va bene solo quando fa comodo ai padroni del vapore
questo è il tipo di capitalismo che ci ha portato ad oggi.
piu è grosso è privato piu' non puo'fallire ma deve farlo solo il piccolo che non ha santi in paradiso.fiat parmalat insegnano ecc ecc.solo persone perbene , competenti , e saggie possono trovare un sistema equilibrato tra statalismo e capitalismo ma purtroppo chi deve governare la societa' deve rispondere ai grembiulini di turno o è in preda al magna magna.è qui che dovrebbe scattare per lor signori il peggior trattamanto possibile(visto anche che stipendi che percepiscono)quindi l'etica il rigore morale ormai non sono un opzional(sic)nussuno ormai ha l'autorita' e il potere per fermare questo degrado e la nostra societa'sara' travolta in attesa del giudizio divino che inevitabilmente arrivera' dove il conto da pagare per aver creato tanta sofferenza sara' salatissimo, cosi'fu deciso.



Tao
... , luglio 17, 2008 08:17

@ Sergio Z.


non succederà nulla ; i tuoi continueranno a pagare normalmente le rate. Invece che alla banca pagheranno al curatore fallimentare o , poi , direttamente alla curatela. Questa l'unica cosa che cambierà in caso di fallimento . Cambia nulla in caso di difficoltà della banca a meno che questa non acceda a qualche procedura tesa ad esitare il fallimento ; ma anche qui l'unica cosa che destinata a mutare è il destinatario del pagamento.

Nessun pignoramento o variazione dei tassi praticati , impossibile giuridicamente, non temere .

saluti





GRUDIT
MILANO , luglio 17, 2008 08:51

Temo che la statalizzazione delle banche non sia la scelta più oculata; i politici sono inequivocabilmente nell'occhio del ciclone. Per le banche italiane, che non soffrono come altre straniere, è stato sufficiente il controllo della BANCA D'ITALIA, il che è tutto dire... Una riforma della BANCA CENTRALE che non sia di proprietà delle BANCHE, ma dello Stato, con un management previsto per legge e che rappresenti CATEGORIE di PROBI VIRI, ritengo possa essere la strada maestra per il futuro. Per il presente, gli americani temo dovranno pagare il "conto del ristorante" in cui hanno gozzovigliato.


un pessimista
... , luglio 17, 2008 08:54

2 paracadutisti si gettano da un aereo

Il primo è un inguaribile ottimista (po), il secondo un "assurdo" pessimista (pp)

po: perché ti sei gettato con 2 paracaduti?

pp: ma sai, nel caso non si apprisse il primo ..
.
po: ma stai scherzando? Lo sai che è praticamente IMPOSSIBILE che possa succedere

pp: sì hai ragione ma pararsi il culo per ogni eventualità ..

po: guarda che il paracadute in fin dei conti è un'invenzione inutile

pp: perché? Stai scherzando?

po: l'uomo può volare. Ora te lo dimostro e mi tolgo questo inutile peso dalle mie poderose spalle

Dopo lo schianto ottimistico sulla roccia, il pessimista maledice se stesso per aver usato solo 2 paracaduti e non almeno 3, nello stesso tempo però ringrazia l'ottimista per avergli fatto capire che al peggio non c'è limite ...

(un pessimista)



ANDREA
... , luglio 17, 2008 08:59

x chi teme le sottomarche alimentari : andate a rileggervi cosa metteva la GALBANI nei formaggi


Sergio Z
... , luglio 17, 2008 09:21

@Tao

Grazie, mi hai rincuorato! ^_^



Pierpaolo
Trieste , luglio 17, 2008 09:35

E Margaret Thatcher?
Cosa dice la Margaret Thatcher?



gianfranco
alessandria , luglio 17, 2008 09:59

Caro Direttore, da NON economista mi permetto di sollevare qualche perplessità sulla cura che lei ha "sottoscritto", ovvero ..." statalizzare banche, assicurazioni, Borse e quant’altro? "
A me pare che la cura sia peggio del male da curare.
Lei che ama tanto i "fancazzisti" pubblici, così facendo, per caso non ce li troviamo poi dappertutto?
Non era per caso Lei che cita così spesso la "burocrazia inadempiente?"
Me la vuole rifilare anche nelle banche, assicurazioni ecc.ecc.?
A me sembra - sempre da non economista - più un problema di uomini che di modello economico adottato.
Dicevano gli scolastici: " quando il granaio e comune, tanti prendono e pochi mettono"
Cordiali saluti




Samuele
Amburgo , luglio 17, 2008 10:03

Grazie mille direttore per un altro articolo chiaro, lucido e molto molto interessante oltre che istruttivo!!



