
Nella fase della depressione
in cui si trovano gli USA esistono investimenti ancora sicuri, che rendono bene
e costantemente, già pronti e ammortizzati da anni. SOno le cosidette
“partecipazioni pubblico-private” che si stanno gettando sui gioielli dei cittadini,
le infrastrutture pubbliche, sempre in deficit. L'ottimizzazione dei costi,
sotratta alla mano pubblica, subirà l'efficenza del capitalismo. Ecco il
peggiore dei saccheggi.
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USA: comincia il grande esproprio, fase 2 |
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La crisi dei sub-prime e la recessione in USA ha un effetto paradossale: gli speculatori finanziari che hanno provocato il collasso del sistema si buttano a comprare infrastrutture pubbliche. Aeroporti, autostrade, ponti e acquedotti dei governi locali, Stati e municipi, che sono disperatamente a corto di fondi e sono ben contenti di fare cassa (1).
Ma più contenti sono gli speculatori, attanagliati dalla crisi del credito, e che non vedono più i profitti favolosi di quando inondavano il mondo di prodotti derivati e di altre creazioni dell’ingegneria finanziaria. Prima si sono buttati sulle materie prime, lucrando sui rincari del petrolio e dei grani (da loro stessi provocati). Ora che anche le materie prime calano, dove investire per profitto?
«Quando non sei sicuro di alcun altro investimento, metti i soldi in una strada a pedaggio», dice John Schmidt, della Mayer Brown LLP di...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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