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La dittatura degli incappucciati
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Ecco che comincia: lo Stato dei parassiti, che si è dato Mario Monti come capo, vi porta via i soldi direttamente dai conti in banca, dai depositi postali, dai libretti di risparmio. Un prelievo dell’1 per mille, che diverrà dell’1,5 l’anno prossimo. (Così la nuova mini-patrimoniale di capodanno ci farà sprofondare)

Ancor peggio di quel che fece Giuliano Amato, che a suo tempo aveva prelevato i vostri soldi risparmiati; ma almeno vi aveva dato in cambio dei BOT vincolati. Il governo Monti ruba, ossia preleva, senza nemmeno dire grazie. I media dolcificanti la chiamano «mini-patrimoniale»: da aggiungere alla super-patrimoniale detta IMU e al salasso dell’addizionale Irpef, grazie alla quale – poniamo – un operaio con salario netto 1.240 euro si troverà una trattenuta annua di 420. E un impiegato con 1.840 euro mensili (30 mila lordi annui) avrà un prelievo aggiuntivo di 700 euro. E tutto questo, perché? Per dare 4 miliardi a Montepaschi, la banca di Bersani & Compari. Per mantenere gli emolumenti stellari di Napolitano, delle Caste mai intaccate, dei gran commis: i miliardari di Stato. Per dare 26 miliardi al Fondo Europeo cosiddetto salva-Stati, ossia salva-banche. In ciò, in piena consonanza con l’Eurocrazia: che quest’anno ha dato 1.600 miliardi alle banche, ossia il 13% del PIL, dell’eurozona, mentre ha contemporaneamente tagliato del 50% i finanziamenti all’economia reale.

Esiste un detto: «L’estremo atto di un governo è il saccheggio del suo popolo». Monti sta saccheggiando la classe media e i piccoli risparmiatori indifesi, quelli che i risparmi li tengono nelle banche e alla Posta, invece che nei paradisi fiscali.

La «mini-patrimoniale di Capodanno» è una «sorpresa», dicono i media. Era nascosta nella gigantesca farragine della Finanziaria (che il neo-orwellismo ci prescrive di chiamare «Patto di Stabilità»), ma ricordiamoci quando si voterà:

Ricordate: i partiti hanno votato questo furto diretto sui vostri risparmi. Tutti: sinistra, centro e destra. Anche Berlusconi, che adesso fa finta di essere contro. Zitti zitti, perché da quel furto arrivano i loro lussi e clientele. Si sono serviti da sé, nascosti dietro Monti, prendendo dal vostro portafoglio. Sono gli stessi partiti che hanno infarcito la Finanziaria di premi e sprechi per le loro lobby di riferimento: milioni per «lanciare il turismo in Lucania», roba così.

Del resto, qualunque cosa votiate, è già deciso dall’alto: Monti continuerà a governare. Anche in futuro potrà contare sulla «larga maggioranza» dei nominati che votano di soppiatto per rubarvi i soldi.

Lo dice l’intervista che ha lasciato a Repubblica, o più precisamente al padrone, quell’Eugenio Scalfari quasi novantenne, elemento tuttora di punta dei decrepiti dall’incresciosa longevità che hanno messo a segno il putsch oligarchico. Lì, Monti stila già il suo programma dopo il 25 febbraio, quando guiderà il governo (formalmente PD):

«Nei primi cento giorni bisogna intervenire subito sulla corruzione, dimezzare il numero dei parlamentari, dimezzare le provincie, cambiare il welfare e investire sulluniversità e la ricerca».

Tutte le cose che non ha fatto in 465 giorni, dice che le farà: sembra Berlusconi, ma più furbastro. Qui, l’importante non sono le promesse, ma la sua sicurezza di governare anche dopo il voto.

«Dobbiamo ricostruire la pubblica amministrazione e costruire lo Stato dellEuropa federale»: per il primo vien da dire: «vaste programme», Monti non ne è capace, e l’abbiamo visto: il parassitismo pubblico è il corpo sociale che vota a «sinistra», dagli insegnanti precari scalzacani (però infornati nella greppia a centinaia di migliaia) ai miliardari di Stato, un blocco unico di interessi di cui il governo «tecnico» è in fondo l’espressione. Il secondo è ovviamente il programma vero, quello a cui è stato delegato da Bruxelles e da Berlino: portarci nella federazione europea governata dalle oligarchie non mai elette.

