In periodi come questo, è
importante fare un esercizio di riflessione del tutto inaudito sulla economia,
sul «mercato» e sui suoi «valori», quando il creditore solvibile di ultima
istanza, lo Stato, che dovrebbe tutelare i nostri interessi, anche primari, si
è fatto trascinare nella crisi globale. Ciò che ha valore oggi, se l’ipotesi di
una grande crisi si realizzasse, lo perderebbe totalmente; e acquisterebbero
valore cose che diamo per scontate, e che non siamo disposti a pagare troppo.
Senza più moneta, si formerebbe un «mercato» elementare e fortemente reale. Una
guida dunque, su quello che conviene, non si sa mai, tenersi a portata di mano,
con qualche accorgimento.
Gli americani già se lo domandano. In USA, è sempre esistita una corrente «survivalist», di gente che accatasta viveri d’emergenza, armi e oggetti da campo in vista di un’autosufficienza forzata in caso di catastrofe. Questa corrente ha preso ora nuova vita.
Apocalittico, un sito survivalista (The Power Hour) fornisce l’elenco dei «100 generi che saranno i primi a sparire»: tipicamente americano, mette al primo posto «generatori autonomi», al terzo «wc portatili», al settimo «armi, munizioni, coltelli, bastoni», al 29mo «assorbenti femminili»; e solo al 93mo posto «sigarette» - il che me lo rende, personalmente, non del tutto credibile.
Alcuni dei consigli però suonano molto sensati: «legna da ardere» (quarta nella lista), con l’avvertenza che la legna ci mette da 6 a 12 mesi per asciugare in modo da poter essere( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Cominciano le rivolte. Come prepararsi. Maurizio Blondet
Movimentazione di massa in Islanda e Svizzera, aumento di tensioni a sfondo razziale negli
USA, fallimento di migliaia di piccole aziende in Cina. Puo' essere il
preludio di un futuro cambiamento nelle nostre vite inserite in un
contesto sociale. Ci sono delle cose da evitare per finire nel baratro e l'augurio di una vita nuova
ispirata a sacche di cultura ancora intatte.
Thyssen: l’assassino è l’ASL. Cioè la Casta Maurizio Blondet
Negli ultimi tre anni, il
93,8% dei dipendenti di Regioni e autonomie ha ricevuto la promozione. In
tutto, 483.652 promossi e con l’aumento in busta-paga. Da altre parti invece
hanno creduto bastasse imparare bene un mestiere per vivere decentemente. Altre parti dove a
volte si muore. E i veri colpevoli, oltre al posto sicuro, hanno anche
l'immunità.
Come sopravvivere alla crisi? Maurizio Blondet
In periodi come questo, è
importante fare un esercizio di riflessione del tutto inaudito sulla economia,
sul «mercato» e sui suoi «valori», quando il creditore solvibile di ultima
istanza, lo Stato, che dovrebbe tutelare i nostri interessi, anche primari, si
è fatto trascinare nella crisi globale. Ciò che ha valore oggi, se l’ipotesi di
una grande crisi si realizzasse, lo perderebbe totalmente; e acquisterebbero
valore cose che diamo per scontate, e che non siamo disposti a pagare troppo.
Senza più moneta, si formerebbe un...
Il silenzio di Sparta Maurizio Blondet
In un senso profondo,
extra-politico, Socrate e Platone erano filo-spartani. Traevano le loro parole
da quel silenzio che custodiva Sparta: lungi dall’essere una caserma, la città
senza mura era un ordine sacro e militare i cui individui si mantenevano
«originali», in un senso ascetico, primordiale, dove la cultura è anteriore
alla dialettica. Un silenzio enigmatico e forte, consapevole che la verità che
non può essere detta va difesa con la forza contro il caos che vuol
cancellarla.
Napoli produce Maurizio Blondet
C'è chi non si contenta di non
far nulla di utile ma vuole anche ostacolare e devastare le opere di chi fa.
Ecco l’importante contributo di Napoli al turismo, unica industria nazionale da
cui potremmo sperare un aumento dei fatturati. Nella usurpazione selvaggia del treno Napoli-Roma c'e' tutta
paura di una constatazione agghiacciante. Quella consapevolezza che siamo
rimasti in pochissimi a sforzarci di essere migliori, mentre dilaga una
mala-educazione ad estusiasmo maggioritario, dove ci si sente in diritto di
poter fare tutto fino all'incoscienza. E’ il rifiuto...
Etnicismi e imperi Maurizio Blondet
Non tutte le «nazioni»
meritano di farsi Stato, di avere la sovranità perchè trascinano ad un regresso
complessivo della civiltà. E' la caduta dello scopo, e delle grandi prospettive
che produce separatismi dove spesso si manifesta una radice meschinamente
egoista. Una prospettiva essenzialmente post-moderna dove perde ogni
significato il «fare qualcosa di grande insieme» e trionfa l'egoismo, dove ogni
individuo si vuole «Stato sovrano», vuole perseguire «i suoi diritti» che sono
per lo più piaceri...
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