
Se i media occidentali,
anzichè piangere sulla “piccola fragile democrazia minacciata” ascoltassero
l’opposizione georgiana, vedrebbero che la soluzione è più
semplice di quanto sembra. C''è una potenziale convergenza fra la popolazione
georgiana e Mosca: Saakashvili se ne vada, nonostante la tanto orchestrate manifestazioni pro-Kartulo di questi giorni. Ma Usa ed Israele
continuano a rifornire di armi il Gran Kartulo. Dunque la “mediazione” europea non ha
possibilità.
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La stampa occidentale vive la disfatta georgiana come propria: oddio, quando si fermeranno i cingolati russi? Mosca vuole annettersi la Georgia? Torna l’impero sovietico? Dove vuole arrivare Putin? L’angoscia servile, a quanto pare, rende sordi. Cosa vuole Mosca, l’ha detto chiaro Sergei Lavrov a Condy Rice: «Saakasvili must go», se ne deve andare. Anche Kouchner se lo dev’essere sentito ripetere.
La mediazione francese, se non si limitasse a servire Usrael, potrebbe fare molto. Perchè ha sottomano l’uomo giusto, che vive a Parigi dove ha ottenuto l’asilo politico: Irakli Okruashvili.
E chi è?
Okruashvili è stato ministro della Difesa di Saakasvili. Fino al novembre scorso, quando un forte movimento d’opposizione è sceso in piazza a reclamare «Saakashvili must go», e il Gran Kartulo ha risposto imponendo a Tbilisi la legge marziale (tale è la( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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