Naturalmente, non si sporca le mani candidandosi, insieme a quei disperati da quattro soldi che si aspettavano da lui la permanenza in parlamento e dunque la salvezza loro privata, Fini, Casini, Rutelli, Riccardi. Voleva farlo, e questo riconferma la sua scarsa intelligenza: metteva a rischio la sua «credibilità» (cosiddetta) super partes perché gli chiedevano di candidarsi i suoi referenti di Bruxelles e di Berlino, terrorizzati da un ritorno di Berlusconi che non ci sarà. I sondaggi e il consiglio del furbo Napolitano lo hanno convinto. Precisamente di questo: il tempo dei votanti e dei votati è passato. Il futuro è degli oligarchi cooptati. Adesso aspetta di farsi incoronare dai Bersani & Co., con la «grande alleanza» che seguirà sicuramente. «Alcune persone perbene» nel PDL, dice Monti a Scalfari, sono lì con la lingua fuori, pronte a seguirlo. Scalfari gli assicura che anche Vendola, dopo la necessaria ammuina per truffare i votanti, sarà della partita: Vendola considera «persone rappresentative dei valori a cui crede... Gramsci e Gobetti», rivela Barbapà. E anche i Fratelli Rosselli?, ha incalzato il grande vecchio. E Vendola: «Certo anche loro e il liberalsocialismo».

Attenzione, quella di Scalfari è una «Linea». Una linea «laicissima» di potere e di ideologia ben precisa, semi-occulta sotto maschere diverse (anche cattoliche), ma sempre influente nel Paese. Già lo lascia intendere, Scalfari, nell’esordio: io e Monti, scrive:

«...ci conosciamo da molto tempo: nel 1950 io dirigevo lufficio estero della Banca Nazionale del Lavoro nella filiale di Milano guidata da suo padre. Diventai amico del Monti senior che di tanto in tanto mi invitava a cena a casa sua insieme ad altri collaboratori del suo staff. Monti junior aveva più o meno dieci anni, io ne avevo ventisette. Ma molti anni dopo, quando lavorava alla Bocconi di cui poi fu rettore, diventammo amici, ci incontravamo e ci telefonavamo spesso e quando veniva a Roma spesso ci vedevamo aRepubblica’».

Scalfari si è sempre confricato con la «Linea», si è reso indispensabile, e ne ha tratto benefici: 200 milioni di euro di patrimonio personale, il sostegno di De Benedetti, per dirne due. Ora, vuol far vedere non solo che Monti è della «Linea», ma che lui è il suo chaperon. Infatti, l’articolo non è veramente un’intervista di Scalfari a Monti; è invece Scalfari che si degna di farsi intervistare da Monti. È l’Apprendista che chiede rispettosamente al Maestro: «Come valuti Berlusconi»?, e lui, il saggio dalla bianca barba: «Più forte di quanto molti pensino». È sempre il picciotto a chiedergli i pareri sui sondaggi, e l’altro risponde maestoso, accondiscendendo divino (notoriamente, Scalfari crede in Io). Scalfari è un furbone, si dà l’aria: si ritrae grembiule e la spada posata sulla testa dell’Apprendista, mentre lo ammette nella «Linea».

Pontifica, condiscendente: «Quale che sia il risultato che uscirà dalle urne, Monti è una persona indispensabile per garantire lItalia di fronte agli alleati europei e americani e lui ne è pienamente consapevole».

In realtà, Monti è nella «Linea» ben prima del furbone, bancario e giornalista miliardario calabro. Lo è, se possiamo dirlo, per nascita. Lo dicono e negano nipote di Raffaele Mattioli, il capo intoccabile della Banca Commerciale Italiana anche durante il fascismo, di cui fece un covo dorato di antifascisti laicissimi, Malagodi, La Malfa, Merzagora, Antonio Maccamico, grand commis intimo di Napolitano (a sua volta membro della Linea laicissima di Amendola). Quella Comit, la banca ebraica (di Otto Joel e Federico Weil, poi passata all’ebreo polacco Toeplitz) che in Turchia, negli anni Dieci del Novecento, favorì i Giovani Turchi che turchi non erano affatto, bensì dunmeh, ossia cripto-giudei «laicissimi». La cui dittatura persecutrice di armeni ed imam, fu salutata dalle Massonerie occidentali come un trionfo fraterno.

