
Wall Street si contenta di
poco e premia «risultati» in rosso. Come già spiegato, in tempi come questi,
gli speculatori che vivono una vita propria fatta di speranze e disperazioni
innescate da voci, si aggrappano ad ogni segnale di speranza, e la Borsa sale.
Sono le gyrations tipiche, e insensate, della speculazione in convulsione
agonica. E' il caso di Citigroup di questi giorni, salita al 10% per aver
«presentato svalutazioni inferiori alle attese».
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Quella voglia di ottimismo |
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Venerdì 18 luglio ho ricevuto questa mail: «Direttore, Citigroup 10% anche oggi. Il suo articolo è un miracolo di tempismo, la crisi sembra scongiurata o, in ogni caso, si sta risolvendo in modo positiva. Grazie per le sue gufate, direttore Blondet: grande giornalista, è meglio lasci stare l’economia». Il lettore si firma: «un bocconiano». Dunque si ritiene un analista economico per titolo di studio. Voglio sperare che abbia studiato male, altrimenti devo riconfermare i miei peggiori giudizi della Bocconi: si fa pagare un occhio da famiglie, e poi prepara gli studenti così?
Le azioni Citigroup (la più grossa banca del pianeta) sono risalite a Wall Street dell’8-10%. In base ai risultati trimestrali. Forse che Citi ha esibito insperati profitti? No, al contrario: ha «presentato svalutazioni inferiori alle attese».
Ecco i suoi successi: bilancio ancora in rosso per 2,5...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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