Il primo ministro cinese si è
fatto intervistare dalla CNN per la prima volta in cinque anni per chidere
colloqui pacifici con l’Iran anzichè intimidazione. E’ il primo segnale di come
l’implosione finanziaria dell’ex superpotenza
stia cambiando il mondo. Le pressioni USA sul Consiglio di Sicurezza per
indurire le sanzioni come punizione contro l’arricchimento dell’uranio in Iran,
perdono ogni giorno efficacia, come denota la sconfitta storica dell'AIPAC che
si vede negato da deputati e senatori il progetto HJ Res 362 per l'embargo aereonavale
contro l'Iran. E quando Pechino ha qualcosa da dire, è bene che il più grande
debitore mondiale ne tenga conto. L'influenza della lobby non arriva fino a Pechino.
|
|
Pechino: basta minacce all’Iran |
|
|
|
E alla fine, la Cina ha perso la pazienza. Il primo ministro Wen Jiabao si è fatto intervistare dalla CNN per la prima volta in cinque anni, per dire: «Le grandi potenze devono perseguire colloqui pacifici con l’Iran anzichè ricorrere ostinatamente alla forza o all’intimidazione di usare la forza» (1).
E’ chiaro il messaggio a Israele e alle sue continue minacce di annichilire l’Iran a suon di bombe. Ancor più è chiaro il messaggio a Washington: Pechino è il maggior creditore degli Stati Uniti, l’America dipende dalla buona volontà cinese di continuare a comprare i suoi Buoni del Tesoro; dunque il mondo unipolare è finito. E quando Pechino ha qualcosa da dire, è bene che il più grande debitore mondiale ne tenga conto.
E’ il primo segnale di come l’implosione finanziaria dell’ex superpotenza( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|