
«L’OCSE boccia la scuola
italiana»: un altra volta. Un dato interessante mostra
come le maestre italiote insegnino «meno», ma i bambini italioti restano in
classe «di più». E' la furbizia acerba dell'italiano in fasce: 200 ore di più,
per «occupare» le insegnanti. Difatti è straordinario che il 37% degli scolari
riesca a passare indenne, ossia a mantenersi perfettamente analfabeta, durante
questo bombardamento pedagogico. All'università poi si conculde
degnamente il ciclo di analfabestismo che ci criconda, ma con una laurea in
tasca. Specializzazione: telefonia cellurare, in cui i docenti italiani sono
luminari.
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La scuola dei cretini. Che si credono furbi |
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Su 100 studenti italiani quindicenni, 37 risultano analfabeti. Non si può parlare nemmeno di «analfabeti di ritorno»: non sono manco partiti, sono ancora a scuola. E’ una bella conferma dei successi della nuova pedagogia degli insegnanti plurimi, o no?
Giorni fa, in 40 scuole romane, gli insegnanti si sono presentati con un nastro nero a lutto per «la fine del nostro sistema scolastico», ucciso dalla cattivissima Gelmini. Ma Attilio Oliva, vicepresidente della Luiss e già responsabile Confindustria per la formazione continua, dice al Corriere: «Si sono inventati una pedagogia unica in Europa per giustificare la pratica assistenzialistica delle assunzioni a getto continuo».
Non avesse altri meriti, alla Gelmini va riconosciuto già questo: aver dato il coraggio a qualcuno (che non ne aveva) di esprimere queste verità, e sul Corriere. Per uno-due giorni, s’è parlato del nostro( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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