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Un tema centrale della cultura esoterica è quello relativo alla cosiddetta sapientia veteres, sapienza perduta, alla quale le cerchie iniziatiche cercano di riannodarsi in tutti i modi, anche per giustificare la validità della propria esistenza e degli insegnamenti trasmessi.
Scrive in proposito Hutin che ogni gruppo esoterico cerca con determinazione: «di provare la propria favolosa antichità grazie all’idea di una successione regolare e ininterrotta di adepti, che formano una sorta di ‘catena’» (1).
La tendenza a ricercare nella sapientia veteres la giusta chiave di lettura per comprendere la realtà, spesso precede la procedura induttiva delineata dai rigidi protocolli della scienza moderna.
Molti dei suoi padri fondatori infatti hanno tratto ispirazione per le loro teorie scientifiche, prima ancora che nelle tanto declamate metodologie sperimentali,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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