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Il libero artista israeliano non è tanto libero come si suppone: la Stasi israeliana, branca «culturale» del Mossad, ovvero la Division for Cultural and Scientific Affairs, obbliga gli «artisti» a firmare un contratto segreto, lungo e pieno di cavilli. Chi è assoldato, come Grossman e Oz, può far sentire la sua «calda voce umanitaria» in giro per il mondo. Ed esiste una forte discriminazione anche in questo. Pochi intellettuali hanno l'onore di essere assoldati dal KGB israeliano.

Intellettuali ebrei: pagati dal governo

Maurizio Blondet    28 luglio 2008
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I nomi sono famosi a livello internazionale: Amos Oz, David Grossman, tanto per farne due. Sono gli intellettuali ebrei di mente aperta, sempre invitati alle mostre del libro, sempre in viaggio da un festival della cultura all’altro. Gente di talento, senza dubbio. Autori di romanzi, saggi, musiche, pieces teatrali. Appena  sbarcano - a Torino, a Milano, a Parigi, dovunque nella vecchia Europa - vengono intervistati devotamente, e gli intervistatori si beano del loro progressismo.

Essi parlano infatti della pace, e della necessità della comprensione fra i popoli. Si permettono di criticare persino l’occupazione. Si dichiarano contrari alla penultima guerra di Israele (all’ultima no: questa è diversa, è in gioco l’esistenza stessa, mio figlio è caduto in mimetica...). E lì, alle mostre e ai festival della poesia, dei libri e della bellezza, vendono la loro mercanzia: firmano le copie del loro ultimo romanzo, esibiscono i loro film che vengono immancabilmente premiati (come ci spiega il critico di turno di Repubblica o del Corriere) per il «messaggio di pace» che contengono, smerciano i loro CD e firmano contratti per rappresentare le loro opere teatrali.

Nessuno sa che essi stanno lavorando per lo Stato di Israele.Obbligati sotto contratto a «contribuire a diffondere una buona immagine» di Sion. Lo ha scoperto un poeta israeliano, Ytzhak Laor, che ne ha scritto su Haaretz (1).

A Laor accade questo: invitato al festival della poesia di Barcellona, il suo invito viene poi misteriosamente cancellato «per ragioni di budget». Può partecipare, ma il viaggio bisogna che se lo paghi di tasca sua. Sicchè, quando gli giunge l’invito al festival della poesia di Sidney, Laor chiede prudentemente ai suoi ospiti australiani: cosa fate per le spese di viaggio? Niente paura, gli rispondono quelli: l’anno scorso abbiamo invitato l’altro vostro celebre poeta, Ronny Somech, e il volo glielo ha pagato il ministero degli Esteri israeliano. E sì che Somech ha parlato un sacco di pace e di coesistenza. Quindi chiederemo noi al vostro ministero... A farla breve, anche l’invito di Sidney viene poi cancellato.

Laor, punto sul vivo, si chiede: come mai il ministero, che paga i viaggi a Somech, non li paga per me? Fa una discreta inchiesta, e alla fine gli arriva a casa - da una fonte che preferisce non nominare - il contratto segreto che lo Stato fa firmare agli artisti, come condizione per coprire le spese. Contratto che a lui non è stato mai nemmeno sottoposto, evidentemente perchè non parla di pace e coesistenza in modo soddisfacente. E’ un lungo e barboso contratto in burocratese, per la cui lettura integrale si rimanda ad  Haaretz.

Le clausole che contano sono quelle in cui l’artista (definito «service provider», fornitore del servizio) si promette non solo il pagamento di biglietti aerei, ristoranti e alberghi, ma anche gli «emolumenti artistici» del caso, però a precise condizioni, come risultano al paragrafo 5: «Il fornitore del servizio si impegna ad agire fedelmente, sotto la propria responsabilità e infaticabilmente (sic) per fornire al Ministero i più alti servizi professionali. Il fornitore del servizio prende atto che lo scopo della richiesta dei suoi servigi è promuovere gli interessi politici dello Stato di Israele attraverso la cultura e l’arte, in ciò essendo compreso il contribuire a creare una immagine positiva per Israele». «Il fornitore del servizio non dovrà presentarsi come agente, emissario, e/o rappresentante del Ministero». «Il fornitore del servizio deve anche fornire al Ministero un dettagliato rapporto sui servizi da lui forniti, includendovi campioni e prove» (immagino, ritagli di giornale sugli interventi dell’artista all’estero, come prove della favorevole immagine che ha diffuso).

Infine, al paragrafo 15, la chiara minaccia: «Il Ministero ha il diritto di annullare il contratto, o parte di esso, in via immediata e a totale discrezione del Ministero, se il fornitore del servizio non fornisce al Ministero i servizi e/o non adempie agli obblighi in cui è impegnato in base a questo contratto, e/o li fornisce in modo inadeguato e/o con piena soddisfazione del Ministero, e/o esce dalla tabella di marcia (timetable), e/o se il Ministero non abbisogna del servizio (...) e il fornitore del servizio non avanzerà alcuna pretesa, richiesta o azione legale basata sull’annullamento del contratto da parte del Ministero».

Insomma, il libero artista israeliano - se vuole partecipare ai festival culturali all’estero - non solo si impegna a propagandare la linea politica israeliana; non solo a dissimulare la sua condizione di «agente ed emissario»; ma è anche tenuto, al ritorno, a fare un rapporto al Ministero per  comprovare la sua «utilità». E se fa il furbo e dice qualcosa di sgradito, il Ministero degli Esteri gli annulla il contratto di «fornitore» di propaganda, e il volo Tel Aviv-Sidney-Tel Aviv se lo deve sborsare di tasca sua.

Non sembra proprio un  contratto da «unica democrazia del Medio Oriente». Al contrario, somiglia in modo agghiacciante agli impegni che dovevano firmare al KGB i letterati sovietici di regime per ottenere il sospirato viaggio all’estero, la boccata d’aria fuori dal paradiso dei lavoratori; compreso l’obbligo, al ritorno, di «riferire».

«E’ importante capire», scrive inoltre Laor, «che l’ambasciata e l’addetto culturale (israeliano) determinano il valore di ciascun artista e di quanto larga e favorevole audience ciascuno è in grado di attrarre. Questo a sua volta determina il valore dell’hotel (in cui sarà ospitato), dei voli, e naturalmente dell’onorario artistico spettantegli».

Sono sicuro che Amos Oz e David Grossman scendono invariabilmente in alberghi a cinque stelle. Ytzak Laor non può nemmeno andare a Barcellona in pensione-famiglia: quanto guadagna infatti un poeta? Dipende.

Dipende se l’Istituto (statale) per la Traduzione della Letteratura Ebraica sceglie di tradurre le sue poesie o no, in modo da farle conoscere in inglese ed altre lingue ad ampia diffusione. Ma anche la traduzione non basta: per promuovere le vendite e le critiche e gli articoli sui giornali stranieri, bisogna fare la tournée a Parigi, a Londra e a Roma, firmare copie, farsi fotografare e rilasciare interviste (su pace e convivenza) per le pagine culturali del Corriere o di Le Monde. E per i viaggi, anche l’Istituto di Traduzione non può che rimandare al Ministero degli Esteri; e precisamente alla sua Division for Cultural and Scientific Affairs (DCSA).

Gli organizzatori dei festival culturali, conclude Laor, «sono convinti, nella loro innocenza, che questa Divisione sia qualcosa di equivalente al Goethe Institute tedesco, alla Società Dante Alighieri italiana o alla Alliance Française parigina (istituti che promuovono le rispettive culture nazionali). Non è questo il caso». Si tratta della Stasi israeliana, o della branca «culturale» del Mossad.

Così, oltre ai suoi kidon (le squadre di assassinio all’estero), ai suoi sayanim (ebrei residenti all’estero che collaborano volontariamente alle operazioni, siano spionaggio, assassinio o disinformazione e propaganda), ha anche i suoi «artisti» in missione segreta a contratto. I soli che vengono promossi e di cui possiamo sentire la «calda voce umanitaria».

Forse si ricorderà che qualche mese fa alla Fiera del Libro di Torino con ospite d’onore Israele, alcuni intellettuali arabi (ed anche italiani) ne proposero il boicottaggio, data l’oppressione che Sion continua ad esercitare sui palestinesi. Altissime voci si levarono a biasimare «l’intolleranza», a proclamare che la «cultura» non può obbedire a «censure» e a «intimidazioni», eccetera, eccetera.

Alla luce di quel che ha rivelato Laor, ci si dovrebbe chiedere se il boicottaggio della «cultura israeliana» e dei suoi famosi «agenti culturali» non sia invece il solo modo di liberare gli artisti, scrittori e poeti dal guinzaglio del loro regime.