Stupisce i biografi malaccorti il fatto che Mattioli fosse stato interventista a Fiume in gioventù, mussoliniano, poi togliattiano, poi mangiapreti ma amico del cardinal Montini... Ingenui, la «Linea» comporta per i suoi membri l’inserzione per il controllo nei movimenti nascenti, specie quelli che promettono di favorire «un cambio di paradigma»; e i «fiumani» dannunziani, lussuriosi, cocainomani ed orgiastici di sopraffine voluttà, cultori del look guerriero leccatissimo e un po’ finocchio, promettevano bene, oh se promettevano. Mattioli che non assumeva mai nella dirigenza Comit «uno che si fà la Comunione» (come ricordò Andreotti) (1), e poi si fa seppellire nell’Abbazia di Chiaravalle, comprando il pezzo di terra dove – come il sottoscritto rivelò per primo, nel saggio Gli Adelphi della Dissoluzione – era stata sepolta Guglielma la Boema, eretica medievale che faceva intendere di essere Dio in forma di femmina e che creò attorno a sé un culto gnostico aberrante, per cui era stata disseppellita dalla Chiesa e le sue ossa disperse. A Chiaravalle ogni anno, in luglio personaggi «laicissimi» della finanza dei poteri forti come Enrico Cuccia finché fu vivo, Enrico Beneduce (nipote di Cuccia), Maranghi, Cingano, partecipavano ad una messa in latino in onore di Mattioli.

  
Il fatto che Mario Monti si sia sposato 45 anni fa proprio a Chiaravalle, dove ha tenuto anche il banchetto di nozze, pare chiudere il cerchio. Ma è veramente il nipote di Mattioli? La certezza non c’è (Monti è un cognome molto comune), ma lo ha affermato Il Corriere della Sera; ed è singolare l’impegno con cui gli ambienti «laicissimi» hanno provato a smentire questa parentela, cercando di farla passare per una favola complottista che sfrutta «un banale caso di omonimia». Come si vede qui: (La lunga - e misteriosa - vita del professor Monti)

Dopo tanto smentire, il pezzo di cui sopra ammette: «Parenti, Mario e don Raffaele? , forse, ma molto alla lontana». Sic. Come dire: incinta? Sì, ma poco poco. E come testimone di tanta lontananza, si interpella «un lontano parente del Premier, Maurizio Lucca (cognome ebraico, ndr)», che rivelato all’Ansa nel novembre del 2011 come e qualmente «il nonno di Mario Monti, ‘Abramo’, andò in Argentina dove impiantò una fabbrica di birra». Tanto che Monti, negli anni Novanta, trovandosi in Argentina come rettore della Bocconi andò a visitare la casa dove visse il nonno, «un ampio edificio dove vive ancora la ziaRachele Monti’». Zia Rachele, nonno Abramo, parente Lucca... come dire: insomma, non è un parente di Mattioli se non alla lontana; al massimo è un dunmeh all’italiana, un’ascendenza ebraica coperta dal suo «cattolicesimo».

Sicché basta a capire le fortune del giovane sposo che 45 anni fa si coniugò «in chiesa» a Chiaravalle. Tutta una vita di cooptazioni ripetute. Laureatosi nel 1965, dopo solo 4 anni è già professore a Trento: non ricercatore o portaborse, ma proprio cattedratico, impresa «che non è riuscita nemmeno a Enrico Fermi», commenta un blogger. Niente gavetta, per il giovin signore. Prima, era stato un anno in USA, a Yale: senza però prendere né laurea né dottorato (chissà a fare cosa? Forse a farsi iniziare dalla Madre di tutte le cooptazioni future...). Nel 1981 è chiamato dalla DC a fare il presidente della Commissione credito e finanza; ha 37 anni, un miracolo di precocità in questa repubblica da gerontocomio. Poi le cooptazioni note: Rettore della Bocconi senza quasi pubblicazioni scientifiche, presidente della Commissione Trilaterale in Europa, uomo del Bilderberg, e nel frattempo consulente di Goldman Sachs; consigliere d’amministrazione di Fiat Auto e della Banca Commerciale (un ritorno in famiglia, in qualche modo). Poi Commissario europeo alla concorrenza: ma qui designato da Berlusconi, sempre desideroso di ingraziarsi i salotti buoni che mai l’hanno invitato a prendere il tè da loro (e col senno di poi, s’è visto che avevano pure ragione). (www.trilateral.org/Monti)

