
Migliaia di pensionati
subiscono in questi giorni la doppia ferita della speranza tradita e
dell’umiliazione alla cassa. E’ un altro trucco dell’allegro venditore di
sogni; la social card è falsa come le sue tv, i suoi concorsi a premio e i suoi
tg. Il cittadino paga, ed è abbandonato a se stesso, le Caste imperversano e la
situazione interna peggiora di ora in ora. Il contratto è spezzato ancora una
volta e anche la pazienza sta davvero esaurendosi.
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Salame, la pazienza è finita |
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La vecchia pensionata ha ricevuto a casa la «social card». Va al supermercato, fà la spesa e la presenta alla cassa. La cassiera inserisce la card nel lettore elettronico; imbarazzata, dice: «Signora, il suo credito è zero». Non ci sono i 40 euro promessi e sperati.
Succede a moltissimi, mi dicono. Nella social card ricevuta per posta non c’è nulla. Quasi nessuno ha diritto davvero a quei 40 euro mensili; però ha ricevuto il quadratino di plastica, con tanti auguri e auto-sbrodolamento del governo.
Migliaia di pensionati, per quanto capisco, subiscono in questi giorni la doppia ferita della speranza tradita (40 euro al mese, per chi ne prende 500 di pensione, non sono affatto un’elemosina: sono l’8% di aumento), e dell’umiliazione alla cassa. Certi supermercati, per compassione, fanno uno sconto del 5% a chi presenta la card «vuota».
E’ un altro( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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