Richard Haass: «ci saranno
colpi di Stato, genocidio, terrorismo». Kevin Rudd: «avverrà qualcosa che
offuscherà la tragedia delle Twin Towers». Alan West: «si sta progettando un
altro grosso complotto. Preceduti come sappiamo dalle
profezie del vice-presidente Biden e di Powell. Sono sette
almeno le personalità ben informate,
che prevedono un’apocalisse agli esordi della presidenza Obama.
Questa volta il profeta è Richard Haass, presidente del Council on Foreign Relations (lo storico think-tank dei Rockefeller) nonchè membro influente del Bilderberg: «Anche se i leader esteri non metteranno alla prova Obama», ha detto l’importante insider, secondo il Seattle Time, «di una cosa sono sicuro, gli eventi lo metteranno alla prova... ci saranno colpi di Stato... ci sarà genocidio… ci sarà terrorismo».
Il Seattle Times non precisa dove e come Haass avrebbe profetizzato queste sciagure (1). Aggiunge però il contesto in cui il presidente del CFR avrebbe detto queste frasi. Parlava delle numerose sfide che attendono il nuovo presidente (Iran, Russia, i talebani in ripresa, la Corea del Nord il cui dittatore può scomparire, l’Iraq non stabilizzato...) e della situazione militare USA.
Ciò che rende unica la situazione,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Il Pentagono ha pronto il golpe Maurizio Blondet
Un vuoto, una sorpresa, «una
violenza dislocazione strategica interna» che può essere provocata da «un
collasso economico» o dalla «perdita dell’ordine politico o legale».
Letteralmente è «l’incognita nota», il «known unknown», di cui si riempì la
bocca Rumsfeld; giorno dopo giorno, uno scenario invece sempre più chiaro. C'è
chi sa come sfruttare gli incubi della società USA, e le sue fragilità
inconfessate. E' imminente la «prossima sfida».
Dedicato a chi non crede ai complotti Maurizio Blondet
Chi esclude di principio che
la democrazia americana possa fare «certe cose», 11 settembre da ultimo e
svariati attentati false flag negli ultimi 120 anni, sarà incuriosito nel
leggere come fu insabbiato l'omicidio del generale Patton, intenzionato a proseguire
la guerra contro i russi e dalla lettura veloce di alcuni passi
dell'FM 3-05.130, un manuale operativo USA sulla guerra
«Unconventional».
La prima guerra persa per sciopero Maurizio Blondet
La Revolution in Military
Affairs continua a dare i suoi frutti, marci in tutti i sensi: dogana di
Torkham, che intromette nel passo Khyber, sul confine afghano, dove un cartello
avverte che l'esercito declina ogni responsabilità per chi vi si avventura senza
scorta. Ora anche i driver pakistani, vitali per la linea di rifornimento USA
NATO, si rifiutano di varcare il confine, dato l'alto rischio. Imperialismo alla Halliburton.
«Ed ora, il Governo mondiale» Maurizio Blondet
«Il motivo della crisi
finanziaria internazionale è che abbiamo mercati finanziari globali, e manchiamo
di un corpo giuridico globale». Basta questa frase per spiegare tutto. C'è
qualcuno che vede nella devastante crisi finanziaria una opportunità storica. Ecco
dunque il vecchio progetto delle oligarchie transnazionali che torna, dietro
Obama, dettandogli l’agenda. I media deputati ad informarci sono già arruolati
da sessant'anni.
A Kabul, USA contro NATO Maurizio Blondet
La «stoffa» di Obama e la
«linea» che non potrà fare a meno di seguire. La prima un'incognita, la seconda
una certezza. Il Pentagono e il complesso militare-industriale non saranno
docili agli ordini del neo-presidente. Obama si troverà il bubbone purulento,
di tipo vietnamita, e dovrà adeguarsi. La linea è già stata preparata.
L’agente del 9/11 di nuovo operativo Maurizio Blondet
L'11 settembre servì
ottimamente anche a sottrarre Israele da una posizione insostenibile. Ora
alcuni accadimenti di questi giorni, riconducibili forse alle profezie di Biden
e Powell, farebbero ipotizzare uno scenario inquietante. Mentre Israele vigila
e massacra Gaza, esercitazioni e vecchie conoscenze animano lo scenario
americano.
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