
Il «fine» e il motivo della
guerra ebraica permanente è il jihad rabbinico. Più di un terzo dei soldati
combattenti israeliani sono fanatici «religiosi» e gli studenti rabbinici si
arruolano in sempre maggior numero. L’esercito è diventato un’agenzia in appalto
per un'educazione militare di tipo razziale, contro la razza araba in quanto
tale. I palestinesi sono i primi test di questa nuova morale bellica: i
prossimi possiamo essere noi.
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Altro che fanatismo islamico |
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Onde preparare spiritualmente i soldati al massacro di Gaza, i rabbini militari dell’esercito israeliano hanno distribuito un opuscolo sui doveri religiosi del pio ebreo combattente. Essenzialmente l’opuscolo contiene raccomandazioni fatte da rabbi Shlomo Aviner, capo di una yeshiva che s’è piazzata nel quartiere musulmano di Gerusalemme.
Il savio anziano di Sion istruisce i soldati: un divieto biblico vieta, dice, di «cedere un solo millimetro» del Grande Israele (la terra promessa che YHVH avrebbe promesso ai suoi eletti si estende dal Nilo all’Eufrate); l’opuscolo incita a non aver pietà, perchè «quando mostri pietà per un nemico crudele, sei crudele verso i puri soldati... Questa è una guerra contro assassini». L’opuscolo dichiara che i palestinesi non sono altro che i filistei, di cui la Bibbia ordina e approva lo sterminio( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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