1) Ytzhak Laor, «Putting out a contract on art», Haaretz, 25 luglio 2008. In occasione della Fiera del Libro di Torino, e delle polemiche che ne sono nate, Laor ha scritto la seguente lettera aperta: « (...) Il nostro problema qui, in quanto israeliani contro l’occupazione, è un problema concreto con i nostri vicini concreti, quelli che tornano a casa dopo avere prestato servizio ai blocchi stradali e avere trattato esseri umani come animali: diventano fascisti attraverso la pratica - ossia attraverso il servizio militare - e solo poi fascisti ideologicamente. Questo non preoccupa la sinistra filo-israeliana in Italia. Tu sostieni che la sinistra italiana non avrebbe trattato un boicottaggio del Sudafrica nel modo in cui sta trattando qualunque proposta di boicottaggio di Israele. Ma la cosa è più semplice: pensa alla sinistra italiana durante la prima guerra del Libano e paragonala alla sua posizione attuale. Non è l’occupazione a aver cambiato natura. è l’Europa occidentale che è cambiata, che è tornata al suo vecchio modo di guardare i non-europei con odio e disprezzo. Nell’immaginario della sinistra italiana, i palestinesi hanno perso lo ‘status’ simbolico di cui godevano un tempo (la kefia al collo di decine di migliaia di giovani italiani, ad esempio) e sono passati nell’hinterland dell’Europa: dove gli americani possono fare quello che vogliono, e l’avida Europa, come sempre, si schiera dalla parte dei più forti. I palestinesi sono ancora una volta solo degli arabi che sanguinano, e il sangue arabo - proprio come in passato il sangue ebraico - vale poco. Si potrebbe riassumere il cinismo dell’attuale scena italiana citando Giorgio Napolitano, quando ha fatto riferimento a una vecchia discussione che ebbe nel 1982 a Torino con l’allora comunista Giuliano Ferrara. Riflettendo sulla posizione del PCI sul massacro di Sabra e Shatila, Napolitano, che sarebbe poi diventato Presidente, ha detto: ‘Per quanto riguarda una determinata persona (Giuliano Ferrara), ricordo solo che egli si faceva promotore di una causa (la causa palestinese nel 1982) che nel Partito godeva di una qualche popolarità, ma che non ci avvicinava per nulla alla presa del potere’. Machiavelli avrebbe dovuto incontrare sia Ferrara che il presidente italiano per un drink sui fiumi di sangue palestinese. Ma il cambiamento di posizione della sinistra italiana ha molto poco a che vedere con la propaganda israeliana, anche se la Fiera del libro di Torino rientra anch’essa nella propaganda israeliana. Concentriamoci per un momento su questa fiera, a titolo di esempio. Abbiamo a che fare con la Cultura, che è sempre la ‘coesistenza’ di affari (delle case editrici, ad esempio) con il razzismo implicito degli ‘amanti della Cultura’, cultura che è sempre puramente occidentale (cristiana o ‘secolare’). Gli israeliani in questo contesto sono gli ‘eredi della buona vecchia Europa’, mentre gli arabi, naturalmente, non sono ammessi in questa cultura. In breve, la xenofobia italiana ha anche un volto umano: la Fiera del libro di Torino. Il nostro Stato, che da 41 anni sta privando un’intera nazione di qualunque diritto se non quello di emigrare, viene celebrato dalla Cultura. Bene, questa è l’Europa - dopo tutto, la stessa Europa che noi e i nostri genitori abbiamo conosciuto: la Cultura è sempre stata la cultura dei Padroni. Il dibattito sulla Fiera del libro può dimostrare come la sinistra, un tempo la più sensibile d’Europa verso la causa palestinese, sia diventata la più cinica sinistra filo-israeliana». Laor ha pubblicato un saggio dal titolo: «Il nuovo filosemitismo europeo».


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Commenti : (72)
Paolo Piano
Padova , luglio 28, 2008 11:04

Anche noi, abbiamo un artista sotto copertura: si tratta del nostro Presidente del Consiglio, che agisce segretamente - producendosi in performance artistiche - per conto del Bagaglino.


Yezidism
Ninive , luglio 28, 2008 11:16

Che almeno Israele paga le spese di viaggio ai suoi intellettuali è un buon segno. Che Israele finanzi i suoi intellettuali è lodevole. In italia ogni anno centinaia di scienziati ed intellettuali sono costretti a fare la valiggia di cartone per trovare lavoro all'estero. L'importante che l'italia paghi i soggiorni a meretrici del calibro di carfagna, ceccacci, brambilla ed altre buzzurre. Israele è il paese con il più alto tasso di laureati al mondo non si può mica pretendere che gli finanzi tutti! Viceversa l'italia è il paese con il più alto tasso di laureati emigranti al mondo! lo stesso rutelli che aspirava a diventare premier non è mai entrato in una università! In Israele gli intellettuali si finanziano mentre in italia si imbavagliano, in italia vige lo slogan:"QUANTO è BELLA L'IGNORANZA, SI STA BENE DE MENTE DE CORE E DE PANZA!"


PIERO61
valleregia(ge) , luglio 28, 2008 11:24

Buongiorno a tutti
Veramente edificante, non c'è che dire.
Ma vi immaginate cosa succederebbe se, in Iran,
in Siria, in Russia si verificassero cose di questo tipo?
Cosa succederebbe ? Tutti gli organismi internazionali
griderebbero : dagli al nazista, brucia il fascista...
e vai con i girotondi e altre amenità alla Emilio Fede
o alla Gad Lerner.
Tutta questa(sporca) faccenda, mi fa venire in mente
una canzone di V.Rossi(che detesto)che fotografa in modo
egregio l'episodio in questione: Mi viene il vomitooo...
Saluti e buona digestione a tutti
Piero61



Michelangelo
Europa , luglio 28, 2008 11:36

A quando l'Europa unita sotto l'unica vera religione rimasta?
E pensare che quando lessi per la prima volta l'Antico Testamento, "sterminate i Cananei" ed altre amenità rimasi disgustato...
Forse i cattivi sanno qualcosa che i buoni ignorano.
La bestia è più forte dell'angelo, finché non incontra una bestia più sottile e più cinica...



Martino
Chiavari , luglio 28, 2008 12:00

In Italia, invece, sono stati pagati giornalisti, intellettuali e prof. per diffamare Israele
dai petrodollari arabi e dall'Urss, che dopo la guerra dei 'SEI GIORNI', obbligò tutte Sinistre europee a definire Israele: "Stato SS"; Arafat ci aggiunse "Terrorista".
Slogan di grande fortuna.



Pietro
Milano , luglio 28, 2008 12:04

Mi permetto un suggerimento: un'inchiestina discreta su chi comanda veramente nei Goethe Institut. Quando ho avuto la ventura di frequentarne uno, tra i monili a forma di stella a sei punte del personale addetto, le immancabili iniziative sulla cultura ebraica "tedesca", la Shoa, giornate del memoria e quant'altro... beh, mi sembrava di stare in via del Tempio su Lungotevere de Cenci.......


G.F.
Foggia , luglio 28, 2008 12:09

Vorrei ricordare a chi commenta che non è in discussione Berlusconi o Fede e i loro teatrini, nemmeno è in discussione la quantità e qualità dei laureati italiani.
In questo articolo il tema è il grado di autonomia degli artisti israeliani, nonché l'alone ipocrita di falsa libertà che li accompagna. Certo non c'è niente di male nel finanziare i propri artisti, non c'è niente di male ad essere filo-governativi, il problema sta nel mentire dicendo che si tratta di artisti liberi e nello spacciarsi per quello che non si è (pacifisti).
Certo in Italia non corriamo il rischio di sentir parlare di queste cose,anche se sarebbe opportuno dopo il polverone sollevato dal tentativo di boicottaggio del salone di Torino.
Invece il silenzio della "libera" stampa occidentale è così desolante che gli israeliani sono costretti a smascherarsi da soli tramite Haaretz.



anonimo
... , luglio 28, 2008 12:15

ci si puo' prostituire in mille modi ...

io lavoro solo per mantenermi libero da questo modo di vivere e mi accontento del poco che ho.


IL DEMONIO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.





Giuliano G
... , luglio 28, 2008 12:25

Quanto Lei riferisce è agghiacciante.
Da Stato di polizia!

Io direi di inviar el'articoloa Pierluigi Battista del Corriere e di chiedergli un parere..



Mustafa
... , luglio 28, 2008 12:27

E per i giornalisti che raccolgono interviste da questi intellettuali a pagamento (che esprimono bene dunque le ns radici nonchè i ns germogli), c'è una qualche percentuale? O sono come i servi inutili di evangelica memoria?
Mustafa



Enzo P.
Caracas , luglio 28, 2008 12:34

@ Yezidism
Ninive , luglio 28, 2008 11:16

"Che almeno Israele paga le spese di viaggio ai suoi intellettuali è un buon segno. Che Israele finanzi i suoi intellettuali è lodevole".

Ma Lei, Ymbecilledism, che cosa vuol darci a intendere?

In spagnolo si direbbe "vender gato por liebre".

Non lo sa che i "bambinelli" del Mossad sono tutti laureati in Israele e hanno imparato bene a fare gli "intellettuali" dei vari 11 settembre?

Non mi meraviglio che siano invitati alla Fiera del Libro italiota. E' o no la Penisola una colonia USRAELIANA? E quelli della "madre Patria" degli italioti politici non possono mancare.

Poi, per i visitatori italiani (non per gli italioti) non rimane altro che dire come dice la moglie del fruttarolo Sordi nella visita alla Biennale: "Annamosene, che qui nun c'è da vedè un caxxo.

Stattene a Ninive!



Abd el Qader
... , luglio 28, 2008 12:50

Che dire: sono dei veri giuda.


hans herman hoppe
... , luglio 28, 2008 12:53

SONO PROPRIO "EBREI"IN TUTTO...
NULLA SFUGGE LORO... NEANCHE UN PICCOLO AGO...



riddickol
oltretomba , luglio 28, 2008 13:01

i giudei con il loro dominio ci vogliono tutti in kippà, e povero goym e le sinarchie, ma comunque arriverà il tempo per fare i conti anche con loro


Mirko
--- , luglio 28, 2008 13:09

La Bild tedesca ha pubblicato con molta enfasi un'intervista che Obama ha a quanto sembra incautamente rilasciato a una reporter-donna in un Fitness-studio di Berlino.