Beniamino Andreatta
  Beniamino Andreatta
Non insisterò sulla sua esibita posizione di «cattolico», che Scalfari gli rimprovera. Chiamo l’attenzione sul fatto che è nominato docente all’Università di Trento nel ‘69, e che poi è «la DC» a metterlo nella Commissione parlamentare. Si tratta non «della DC», ma di «un DC» molto preciso ed identificato: Beniamino Andreatta. Una eminenza grigia che Travaglio ha commemorato così: «Cattolico e democristianissimo, preferiva i laici risorgimentali come Paolo Sylos Labini». E Enrico Letta, «democristiano laicissimo» ed oggi vicesegretario del PD: Andreatta «era uomo di atti, rigore e azione», non mancando di sottolineare «continuità tra i discorsi di Mario Monti e Andreatta».

Già: basti dire che Andreatta ha privatizzato la Banca dItalia nel 1981, svincolandola dal Tesoro (di cui era ministro) e dandola al consorzio di azionisti banchieri a cui appartiene oggi. Un passo decisivo verso la perdita di sovranità.

Insomma: Andreatta sarà stato cattolico. Ma soprattutto, un ferreo realizzatore della «Linea».

E quando si dice che Monti fu fatto cattedratico a Trento nel ‘69, è sempre Andreatta che lo ha messo lì. Anzi: è stato Andreatta a creare dal nulla l’università di Trento – facoltà di Sociologia – da cui vennero fuori Curcio, Franceschini, Mara Cagol, insomma i capi delle prime Brigate Rosse; e il Movimento Studentesco, lo spontaneismo di sinistra oltre il PCI, la «rivoluzione culturale» trasgressiva che ha cambiato la faccia della nostra morale civile e personale: «Vietato vietare».

Non fu un imprevisto effetto collaterale. Fu un deliberato esperimento della «Linea», perseguito coscientemente da Andreatta e suoi referenti. Trento 1969; a Parigi era scoppiato il «68», formidabili quegli anni, tutto cambiava: immaginatevi Mario Monti così sobrio, in quel bailamme. Eppure era stato mandato lì. Ad insegnare che? A Trento, dominava ideologicamente il sociologo Francesco Alberoni: anche lui «cattolico» però transfuga dalla Cattolica di Milano (l’aveva licenziato), adorato da studenti spostati, alcuni francamente disturbati, venuti da tutt’Italia in questa isola bianca democristiana; un’isola che l’Università fece esplodere.

Francesco Alberoni
  Francesco Alberoni
Alberoni predicava ed incitava lo «stato nascente». Ossia «il magmatico crearsi di fermenti creativi nella società dove si formano nuove strutture di valori»; una «follia collettiva» però benvenuta, perché frantuma i centri d’autorità della civiltà precedente. Si sono scatenate nel collettivo «forze che non si lasciano incanalare, che provano il bisogno di espandersi per gioco, senza fine, in forma di violenza stupidamente distruttiva e di follia erotica»...» (2).

Nacque allora a Trento, asseverava Alberoni, «una vita psichica di nuovo genere», dove «luomo che la prova ha la sensazione di essere dominato da forze che non domina»: è la descrizione della possessione. I giovani che folleggiavano credendosi liberati, erano posseduti da idee messe nella loro testa da altri.

Era del giro anche Massimo Teodori: a suo onore non s’è mai finto cattolico. Radicale, deputato, docente a Perugia. Allora scrisse una «Storia delle nuove sinistre in Europa (1956-1970)» per esaltare nell’effervescenza di Trento e nell’espandersi del movimento «studentesco» ciò che chiamò il «sintomo di un processo di mutamento della civiltà di cui saremmo agli inizi»: nientemeno.

Una civiltà agli albori, basata su «nuovi valori»: femminismo, sdoganamento dell’orgoglio omosessuale, droga, trasgressione. Allora Teodori andava spesso in USA, da cui portava il verbo della civiltà psichedelica. Lo si diceva legato ad una fondazione «culturale» americana, Institute for Policy Studies: finanziato dalla Polaroid Corp. (dei Rockefeller), dalla Family Stern Found (controllato da Rockefeller, Rothschil e Rosenwald), l’IPS in Italia diede una mano alla pubblicazione di «Telos», rivista che diffondeva da noi il verbo della Scuola di Francoforte, fondata nel 1969 da Paolo Piccone (già leader di Lotta continua). Ovviamente l’Espresso (di Scalfari) salutava con inni di tripudio la nascita della «Autonomia Operaia» e degli «Indiani Metropolitani». E spiegava «Mentre nel Paese DC e PCI si fronteggiano secondo i modi e lo stile del ‘48, nell’università i due mondi hanno rotto gli argini e si vanno tumultuosamente mischiando».

