
Non tutte le «nazioni»
meritano di farsi Stato, di avere la sovranità perchè trascinano ad un regresso
complessivo della civiltà. E' la caduta dello scopo, e delle grandi prospettive
che produce separatismi dove spesso si manifesta una radice meschinamente
egoista. Una prospettiva essenzialmente post-moderna dove perde ogni
significato il «fare qualcosa di grande insieme» e trionfa l'egoismo, dove ogni
individuo si vuole «Stato sovrano», vuole perseguire «i suoi diritti» che sono
per lo più piaceri privati.
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«Se 3,7 milioni di georgiani etnici hanno il diritto di staccarsi dai 142 milioni di persone della Federazione Russa, perchè non dovrebbero 100 mila osseti abitanti in Georgia staccarsi anch’essi, e formare il proprio Stato? La maggior parte di loro ha passaporto russo e non vuol avere a che fare coi georgiani. Gli osseti parlano da un millennio una variante del persiano, e hanno avuto un regno nel Medio Evo...».
Buona domanda del personaggio che si firma «Spengler» su Asia Times (1). Dove finisce la regressione verso i particolarismi etnici? Dove porre il limite? Quali secessionismi sono da incoraggiare e quali no?
Questo è uno dei problemi più insolubili del diritto internazionale, problema che l’Occidente ha risolto caso per caso in base al tornaconto, con infinita ipocrisia e gran consumo di politicamente corretto.
Certe volte - come nel( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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