Simona
Taranto , luglio 17, 2008 10:26

La crisi e il crollo economico di questo periodo è sicuramente il frutto di una mala gestio politica, economica e sociale, ma quello che mi preme sottolineare è che, se questi signori hanno fatto delle cose, è anche perché gli abbiamo fornito la condizione ideale per farlo: l'ignoranza! Ritengo che una società che si evolve deve essere avanzata prima di tutto dal punto di vista culturale e poi in tutto il resto. La gente, i risparmiatori (in questo caso specifico), non hanno la ben che minima idea di cosa significhi almeno il 60% di quello che c'è scritto in questo articolo. Abbiamo tutti il cellulare e il computer più performante, ma solo pochi lo sanno utilizzare realmente. La possibilità di godere di sistemi avanzati, DEVE andare di pari passo con la capacità di GESTIRLI, altrimenti si diventa solo vittime di questi strumenti.


Luigi B
Milano , luglio 17, 2008 10:29

Le "fannies" in slang USA sono le chiappe, ovviamente quelle dei clienti. Che sicuramente in passato avranno trovato molto divertente il gioco di parole del nomignolo. Ora invece si divertono molto meno a dormire in centinaia di migliaia in macchina nei parcheggi che glielo permettono. Ha ragione quel blogger: la finanza dovrebbe essere statalizzata, perché oggi fa più danni e miseria di una guerra.


Rino
... , luglio 17, 2008 11:03

Siamo arrivati in questa situazione con appena 15 anni di privatizzazioni: impressionante no?!

Il fallimento degli USA non rappresenta più solo un incubo (d'altronde uno stato sorto dal nulla è esposto più di tutti gli altri a finire nel nulla: vedi Israele): mi chiedo se si andrà verso la soluzione, pilotata sicuramente dai grandi finanzieri lontani dal popolo, del Mega Stato USA-CANADA-MEXICO, o piuttosto verso la dissoluzione dell'unione?

In tal caso che smacco per gli unionisti ritrovarsi in una specie di nuova Confederazione, che pensavano di aver cancellato per sempre, a causa esclusivamente delle proprie incapacità!

Lo so, sto facendo fantapolitica, ma d'altronde anche i nostri bureurocrati erano lontani dal pensare al rifiuto del trattato di Lisbona!

Ciao a tutti



Miles
... , luglio 17, 2008 11:24

Due interventi uguali - l'uno di seguito all'altro - di giovanni bis da SIENA:
- luglio 16, 2008 20:40
- luglio 16, 2008 20:42



Patrizio
Roma , luglio 17, 2008 11:40

E' inutile parlare di teoremi, teorie per magari scrivere lunghi trattati economici.
Qualsiasi sia il pensiero sul tema economico che può essere dettato da un'ignorante come me oppure messo in discussione dal più alto piedistallo di un luminare in science economiche.Si fa presto a dire tutto ed il contrario di tutto e sopratutto azzittire le persone meno informate girando o angolando gli argomenti con citazioni professionali.
Però alla fine questo non basta se pprendiamo i due estremi il pastore e lo scienziato, quello che cambia notevolmente il confronto ignoranza-cultura sono i comportamenti.
Se i nostri luminari dei poteri forti, banchieri, professori universitari, politci ecc. ecc. pure se vantano studi universitari e master megagalattici e pubblicazioni scentifiche universali e poi appena tolti i panni del pontificatore diventano dei puttanieri incalliti, dei corrotti oppure ipocriti e cinici osservatori della vita sociale in totale disprezzo del prossimo, allora a che serve che questi personaggi facciano citazioni sopraffine ( del tipo :ahooo mò te lo spiego io ) ?
E purtroppo di questa gente ce nè a tonnellate avvolti nella loro laida autoreferenzialità.
Cos'è che invece è importante nelle persone ?
E' il cosidetto buon senso del padre di famiglia che è trasversale a tutti passa dal pastore al malvivente al banchiere fino al politco e lo scienziato.
Ecco è questo quello che manca per tornare al discorso di Stato.
Manca il buon senso dello Stato.



