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Galileo e il «primato della legge» |
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Nonostante molti storici si stiano impegnando da tempo a sfatare i molteplici luoghi comuni creati intorno alla figura di Galileo, definito da Carlo Emilio Gadda «maligno pisano» (1), le celebrazioni, eccessive, riguardo a tale personaggio continueranno a farci compagnia oltre il 2009, dichiarato Anno Internazionale dell’Astronomia, nel quale come è noto ricorre il quattrocentesimo anniversario dell’utilizzazione del cannocchiale da parte del suddetto, per investigare le novità celesti. Grazie a Dio, dicevamo, una critica contraria ai giudizi ottimistici, spesso gonfiati, degli empiristi logici circa l’immagine galileiana, che hanno comunque invaso ad ampio raggio la dimensione culturale, è riuscita a fornire un quadro alquanto più obiettivo, riguardo alla nascita ed alla successiva edificazione della scienza induttiva. Infatti, «esposizioni concepite in passato del lavoro di( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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