Il nome della donna dalla carriera assicurata, almeno presso la Bild Zeitung, si chiama JUDITH e a pubblicare l'informazione è Der Spiegel che è diventato un vomitevole foglio ebreo.



Daniela
Milano , luglio 28, 2008 13:18

Non capisco Grossmann: ma non aveva detto che era in totale disaccordo con il figlio e quindi contrario alla guerra? La batosta che ha preso non avrebbe dovuto renderlo ancora più contrario alla violenza? Boh! Allora è per vendetta...


Primavera dei cento fiori
lontano oriente , luglio 28, 2008 13:23

Ottimo Direttore !

articolo coraggioso, che non vedremo mai
sulla carta stampata e neppure nei blogs
italioti che tanto scopiazzano a destra
e a manca tranne le notizie che contano.

FDF unica voce nel silenzio editoriale
italiota.



Pietro G
Roma , luglio 28, 2008 13:45

Ognuno ha i suoi intellettuali organici.
Chi si stupisce troppo vuol dire che non ha capito la differenza tra popoli che onorano e promuovono l'individualismo (a volte anche troppo) e i popoli che si presentano e agiscono come una unità compatta.
Basta vedere una qualche dimostrazione degli ebrei italiani e quali bandiere sventolano per capire che per loro l'identità italiana è solo un pezzo di carta.
Negli Stati Uniti è ancora peggio i media, Holliwood e la classe politica sono al servizio degli interessi ebraici.
Provate ad immaginare se a trattare come cani i Palestinesi fosse un'altro popolo ad esempio gli italiani. Ci avrebbero già dichiarato guerra 100 volte.
Il vantaggio di un popolo che agisce compatto all'interno di una società individualistica è certamente notevole e i successi della minoranza ebraica negli Stati Uniti e non solo lì ne sono testimonianza. Il Prof Kevin McDonald ha dedicato 3 libri di successo alla psicologia del popolo ebraico.
Chi è interessato può cercare il nome su google dato che alcuni dei suoi libri sono online. Inutile dire che è stato perseguitato come antisemita giorno e notte.



Fabio
Conegliano , luglio 28, 2008 13:55

eppure resto dell'idea che gli studi di Lombroso erano efficaci.


Muschiantico
Salerno , luglio 28, 2008 14:03

Era da tempo che mi aspettavo un articolo sulla presenza massiccia di intellettuali e scrittori ebrei nella cultura "ufficile" (quella dei giornaloni tipo Repubblica e Corriere, quella delle Feltrinelli, quella della Fiera del Libro).
Ricordo infatti che quando ancora leggevo Repubblica (anni fa, poi ho smesso per ovvie ragioni) mi meravigliavo sempre di trovare nelle pagine di cultura continuamente nomi ebraici (come alcuni citati nell'articolo) e ampie e favorevoli recensioni a libri scritti da ebrei.
Ora non so, ma penso che sia uguale e forse ancora più di prima!
Saluti.



ITALICO
roma , luglio 28, 2008 14:11

A tutti gli effetti questi ebrei sono spie di un paese straniero: se l'Italia avesse connotazione di nazione, gli vieterebbe il visto d'ingresso.
Anzi, tutti gli ebrei con passaporto israeliano presenti sul nostro territorio dovrebbe essere considerati potenziali spie e monitorati attentamente.



Bancor
Savona , luglio 28, 2008 14:13

Beh, che dire?
E' tutto normale, per certi ambienti, e il Direttore Blondet è l'unico, in Italia almeno, che ce lo ricordi.

Aggiungerei solo che, paradossalmente, se non leggessimo quello che scrive Blondet, per sapere le stesse cose (o quasi) dovremmo andare a leggere proprio, guarda un po', i giornali israeliani!

La nostra libera stampa è proprio ridotta bene!



Patellavax
... , luglio 28, 2008 14:14

Non devi scandalizzarti anche tu mi hai censurato nel mio commento a " Bossi terrone del Nord"


Yezidism
Ninive , luglio 28, 2008 14:26

se gli intelletuali finanziati da israele vendono libri è perchè la gente glieli compra per leggerli, oppure credete che israele paga i lettori italiani per leggere amos oz? con onesta devo dire che questi intellettuali finanziati io non gli ho mai letti, preferisco leggere altri autori ebrei possibilmente italiani, come carlo levi, piperno, toaf ecc.
Lodevole è quest'articolo dove blondet ha l'onestà di asserire che in israele ci si limita a finanziare e non a censurare come si verifica in italia. Un conto è finanziarsi emilio fede per leccarti le scarpe altra cosa è censurare biagi e altri. Resta il rammarico pensare che israele almeno si finanzia grandi intellettuali senza censurare i piccoli intellettuali, all'italia dove il premier al massimo con una telefonata al direttore della rai cerca di sponsorizzare veline con toni da magnaccio, veline che hanno circa 1/1000 0000 delle capacità intellettuali di amos oz. nel vangelo c'è scritto: Non guardare alla pagliuzza che è nell'occhio del prossimo ma cerca di vedere la trave che sta davanti ai tuoi occhi!



Germano
Genova , luglio 28, 2008 14:40

Mi associo al commento di Muschiantico. Anch'io, anni or sono, sono stato un lettore del Corriere della Sera,(fino allo scandalo P2) e poi, di Repubblica, (fino alla vergognosa campagna contro Verona,creata ad arte con il caso Marsiglia).Poi non più. Mi chiedevo come mai della straripante presenza degli intellettuali ebraici, che, specialmente nelle pagine della cultura, erano protagonisti assoluti. Alla luce dell'articolo di Blondet,ora mi spiego perfettamente, il perchè di quella presenza cosi massiccia. Non so ora come sia l'andazzo,a questo proposito, nei suddetti giornali, perchè da anni, ho smesso di acquistarli.


MURMELSTEIN WOLF
Ladispoli , luglio 28, 2008 14:58

E adesso certi "scrittori" nostrani chiederanno che i loro
viaggi nelle Caraibi, alle Seychellles, ecc. vengano pagati
dalla Presidenza del Consiglio o dal Ministero degli Esteri.
Voi temete Israele dove non conoscono neanche la regola elementare: TACI, IL NEMICO ASCOLTA.



Michelangelo
Europa , luglio 28, 2008 15:13

@Pietro G
"
Chi si stupisce troppo vuol dire che non ha capito la differenza tra popoli che onorano e promuovono l'individualismo (a volte anche troppo) e i popoli che si presentano e agiscono come una unità compatta.
"
Parole sante. Distruggono l'identità altrui, con l'individualismo di facciata, in modo che non resti che la loro coesa minoranza. Nulla di grave che esista, ma non a scapito delle altre altrettanto degne - o no?
L'unica difesa sta nell'essere come loro, ma ironia della sorte, in quel caso, si è bollati dalle leggi che loro stessi promuovono da governanti traditori.
In ambito accademico, in ambito culturale, in ambito estetico e commerciale si auto-referenziano ad nauseam.
Due professori americani si sono giocati la carriera per aver pubblicato un libro-verità, ma in questo caso, visto che non si difende né il femminismo, né il vittimismo di chi sappiamo, né le cause della "multiculturalità", giù con la gogna mediatica, oppure con il dimenticatoio.
Sono anni che non leggo né corriere, né repubblica, anzitutto perché scarsamente informativi, e poi perché assolutamente prevedibili nei loro giudizi su ogni accadimento. Una volta che si capisce dove vogliano arrivare sono assai meno "stimolanti intellettualmente" di quello che credono loro stessi, abituati ai bassi standard anglosassoni.



Margherita
... , luglio 28, 2008 15:19

Non ricordo bene quale quotidiano (forse Repubblica) abbia rivelato che anche Oz, Grossmann e Yeoshua hanno pesanti "condizionali" per potersi presentare in giro in promozione dei loro libri in Europa. Il Governo non paga loro il viaggio e l'alloggio se questi parlano di politica coi giornalisti, ad esempio. Possono parlare solo di letteratura, ma noon esprimere opinioni politiche.
Roba da Minculpop. E Informazione scorretta, molto spesso critica pesantemente anche loro tre per il loro filopalestinismo.Figuriamoci gli altri!



Enzo P.
Caracas , luglio 28, 2008 15:26

Sbaglio o il tanto decantato e premiato Amos Oz (nato Amos Klausner) ha vissuto una grande tragedia (madre suicida) quando era adolescente?

Peccato - o meglio così - che Freud sia da tempo passato a miglior vita, altrimenti ne avrebbe fatto un "interessante" quadro...



Giulio
... , luglio 28, 2008 15:33

Intellettuali?

Questi...'servitori idioti' e megafoni di Israele hanno perso il "ben dell'intelletto" e si sono venduti l'anima, (per una misera fama nei circoli che frequentano) alla...Bestia dell'Apocalisse.

saluti



Giuliano G
... , luglio 28, 2008 15:33

Io leggo il Corriere, è utile informarsi su ciò che la borghesia pensa di se stessa e posso confermare che Amos Oz, i Glucksmann,sono intervistati in ginocchio e ricevono ampio spazio per le loro lettere


Enzo P.
Caracas , luglio 28, 2008 16:00

Don Bastiano (sul Marchese del Grillo).

http://www.youtube.com/watch?v=WQYtJvqFuDA

La storia continua...