enrico
... , luglio 17, 2008 11:44

Esattamente privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.
Purtroppo non mi sembra che nessuna forza politica sia in grado di opporsi.
Avevo sperato in FN ma ho visto che non sono altro (tranne pochi casi) che una combricola di ubriaconi facinorosi che non sanno fare la O con il bicchiere.
Blondet perchè non fondi un partito!



kaiuss
... , luglio 17, 2008 12:22

Non sono d'accordo sulla necessita' di un ritorno alla statalizzazione. Basterebbero poche regole ma chiare e ferree. Chi non le rispetta, in galera!
Il principio delle societa' per azioni e' valido. Cio' che rovina il mercato sono tutta una serie di prodotti finanziari derivati poco chiari e difficilmente controllabili.
E poi in Italia lo Stato non esiste e non e' mai esistito perche' non ne abbiamo la cultura. Per formare una cultura dello stato occorrono secoli.
Cordialmente la saluto.



Pino
Cassano , luglio 17, 2008 12:46

Prima di pensare a cosa mangiare domani e se ci sarà il pane o la frutta, affanniamoci a non far perdere la Fede sulla terra.
Con che cosa L'accoglieremo? con i prodotti dell'orto?
L'unica cosa che dovremo conservare è il Sale e stiamo già impazzendo per il companatico...
Questo sì è favorire il nuovo ordine mondiale!
Una domenica mattina in leggero ritardo per la Messa il rintocco delle campane mi ha suscitato sì il terrore.
(E se un giorno non suonassero più?)
Non abbattiamoci.
Nel dolore e nella sofferenza che si prospetta ci sarà sicuramente la guerra fra poveri per un tozzo di pane, ma anche la solidarietà e l'amore verso il prossimo risalterà agli occhi di molti che oggi non vedono.
Durante il terremoto del 1980 un mio amico, col quale mi dirigevo verso la casa delle nostre ragazze (erano due sorelle)notò questo fatto straordinario.
La popolazione si riversava sulle strade ma a superare il panico era la solidarietà. Ognuno metteva a disposizione degli altri ciò che aveva e poteva. Per tutti.
Christo Regni.



unoqualunque
... , luglio 17, 2008 12:48

Quello che pochi vogliono riconoscere e´ che il capitalismo di oggi non e´ piu´ capitalismo, ma debitismo - usucrazia allo stato puro. Quando tutti i capitali nascono da un debito non puo´ esserci un sistema stabile.
Cento anni fa il capitale era rappresentato dal circolante aureo, su cui poi venivano sommati piu´ o meno crediti a seconda del periodo. Oggi al contrario le stesse banconote nascono da un debito, soldi destinati a svalutarsi fino a non valere piu´ nulla, lo stesso e´ per il denario bancario, tutto nato da debito.
Partendo da queste premesse speriamo che si colga l´occasione di questa crisi per tornare ad un sistema capitalistico piu´ sano, magari senza statalizzare, ultima ratio comunista che tanti danni produce, ma si colga davvero l´occasione per introdurre piu´ concorrenza eliminando le posizioni dominanti che tanto danneggiano i sudditi.
Se vogliamo essere liberi dobbiamo poter scegliere anche da chi acquistare, e se non c´e´competizione non c´e ´ scelta.



barrione
... , luglio 17, 2008 13:11

Osservando gli occhi di quest'uomo (Bernanke) vedo un grande smarrimento.