Perché lo scopo dell’esperimento era questo: «Buttarsi dietro le spalle tre secoli di controriforma, marxismo ossificato da una parte e Chiesa con ceri e candele dall’altra», per arrivare ad una convergenza fra «comunismo pluralistico e capitalismo della post-distensione». E per Alberoni, ciò si stava producendo proprio tra gli studenti di Trento: la fusione «tra elementi provenienti da diverse classi sociali e matrici culturali: quella cattolica e quella marxista».

Prima ho parlato di «cambio di paradigma», supponendo che questa possibilità avesse interessato Mattioli «interventista a Fiume» con D’Annunzio. «Il cambio di paradigma» è infatti la specialità della discendenza che ho chiamato la «Linea». Non essendo capaci di ottenere i voti di un elettorato decente, la «Linea» ha sempre agito dietro le quinte per rompere gli schieramenti, e dominare negli interstizi, preferibilmente dal timone di grandi banche.

Lo scopo finale di quell’impresa, era la «Macchina Sociale»: così la descrisse Elemire Zolla in un articolo apparso il 27 gennaio 1975. Zolla intervistava un alto personaggio, un «signore dell’industria», che chiamò Alberich e in cui era facile riconoscere Gianni Agnelli, membro del Bilderberg e della Trilateral.

«Io percepisco dietro gli avvenimenti del secolo un disegno in cui le opposizioni più aspre finiscono per armonizzarsi»?, diceva Alberich. Non solo prevedeva la fine dall’antagonismo fra URSS e USA, ma una sorta di «convergenza fra i due sistemi, neocapitalismo della post-distensione e comunismo pluralistico». In Italia, convergenza fra grandi imprese e sindacati, fra comunisti e cattolici «progressisti», eccetera.

«Si creerà una nuova morale», profetizzava Alberich con gli occhi stralunati che mostravano il bianco, come un posseduto, «che colpirà come unico peccato lestraneità al mondo del lavoro. La radice dellegoismo è il risparmio, ma linflazione ce ne sbarazzerà (oggi il furto di Stato dai depositi, ndr). Sarà stroncato il piccolo commercio (...) si dovrà eliminare la piaga dellazienda agricola familiare ed autosufficiente (...). Altri noduli da sciogliere sono le professioni indipendenti... non guidate dal centro di pianificazione.

«La Macchina Sociale sarà rigorosamente pianificata ma nello stesso tempo sminuzzata in unità sociali... Il sistema sarà tutto e tutti. Anarchico e pianificato, dialettico».

Ecco la «Linea» in attuazione in Italia: uno Stato pianificato per i banchieri.

Un paradossale «comunismo pro miliardari» che vìola la proprietà privata, si prende il tuo risparmio e stronca le aziende che non sono abbastanza potenti; che come il peggior stalinismo lanciava periodiche «caccie ai sabotatori», lancia la caccia agli evasori, ai nemici del popolo ed incita i sudditi alla delazione. E non si fermerà, come lo stalinismo, fino a che non provocherà l’Olodmor, la morte per fame e disperazione dei produttori.

Francesco Alberoni
  La resurrezione
A Chiaravalle, in onore del banchiere Mattioli sepolto là dove fu Guglielma La boema, gli «amici» hanno elevato una statua. Firmata da Manzù, la statua rappresenta un essere bisessuale, l’Androgino della gnosi, che allude al superamento di ogni morale e destino naturale a cui gli eletti iniziati si votano. Per i gonzi, è intitolata «La Resurrezione». La scritta incisa sul piedistallo dice: «Exsurrexi et adhuc sum tecum». È il Salmo 138, ma nella versione detta «gallicana»: l’originale ha Resurrexi, invece qui è «exsurrexi». Differenza non trascurabile: «‘resurrexiindica il risorgere come esplicita risurrezione dei corpi; l’‘exsurrexiindica, invece, un alzarsi, un destarsi, senza caricarsi della connotazione di resurrezione, intesa come resurrezione dei morti e dei corpi».

