
Se la nuova Russia rischia di
perdere il posto a cui ha diritto nel mondo la colpa è di un residuo di cui
deve liberarsi: il cancro comunista, di
cui è ancora vittima. «Se nella nazione si isteriliscono le forze spirituali,
nessun sistema statale e nessuno sviluppo industriale la salveranno dalla
morte». E se Solgenitsin citava il grande Stolypin, significa che tutto è
ancora congelato ad un secolo fa. Dovete ridiventare russi, senza confusione.
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La Russia di nuovo nei guai |
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«Tortuoso sarà il nostro sviluppo» Solgenitsin, 1990
Nella crisi mondiale, la Russia è entrata in ottima forma: bilancio statale in attivo, attiva la bilancia commerciale dal 2000, riserve valutarie al terzo posto nel mondo per entità, crescita del 6-7% annuo. Sei mesi dopo, fuga di capitali, il rublo in caduta, corsa dei cittadini a ritirare i depositi bancari, disoccupazione in crescita, proteste di piazza, emorragia delle riserve valutarie.
Ovviamente, il grosso colpo è stato il crollo del petrolio da 147 a 40 dollari il barile in sei mesi. Uno «shock esterno» che riduce l’export del paese del 40%, facendo mancare un introito di 200 miliardi di dollari. Tuttavia, se lo shock esterno ha avuto effetti così gravi, è anche perchè il 67% dei guadagni dell’export della Russia è dovuto a petrolio, gas e metalli; materie prime minerarie, come l’Arabia( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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