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Il fatidico bosone di Higss è emerso di continuo in questi giorni, più che dall’acceleratore di Ginevra, dalle cronache quotidiane dei giornali di destra e di sinistra, nella sintesi suprema garantita dalla scienza.
Ma, grazie a Dio, già se ne parla meno.
Le sue gloriose tracce svolazzano nel vento, come in una commedia americana, su fogli ormai illeggibili, dopo aver avvolto frutta e ortaggi.
Per trovare i resoconti di questo esperimento tanto declamato, bisogna andare a cercare qualche trafiletto, tra le cronache interne.
Tra poco, scompariranno anche questi.
Fin che all’improvviso, prima o poi, altri titoli altisonanti risuoneranno per noi.
Ecco la sua strabiliante fotografia (una specie di cacchio bidimensionale, arrotolato in vortice), prova provata della sua identità, davanti agli occhi di tutti.
Allora, guai a chi non ci crederà.
La macchia beffarda sarà( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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