
Nel caso di Viareggio,
assistiamo all’incontro patologico del capitalismo sacheggiatore con lo
statalismo italiano più retrivo ed egoista. Il capitalismo globale terminale è
– come sappiamo – un’ideologia totalitaria, di cui nessuno, alla fine fine, è
responsabile. E' già cominciato lo scaricabarile, altro trucco costante del
capitalismo terminale. E ristatalizzare non sarebbe una soluzione...
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Morti per globalizzazione |
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Un vagone polacco. Una compagnia americana proprietaria del vagone polacco e in carico alle revisioni. Le FFSS diventate Trenitalia azienda privata, SpA. E’ perfino banale dirlo, il rogo di Viareggio è il prodotto finale del capitalismo terminale: finanziario, globalizzato, delocalizzato, sub-appaltato e irresponsabile.
Nel capitalismo terminale, il profitto finanziario a breve è la misura del successo, e si ottiene tagliando i «costi». Personale competente è un costo. Vagoni Made in Poland sono un costo tagliato. La manutenzione è un altro costo. Da tagliare, specie quando si è in recessione e il volume trasportato cala.
Lo dice chiaro Brian Kenney, il presidente della GATX (General American Transportation), su sito di questo colosso della logistica, fondato nel 1928 da tale Max Epstein:
«Ci troviamo nel mezzo di una profonda recessione globale. I mercati dei capitali sono di fatto( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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