
Cieca, come il caso di cui è
fatto il costrutto, mancanza di rigore logico, pressapochismo, infatuata incomprensione: è questa la prima somma che
si puo' tirare dopo aver ascoltato i pareri, e disinteressati, di fior di
scienziati. A certe conclusioni, o ci si arriva, arrendendosi, o il risultato a
cui si approda è un castello di menzogne, sempre più difficile da tenere in
piedi, nel tentativo imbarazzante e disperarato di portare avanti asserzioni
non controllate e non confermate. Su questo si basa l'evoluzionismo. La Chiesa
si apre, forse per l'ultima volta, anche a questa ulteriore istanza che
disperatamente cerca di allontanare il Creatore dalle nostre vite.
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Vaticano: la lobby evoluzionista ha vinto |
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«Critica scientifica dell’evoluzione» (A Scientific Critique of Evolution) è il titolo della conferenza tenutasi il 3 novembre alla Sapienza, nell’antifteatro di patologia dell’Umberto I. Negli stessi giorni in cui in Vaticano, Pontificia Accademia delle Scienze, si è tenuto un convegno perfettamente contrario (e a porte chiuse): con la partecipazione di soli scienziati darwinisti, Stephen Hawking, Christian de Duve, Yves Coppens e Luigi Cavalli-Sforza, tra altri, e il cui senso sta nelle parole pronunciate o fatte pronunciare al Papa nel saluto ai congressisti-porta-chiusa: «Creazione ed evoluzione sono compatibili» (1).
«Abbiamo chiesto di partecipare anche noi, ma siamo stati lasciati fuori», sospira il professor Guy Berthault, massimo studioso della formazione di sedimenti geologici. «Eppure ho conosciuto il cardinal Ratzinger, ed era interessato alle( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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