Michelangelo
Europa , luglio 28, 2008 16:05

@Yezidism
La grancassa pubblicitaria a favore di qualsiasi autore orientato in modo "corretto", o di qualsiasi "musicista" (alludendo a gruppi pop) è tale, che la maggior parte delle persone, che non hanno una buona cultura né umanistica, né scientifica, seguano come pecoroni l'accreditato "fenomeno letterario" ben recensito dai suoi parimenti orientati colleghi.
A questo si aggiunge la moda di essere colti libreria stile Feltrinelli, esoterici alla Adelphi, e via discorrendo.
Così, dissentire è anzitutto un dis-integrarsi dalla unica vera cultura rimasta, ed il resto è ignoranza!
Quindi, ribadisco la tesi : laddove chi ha i mezzi per essere onnipresente nella ripetizione delle proprie affermazioni, le rende vere.... Chi può ripetere che i suoi siano bravi, li renderà tali perché sono in pochi che possano verificare altrimenti.. Inoltre sono in pochi che possano garantire finanziamenti paragonabili per farsi pubblicare.
Vale anche in ambito scientifico - è sufficiente popolare interi dipartimenti, ed ecco, che sarà instaurata una regola di successione implicita, né più né meno, come quella dei clan del meridione, ma più pericolosa, perché più sottile, più caparbia, dedita ad una violenza prima di tutto morale ed economica.
De hoc satis



gianfranco
alessandria , luglio 28, 2008 16:07

Spett. Redazione, spero che frasi di questo genere : "L'importante che l'italia paghi i soggiorni a meretrici del calibro di carfagna, ceccacci, brambilla ed altre buzzurre" vengano in futuro censurate.

Auspico che chi scrive queste cose sia querelato a dovere.
Mi vergogno di leggere frasi così ingiuriose e senza alcuna ragione.

Chi scrive queste cose dovrebbe avere altrettanto coraggio di scrivere alla persona interessata e firmarsi.
Altrimenti sono solo vigliaccate.

Protesto vivamente.
Spero che vogliate cambiare registro e non permettere simili accuse vergognose e diffamatorie.

Nel frattempo girerò le suddette frasi agli interessati.




John
... , luglio 28, 2008 16:13

Lo stesso identico discorso vale per il Hollywood ebraico!
Vile propaganda per i stupidi goyim...
Quello che il buon Blondet ha omesso di segnalare è il "finto pacifismo" dei vari Grossmann,Oz,Henry Levi...
Cosi illudono(e fanno fessi) i poveri goyim,ciechi credenti nella "democrazia" almeno nelle opinioni intellettuali di "sinistra" israeliana....
Roba da ridere!



Martino
... , luglio 28, 2008 16:35

Io mi preoccuperei di più della libertà degli intellettuali in Europa. Due esempi:
Parigi. Faceva una certa impressione l’altro ieri sentir parlare Robert Redeker, il professore di liceo braccato, guardato a vista dagli agenti segreti della Direzione della sorveglianza del territorio per aver criticato l’islam in un articolo sul Figaro. Ha parlato alla radio, Redeker, su France Info. Era sconcertato. “Per aver goduto di un diritto sancito dalla Costituzione, in un paese in cui la blasfemia non è un reato, mi trovo costretto a tacere – ha detto in tono concitato – Vivo sequestrato. Non sono più libero dei miei movimenti, costretto al domicilio coatto. E in questo c’è una responsabilità del governo. Il diritto alla libertà di espressione esiste, a me però consigliano di traslocare, o di fare un po’ di lavori per rendere più sicura la mia casa, anche se i governanti rifiutano di darmi un aiuto materiale per realizzarli. L’alternativa è l’autocensura o la prudenza. Come se l’islamismo fosse un’esagerazione estremista. Ma nella storia dell’islam - ha ribadito Redeker - non c’è nulla di moderato. E per questo mi rivolgo a tutti i musulmani, affinché comprendano quanto il loro sostegno sia essenziale”.
Dal FOGLIO del 3 ottobre 2006, Giulio Meotti intervista lo storico delle religioni olendese Pietr Van Der Horst:
"Roma. Dopo trentasette anni di lavoro, decine di pubblicazioni e una solida fama di storico delle religioni, il meno che ti aspetti dalla tua facoltà è la libertà di leggere l’attesa lezione di congedo, culmine di una vita di studi e riconoscimenti. Soprattutto in Olanda, patria spirituale di David Hume. Soprattutto per Pieter van der Horst, il teologo che all’Università di Utrecht, dopo Princeton e altri centri, ha prodotto lavori decisivi sulla storia ebraico-cristiana. “Il mito del cannibalismo ebraico” è il titolo della lezione con cui il biblista, a fine giugno, voleva ripercorrere l’accusa del sangue, dall’antica Alessandria all’aguzzino Julius Streicher, gettando uno sguardo sull’ossessione antiebraica nel mondo islamico.
Horst racconta al Foglio quanto è successo, dopo che la sua storia è finita sul Wall Street Journal e sulle prime pagine dei quotidiani olandesi. “Mi considero un protestante molto liberal. Ho sempre votato a sinistra, ma i recenti episodi, soprattutto l’approccio con l’islamismo, mi hanno portato a una grande distanza dalla sinistra”. Succede che il preside dell’Università di Utrecht chiede a Horst di eliminare dal suo lavoro i riferimenti all’islam. “Quando rifiutai, il preside ne parlò con il rector magnificus, W. H. Gispen, che nel suo ufficio mi comunicò che sarei comparso davanti a una commissione”. Questa gli adduce tre ragioni per rimuovere i passaggi sull’islam: troppo pericoloso, si rischia la reazione di “gruppi di studenti islamici organizzati”; con la sua faccia tosta il prof. Horst avrebbe rotto i ponti del dialogo fra musulmani e non musulmani, e il suo lavoro conteneva “commenti sarcastici su alcune figure pubbliche olandesi, che ho criticato per la loro posizione antisemita”.
Il rettore lo costringe a depennare i riferimenti all’islam…."



Enzo P.
Caracas , luglio 28, 2008 17:19

@ gianfranco
alessandria , luglio 28, 2008 16:07

Personalmente non ho mai detto frasi di questo genere. Ma non ti nego che le approvo.

Devi essere molto giovane, perchè, altrimenti, avresti capito di che genere di merdacce ti fidi e CHI difendi. E non mi riferisco alle belle "bocche", ma a quelli che ne godonno a cambio di lauti comprensi.

E fare ministro una bella "bocca" è più che un lauto compenso.

Se, invece, non fossi molto giovane, saresti un "qualunque servo" del sistema che cerchi, senza sapere ciò che fai, di difendere.

Pensaci su stanotte. Il sonno porta consiglio...



Margherita
... , luglio 28, 2008 17:47

Islam, ebraismo, fondamentalismi: hanno rotto tutti quanti! Del resto provengono entrambi dall'Antico Testamento. E del resto gli Ebrei che combattono gli Islamici nel Medio Oriente, poi quando qui si schierano sempre con loro quando c'è da sostenere le lotte sulla macellazione halal, sulla circoncisione e sul rompere l'anima a tutti col venerdi islamico, il sabato ebraico ecc. Senza contare che anche sulla faccenda delle moschee gli Ebrei hanno spesso assunto delle posizioni ambigue, perché il multiculturalismo e il multiconfessionalismo conviene ad entrambi.


Edoardo
Vicenza , luglio 28, 2008 17:54

Martino ma ti leggi il FOGLIO?!?!?!?!?!?!?!?!


Mustafa
... , luglio 28, 2008 18:14

L'intervento di Martino ha finito per annacquare la denuncia contro gli scrittori di cui all'articolo e di chi li paga, e mescolando il tutto con una buona dose d'antiislamismo - che trova sempre tanti estimatori - ha fatto perdere il sapore della minestra.
Ma se vogliamo, anche da parte cristiana c'è chi induce al silenzio. Per esempio, subito dopo il forte richiamo del Papa a non offendere la memoria di Marcinkus che, poverino, è morto, il caso Emanuela Orlandi è letteralmente sparito da giornali e TV.
Perchè meravigliarsi allora se i musulmani (alcuni) si arrabbiano per la blasfemia spesso gratuita che viene rivolta non contro qualche loro uomo religios, ma contro la loro stessa fede?
Il caso in questione invece, non riguarda la religione, ma la politica.
Siamo di fronte ad uno stato che paga per fornire una immagine buonista all'opinione pubblica mondiale e nasconderne le nefandezze.
Siete capaci di rimanere in tema, o volete continuare a gettare fumo negli occhi per non far vedere certe cose, alleandovi di fatto ai vs fratelli maggiori?
Mustafa



skywalker
skycity , luglio 28, 2008 18:15

mi sa che prima di "pordenonelegge" appenderò l'articolo in giro per la città ...
sai che risate !!!
sky



Adriano
Messina , luglio 28, 2008 18:31

egr. Direttore,
Il suo articolo che racconta la testimonianza di un ebreo per bene Ytzhak Laor ha l'effetto di una ventata che solleva un velo e fa scoprpire ancora una volta un gioco sporco perpertato alle spalle di persone in buona fede.

Vengono alla mente le visite e le dichiarazioni rese dal presidente Napolitano che forse è il caso di ricordare:

---------------------
(da il Giornale) >
-------
Sorvolando sull' "accanto" , viene da chiedersi se anche il Nostro aveva o meno firmato qualche "impegno" , considerando anche una sua dichiarazione di qualche mese prima in cui afferamava che esprimere pareri contro il Sio nismo equivaleva ad essere Antisemiti! (Che sarebbe come affermare che essere anticomunisti, nel senso di PCI, equivale ad essere anti-italiani).

