
E' morto il grande Aleksandr
Solgenitsin, l'uomo che ha riabilitato la Russia e il suo popolo, testimone
coraggioso in un periodo in cui tutti tacevano. Ogni generazione ha l’obbligo
di denunciare il suo mostro. In quel periodo invece l'Occidente taceva insieme
ad una intera generazione di giornalisti italiani. Un vuoto colmato da un uomo
innamorato della verità per cui ha combattuto tutta la vita;, fino all'ultimo.
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L’uomo che ha detto la verità |
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Benchè debba essere un giorno lieto quello in cui Aleksandr Solgenitsin è tornato a Dio, la sua morte mi lascia un vuoto personale nell’anima, come la morte di mio padre, o di mia madre. Per la nostra generazione, è l’uomo che ci ha insegnato a dire la verità. Una questione che divide gli uomini in due.
La verità che ci raccontò Solgenitsin era l’enorme mostro concentrazionario, inghiottitore di milioni di vittime, che ingrossava nella pancia del paradiso dei lavoratori sovietico. Una verità immane, spaventosa, che colava sangue e gridava vendetta, e che la mia generazione non vedeva. Faceva finta di non vedere. E non solo e tanto in Russia, dove il silenzio aveva una giustificazione nel terrore; era l’Occidente a tacere, era - per quanto mi riguarda - una intera generazione di giornalisti italiani, grandi firme comprese, grandi giornali compresi.
Così capii che anche i( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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