
L’inchinarsi all’arrogante
opposizione giudaica ha una spiegazione documentabile e chiarissima: la
beatificazione di Pio XII significha la sconfessione implicita della
generazione di padri «conciliari» e di tutto il concilio, a cui Ratzinger
partecipò con entusiasmo e ingenuità. Fu il concilio del B’nai B’rith, dellamassoneria, del Cardinal Bea e di Jules Isaac; un concilio fatto di « occhiate,
ammicchi, segni d’intesa» che indicavano una congiura dei «progressisti» in
corso, contro una chiesa regale e autoritaria. Fu il concilio di due Papi
rinnegati dalla Chiesa precedente di San Pio X e Pio XII, allontanati
dall'insegnamento e tenuti sotto controllo per le loro idee moderniste e
sovversive. La beatificazione di Pio XII rappresenterebbe una conferma implicita
di tutto questo.
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I veri avversari di Pio XII |
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Riceviamo questa lettera:
Oltre alla presa di posizione pubblica di Benedetto XVI in favore di Papa Pacelli, ha destato scalpore l’ipotesi che il pontefice non vada in visita in Israele a causa della didascalia contenuta al memoriale della Shoah di Gersualemme, lo Yad Vashem, nella quale si leggono parole fortemente critiche verso Pio XII e il suo comportamento durante la guerra e le persecuzioni naziste. La Santa Sede, attraverso il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha cercato di spegnere le polemiche specificando che Benedetto XVI ha deciso di approfondire ulteriormente l’analisi su Pio XII - rimandando quindi la beatificazione - e osservando che la didascalia allo Yad Vashem, pur assolutamente non condivisa dalla Santa Sede, non poteva considerarsi un ostacolo al viaggio del Papa. Insomma, mi pare ci siano i principi e la diplomazia. Forse sulla seconda lei non sarà d’accordissimo, però c’è( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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