Con grande sfoggio di sistemi
«non-convenzionali» la Russia si sta preparando alla prossima, forse imminente,
grave crisi interna americana. Una minore interdipendenza e allontanamento di
capitali plurinazionali come Evraz e Mechel, sono le mosse dei massimi
dirigenti russi, consapevoli che la politica economica interna conterà più che quella globale.
«Gli USA sono sull’orlo di una crisi di sopravvivenza, una crisi di massa»: così, secondo Interfax (1),
si sarebbe espressa una «fonte al ministero degli Esteri russo».
L’espressione, nella sua voluta vaghezza, indica probabilmente che la
frase è stata usata dallo stesso ministro, Sergey Lavrov, in una
conversazione informale con i giornalisti, che preferisce non vedersi
attribuire ufficialmente certe valutazioni.
Dunque Mosca si
aspetta una prossima, forse imminente, grave crisi interna americana.
«Gli Stati Uniti sono sulla china di cambiamenti drastici e dolorosi;
tanto per cominciare devono imparare a vivere all’altezza dei loro
mezzi», ha detto la «fonte», aggiungendo che sarebbe utile «una minor
interdipendenza» nelle relazioni fra USA e Russia.
Osservazione
ambigua. La fonte altissima si( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Le manovre anti-russe di Obama Maurizio Blondet
Le manovre militari
NATO-georgiane fanno parte di un vasto piano, che è insieme anti-russo ed
anti-europeo. Vi si riconosce la mano di Brzezinski, ex docente di Obama alla
Columbia, e ora mente pensante del suo Consiglio di sicurezza. Trame per isolare la Russia, approfittando della sua crisi economica.
Registriamo la partecipazione «incomprensibile» anche dell'Italia che va in
guerra contro se stessa. Diversamente la lucidissima Ankrara prosegue sempre
più autonoma in senso neo-ottomano.
Verso la Russia, Turchia meglio che UE Maurizio Blondet
Un disegno politico
«neo-ottomano»: la parola-chiave tra Mosca ed Ankara è la cooperazione. Il
governo islamista-moderato di Gul si muove con spirito d’indipendenza e con una
libertà ignota a noi europei, cogliendo i frutti del suo atteggiamento durante la
guerricciola innescata dalla Georgia. Mentre la cosiddetta «Europa» vuole
aiutarla a prendersi la rivincita. Noi seguiamo servilmente la rotta di
collisione con Mosca voluta da Washington.
Osservatori UE: è l’Ucraina a bloccare il gas Maurizio Blondet
Gli ucraini si stanno tenendo
tutta la materia prima destinata ai mercati europei. Prima di andarsene Bush ha
messo a segno una ulteriore provocazione attraverso la partnership strategica
con l’Ucraina che debole, corrotta ed economicamente in rovina, si può
permettere ogni arroganza, in quanto ha accettato di diventare la pedina del
Grande Gioco. Le ricche royalties di transito da sfruttare parassitariamente
sono la sua mercede. Bruxelles ora ha visto: starà a guardare senza fare
niente?
La Russia di nuovo nei guai Maurizio Blondet
Se la nuova Russia rischia di
perdere il posto a cui ha diritto nel mondo la colpa è di un residuo di cui
deve liberarsi: il cancro comunista, di
cui è ancora vittima. «Se nella nazione si isteriliscono le forze spirituali,
nessun sistema statale e nessuno sviluppo industriale la salveranno dalla
morte». E se Solgenitsin citava il grande Stolypin, significa che tutto è
ancora congelato ad un secolo fa. Dovete ridiventare russi, senza confusione.
Con Obama continua il Grande Gioco Maurizio Blondet
Con la nuova linea di
rifornimento sud-caucasica, in un colpo solo, Washington marginalizza la
Russia (e la avvicina all'Iran); stringe accordi di cooperazione militare con le
ex-repubbliche sovietiche e rafforza la posizione della «amica» Georgia. Un
sogno che si realizza. Il grande gioco fra l’Hindukush e il Pamir è in corso,
l’esito è incerto. La mossa americana al momento potrebbe essere vincente.
Fallirà la Russia? Maurizio Blondet
Il CDS russo è oggi più caro
di quello dell’Islanda prima del crack. Eppure, Russia, India e Corea insieme
hanno riserveper un trilione di dollari. Com’è possibile? Per la Russia,
c’entra ovviamente il fortissimo precipitare del petrolio, ma sopratutto e
silenziosamente la conversione degli oligarchi da rubli in dollari sui loro
depositi, che contribuisce al deprezzamento del rublo, e porta i dollari
all’estero. I membri del piccolo popolo, dopo essersi arricchiti a spese dei
russi, fanno le valige e mettono al sicuro i soldi. A Mosca non è permesso
salvare le proprie banche come è avvenuto, e inutilmente, negli Stati Uniti,
servi del katz. Anche l'eurozona è fortemente a rischio grazie alla libera
circolazione...
Guerra economica contro la Russia? Maurizio Blondet
«I leader dei mercati
finanziari stanno punendo l’economia della nazione russa», queste la parole
della Rice. La punizione pero' pare pilotata. Al Cremlino sono circolate voci
secondo le quali Washington aveva organizzato, tramite le sue banche d’affari,
una manovra di aggressione economica contro la Russia per vendicare la batosta
in Georgia. Perchè non c'è alcuna spiegazione razionale per quello che è
successo alla Borsa di Mosca ed è certo che «altri fattori sono stati all’opera»
per farla crollare.
Ucraina: farsa sull’orlo dell’abisso Maurizio Blondet
Gli USA dispongono del
presidente Yushenko per trascinare la Russia in un conflitto fatale col...
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