
«Si agisce meglio in via
preventiva che in stato d’emergenza»: questa frase potrebbe essere il possibile
prossimo scenario a cui andremo incontro, tutti. La cessazione dei pagamenti da
parte del governo americano è inevitabile, la situazione incontrollabile sembra
non poter dare altre alternative, da qui a poco. Il potere americano ha
interesse ad anticipare i suoi creditori: l’ultima «guerra preventiva» USA può
essere appunto la dichiarazione d’insolvenza per combattere il «terrore
finanziario». Forse è proprio questa la crisi e la prova di cui parlano oramai
apertamente, con cui verrà forgiato il prossimo presidente?
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USA: bancarotta nell’estate 2009 |
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Secondo il sito francese Europe 2020, avverrà entro l’estate 2009: approfittando di «un week-end prolungato o di una chiusura amministrativa di banche e Borse sul territorio americano per più giorni», sarà «instaurato un New-Dollar», e i creditori degli Stati Uniti scopriranno «che i loro Buoni del Tesoro US e i Dollari US non valgono più che il 10%» (1).
La cessazione dei pagamenti da parte del governo americano è inevitabile, secondo il suddetto gruppo «di anticipazione politica», che ha spesso indovinato le previsioni.
Sì, il dollaro ha visto un rialzo negli ultimi giorni; ma questa, dice Europe 2020, è conseguenza diretta e provvisoria del crollo delle Borse mondiali, e delle valute dei Paesi emergenti. In realtà, la crisi dell’Islanda offre una visione in provetta del destino( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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