Da ultimo, e sempre avendo di mira il nostro (ormai defunto? ) Comunismo italiano e i tanti , troppi, Intellettuali che lo hanno per oltre mezzo secolo supportato: che non ci fossero anche allora accordi sotto banco in grado di aprire loro le strade del successo in cambio dell loro acritica adesione ?

Non sartebbe male , caro direttore , farci sù un pensierino e magari un articolo dei suoi.




Martino
Chivari , luglio 28, 2008 19:41


@ MuSTAFA' Poco più in su ho scritto anche che
in Italia, invece, sono e sono stati pagati giornalisti, intellettuali e prof. per diffamare Israele
dai petrodollari arabi, sempre, e ai suoi tempi dall'Urss, quando dopo la guerra dei 'SEI GIORNI', ordinò a tutte le Sinistre europee di definire Israele: "Stato SS"; Arafat ci aggiunse "Terrorista". Ne sanno qualcosa i direttori dell'allora 'Paese Sera'gestito con i finanziamenti sovietici al PCI e di quotidiani di primissimo piano.
Fu uno Slogan di grande fortuna. Mai tramontato.



Margherita
... , luglio 28, 2008 20:50

Mustafa parla di "fratelli maggiori". Francamente io vedo più affinità tra l'islam e l'ebraismo, che tra l'islam e il Cristianesimo (macellazione halal, circoncisione, dogmatismo, entrambe sono la religione del Libro, mentre il Cristianesimo è la religione del logos e della parola). Detto ciò non voglio scontri di religione. Ma non ammetto nemmeno che nel mio Paese ci sia chi fa di tutto per alimentarli.


Wolf
Stalingrado , luglio 28, 2008 21:31

è sempre tutto altamente istruttivo ricordare i loro veri metodi e la religione dei diritti umani e della democrazia che invece ci propinano a noi.
Però mai dimenticare che il problema vero è un altro.
Non sono sbagliati i loro metodi,loro fanno quello che devono fare per esser forti,siamo noi che sbagliamo perchè non facciamo come loro,perchè abbiamo smesso di lottare,di sentirci popoli,di studiare,di pensare,semplicemente di pensare e vivere nelle grandi e piccole cose come facenti parte di una Storia e stirpe bimillenaria che,unica,ha creato la Civiltà ed il progresso.
Loro,tutti,parlano cinque lingue e noi al massimo una,loro leggono tutto specie politica e economia,noi al più la Gazzetta dello sport,noi ci siamo venduti l anima per un sacchetto di noccioline,loro lottano contro miliardi di musulmani che li odiano,comandano i nostri politicanti e quelli di tutta europa col ditino alzato,riescono ad infinocchiarci tutti,il problema non sono loro,il problema siamo noi.
La nostra colossale idiozia ed infinita dabbenaggine.




Maria Teresa Bonaccorso
Messina , luglio 28, 2008 23:04

Il fatto che Haaretz abbia pubblicato quell'articolo mi sembra stupefacente. In Italia nessun giornale pubblicherebbe mai un simile j'accuse, e non per mancanza di argomenti.
Nutro infatti la convinzione che qui gli "intellettuali organici" abbiano sottoscritto un impegno non dissimile. Ho purtroppo una lunga esperienza di come gli studiosi della sinistra italiana si spalleggino a vicenda, incuranti della propria e altrui mediocrità, e di come siano compatti nell'ostacolare chiunque non sia dei loro, con una violenza incredibile e davvero inaccettabile, non solo per un paese democratico ma anche solo civile.
E' ovvio che gente così non sa organizzare belle mostre, come giustamente lamenta il direttore Blondet. Dico di più: non sono neanche capaci di partorire pubblicazioni interessanti (e a volte nemmeno dignitose), e per riuscirci non hanno pudore a copiare dagli scritti degli altri, i non "organici" che loro boicottano. Senza citarli, naturalmente.



Anna
Velletri , luglio 29, 2008 05:44

"23 luglio 2008 il Senato della Repubblica Italiana approverà il trattato di Lisbona. Sarà votato insieme al “pacchetto sicurezza” senza che ai cittadini sia stata detta da parte del Governo, da parte dei politici e di quasi tutti i mezzi d’informazione, una sola parola non soltanto sulla sua approvazione ma neanche sul suo contenuto, sulle conseguenze che comporta." (Ida Magli)
La Costituzione eureopea come una camicia di forza senza che agli Italiani sia mai stato chiesto se la vogliono oppure no, e voi vi preoccupate per un articolo di "Haaretz"! Mi sembra folle.



Mustafa
... , luglio 29, 2008 07:43

Il fatto che vi siano molti punti in comune tra ebraismo e Islam è cosa nota e risaputa nonchè vera.
Ma è un'affinità scritturale nel senso che ponendosi l'Islam quale ultima Rivelazione, è normale che abbia ereditato tutto ciò che di vero e buono c'è nell'ebraismo, profeti compresi, da Adamo a Gesù.
Ma se ciò è vero, ripeto, dal punto di vista scritturale, è altrettanto vero che non v'è niente di più distante fra le due religioni dal punto di vista della prassi.
Un argomento per tutti: se l'ebraismo è chiuso, non vuole e non fa proseliti, si considera comunità eletta alla quale non si può accedere e non si mescola, anche se coabita, con nessun popolo, l'Islam è viceversa apertissimo a tutti i popoli, sia nel dare che nell'avere, vuole e cerca proseliti, si mescola e convive senza problemi con tutti i popoli, assimilando e assimilandosi, e sono secoli di storia ad affermarlo. Non per niente viene temuto e tenuto lontano da molti proprio per il timore che incute questa sua capacità inglobante.
E poi nessun musulmano si sognerebbe di definire gli ebrei propri fratelli maggiori. Cugini si, fratelli di una religione del Libro, ma non di più. Maggiore è chi meglio compie la volontà di Dio e quindi anche uno sconosciuto analfabeta, roso dalla lebbra e infestato dai parassiti, che vive in un posto sconosciuto, isolato e derelitto, può essere maggiore di tutti noi.
E poi ricordo che è stato un Papa a coniare l'espressione "fratelli maggiori".
Quanto agli scontri di religione, non era è non è affatto mia intenzione accenderli ed alimentarli. Già bastano ed avanzano gli innumerevoli pennivendoli di regime.
Io volevo solo che non si menasse il can per l'aia per distogliere l'attenzione dall'argomento segnalato nell'articolo dell'ottimo Blondet
Infine le faccio notare che il suo paese è anche il mio, da almeno 12 secoli!!
Giovanni Mustafa



paolo cristilli
napoli , luglio 29, 2008 07:55

bha... ma allora siete tutti contro lo stato di israele ho capito bene? caspita eppure e' un sito che trovo interessante per alcuni articoli che pubblica..... peccato.


CptHook
Roma , luglio 29, 2008 08:03

Mustafa ha scritto:

> Siamo di fronte ad uno stato che paga per fornire
> una immagine buonista all'opinione pubblica mondiale
> e nasconderne le nefandezze.
> Siete capaci di rimanere in tema, o volete continuare
> a gettare fumo negli occhi per non far vedere certe
> cose, alleandovi di fatto ai vs fratelli maggiori?

Sante parole..., uno dei più gravi vizi italici è proprio l'incapacità di restare nel tema in discussione.
Stiamo parlando di uno stato che sta facendo agli altri quello che ha venduto come genocidio quando è stato fatto ai suoi...,
...uno stato che è riuscito a infiltrare in maniera parassitica gli USA, come una coda in grado di dimenare il cane...
...un popolo di paranoici guerrafondai che vedono la pagliuzza nell'occhio del vicino (il nucleare civile di un Iran che da almeno 200 anni non fa guerre) ma non il trave nell'occhio proprio (un arsenale nucleare che è forse il terzo o il quarto al mondo)...
...e in tutto questo sono 50 anni che ci viene riempita la testa sull'olocausto e si tenta di farcene sentire colpevoli..., e con tanti ci sono riusciti..., basta leggere certi commenti anche qui...

Sarebbe ora di aprire gli occhi, di rileggere la storia da altre angolazioni che non siano quelle "ufficiali"...

A.deA.



Margherita
... , luglio 29, 2008 08:50

Infatti io non accetto l'espressione "fratelli maggiori", anche se l'ha detta Papa Wojtyla (lo stesso poi, che disse che il fascismo è il male assoluto e il comunismo è stato "necessario"). E nemmeno il cosiddetto "dialogo interreligioso". Ciò nonostante, sono contrarissima alla moscheizzazione del territorio italiano, ai minareti che spuntano come funghi, alla grande Umma islamica e ai suoi inginocchiatoi in Viale Jenner; così come lo sono alla ebraicizzazione della cultura, della politica e dei media. Forse non faranno proselitismo come lo fanno gli islamici, gli ebrei, ma una cosa è certa: fanno lobby pressanti e imperversano da tutte le parti con le loro ADL. E finalmente cominciano a uscire dei libri che ne parlano, anche in America. Più specificamente, sono contro il multiculturalismo, il multietnicismo e l'immigrazionismo. E se mi danno della xenofoba, francamente me ne strafrego. Non vedo perché tutti quanti tengono moltissimo alle loro tradizioni,religioni, alle loro patrie, mentre io dovrei perdere la mia. Io non ho la doppia cittadinanza (o lealtà), ma solo questo povero e martoriato Paese.