Davanti a questa «cattolica» immagine il «cattolicissimo» Monti avrà deposto i fiori della mogliettina. È la «Linea», che è tornata ed oggi, è ancora una volta con noi. A produrre un altro esperimento sociale mai visto.

Perché questo non è certo liberismo. Non è il liberismo che sta instaurando Monti. È il capitalismo come lo intendono le caste parassitarie transnazionali ed interne (3), che vivono alle spalle dei contribuenti con tutti i lussi da sardanapali. È la «Macchina Sociale» di Alberich-Agnelli.

In nessun Paese capitalista si è ancora giunti a tanto. Ho appena avuto notizia che un dirigente privato, accusato di «corruzione» per un regalo fatto a un cliente della sua ditta, s’è visto sequestrare il cellulare e il portatile di lavoro, che non gli è stato restituito, tanto da non poter più lavorare... L’esproprio dei risparmi da parte dei miliardari di Stato, il sequestro di proprietà private sotto false accuse di evasione attuato dalle caste, lo stroncamento di industrie con 18 mila dipendenti perpetrato da giudici che compiono l’opera che le BR non riuscirono a completare, non sarebbero tollerate da altri popoli. Dal nostro, sì.

Votate Berlusconi, vi tradirà. Votate Bersani, è Montepaschi. Votate Casini, e vi prendete Fini e Rutelli. Tanto, governerà Monti. Cioè la «Linea».





1) Maurizio Blondet, «Gli Adelphi della dissoluzione», Ares, Milano, 1999.
2) Francesco Alberoni, «Statu Nascenti», Il Mulino, Bologna, 1968 (il Mulino fu ed è una casa editrice della «Linea»). Citato da me: vedi Blondet, «Gli antenati insospettati della contestazione», nell’opera collettiva «Dov’è finito il ‘68? », Ares, 1998.
3) Persino l’ultraliberista Luigi Zingales, docente alla Scuola di Chicago e rispettatissimo guru del capitalismo, s’è accorto che qualcosa non quadra nel progetto eurocratico: «L’aspetto criminale dei fondatori dell’euro è che tutto questo lo sapevano, e non solo non hanno fatto nulla, ma anzi l’hanno fatto apposta: la crisi dell’euro di oggi era inevitabile. Dire che è colpa degli Stati Uniti – ha spiegato – è una balla: è vero che è stata quella la causa scatenante, ma la crisi era inevitabile. Non fosse successo il patatrac negli USA sarebbe successo altro. Era una scelta premeditata: ‘Nel momento di crisi, ci uniremo di più’, si pensava. Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, solo che il corpo è rimasto di qua».


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Commenti  

 
# Carriola 2012-12-24 10:32
Forse a questo quadro manca la checca Pannella, anche lui parte della Linea, coi suoi referendum a, quelli degli anni 70, tutti tesi allo sfascio di una società. Il solo ricordare poi la fila dei politicanti tutti sul palco di Costanzo per il rito di iscrizione al partito radicale, per non farlo morire, mi riportano alle adesioni al pensiero (?!) unico montiano di oggi.
Preghiamo direttore, preghiamo il Signore che non ci abbandoni in queste mani.
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# Maurizio Blondet 2012-12-24 17:13
Ovviamente. E' istruttivo il metopdoo in cui il Partito Radicale, che non ha elettorato suo, inserisce uomini suoi nei partiti altrui, che promuovono l'agenda trasgressiva e destabilizzano: come Della Vedova, passato con Fini. E' un metodo tipico della "Linea".

Maurizio Blondet
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# Vito Parisi. 2012-12-24 10:57
Infera sovrumana, la facoltä corporativa nella tattica di seguire i piani del Satana di quest'etä. La ricostruzione delle opere dell'universitä di Trento negli anni 1967-1970 e dei simboli connessi ai piani mondialisti come gli ermafroditi in chiave pseudoreligiosa ma da ordine nuovo di secoli è evidente, come il piano di atrofizzare le aziende familiari.
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# Hermann 2012-12-24 11:00
Un capolavoro, che giunge alla vigilia del Natale del Signore. Possa Egli aiutarci a superare questi momenti difficili, pianificati dal demonio che si serve per questo di politici e banchieri.
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# cgdv 2012-12-24 11:26
Caro Blondet questo è un quadro sapiente dell'Italia in cui abbiamo vissuto e dove ci tocca vivere, capace di spiegare e di chiarire ogni ignominia che abbiamo dovuto sopportare. Il termine quadro si vuole però riferire anche alla rapida pennellata usata sapientemente nell'intrecciare le imprese di questi guitti, asserviti al potere occulto e satanico che pervade il mondo.
Io spero che come a Faust verrà o sia stato loro chiesto il pattuito, che però viene gettato prima in discarica non essendo degno direttamente delle fiamme, né della redenzione.