Marco
Fi , luglio 17, 2008 13:32

analizzare simbologia banconota da un dollaro. Il "programma" è scritto lì.


silvia
bo , luglio 17, 2008 13:38

Qui il problema madre di tutti i problemi,anche di quelli dei quali sarebbe ora,dopo più di 60anni di cilici,di fregarcene,perchè di grattacapi locali ne abbiamo pure troppi,è l'euro,l'eurocrazia,e tutto ciò che gira attorno.Quando certi politici imposero,senza dircelo,l'euro sulla lira,facendoci vedere l'altra faccia di una stessa medaglietta,dopo il disastro che provocò in Argentina,non fecero altro in sostanza,che assogettarci al dollaro,cambiando nome:da una faccia della moneta c'è scritto euro dall'altra dollaro,cents,ecc.ma l'economia dei ladri globali è la stessa alla fine.Adesso noi,se non arriva un toro,con attributi enormi,come quelli della foto dell'articolo sulle donne,sciupiamo parole.Ecco perchè ciò che successe l'11-9 è falso,vuoi che la politica onesta avrebbe portato economia ed istituzioni a marcire così?L'Inghilterra massonica e furbacchiona,non avendo l'euro,anche se è in crisi,basta che arrivi un toro,si tira sù con un colpo di reni,qui i reni hanno il cancro,che è già in metastasi.Dopo tangentopoli,c'era un paese nel fango senza appello,allora politici sensati non dovevano cambiare la moneta,alt!Invece,no,volevano continuare a rubare,ma in euro.I risultati li vediamo.Dovevano istaurare un sistema economico che non fosse dipendente dalle imperfezioni altrui,bensì pulito,come le mani pulite tanto decantate dai magistrati in mercedes.La cosa più grave è che nell'assogettare la moneta al dollaro,ci si è riempiti di stranieri,quindi doppia fregatura.Il Duce questo non l'avrebbe mai permesso,ma,avendo avuto attributi da uomo e non da maschio,aiutava lo straniero di colore a casa loro.Ecco perchè oggi si fa un pò fatica a capire gli articoli di questo sito.Per quello che ho letto qui,Tremonti dovrebbe ripassare ciò che fece un tempo un economista semplice,Silvio...no non questo...Gesell!Lasciamo da parte gli americani,i fantastici hanripotteriani dei Ezra Pound,i Krugman,ecc.tiriamo fuori dall'oblio uomini più genuini,più selvaggi,meno inquinati,più padri di famiglia all'antica,quelli con gli attributi che possono darci rimedi eretici,non laici.Uomini che per una penisola fra le più belle al mondo,ma anche piccola,possano unire,attraverso una economia liberata dai cilici americanisti,giustizia sociale e progresso umano.ci vuole una moneta nostra,scommetto che rom,stranieri,spariscono subito,senza lasciare....impronta!.


-Antonio-
Roma , luglio 17, 2008 14:00

Un saluto al direttore ed a tutti i lettori.

L'aspetto più interessante dell'articolo è arrivato alla fine, quando si cita il blogger "uriel" ed il suo commento. Non che l'articolo del direttore non sia interessante, ma personalmente il commento di uriel mi da lo spunto per fare una piccola considerazione, ed è questa:

chi l'ha detto che un'azienda ospedaliera, le ferrovie, un consorzio idrico, devono avere bilanci attivi? Come fanno le ferrovie a far fronte, con le sole entrate dei biglietti, alle uscite, in cui ci sono dei costi immani - attenzione, costi non "sprechi immani"? E' evidente che settori quali le ferrovie, la sanità, la telefonia di stato (fino alla privatizzazione) siano settori in perdita: ma le tasse servono proprio a questo!! Pagare questi servizi a perdere, magari con piccoli contributi degli utilizzatori (ticket sanitari, biglietti del treno, bolletta telefonica). Questo è il senso delle tasse: far funzionare lo stato e quei settori in perdita, ma indispensabili in una società civile. Questi settori non sono in perdita perché li gestisce lo stato, sono in perdita perché è impossibile che si ripaghino con i soli costi dei biglietti o dei ticket; almeno ché un biglietto da roma a milano ce lo fanno pagare 400 euro...
I privati hanno 200.000 campi dove investire e creare utili: non si dica che si impedisce l'attività d'impresa!

Quindi?

Quindi, una volta deciso che un certo gruppo di servizi, vista l'importanza, li debba gestire lo stato si fa uno straccio di legge e si pubblicizzano detti servizi; gli operatori che vi lavorano (dai dirigenti all'ultimo degli uscieri) vengono fatti "filare dritto" e chi si sbraga: licenziato, a casa! Non ci vuole chissà quale disciplina! il problema è che oggi c'è lo sbrago più totale!

