
La rincorsa della verità ci
unisce e ci divide, in una battaglia contro il tempo: quella «vecchia», relativa all'11 settembre che dopo 8 anni ancora fatica a venire
a galla; tra ambiguità e omissioni, briciole di una precisa realtà che forse un
giorno sarà svelata ai nostri figli. E quella «nuova» verità – su Al
Qaeda – che i media già iniziano a diffondere.
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Era il 1999. Due anni prima del fatale 11 settembre George W. Bush, ancora governatore del Texas, stava lavorando con Mickey Hershowitz, sperimentato giornalista dello Houston Chronicle, alla stesura del libro (che sarebbe uscito a firma di Bush stesso) «A Charge to Keep». Il governatore disse al giornalista: Se sarò eletto presidente degli Stati Uniti, invaderò l’Iraq (1).
Non era ancora accaduto niente che fornisse il pretesto a una simile guerra. Hershowitz chiese a Bush jr. il perchè di questa idea.
«Mi rispose che il motivo era che aveva capito che non si può avere una presidenza di successo se non non verrò visto come comandante in capo».
E come esempi, Bush figlio citò suo padre, George H. W. Bush che aveva attaccato Panama, Ronald Reagan che aveva invaso Granada, e Margaret Thatcher che aveva sferrato la guerra delle( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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