Quando quello del maestro elementare non era un mestiere ma una missione socialmente onorata, non si sentiva il bisogno di intensivi corsi di educazione civica. Se da un lato dunque le reintroduzione della figura del maestro unico ha del positivo, il richiamo al senso civico, imbevuto di vecchie idee giacobine e di rigurgiti oscurantisti di illuminismo dépassé ha del patetico. Certamente utopico
pretendere corsi che insegnino la bellezza dei valori antichi, l'esempio di miti e di eroi leali e fedeli. Forse basterebbe una semplice educazione basata sulla vergogna sociale per questi conformisti della bassezza. Se l'esempio di civismo è d'Alema difatti, sappiamo già che queste lezioni non serviranno.
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Idea per la Gelmini: corsi di vergogna |
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Gli insegnanti sono in subbuglio. Su tutte le radio li sento difendere, a centinaia, la «conquista pedagogica» degli insegnanti plurimi contro il maestro unico alle elementari voluto dalla Gelmini.
La faccenda ha più di un lato patetico. E’ troppo evidente che i maestri in protesta difendono soprattutto i loro posti di lavoro, ridondanti e superflui (dato il calo demografico, la tendenza auspicata sarebbe: un insegnante per ogni alunno).
La Gelmini «ha tagliato con disinvoltura 25 mila posti di lavoro», protesta una insegnante «precaria dal ‘96» su La Stampa: «E’ così che il governo intende stare accanto alle famiglie?».
L’idea sottesa è che la scuola deve servire ai dipendenti e ai loro cari, non agli scolari. Come tutto il servizio pubblico, che serve prima di tutto i pubblici dipendenti e poi, se resta qualcosa, di malavoglia, il( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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