Poi si riforma la giustizia: separazione delle carriere e assunzioni di personale a gogo nei tribunali. E anche qui: chi si sbraga licenziato, a casa! così vedrai che i processi si fanno in 20 mesi non in 20 anni! questo avrebbe un effetto deterrente dirompente!

Poi si rivede il codice penale: chi evade le tasse: galera!, chi uccide una persona? quanto prescrive oggi la legge 15 anni? io abbasserei il limite a 10, così hai una chance per reinserirti nella società quando esci, ma per 10 anni tu non vedi luce, fino a che non ti penti veramente!

questo bisogna fare in uno stato civile! questo deve fare uno Stato civile! ma siccome, al di là delle statistiche ufficiali, c'è ancora troppa gente che sta bene (telefonini, vacanza, auto, abbonamenti allo stadio/sky, ecc...) non succederà niente, perché i politici sono troppo impegnati a rubacchiare, e gli italiani a godersi la vita!



GUSTAV
... , luglio 17, 2008 14:21


leggo un commento che riporta anche questo sito.
ma credete che se le cose dovessero realmente andare come documenta questo sito avrete la possibilità di godere liberamente delle vostre comunità ecologiche senza che nessuno venga a cercarvi nulla?gia lo stato vi sequestrerebbe quasi tutto per metterlo nel calderone comune ma poi,anche se vi andasse bene con lo stato in italia siamo 60 milioni ,di cui almeno tre di gente che ha di recente visto guerre,miseria e orrori vari.
Credete che costoro resteranno ai margini della vostra comunità accontentandosi delle briciole che date loro?
Qui se il piatto salta fa un botto che nemmeno ci si immagina.
oltretotto 50 anni orsono eravamo un terzo di individui in meno,abituati alla fame,con terreni agricoli da coltivaree non con cemento in ogni dove.....ecco sul cemento pianteremo le patate per sfamare 60 milioni di miserabili(almeno sapessimo cosa si coltivano).
L'ingenuita' e' alla fonte della nopstra decadenza



Casaubon85
FC , luglio 17, 2008 14:38

Ho letto in un forum politico pareri di economisti della scuola austriaca: la statalizzazione secondo loro serve solamente a posticipare il disastro, che doveva scoppiare ad Agosto. Con il salvataggio di F&F tramite fondi statali, la patata bollente verrà ceduta al prossimo presidente americano (i repubblicani sperano Obama così che abbia un calo drastico di consensi nonostante il casino sia acquisito): io credo sarà più McCain, il quale avrà l'onda perfetta per una nuova Pearl Harbor / 11 settembre tramite la quale giustificare un'altra guerra scriteriata.
Secondo sempre la scuola austriaca, il vero problema è che il liberismo non è stato mai applicato: tramite aiuti statali alla globalizzazione si è creato una sorta di socialism-liberismo che alla lunga ha deteriorato ulteriormente il sistema già malato.

Per quanto riguarda la politica estera, qui si crea un bel cerchio malefico: gli USA potranno essere benissimo ricattati da Russia e Cina, che dopo le olimpiadi ritirando in toto i loro investimenti causerebbero il crollo del sistema americano. Visto che gli USA, se non sono scemi, eviterebbero volentieri questo ulteriore disastro, potrebbero rinunciare allo scudo di "difesa" europeo (che in realtà serviva a destabilizzare la Russia imho) e rinunciare anche alla presenza nelle basi militari in tutto il mondo, ridimensionandosi ampiamente.

Non so come andrà a finire, spero solo che i pazzi che hanno creato tutto ciò siano i primi a rimetterci: ovviamente non sarà mai così, ci vorrebbe un miracolo perchè i rismarmiatori e la povera gente non finissero nel baratro per primi.



