
«Non c’è sicurezza, non c’è
legge sulle navi, è il Far West in rotta». Sparizioni, violenze sessuali e
sfruttamento di personale: succede anche questo nelle città galleggianti tanto
famose per il panorama e il divertimento. Secondo i dati poi gli introiti
turistici delle città "assaltate" non giustificano questa industria
in sempre maggiore espansione. Nasce anche l'International Cruise Victims
intenta a denunciare questi sconosciuti abusi.
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L’oscuro business delle crociere |
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La cittadina di Zuihuatanejo, località di vacanza sulla costa pacifica del Messico, ha vinto: minacciate dalla rivolta popolare, le autorità hanno cancellato il progetto di costruire un molo capace di dare attracco a due navi da crociera in contemporanea. Sapete, quegli alberghi galleggianti dediti al divertimento organizzato, pieni di hall «di lusso», sale da ballo, saune e piscine, ristoranti e casinò, lunghi anche 500 metri, che torreggiano come grattacieli a ridosso delle vecchie città visitate, e che se ne vanno dopo due giorni lasciando alla località qualche tonnellata di spazzatura e, talora, avendo prosciugato l’acqua potabile della zona.
Il numero dei passeggeri che visitano le acque messicane su navi da crociera è passato da 3,2 a 6,4 milioni l’anno dal 2000 al 2007; 22 porti messicani consentono l’attracco a questi casinò galleggianti. Ma la popolazione è convinta che...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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