Guido
Pisa , luglio 29, 2008 08:53

I italia abbiamo 'Intellettualiti' come Umberto Eco ad essere sotto contratto o imposti da Sion ???


Pierpaolo
Trieste , luglio 29, 2008 09:31

Ma questo Yitzhak Laor mi sa he sia uno di quei terribili - indicibili - "ebrei che si odiano".
Gli altri, invece, si apprezzano, evidentemente!



PIERO61
valleregia(ge) , luglio 29, 2008 13:26

@Margherita
hai tutto il mio plauso,
condivido al 100% il tuo intervento.
Che il Signore ti conservi così!
Saluti e Auguri
Piero61



Giulio
... , luglio 29, 2008 16:52

Margherita dice:
Ciò nonostante, sono contrarissima alla moscheizzazione del territorio italiano, ai minareti che spuntano come funghi, alla grande Umma islamica e ai suoi inginocchiatoi in Viale Jenner; (...)

Forse prima di dire certe stupidaggini è bene conoscere la propria Costituzione Italiana, pensata e scritta da persone intelligenti, liberali, e con il desiderio di vivere in pace e non in guerra.

Per gli smemorati o distratti riporto solo questi tre Articoli che parlano da soli sulle varie Libertà Civili concesse a chi vive in Italia.

Buona...riflessione:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

Art. 19.
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purche' non si tratti di riti contrari al buon costume.
(Tratto dalla Costituzione Italiana)

Una cosa è non accettare chi ti vuole imporre le sue idee o...falsità, una altra cosa è invece accettare che ognuno professi liberamente la sua religione o ideologia o quant'altro nel rispetto delle Leggi Italiane.

Usiamo l'intelligenza non le...trippe.

saluti



Margherita
... , luglio 29, 2008 18:35

"Quando non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano" (art 8). Le stupidaggini le dirà lei, caso mai.
Se a un parroco di una chiesetta cattolica occorre chiedere l'AUTORIZZAZIONE in Comune per avere il permesso per una innocua processione del Santo Patrono, me lo spiega lei come mai in Viale Jenner per quindici anni era impossibile ai cittadini milanesi transitare sui marciapiedi, perché gli islamici si mettevano con le terga per aria, impedendo ai passanti di passare? E' costituzionale e legale tutto ciò? Ha provato ad abitare da quelle parti? Chieda in giro ai cittadini imbufaliti.
Mi ci sono trovata io con i miei occhi. E ho dovuto fare lo slalom gigante in mezzo alle auto in corsa.
Eppoi la Costituzione non è così liberale come lei dice, visto che è stato il frutto di un compromesso fra forze politiche contrastanti (compresi i comunisti, sì anche quelli). Se ne informi un po' meglio, storicamente parlando.

Punto secondo. Quando la Costituzione è stata stipulata il mondo era ancora un mondo d'antan, e non c'erano le emergenze degli sbarchi quotidiani come oggi. Le minoranze erano ancora demograficamente delle minoranze. Oggi rischiamo di essere (per ammissione dello stesso Blondet) sopraffatti dalla demografia degli stranieri (specie nordafricani) che sono assai più prolifici di noi. Altro che minoranze! Le minoranze rischiamo id essere noi.

Inoltre mi piacerebbe sapere, visto che si fa paladino della Costituzione quale documento sacro e immutabile nel tempo, se lei è al corrente che dal 23 Luglio, abbiamo deciso di ratificare (destra e sinistra in combutta) quel Trattato di Lisbona europeo che della nostra costituzione farà carta straccia e cederà ogni sovranità al governo di Bruxelles.Non mi pare di aver udito le sue grida manzoniane di sdegno.
In ogni caso il territorio italiano ha una superficie di appena 338.000 kmq. Se tutti gli aderenti ad altre fedi e religioni si mettessero in mente di elevare i loro templi, addio Italia: l'induista vorrebbe il suo, il musulmano la moschea, il confuciano il suo, il sikh pure. Con buona pace dei multikulti come lei. A me trasformare il mio paese in un oratorio interreligioso, francamente non interesse, tenuto conto di come è andata in Serbia, Bosnia e Libano.


Ecco sì, usiamo il cervello, non le cucurbitacee. Famiglia alla quale appartengono zucche e cetrioli. Non si difende la Costituzione a corrente alternata e solo quando fa comodo.



Margherita
... , luglio 29, 2008 20:28

Post Scriptum: considero gli Ebrei i veri apripista di questo universo fluido multiculturalista, responsabile principale di disgregare i tessuti sociali degli stati-nazione. Basta leggere i Patti di Intesa che le Comunità ebraiche hanno stipulato col Governo Italiano. Ad ogni nuovo governo (Craxi, Prodi) ottengono sempre più benfici e privilegi rispetto a quello precedente. Questo significa che non vogliono la pacificazione nazionale, ma che anzi, ne rivendicano lo stato di eterni debitori di guerra. Se altre etnie leggono questi Patti di Intesa (e molte comunità islamiche l'hanno fatto) e si mettono in mente di emularli e di ottenere le stesse cose, è il caso di dire Bye Bye Italia.


Bancor
Savona , luglio 29, 2008 20:57

Cara Margherita,

Hai detto molte cose sagge, ma altre no.

Mi limito ad alcune di queste ultime:

- sulla nostra Costituzione, bisogna sapere quello che si dice quando si affibbiano aggettivi come liberale: cosa vuoi dire? Perchè un accordo fra tutte la forze politiche (e sociali) uscite da una guerra civile devastante non dovrebbe essere liberale? Perchè ci hanno partecipato anche i comunisti? Mi dici allora quali sono i contenuti comunisti (da non confondere con i contenuti di tutela sociale) nella nostra Costituzione?
E comunque, vatti a fare un'indagine comparata con le Costituzioni di tanti altri Stati e mi saprai dire...

- sull'intralcio della preghiera del venerdi a Viale Jenner: non mischiare il costituzionale con il legale; sono due cose differenti. Quei tipi che pregano lì esercitano indubbiamente un diritto costituzionale ma in un modo che 'potrebbe' non essere legale. Altrimenti, dovremmo dire che è anticostituzionale anche il blocco del traffico provocato da un corteo (di destra, di sinistra, di centro, di sopra e di sotto, di carnevale o funebre).
Ergo, misuriamo i termini e le definizioni e saremo più credibili;

- la Costituzione non è stata 'stipulata', non è un contratto. E' stata scritta e approvata da un'Assemblea elettiva che si chiamava Costituente, appunto perchè aveva ricevuto l'investituta popolare, con il voto, di 'costituire' la Repubblica. E' certo frutto del compromesso di tanti punti di vista, ma alla luce dei compromessi che ci tocca sorbirci oggi, è una vetta inarrivabile. E comunque, tutelando tutte le minoranze, se dovesse succedere quello che paventi (ma perchè non facciamo un po' più di figli anche noi? Perchè i nostri figli non vogliono fare lavori che fanno gli immigrati, per cui questi ci servono?), anche diventando minoranza saremmo sempre tutelati dalla nostra Costituzione. E questo lo chiameresti un sintomo di invecchiamento della Carta? Ma via... semmai è la parte seconda, quella che regola la 'politique politicienne' (come ben la chiamano i francesi), che mostra la corda, e i nostri 'eletti' (anzi, 'nominati') fanno a gara per devastarla a più non posso invece di adeguarla ai tempi.

- la ratifica del trattato di Lisbona è un'inezia rispetto ai contenuti e alla forza della Costituzione, nella sua parte fondamentale, quella prima parte alla quale qualcuno bramerebbe mettere sopra le mani... Anche qui, non cadiamo preda dei luoghi comuni e del pregiudizio: l'Europa ha molti, moltissimi difetti; ma tanti, tantissimi meriti: salviamo questi e aggiustiamo quelli.
O pensi fosse meglio quando, noi singoli stati nazionali ci guatavamo torvi alle frontiere e, ogni tanto, ci facevamo una bella guerra con tanti bei morti?
Oh, sì, la 'guerra levatrice della storia', 'la guerra igiene del mondo', le abbiamo sperimentate tutte e quante rovine...; non so tu, ma io le ho viste succcedere e ho visto tanta gente di buona volontà ricostruire un tessuto sociale in cui tornare a vivere...
Non foss'altro perchè finchè ci sarà impedirà guerre tra di noi, l'Unione Europea meriterebbe solo per questo di esistere ed essere sostenuta.

- infine, sull'Italia oratorio interreligioso: qui sono d'accordo; e per questo, da cattolico laico (un po' agnostico), rispettoso di tutte ma non praticante di nessuna religione, trovo difficile giustificare non tanto i luoghi di culto, che ci sono stati, ci sono, ci saranno sempre, ma l'ostentazione - per tutti, sia chiaro - sia dei simboli sia dei comportamenti religiosi nel corso della vita di comunità e nei luoghi pubblici.
Sono convinto che ogni tentativo di accogliere in questi luoghi i simboli del credo religioso di chiunque (compreso il nostro) non porterà che a sempre maggiori problemi.
E qui, sono certo, troverò la reazione più forte e risentita, ma tant'è, mi piace parlare chiaro.

Stai serena, lascia stare le cucurbitacee e non criticare la Costituzione sulla base del sentito dire da chi gli fa comodo così.

Cordialità



RIDDICK
oltremondo , luglio 29, 2008 21:26

Per gli ebrei il vittimismo è una professione sempre meglio retribuita.



