
Il progetto è in preparazione
da decenni, e le tavole della legge di Kioto ne sono un passo. L’ecologismo è -
e sarà sempre più - il nuovo «pensiero unico». Ovviamente, il controllo
mondiale sul clima richiede una «governance mondiale». Dopo il «terrorismo globale»
ecco il pericolo imminente: Cohn-Bendit, che a breve vedremo al vertice del
«governo» eurocratico, è al cuore di questa operazione.
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Cohn-Bendit in carriera nella UE |
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Senza chiedere il parere dei cittadini, in alto loco s’era deciso di elevare Toni Blair ad una carica che ancora non esiste: presidente del consiglio d’Europa. Non un presidente semestrale a rotazione, ma un «vero» presidente, in carica per due anni e mezzo. Il capo di un «governo» europeo vero e proprio, ancorchè bocciato - con la cosiddetta costituzione europea - da diversi referendum.
Tramontata la stella di Toni Blair (e il suo partito, il New Labour, distrutto dagli elettori inglesi) sembra che sia cominciata la «promozione» di Daniel Cohn-Bendit.
I numeri li ha: ebreo tedesco-francese perfettamente poliglotta, protagonista del ‘68 francese e dei relativi disordini che fecero cadere l’ultimo governo De Gaulle (inviso agli americani), fu un grande coordinatore di gruppuscoli, anarchici, spontaneisti o dell’Autonomia; co-fondatore del movimento degli autonomi tedeschi( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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