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Martini, Milingo e San Benedetto |
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Le cronache dei giorni passati hanno giustamente messo alla ribalta un nuovo «colpo» del cardinal Martini.
Francamente il nuovo libro («Conversazioni notturne a Gerusalemme, testo a quattro mani, con Sporschill Georg») del celebre gesuita non dovrebbe sorprendere più di tanto.
Sono anni ormai che l’alto prelato scrive indisturbato cose che forse farebbe meglio a tacere, perché svelano il tormento di un’anima dilaniata, convinta di un credo certamente differente da quello della porpora che indossa.
Parla infatti di un Dio «al di là» del Dio cattolico, adducendo quale rischio della fede, la ristrettezza della mente del cattolico (anche semplice praticante) che «si illuda» (nel pensiero del cardinale) di comprendere qualcosa del Mistero dell’Altissimo, seguendo il perenne Magistero della Chiesa.
Il cardinal Martini presume di poter ritenere non soltanto necessario,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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