
«The limits of power», titolo
di un saggio di analisi militare, è a tutti gli effetti la realtà tragica
in cui è sprofondata l'America. Un delirio di onnipotenza distruttrice e
pericoloso, fondato sull'esasperata credenza nella superiorità dei
«valori americani». Una mostruosa tecnologia militare la cui potenza detta
l'impiego, fallimentare quanto distruttiva. La «full spectrum dominance» è
dunque qualcosa di inquietante e mortifero per migliaia di americani e
pericoloso per tutti noi.
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La superpotenza non ha i mezzi |
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Era l’aprile 2003. Sei settimane dopo l’invasione dell’Iraq, George Bush mascherato da pilota da caccia annunciava all’America: «Mission accomplished». Baghdad era caduta. David Frum e Richard Perle, due famosi neocon e veri promotori della «guerra al terrorismo globale», sancirono che quella era «una vivida e indiscutibile dimostrazione della capacità americana di strappare una vittoria rapida e totale».
Il generale Tommy Franks, comandante dell’invasione, modestamente definì la propria strategia come «senza uguali per eccellenza negli annali bellici». Max Boot, un noto commentatore di cose militari, giunse a scrivere che le forze armate USA avevano superato la Wehrmacht. La rapida disfatta di Saddam rendeva «generali leggendari come Erwin Rommel e Heinz Guderian, al confronto, decisamente incompetenti».
Già nel 2002 del resto Boot( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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