
Il rischio è che questa
inflazione monetaria scatenata finirà per rendere il dollaro privo di valore, e
l’America forse non avrà altra strada che emettere un nuovo dollaro. La memoria
corre subito a quelle immagini impressionanti di marchi bruciati nelle stufe e
i tassi d’interesse bancari che salirono al 900% in 10 mesi. Da agosto, di colpo,
le riserve internazionali hanno smesso di crescere. Il neo-presidente Obama
farà come il Giappone, stimolo fiscale e tassi a zero e invece di prendere atto
della realtà la Federal Reserve e Tesoro «la combatteranno gradino per
gradino», perchè nessuno sa cosa è meglio fare ma neanche l'esempio giapponese
degli anni '80 potrebbe funzionare. Ora tutte le speranze sono in Obama:
l’entusiasmo della disperazione.
|
|
|
|
Prima le buone notizie: presto potrete permettervi la sospirata casetta a Londra. Là, i prezzi delle case calano al ritmo di 4 mila sterline al mese (circa 6 mila euro). L’abitazione media, che nell’agosto 2007 valeva 201 mila sterline, oggi ne vale 168 mila, 33 mila in meno. E il ribasso si accelera (1).
Seconda buona notizia (diciamo così): finalmente il capo dei ministri delle Finanze dell’eurozona, il lussemburghese Jean-Claude Junker, ha ammesso: L’Europa «si è pesantemente sbagliata» credendosi immune dalla crisi finanziaria nata in USA nell’estate 2007.
E’ bello che gli eurocrati abbiano cominciato a capire, con un solo anno e mezzo di ritardo. Sono 800 miliardi di dollari gli attivi «tossici» suscettibili di trascinare nel gorgo le banche europee (le nostre banche sane), secondo quanto ha confidato a Sarko il premier( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
|