
Bisogna essere buoni cuochi
per fare il soufflè. Il grande partito democratico all’americana di Uòlter è un
soufflè che si è seduto. Uòlter non è un grande cuoco. E nemmeno piccolo. Se
Berlusconi merita il titolo di Salame, non c’è insaccato metaforico che possa
descrivere il Veltro, sempre un passo indietro sugli eventi che lo circondano.
Povero Uòlter.
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Non gliene va bene una. Incita le masse progressiste a scendere in piazza a difendere la sacra costituzione, secondo lui in pericolo, e in piazza arrivano in un migliaio. Sul palco, Veltroni non ha voluto salire, perchè non si dicesse che la costituzione è difesa da una parte; e mette sul palco Oscar Luigi Scalfaro, quello fra gli ex capi-di-Stato che la costituzione l’ha più apertamente violata (facendosi un governo personale contro i risultati elettorali) e che ancora non ci ha spiegato a quale titolo, nella prima repubblica, riceveva ogni mese 100 milioni di lire dai servizi segreti deviati.
Scalfaro è uno che strappa l’ammirazione solo per un dato: la faccia tosta con cui si presenta come puro esempio di alta dignità civile.
Veltroni sventola una lettera che ha ricevuto dal presidente Obama: vedete, ha scritto personalmente a me, mi ha notato, lavoreremo insieme... Poi si scopre che la lettera è( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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