
L’attività di
destabilizzazione continua, proprio per gli sforzi della nuova amministrazione
di instaurare una politica di “soft power”. Gente che cerca di provocare “fatti
compiuti” onde impedire soluzioni politiche alle guerre sciagurate di Bush ed
in generale ogni apertura distensiva della nuova amministrazione verso la
Russia e l’Iran. Uno “Stay Behind” al soldo di Cheney.
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Una «Gladio» di Cheney contro Obama |
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Si consenta al vostro cronista una piccola soddisfazione: il 7 maggio, nel commentare il massacro di 120 civili in Afghanistan perpetrato da un bombardamento americano, ho scritto:
«Non si capisce, per ora, se è un classico Obamanismo - ‘parlare’ da Obama, agire da Bush - o se qualcuno, nel Pentagono o nella lobby, ha deciso di sabotare l’Obama ‘buono’ mettendolo di fronte a fatti irrimediabili».
 La conferma è arrivata presto. A pochi giorni dal massacro, Obama - più precisamente il suo ministro della Guerra, Robert Gates - «ha chiesto di dimettersi al generale David McKiernan, comandante supremo del teatro afghano da meno di anno» (1). Gates è ( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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