
Come già avvenne per
l'Afghanistan nel 2001, con l'eliminazione del generale Massud, prosegue
l'agenda USA in Pakistan, simile a quella applicata in tutto il Medio Oriente.
Con la deposizione di Musharraf e i litigi interni, è prevedibile un un destino
‘jugoslavo’ per il Paese. E' la classica strategia delle tensione che consiste
nel fomentare divisioni sociali, etniche e settarie e la frammentazione
politica. Ma passa anche attraverso risanamento e privatizzazioni forzate
imposte dal FMI, sempre perfettamente sincronizzate con certe operazioni
"nascoste".
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Piano USA per smembrare il Pakistan |
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L’attuale impasse politica in Pakistan, fra partiti che litigano dopo la deposizione del generale Musharraf, è un atto «deliberato»: esso prelude a ad un progetto di smembramento del Paese, pianificato dagli Stati Uniti.
Già dal 2005 la CIA aveva previsto «un destino ‘jugoslavo’ per il Pakistan alla fine di un decennio di guerra civile, spargimenti di sangue e rivalità provinciali come quelle viste in Baluchistan».
Oggi, il piano è tornato di piena attualità. Per gli americani, «il dominio indiretto sul Paese per mezzo dei militari va sostituito da qualche forma di più diretta interferenza USA, che comprenderà una maggiore presenza militare dentro il Pakistan».
L’accusa è stata elevata davanti al senato pakistano dall’onorevole Nisar Memon, senatore della Lega Musulmana -Q (un piccolo partito centrista nonostante il( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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