
Avere un parere su tutto ciò
che non si sa e che non si capisce, è una delle molle tragicomiche che stanno
facendo retrocedere l’Italia al livello africoide. Bossi è un degno esponente
di questa corrente, accodatosi a coloro che hanno voluto condannare nel Papa
una presa di posizione «cattolica», quando la Chiesa è l’unica rete informativa esistente in quella sciagurata parte del mondo. Le dichiarazioni del Papa
oltretutto sono suffragate da eminenti studi di settore, da parte di organi non
proprio cattolici.
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Bossi l’Africano. E altri condom |
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Il lettore P.T. mi scrive:
«Anche Umberto Bossi ha preso le distanze dal Papa sul preservativo anti-AIDS. Ha detto che il Papa non è ben informato di quel che succede in Africa. Ma perchè, Bossi è informato?».
Anche per me l’osservazione del senatùr è stata una rivelazione. In passato ho fatto qualche inchiesta in Africa proprio sul flagello AIDS, e l’ho trovata un buco nero informativo, un vero incubo per un giornalista: non un’agenzia di stampa credibile, non un direttore di giornale che sapesse o volesse dire qualcosa di quel che stava succedendo nel suo Paese, non un ministero capace di tirar fuori qualche straccio di dati epidemiologici sull’HIV; intervistare un ministro, poi, era solo una imbarazzante perdita di tempo, tanto la vacuità e ignoranza si unisce, in questi personaggi,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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