
Il silenzio sarebbe la sola
risposta, quando ci sono morti da tirar fuori, mentre le colpe saltano agli occhi.
Qui, non c’entra il terremoto. Non è colpa di Dio. Qui, è l’avidità, la
disonestà e quella particolare stupidità italiota che crede di risparmiare
violando le norme anti-sismiche, e poi di farla franca. E la convinzione che la
“scienza” ci liberi una volta per tutte dalla condizione umana, dalla sua
precarietà, è frutto di un cattivo spirito, privo di umiltà e carico di rabbia,
mentre “qualcuno” già ci aveva avvertiti.
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Pubblichiamo alcune sollecitazioni di lettori, tra le tante, che chiedono al direttore un commento sul terremoto in Abruzzo.
«Sono nato e vivo in Italia e ogni tanto penso: ‘Perchè ai livelli di dirigenza qui circolano sempre gli stessi nomi?’... ‘Cosa vuole dire essere un dirigente?’ E altre domande del genere. Leggo in questi giorni che il tecnico Giuliani è stato addirittura denunciato per procurato allarme per aver riferito i suoi presentimenti... ora quella denuncia dovrebbe essere perlomeno ritirata come anche i cosidetti ‘dirigenti’ dovrebbero rassegnare le dimissioni... se no cosa ci stanno lì a fare? So che nessuno ha la ‘sfera di cristallo’ per indovinare se un allarme è falso o meno, ma il ‘dirigente’ dovrebbe almeno prendersi la responsabilità delle sue scelte e quindi, in questo( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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