
In un mercato de-regolamentato
come quello londinese, gli affaristi russi sono diventati una potenza alla
Borsa di Londra e popolano la capitale britannica in 300 mila. Grazie a questi
gangster-magnati la Russia viene considerata «la sola fonte di vero denaro
fresco», proveniente dall'immenso saccheggio di massa dei beni dell’URSS,
attraverso l'acquisto di milioni di quote comuni a prezzo stracciato. Ora il
mercato inglese in grave crisi sta subendo il medesimo saccheggio a prezzi di
liquidazione, pezzo per pezzo.
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In queste settimane, personaggi russi di peso frequentano il lussuosissimo hotel Four Season di Limassol, Cipro, vistosamente accompagnati e pronti a spendere cifre favolose. Tra i più notati: Viktor Vekselberg, Mikhail Fridman, Leonid Blavatnik (1).
Chi sono costoro? Oligarchi «russi», valutati da Forbes con fortune di 40 miliardi di dollari, ma soprattuttto i padroni di un consorzio finanziario chiamato Alfa-Access Renova (AAR) che detiene il 50% di TNK-BP, il consorzio che doveva aiutare la British Petroleum a mettere le mani sui giacimenti russi più promettenti.
Nove anni di trattattive e manovre, con la consulenza di un gruppo britannico (United Financial Group), e il suo capo, Steven O’Sullivan, che ha passato quei nove anni a Mosca per oliare l’accordo, ma la TNK-BP alla fine è incorsa in misteriosi intoppi (problemi di visto per tecnici e dirigenti inglesi), e...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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