Rafael
Genova , luglio 17, 2008 14:40

Gentile Direttore , concordo interamente sulla sua analisi. Mi permetto di aggiungere una ulteriore azione che potrebbero fare i consumatori per difendersi.
Chiudere i propri conti correnti bancari e mettere i soldi nel materasso o in un buco in cantina. Le banche sul c/c non danno interessi attivi . La riserva bancaria e’ del 2% , crea valuta virtuale per un importo moltiplicato per 50 volte che viene prestato.
Chi usufruisce di questi soldi , considerato che la stragrande maggioranza delle strutture economiche italiane e’ in deficit ? I soliti : speculatori di borsa , aziende decotte, comuni con l’acqua alla gola, pagatori di tangenti (i 200.000 euro di Angelini) , trafficanti di droga , etc
E’ difficile riuscire a bloccare il circolo perverso , ma togliendo alle banche i nostri depositi , almeno non ne siamo complici.



Tao
... , luglio 17, 2008 16:46

@ Gustav

buongiorno . solo ora leggo il tuo intervento . concordo con te . Ma che altro possiamo fare oltre che pregare? purtroppo la massa è ingenua . lo è per natura .

il mio intendimento è di inserirmi in una piccola comunità che potrà assorbire un po' di gente e poi si attrezzerà per respingere gli altri . questo se il botto dovesse essere proprio grande .

In alternativa : è vero ci potrebbero essere confische ma , te lo assicuro , scoppierebbe una guerra civile . qui gli animi sono già molto esasperati . Ed hanno ancora la partita ,le veline e i serial da gardare . poi che mi confischi ? due pomodori , qualche quintale di legna ? con che li trasporti ? con un camion e il petrolio a 200 $ al barile ? costerebbe più la salsa che il pesce ........


poi che in ogni caso non saranno tempi facili è ovvio



Vittorio
TORINO , luglio 17, 2008 18:11

Che tristezza,ci si dimentica dei danni che lo Stato ha fatto nell'economia e non solo nei paesi socialisti ma anche in quelli ,supposti, democratici: parliamo dell'Italia con i disastri della economia guidata per il mezzogiorno,di una Alfa Romeo obbligata a decisioni destabilizzanti,come della ALITALIA e della FinMeccanica prima maniera.
Non esiste religione senza peccato e non esiste liberismo senza fallimenti ma sempre il mercato libero dominerà con più efficacia delle economie statalizzate l'economia.
Speriamo che il rinforzarsi del cattocomunismo non affoghi un'altra volta il nostro Bel Paese.
Vittorio



CRI
....... , luglio 17, 2008 19:01

Sempre ottime analisi dal mio "Direttore preferito"!
Vorrei aggiungere qualche parola di quello che penso personalmente dell'economia, della finanza o dello stato insomma del sistema: dietro ad ogni parola, dietro ad ogni istituzione, dietro ad ogni ente privato che compongono il sistema c'è sempre l'uomo unico e solo quindi io penso che sia insensato dare la colpa al liberismo o allo statalismo (sono tutti concetti esatti e funzioali se nessuno ruba, specula, fa il parassita o quant'altro) è l'uomo la causa con la sua avidità di denaro, di profitto e di potere. Funzionerebbero alla grande anche le dittature e i regimi se alla guida ci fossero le persone giuste!!! Ma come porre rimedio a questo? boh, forse ci vorrebbe un miracolo?? Saluti a tutti.



Enrico
... , luglio 17, 2008 19:07

Il problema la finanza non si basa sull'economia reale ma su numeri che esistono su database.
Il denaro di per sè carta straccia per la maggior parte non esiste neanche.
Inoltre i folli (forse) delinquenti che governano le economie..., invece che tentare di moderare le speculazioni hanno permesso ed incoraggiato strumenti complicatissimi da gestire.
I nodi stanno venendo al pettine e preghiamo Dio non troppo in fretta.



