
La società islandese ha
affermato la propria sovranità, in risposta ad un vero e proprio ricatto che le viene imposto dall’Unione europea: paga o non entri. E’ la
prima volta dagli anni ’20 che un Paese subordina il rimborso del suo debito
estero alla sua capacità di pagare; forse una svolta. E poi: Erdogan chiama
Israele a rispondere del rapporto Goldstone; L’ENI che fa gola ai soliti
finanzieri del «Britannia»
e per finire, trattamento acustico a
Tegucigalpa per mano israeliana nel tentativo di stanare il detronizzato
Zelaya. Insomma, le «solite notizie» oscurate dai nostri media.
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L’Islanda ripudia il debito e altre notizie |
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Il parlamento islandese ha preso una decisione epocale: pagherà i suoi debiti ai creditori esteri solo nella misura del 6% della crescita del suo prodotto interno lordo; e se crescita non ci sarà, comè probabile data l’attuale depressione, non pagherà nulla.
L’Islanda, a causa dei suoi banchieri che hanno gestito da folli le sue banche appena privatizzate, deve 2,6 miliardi di euro alla Gran Bretagna e 1,3 all’Olanda, le quali hanno garantito i depositanti delle fallite istituzioni bancarie Kaupthink e Landsbanki, che in gran parte erano inglesi e olandesi.
Un debito schiacciante per un Paese di 320 mila abitanti, in piena crisi economica per le follie dei suoi speculatori ubriacati dal dogma di liberismo senza regole.
Per pagare i debiti, il Paese dovrebbe prendere altro denaro a prestito, oppure vendere (magari ai creditori) i suoi attivi nazionali: le quote-pesca,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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