Anna
Velletri , luglio 29, 2008 22:17

@ Giulio

L'Islam non è una confessione religiosa come le altre, ogni luogo di culto diventa anche sua proprietà territoriale.
Ha ragione Margherita quando afferma di essere contrarissima 'alla moscheizzazione del territorio italiano',perché ciò significa sottrarlo agli Italiani, unici legittimi proprietari. In Germania il problema si fa sempre più drammatico.
L'Islam proprio proponendosi come l'Ultimo e il Vero non nasconde il suo intento di sottomettere tutto il mondo.
L'adesione dell'Italia all'UE ha portato- senza interpellare nessuno- (La sovranità popolare: quando?dove?)- alla perdita della sua moneta, dei suoi confini, della sua autonomia amministrativa: deve recarsi a Bruxelles come una scolaretta e portare "i compiti" a maestri severi che la mettono dietro la lavagna: in castigo, sempre. I grandi economisti, i nuovi Soloni, hanno creato miseria e immani difficoltà per la gran parte della gente, ma non per loro, s'intende. Dobbiamo "accogliere" tutti come fossimo un Paese a fisarmonica che si allarga a seconda dei desiderata altrui. Non pongono mai un LIMITE, eppure il territorio italiano, come ogni luogo definito nello spazio, dei limiti ce li ha.



Giulio
Salerno , luglio 29, 2008 22:50

Ottima inchiesta, dottor Blondet.

Il mio sogno sarebbe una antologia degli scritti della Nirenstein:

se il dottor Goebbels avesse potuto conoscere questa donna l'avrebbe baciata in bocca (oddio...)

chi non è pregiudizialmente antisionista lo diventa dopo una full immension nel fondamentalismo razzista della signora



Roberto
Napoli , luglio 29, 2008 22:51

Ho sentito a radio radicale una libera opinionista che parlava di Israele, Libano, Iran...

aveva accento toscano e pensavo fosse la Nirenstein.
Invece no alla fine è stata salutata dal conduttore: buonasera, dottoressa KATZ.



giulio
... , luglio 30, 2008 08:45


Risposta a Margherita:

l'Italia, l'Europa, sono già 'Paesi Multietnici' da parecchi anni, è solo cambiata la...direzione dei "flussi".
Agli inizi del 900 erano gli Europei ad andare nei Paesi Africani e similia acquisendo questi Paesi con la violenza come proprie Colonie, senza chiedere agli abitanti se erano d'accordo o meno. l'Italia non è rimasta a guardare, Libia Somalia, Eritrea ecc... (quanti morti ha l'Italia Civile e Democtratica sulla coscienza?)

Ai nostri giorni nel 2000 è cambiato il flusso, sono questi ex coloni a venire nei nostri Paesi come migranti per guadagnarsi la pagnotta, costretti dal malgoverno dei loro Governanti 'fantocci' e 'avidi' di potere e di denaro lasciati sul trono dagli ex colonozzatori.

Tra questi migranti si infilano anche persone poco edificanti e poco rispettose delle regole civili, è successo anche con gli italiani migranti in America, però non è giusto fare di ogni erba un fascio, come non si può dire che 'tutti' gli italiani migranti in America erano...mafiosi.

Perciò ripeto: l'Europa e anche l'Italia (siamo solo gli ultimi) sono 'già di fatto' Paesi Multietnici, bisogna solo farsene una ragione, non si può fermare il corso della Storia.

Chiedo scusa alla Direzione se sono un po uscito dal Tema dell'Articolo, ma se si inizia a parlare di Ebrei e di Sionismo e poi si arriva a dire fuori tutti gli stranieri dall'Italia...è opportuno intervenire e riportare 'civilmente' e 'intelligentemnte' le cose al loro posto.

saluti



Margherita
... , luglio 30, 2008 09:21

Caro Bancor, anche tu hai detto molte cose "sagge" e altre meno condivisibili. Ma io, a differenza di te, relativizzo. E aggiungo: secondo il mio modesto parere.
Che la nostra Costituzione non sia immutabile nel tempo e che sia stata scritta anche da forze politiche che di liberale hanno ben poco, non sono io a drlo, ma lo hanno detto anche i cosiddetti esperti di Diritto. Per cominciare l'esordio. "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Non ti sembra un esordio da Partito del Lavoro d'Albania? Curioso poi che in un paese dove c'è un'alta percentuale di fancazzisti e di imboscati (tant'è che il povero ministro Brunetta non riuscirà nel suo nobile intento di snidarli), si dica che è una repubblica "fondata sul lavoro". Ma forse quando è stato scritto si pensava ai sindacati e al loro concetto di "lavoro". O meglio, alla sindacatocrazia.
Non solo "sto serena" ma la Costituzione non la critico sulla base del "sentito dire" (come presuntuosamente presumi), ma ne possiedo una copia in biblioteca. E me la sono ripassata per l'uopo, benché già la conoscessi (ma guarda un po'!). Ripassandola, sono sempre più convinta che abbiamo dovuto fare di necessità virtù.
Poiché sempre nella nostra Costituzione è scritto che non possiamo indire referendum per ratificare Trattati di poliitica estera. Cosa vuole dire ciò? Che è una Costituzione dettata a dei perdenti della II Guerra Mondiale, dai vincitori.E cioè che sul piano della politica estera siamo ininfluenti. Come del resto è stato finora. Tant'è che non possiamo indire referendum per ratificare quella mostruosità di trattato di Lisbona con a capo l'imperatore José Manuel Barroso, l'Eurokommisar.
Vero che mi sono espressa male con quel "stipulata" e che avrei dovuto dire "promulgata", ma mi pare che ti attacchi alle pagliuzze per non vedere, invece, le travi.
Se dico che il Trattato di Lisbona ci toglierà quel poco di sovranità che ci rimane e che è sancito dalla nostra povera Costituzione, non cado né nel pregiudizio né nel "luogo comune", ma è la realtà. Hai mai sentito parlare ad esempio del Mandato di Arresto Europeo? E di Europol? Hai letto tutto (o parte) del Trattato di Lisbona?
Lo Sai che tutto il potere decisionale in Europa sarà gestito da 27 Commissari (uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo, che dal novembre 2014 diventerebbero meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui, membri non necessariamente eletti dal popolo), e dalla BCE (Banca Centrale Europea… e figuriamoci se gli “eletti dal popolo” li troviamo proprio qui!), e che il Parlamento Europeo continuerebbe ad avere un ruolo puramente consultivo?

E ti senti rassicurato dal fatto che così poche persone decidano del destino di 500 milioni di abitanti?
Sai che il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte, la quale non compare invece nella nostra Costituzione italiana?

Con ambiguità il trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla “carta dei diritti fondamentali” che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere “UNA SOMMOSSA O UN’INSURREZIONE”. Nessun esempio è citato per definire il concetto di “sommossa o insurrezione”. Ma se il popolo insorge… qualche buon motivo deve pur averlo… però si espone ad un assassinio legalizzato! Ti senti ancora tutelato nel tuo diritto di opporti a… qualcosa?
E pensi davvero che quegli Irlandesi che hanno detto NO, siano dei poveri bamba? O viceversa, pensi che sia gente meglio informata di te?
Per quale ragione nessun giornale italiano (molti dei quali finanziati dalle Banche, con il Corriere in testa) non hanno informato la cittadinanza?
E per quale altra ragione questo Governo ha fatto glissare la Ratifica di questo Trattato di circa 440 articoli che gli Italiani non conoscono, proprio d'estate (quando la gente è in ferie) e all'interno del Pacchetto sicurezza?
Che dire inoltre dell'immunità diplomatica dei suoi membri Ue e dell'autorizzazione a perseguire mal definiti crimini di "razzismo" e di "xenofobia"?
Per crimini di questo genere potrà rientrare in questa categoria qualsiasi tipo di dissenso. Lo sapevi?

Come vedi, per quanto sgangherata, io vorrei tenermela la mia Costituzione. Il problema invece è un altro: ci sono numerose incompatibiltà tra questa nostra e quella lunga, fumosa e indigesta come Il Capitale di Marx, che chiamano trattato di Lisbona.

Sull'oratorio interreligioso e multireligioso. E' evidente che l'Europa delle Banche e dei Banchieri ha interesse a veicolare più gente possibile di non importa quale credo politico-religioso e di mescolarla per gli stati membri (Schengen). Ora parlano addirittura di estendersi al Magreb e alla Turchia. Con tutte le conseguenze che possiamo già immaginare (religiose, identitarie, sociali e altro).
Scusa ma mi sembri il classico Pangloss del Candido di Voltaire, che spero tu abbia letto: l'Europa è il migliore dei mondi possibili. Sì, figurarsi!
Qui le cucurbitacee non c'entrano. E neanche le trippe.




Anna
Velletri , luglio 30, 2008 09:53

Brava, Margherita!
'incollo' un brano di un editoriale dell'antropologa IDA MAGLI che da anni "è la nostra voce nel deserto":
"Col trattato di Lisbona i governanti portano finalmente a termine lo studiatissimo progetto di crearsi un vasto Impero eliminando i singoli Stati, i confini fra le singole Nazioni e unificando formalmente, a forza, i singoli popoli. Questi, dopo essere stati costretti a perdere la sovranità monetaria con l’adozione di un’unica moneta e dopo essere stati bombardati per anni da tutti i più importanti pulpiti, inclusa la scuola, sulla “ bellezza” dell’unificazione europea, vengono adesso ufficialmente sottoposti alle medesime leggi, alle medesime autorità, ad una sola polizia, ad una sola Corte di giustizia, ad un solo casellario giudiziario che conterrà i loro dati biometrici ( foto scannerizzata del volto, impronte digitali, DNA). E’ una direttiva europea, questa, infatti, che risale al 2004, non una improvvisa decisione del governo italiano.

