Con grande sfoggio di sistemi
«non-convenzionali» la Russia si sta preparando alla prossima, forse imminente,
grave crisi interna americana. Una minore interdipendenza e allontanamento di
capitali plurinazionali come Evraz e Mechel, sono le mosse dei massimi
dirigenti russi, consapevoli che la politica economica interna conterà più che quella globale.
«Gli USA sono sull’orlo di una crisi di sopravvivenza, una crisi di massa»: così, secondo Interfax (1),
si sarebbe espressa una «fonte al ministero degli Esteri russo».
L’espressione, nella sua voluta vaghezza, indica probabilmente che la
frase è stata usata dallo stesso ministro, Sergey Lavrov, in una
conversazione informale con i giornalisti, che preferisce non vedersi
attribuire ufficialmente certe valutazioni.
Dunque Mosca si
aspetta una prossima, forse imminente, grave crisi interna americana.
«Gli Stati Uniti sono sulla china di cambiamenti drastici e dolorosi;
tanto per cominciare devono imparare a vivere all’altezza dei loro
mezzi», ha detto la «fonte», aggiungendo che sarebbe utile «una minor
interdipendenza» nelle relazioni fra USA e Russia.
Osservazione
ambigua. La fonte altissima si( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
La Russia per forza nella NATO Maurizio Blondet
Trasformare la NATO in una «organizzazione di sicurezza di tipo nuovo» con dentro la Russia. Una «ineluttabile» e «inevitabile» adesione di Mosca al progetto anglo-sassone. Gorbaciov la chiamò «casa comune europea», la nuova unione «dall’Atlantico agli Urali», preludio al «nuovo ordine mondiale».
Mosca: l’ultimo attentato eccellente Maurizio Blondet
Non sembra
proprio il momento giusto per ordinare un attentato di un servitore dello
Stato, che si occupava di materiali strategici. Si, perchè Boris Yevstratikov
non era a capo della Federal Reserve russa (che non esiste), come riporta Wall
Street Italia, ma era un ingegnere alla guida della RosReserve (materie prime).
Netanyahu ricatta Mosca (e Berlino, via «Al Qaeda») Maurizio Blondet
Una storia oscura - in relazione con la misteriosa vicenda della
nave «Arctic Sea» finlandese, che il Mossad teneva d’occhio per impedire al
mercantile di raggiungere l’Iran - nella quale
Israele ha tratto un enorme potere di ricatto sul Cremlino,
dove Netanyahu è andato a incassare. A Mosca, gruppi con strategie
contrastanti, tra Medvedev e Putin: Netanyahu cercava sponde per appoggiare le sue mire;
a quanto pare le ha trovate proprio nell'attuale leader russo.
E Pechino si compra la Moldavia Maurizio Blondet
Una mossa geniale, silenziosa
e improvvisa: Pechino ha risposto alla penetrazione americana nel centro-Asia,
a ridosso dei suoi confini, cercando di fare
della Moldavia il suo satellite economico, e la sua testa di ponte nel cortile
di casa europoide. Un cuneo strategico di fondamentale importanza, con il
consenso di Mosca.
Le manovre anti-russe di Obama Maurizio Blondet
Le manovre militari
NATO-georgiane fanno parte di un vasto piano, che è insieme anti-russo ed
anti-europeo. Vi si riconosce la mano di Brzezinski, ex docente di Obama alla
Columbia, e ora mente pensante del suo Consiglio di sicurezza. Trame per isolare la Russia, approfittando della sua crisi economica.
Registriamo la partecipazione «incomprensibile» anche dell'Italia che va in
guerra contro se stessa. Diversamente la lucidissima Ankrara prosegue sempre
più autonoma in senso neo-ottomano.
Verso la Russia, Turchia meglio che UE Maurizio Blondet
Un disegno politico
«neo-ottomano»: la parola-chiave tra Mosca ed Ankara è la cooperazione. Il
governo islamista-moderato di Gul si muove con spirito d’indipendenza e con una
libertà ignota a noi europei, cogliendo i frutti del suo atteggiamento durante la
guerricciola innescata dalla Georgia. Mentre la cosiddetta «Europa» vuole
aiutarla a prendersi la rivincita. Noi seguiamo servilmente la rotta di
collisione con Mosca voluta da Washington.
Osservatori UE: è l’Ucraina a bloccare il gas Maurizio Blondet
Gli ucraini si stanno tenendo
tutta la materia prima destinata ai mercati europei. Prima di andarsene Bush ha
messo a segno una ulteriore provocazione attraverso la partnership strategica
con l’Ucraina che debole, corrotta ed economicamente in rovina, si può
permettere ogni arroganza, in quanto ha accettato di diventare la pedina del
Grande Gioco. Le ricche royalties di transito da sfruttare parassitariamente
sono la sua mercede. Bruxelles ora ha visto: starà a guardare senza fare
niente?
La Russia di nuovo nei guai Maurizio Blondet
Se la nuova Russia rischia di
perdere il posto a cui ha diritto nel mondo la colpa è di un residuo di cui
deve liberarsi: il cancro comunista, di
cui è ancora vittima. «Se nella nazione si isteriliscono le forze spirituali,
nessun sistema statale e nessuno sviluppo industriale la salveranno dalla
morte». E se Solgenitsin citava il grande Stolypin, significa che tutto è
ancora congelato ad un secolo fa. Dovete ridiventare russi, senza confusione.
Ankara si avvicina a Mosca Maurizio Blondet
Piattaforma di sicurezza e stabilità
nel Caucaso: cosi' è stata battezzata la...
Ucraina: farsa sull’orlo dell’abisso Maurizio Blondet
Gli USA dispongono del
presidente Yushenko per trascinare la Russia in un conflitto fatale col...
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