Barack Obama ha dichiarato di non essere contrario alla guerra ma soltanto alle guerre stupide. Ci si potrebbe ragionevolmente domandare: l’attuale guerra in Afghanistan è o no una guerra stupida?
Durante la campagna elettorale il presidente eletto ha dichiarato che quella era “la guerra giusta” (e non quella in Iraq), e che avrebbe anche sostenuto eventuali incursioni illegali in Pakistan per catturare Osama Bin Laden, emulando quel disprezzo delle leggi internazionali che, quando esibito dall’amministrazione Bush, ha guadagnato agli Stati Uniti tanta ammirazione.
A che serve questa guerra? Per catturare Bin Laden ed i suoi complici. Il governo americano ritiene che lui ed il suo quartier generale si trovino in Pakistan, e presumibilmente ha informazioni di intelligence a sostegno di tale conclusione, sebbene molti mesi di attacchi aerei e di operazioni delle forze speciali nelle lande montagnose al confine fra Pakistan ed Afghanistan non abbiano conseguito alcun successo.
Quale livello di attendibilità hanno i governanti americani che si trovi ancora lì, nonostante tutti gli sforzi (inutili) per trovarlo? Se è ancora nella regione tribale del Pakistan, e concesso che sia una persona intelligente, perché dovrebbe ancora essere lì ad aspettare di essere bombardato o catturato? Durante la guerra del Vietnam, secondo l’ampia storia di quella guerra scritta da Stanley Karnow, i comandi americani insistevano sull’esistenza di un importante quartier generale comunista, “l’Ufficio Centrale del Vietnam del Sud” – COSVN – nella cosiddetta “regione dell’amo” in Cambogia.
E quella fu una delle ragioni per cui Nixon e Kissinger decisero di invadere la Cambogia. L’operazione combinata di sud vietnamiti ed americani fu in parte motivata con l’obiettivo di trovare e distruggere questo quartier generale. Quando lo trovarono, sempre secondo Karnow, invece di essere “la copia in miniatura del Pentagono immaginata dai portavoce ufficiali americani”, le truppe americane trovarono un insieme di baracche vuote i cui occupanti erano fuggiti settimane prima.
Che motivo c’è di ritenere che Bin Laden sia meno prudente dei Vietcong? Considerando sei anni di avvertimenti di Washington che ritiene si trovi nei territori tribali pakistani, e che sta cercando di trovarlo laggiù, non sarebbe ragionevole pensare che si sia organizzato diversamente? E’ forse impossibile che lui ed il suo quartier generale se ne siano andati da un pezzo nel momento in cui gli americani, ed i loro riluttanti alleati, l’esercito e la polizia di frontiera pakistani, alla fine ci arriveranno? Seppure ci riusciranno.
Ci viene incessantemente ricordato che questo è il mondo della comunicazione istantanea. Bin Laden ed il suo gruppo, per quanto possiamo saperne, potrebbero già da tempo essersi insediati in un confortevole resort da qualche parte negli Emirati del Golfo, o sulle colline sudamericane, o nei Mari del Sud. Forse si sono accorciati le barbe, sono andati da sarti alla moda, e adesso vivono in comodi appartamenti a Parigi o a Londra, incontrandosi in ristoranti, e comunicando con i loro collaboratori per mezzo di e-mails spediti tramite una rete di Internet Cafè sempre diversa. Oppure usano il normale ufficio postale. I loro agenti possono anche diffondere voci spietate in Pakistan a proposito di villaggi dove potrebbe trovarsi, programmate per scatenare incursioni americane che uccidano il maggior numero di civili.
Il secondo obiettivo della guerra americana e della NATO è quello di impedire che i talebani riconquistino l’Afghanistan, il paese che hanno governato dal 1994 fino al 2001, quando gli USA organizzarono forze regionali anti talebani per riconquistare il paese, col sostegno dei B52 USA. Questo con lo scopo di punire i talebani per aver dato ospitalità a Bin Laden prima del 2001, in virtù del comune programma religioso fondamentalista. Comunque i talebani stessi a quel tempo erano interessati soltanto all’Afghanistan e non avevano attività all’estero di tipo terroristico o altro.
I talebani attuali vogliono soltanto riprendersi quello che considerano il proprio paese, dato che il loro gruppo tribale ed etnico è non soltanto il più grande in Afghanistan ma anche nell’intera regione, con un totale stimato di 40 milioni di persone.
Molti in Pakistan, inclusi molti esponenti del servizio di intelligence militare, concordano, e così la guerra americana e della NATO contro i talebani si sta lentamente, ed alcuni temono anche inesorabilmente, fondendo con una lotta interna al Pakistan fra gli integralisti islamici ed il nuovo governo pakistano, che viene identificato con i sempre più odiati americani che continuano a bombardare villaggi all’interno del paese.
Gli USA ed i loro alleati della NATO sono impegnati in una guerra contro un gruppo di fanatici religiosi che è sostenuto da molti membri dei 40 milioni di etnia Pathan; lo sforzo USA-NATO sostiene il governo debole e, per consenso generale, corrotto, sponsorizzato dagli USA, a Kabul.
Inoltre, sempre secondo il consenso generale, stanno perdendo la guerra, una prospettiva che non subirà cambiamenti anche con le due brigate USA che verranno inviate laggiù a rinforzare le truppe.
Washington ha sinora resistito a tutte le iniziative, apparentemente di entrambi le parti in guerra, volte a trovare dei compromessi ed un accordo.
Lo scopo di Washington nell’attaccare quella che, storicamente, è la regione più duramente impenetrabile dell’Asia è di mettere le mani su un uomo che potrebbe non essere lì, e se pure fosse indubbiamente lì, potrebbe sempre andarsene prima dell’arrivo delle truppe americane, se pure arrivassero.
Non vi sembra una guerra stupida? E’ una delle due guerre stupide di George W. Bush. Obama potrebbe, per ipotesi, annunciare che Washington sosterrà una conclusione dei combattimenti, quale che sia, sulla quale i contendenti possano trovarsi d’accordo, e che ha un piano segreto per farla finita con Osama Bin Laden, a tempo debito ed a modo suo, senza più combattere guerre crudeli ed inutili in piccoli paesi.
William Pfaff
Fonte > Truthdig.com | 13/11/2008
Traduzione di Arrigo de Angeli per Effedieffe.com
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