
In un epoca in cui la Chiesa
clericale vittoriosamente strappò all’Impero l’aura sacrale, relegando il
potere temporale nell’assoluto aldiquà, i Templari erano l’incarnazione stessa
dell’unità fra la spada e la croce, la cavalleria e l’ascesi. La rottura dell’unità
fra Cesare e Pietro fu uno sconvolgimento al di là di ogni immaginazione per
anime cristiane spiritualmente appassionate, profondamente credenti. Figure
come Dante, Cavalcanti, lo stesso Boccaccio, attraverso una fitta rete di
messaggi in codici amorosi, ci fanno intuire come nel cattolicesimo medievale si
coltivasse una via non passiva, non-devozionale, ma di ascesa attiva, mirante
all’Unione mistica, sulla scorta di San Paolo; opposta e contraria alla Chiesa
clericale, d’ostacolo alla salvazione dei fedeli. Ora il potere temporale,
desacralizzato, si è ribellato e come una belva divora
gli uomini. Dal mare tempestuoso sale la bestia.
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Come si legge(va) la Bibbia da cristiani |
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Nella Vita Nuova, dopo aver notificato in breve la morte della sua amata Beatrice, Dante si scusa di questa brevità con una frase stranissima: «Non è convenevole a me trattare di ciò», scrive, perchè dovrei «essere laudatore di me medesimo, la qual cosa è disdicevole a chi lo fae».
In che senso? Se Beatrice era una donna vera, la moglie di un tal Folco Portinari defunta giovanissima, la sua scomparsa è un fatto di cui Dante potrebbe vantarsi? La frase rimane senza senso.
Ma si chiarisce se si segue la lettura del Valli (1): quello dei Fedeli d’Amore era un gruppo iniziatico, che riteneva di essere in possesso di un metodo ascetico per giungere alla visione diretta e soprarazionale del divino in questa vita, una specie di «satori» zen; gli adepti comunicavano tra loro con un linguaggio in codice, perchè la loro speciale via( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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