
Il sintomo terminale della
malattia di ogni Stato è l'apparire di tendenze centrifughe e secessioniste,
contrarie allo Stato primigenio che si ingrandisce per incorporazione di sangui
diversi. Lo Stato romano difatti seppe «incorporare» senza stroncare, mantenendo
nei gruppi sottomessi la forza di indipendenza e distinzione e li diresse verso
un comune progetto politico.
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La storia di ogni popolo, dice Ortega y Gasset, è la storia di una incorporazione. A cominciare dalla nascita dell’impero romano
Nel dare inizio alla sua «Storia di Roma» - dice Ortega y Gasset - Mommsen cerca una frase, un concetto che compendi ciò che ha compreso dalla poderosa, erudita ricostruzione di quel colossale evento che è la storia del popolo romano: l’unico popolo antico la cui nascita, ascesa, declino e morte siano completi davanti all’occhio degli storici.Soprattutto l’unico in cui sia possibile mettere a nudo i meccanismi di un potere politico unificatore grandioso, che si estese al mondo conosciuto.
Ebbene: la frase che Mommsen trova suona cosi: «La storia di ogni nazione, e soprattutto della nazione latina, è un vasto sistema di incorporazione».
«Incorporazione» (nell’edizione tedesca, Mommsen in realtà usò il( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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