
Il politicamente corretto dei
cani idrofobi che, per le sofferenze dell’uomo, non si stanca di liberarlo da
esse, entra nella fase omicida, quando non avviene la sottomissione a tutti gli
altri dogmi. La questione preservativo è solo un pretesto: il Papa, violando il
dogma della sola religione rimasta obbligatoria, è comunque macchiato: “Ormai”
è contaminato per sempre e senza possibilità di riscatto. E la muta latrante è
sulle sue tracce.
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Benedetto divorato dai cani |
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«Ormai se ne ha abbastanza di questo Papa», è sbottato Daniel Cohn-Bendit, intervistato da France Info. La frase dell’eurodeputato ebreo-franco-tedesco è la sintesi perfetta del progettato linciaggio in corso, dice da chi viene e perchè. Il pretesto è l’affermazione di Benedetto XVI che il preservativo non serve in Africa come profilassi dell’AIDS, anzi aggrava il problema. Pura verità, probabilmente comunicatagli dai missionari, che sanno bene come i costumi sessuali africani, l’incultura e la povertà africana rendano risibile il «rimedio» del condom. E inoltre, come nota Giuliano Ferrara, a Washington, dove i preservativi non mancano, la diffusione del male è pari a quella dell’Uganda. Non è la mancanza o il divieto dei preservativi a contare, ma evidentemente la promiscuità sessuale.
Ma argomentare non vale. La questione preservativo è( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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