Yezidism
Ninive , luglio 17, 2008 21:05

Bene, bene e ovvio una nazione che sta perdendo 2 guerre distinte su due fronti opposti (afghanistan/iraq) voi come credete che stia economicamente? Mantenere a spese del contribuente centinaia di migliaia di marines su 2 fronti per più di 8 anni sventrerebbero chiunque economicamente.
Siete consci che far volare un tornado costa in media 7 ooo euro l'ora? Sull'orlo della crisi economica voler attaccare anche l'iraq significa impiccarsi da soli! al minimo incidente nello stretto di ormutz abbiamo subito il petrolio a 250 dollari al barile.
Al quel punto vedrete centinai di milioni di statiunitensi rifuggiarsi a cuba per chiedere asilo politico a Fidel Castro!



skywalker
skycity , luglio 18, 2008 10:13

@ Yezidism

7.000 €/h di solo kerosene immmagino ... prova ad aggiungere
i costi di manutenzione, la paghetta del pilota, e le persone che fanno team al fine di far volare il giocattolo.
Non ne sono sicuro, ma immagino che tale cifra salga ...
saluti





Yezidism
Ninive , luglio 18, 2008 11:04

c'è da aggiungere anche che l'hammer su cui scorrazzano i marines in iraq e afghanistan consuma 1 litro di benzina a kilometro! le cifre per sostenere le guerre in afghanistan e iraq sono spaventose, solo quelle per il pattugliamento del golfo da parte dell'US Navy con portaerei basterebbero a cancellare il debito pubblico italiano! Ovvio che gli stati uniti dopo 8 anni di sconfitte consecutive su questi fronti si trova economicamente dissanguato, è come se subbisse 2 vietnam contemporaneamente. Ma il bello viene se cade nella trappola di attaccare l'iran! Solo il contraccolpo del prezzo del petrolio trasformerebbe circa 150 milioni di automobilisti americani in dei pedoni! Forse tornano al punto dei loro padri quando alla conquista del west ci andavano a cavallo! Magari per ripristinare l'economia potrebbero rilegalizzare la schiavitù dei negri! Insomma se attaccano l'iran gli usa rischiano di tornare economicamente alle diligenze, cavalli, schiavi negri e piantagioni di cotone! Anche per noi è bello sapere che è scientifico asserire che al 100% è sicuro che nel luglio 2009 la benzina in italia avrà abbondantemente superato i 2.50 € al litro!


drari
trento , luglio 18, 2008 14:26

Mi dispiace contraddire il Sig. Uriel, ma il sistema che porta la collasso finanziario non ha niente a che fare col capitalismo liberista. I manovratori della borsa americana che formano anche il cartello dell'oro e possiedono la banca federale americana di New York dove risiede Ben Bernanke, hanno il monopolio dell'emissione della moneta e praticano esattamnete in questo momento una sorta di socialismo corporativo che non ha niente a che vedere con il capitalismo di mercato. Basti pensare che i loro predecessori all'inizio del secolo scorso finanziarono la rivoluzione russa e qualche decennio dopo l'ascesa di Hitler al potere.


Andrea Taxi
Milano , luglio 18, 2008 14:43

Fannie Mae e Freddie Mac andranno in galera!!
Scusate oggi sono allegro e sparo cazzate.



Franco Damiani
... , luglio 21, 2008 18:12

Dal profondo della mia ignoranza, nelle parole di Uriel ho sentito risuonare il tema del signoraggio che Blondet ha trattato da par suo in "Schiavi delle banche". Lì tra l'altro si apprende come l'unico ad aver nazionalizzato la banca di Stato fu Hitler e che a ciò si deve che la Germania (con l'Italia) fu lo Stato che uscì meglio dalla Grande Depressione.
Secondo voi quanti studenti liceali e universitari italiani vengono informati di questo?



albertbac
Roma , luglio 21, 2008 21:32

Signora Vittorio, Ella non ha capito che lo stato fa danni in economia soltanto nelle demoplutocrazie giudaico-massoniche e negli stati comunisti. In Germania, dal 33 al 45, fece miracoli. Legga Joaquin Bochaca...


Tommaso Conti
Barcellona , luglio 28, 2008 23:38

Postmodernismo??


Innominato
Padova , agosto 03, 2008 23:48

Vorrei correggere la frase "Mi limito a sottoscrivere. Ho solo non un’obiezione, ma una domanda: lo Stato, oggi, ha la «cultura» per assumersi queste responsabilità verso i cittadini?"

Con questa domanda:

Lo stato a chi appartiene? Al popolo, che subiscie le decisioni degli eletti "non eletti", oppure, che è la stessa cosa, ai forti poteri economici e finanziari che tirano le fila dei propri interessi a scapito del "démos"???

Meditate gente meditate.




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