Vogliamo protestare perché non è mai stato chiesto in proposito il parere degli Italiani? Ebbene non è soltanto la mancanza di un referendum che fa paura, ma la esplicita volontà di tutti gli Stati di instaurare, con l’unione europea, la più assoluta dittatura. E, con la dittatura, quello indispensabile stato di polizia che impedirà qualsiasi ribellione. Non è infatti soltanto il governo italiano a non aver mai voluto chiedere il parere dei cittadini, ma i governi di tutti i 27 Stati che formano oggi l’Unione europea. Il governo italiano si era furbescamente e proditoriamente garantito fin dall’inizio libertà d’azione collocando le operazioni europee nell’ambito della “politica estera”, in quanto questa è sottratta alla consultazione popolare da un apposito articolo della Costituzione. Sono politica estera i soldi che abbiamo in tasca? E’ politica estera la celestiale bandiera con le stelle ( mariana o massonica: l’interpretazione è libera) che sventola ovunque e che pure non è citata nella Costituzione? Sembra abbastanza improbabile, ma, malgrado tutto gli Italiani sono stati zitti. Non ha mai protestato nessun Partito, neanche quelli abituati a dire sempre di No, e dunque come avrebbero potuto protestare i cittadini? Ma, come dicevamo, nessun governo ha ratificato il trattato di Lisbona facendo ricorso al referendum. Perfino la Gran Bretagna – quella che un tempo era considerata la democrazia per antonomasia e che da oggi non lo è più – lo ha approvato quasi in segreto qualche giorno fa, “ovviamente” senza referendum dato che era ben noto che gli Inglesi, se chiamati ad esprimere la propria volontà, avrebbero detto di No. L’unico Stato dove si è svolto un referendum ( obbligatorio per legge) è stata l’Irlanda, con risultato negativo. Come potrebbe, infatti, un popolo essere così folle da voler perdere la libertà, l’indipendenza, la patria, il possesso della propria terra?



giulio
... , luglio 30, 2008 10:22


Anna...spaventata dice:

"L'Islam proprio proponendosi come l'Ultimo e il Vero non nasconde il suo intento di sottomettere tutto il mondo".

Ma ci credi veramente, o ripeti senza riflettere ciò che i mass-media ci vogliono dare da bere?...

Chi è che ai nostri giorni ha il maggior numero di Basi militari (in Italia si parla di circa 100) stazionate nei vari Paesi del Mondo?

Chi è che se ne va in giro per il mondo con i suoi Aerei Bombardieri a distribuire con la 'prepotenza' una Democarzia (?) non richiesta a suon di...Bombe?

Chi è che attacca militarmente una Nazione in forma...preventiva senza che questa Nazione non gli abbia fatto nulla, violando e infischiandosene cosi tutti i vari trattati Internazionali?

Chi è che imprigiona uomini, donne, senza motivo e li sottopone a torture?

Ecc.. Ecc..

Risponditi onestamente a queste domande e capirai chi è che 'veramente' vuole sottomettere il mondo alla sua 'folle ' e 'cieca' prepotenza.

saluti



Margherita
... , luglio 30, 2008 10:42

Chiedo scusa al Direttore, ma se i frequentatori di questo sito sono usi a insultare e a sminuire le opinioni altrui dicendomi che si dicono "stupidaggini" e che bisogna usare l'intelligenza e non le "trippe" è evidente che mi sento in diritto di replicare. Alcuni scrivono come se avessero la verità in bocca (e nella tastiera) e come se le opinioni altrui fossero spazzatura da scartare a priori, per magnificare invece le proprie.
Accettando di scontrarmi sulla Costituzione (e allargando il discorso al Trattato di Lisbona) è evidente che sono andata fuori tema. Ma per ritornare al topic dell'articolo sugli intellettuali ebrei, vorrei dire che l'Europa multietnica, immigrazionista e multiculturalista non è diventata in questo modo per caso, come ingenuamente credono alcuni lettori. E che non è storicamente inevitabile accettarla in questo modo.
Lo dice tra le righe e in modo soft perfino l'intellettuale ebreo-polacco naturalizzato francese Alain Finkielkraut nel suo articolo "Ma l'Europa è ancora in Europa?" di cui cito un brano:
"Questo modo di percepire, di pensare l’Europa è dovuto al trauma di Auschwitz. La forma apocalittica che ha assunto l’esclusione dell’Altro nei campi della morte potrebbe essere riscattata dall’avvento di un’umanità che nessun dissidio interiore sarebbe in grado di fragilizzare o dividere. E l’Europa, essendo appunto stata il luogo del crimine, deve dare l’esempio ed espiare il crimine cancellando il luogo. L’unica identità che può accettare è quella del ripudio di ogni brama identitaria; per non cedere nuovamente alla tentazione dell’esclusione deve optare per la strada redentrice dell’indeterminatezza. Fuggire lontani dall’appartenenza: questa sarebbe la missione civilizzatrice e, innanzitutto, auto-civilizzatrice che si attribuisce l’Europa del «dovere di memoria».
Ecco essere il luogo liquido dell'"indeterminatezza" e negare (e autonegarsi, ma anche educare alla negazione di ogni identità le generazioni), è diventato lo scopo precipuo di un'Europa e di un'Italia che mi piace sempre meno. E che dal dopoguerra ad oggi è messa costantemente sotto ricatto e sotto tutela.

Inoltre non ho detto "fuori tutti gli stranieri dall'Italia" come mi si vuole grossolanamente attribuire.
Ritengo però che un paese che aspiri ad essere davvero sovrano nelle sue decisioni, dovrebbe poter stabilire quote di ingressi, fare un regolare censimento su chi ha i documenti e chi no, e rimpatriare chi non è in regola, senza che ogni volta saltino fuori terremoti. E tutto questo senza dover subire l'eterno ricatto dell'accusa di "razzismo", "antisemitismo" e "islamofobia", dei soliti kapò intellettuali (o pseudo- tali) che inevitabilmente si aggirano anche su questo interessante sito.
Ringrazio Anna e Piero per l'apprezzamento. Alla prima voglio dire che conosceva già il pezzo che ha testé copiaincollato.



Apocalypse Now
Saigon , luglio 30, 2008 10:51

Devo dire,da perfetto misogino quale sono,che Margherita
è una con le "bolas de toro".......complimenti...........



giulio
... , luglio 30, 2008 11:12

Cara Margherita

se ritieni di essere nel giusto perchè agitarsi tanto...o fare la vittima?

Ognuno raccoglie ciò che semina, se si semina zizzania si raccoglie...tempesta.

Comunque sia, io personalmente una donna prefersico immaginarla senza le 'bolas de toro'(come scritto da Apocalypse Now), perderebbe molto di...femminilità.

saluti




Anna
Velletri , luglio 30, 2008 12:05

@GIULIO che scrive: "Chi è che imprigiona uomini, donne, senza motivo e li sottopone a torture?

Ecc.. Ecc..

Risponditi onestamente a queste domande e capirai chi è che 'veramente' vuole sottomettere il mondo alla sua 'folle ' e 'cieca' prepotenza. "

RE: I SIRIANI, per esempio:

"Secondo le associazioni per i diritti umani e i familiari dei detenuti sono almeno 620 i libanesi che attualmente si trovano nelle carceri siriane, molti da oltre 10 anni. Anche l'Italia ha fatto la sua parte. Il 14 marzo 2007 l'Osservatorio Geopolitico Mediorientale di Roma aveva organizzato, assieme al dott. Ghazi Aad, libanese, attivista per i diritti umani e rappresentante di SOLIDE (Support of Lebanese in Detention and Exile), una conferenza su questo tema. Di seguito, nel corso della seduta pubblica del Senato della Repubblica, il 27 Marzo 2007, in merito al decreto-legge 31 gennaio 2007 recante proroga della partecipazione italiana a missioni umanitarie e internazionali, la questione fu posta all'ordine del giorno. l'Assemblea del Senato approvò l'emendamento all'ordine del giorno del decreto-legge 31 gennaio 2007 - n. 4 - Articolo 1 - G12 del Sen. Mantica, che impegna il Governo «a verificare la possibilità di affrontare nelle opportune sedi internazionali la questione dei cittadini libanesi eventualmente detenuti illegalmente nelle prigioni siriane (...)».
Aggiungo : Le impiccaggioni 'di gruppo' in Iran; le donne, vere o presunte 'peccatrici', immerse nella terra sino al collo e lapidate con pietre né troppo piccole, nè troppo grosse- ché le ucciderebbero troppo presto.
Ora per me, basta. Saluti, Anna



Margherita
... , luglio 30, 2008 13:50

Sa quanto me ne cale di quello che pensa sulle donne, il Signor Giulio che non trova nulla di meglio che attaccarsi alle palle del toro. Non mi agito né tanto meno ho bisogno di fare la vittima (una prerogativa che lascio volentieri a chi lo fa di mestiere da almeno duemila anni). Esprimo solo concetti e opinioni. Gradite o meno, sono le mie. E con questo, passo e chiudo.



Arcangelo
... , agosto 10, 2008 09:29




Se tutte le donne cristiane avessero mantenuto l'onore ed il
decoro che Gesù avrebbe voluto, certamente i musulmani non
sarebbero arrivati qui a ricordargli che cos'è la dignità.




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