Mi distacco un poco dalle livide immagini di costoro per augurarti di cuore i più cari auguri di Buon Natale.
Giuliano
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# EdoardoCas 2012-12-24 11:30
MAGISTRALE!

GRAZIE DIRETTORE!
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# tobia 2012-12-24 11:43
grazie direttore!artic olo di una lucidità impressionante.Tanti auguri a lei e alla sua famiglia.
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# ware 2012-12-24 12:23
Grazie per il bellissimo articolo!!
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# steveds 2012-12-24 12:49
Le indiscrezioni del Direttore confermate da Geronzi:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lartiglio-della-palomba-nel-libro-di-geronzi-si-raccontano-gli-strani-intrecci-tra-vaticano-47707.htm

Buone Natale a tutti
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# dnnywld 2012-12-24 12:52
Direttore GRAZIE per questo splendido articolo (splendido nella forma, ma i contenuti fanno davvero rabbrividire).
Tanti, tanti Auguri di Buone Feste.
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# angelus 2012-12-24 13:25
Tanti auguri, Direttore! Con tutto il cuore.
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# albertotardivo 2012-12-24 14:08
O ci muoviamo o sarà la fine!

Con l'occasione, sinceri auguri d Buon Natale al Direttore, alla redazione e ai lettori.
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# Maraffio 2012-12-24 14:09
Maledetti quelli della "Linea" demoniaca!
Come vorrei spaccargli la faccia...
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# Carlo Principe 2012-12-24 14:31
un buon Natale al carissimo direttore Blondet
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# Sergio64 2012-12-24 14:57
È stato fatto di tutto per eliminare il simbolismo dalla cultira popolare, e ora esso è accessibile solo agli "illuminati".
La vista di questa orribile statua, e la corretta interpretazione dell'iscrizione alla sua base, destano sgomento, pari forse solo a quello che mi provoca la statua del "Prometeo-Lucifero"del Rockfeller Centre di New York.
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# Giorgio507 2012-12-24 15:08
Senza dimenticare che dall' università di Trento passò pure il "professore incaricato" (di cosa e perchè nessun lo dice..) : Mario Draghi(nella metà anni '70)
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# Andrea V. 2012-12-24 15:25
Che brutta fine farà questo paese.
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# grafica 2012-12-24 15:59
ARTICOLO ECCEZZIONALE... MERITEREBBE UN LIBRO..."LA LINEA"
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# catwalk 2012-12-24 16:11
Tanti auguri Direttore , anche a tutto lo staff di effedieffe , possiate passare tutti un felice Natale .
Maria
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# amsicora 2012-12-24 16:17
Auguri di buon Natale a tutti.
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Contraccambiamo sentitamente.

La redazione
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# paolaerre46 2012-12-24 16:38
Mamma mia, ma a tutto questo manca ancora una chicca. E il Card Bagnasco, e l'appoggio (smaccato)della Chiesa a Monti? Maranatà vieni Signore. Dimenticavo, buon Natale a tutti.
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# Maranatha 2012-12-24 17:20
Tanti cari auguri Direttore e grazie.
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# Der Beobachter 2012-12-24 17:20
Grazie dell'interessantissi mo articolo e tanti auguri di Buon Natale a lei, redazione e a tutti i lettori.
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# gianfranco56IT 2012-12-24 17:44
Grazie direttore.
Buon Natale a Lei, a tutti i lettori e tutta la redazione.
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# briccialdi 2012-12-24 18:01
Questa nuova percolazione carsica dei liquami della LINEA nella nostra storia ci indigna ma non ci sorprende. Ma se il culmine dell'idea di sacro e di bello che sanno concepire è la figura da manga giapponese commissionata a un Manzù che sembra dare al marmo la floscezza appiccicosa della glassa pasticcera, la loro illusione di onnipotenza fa più pena che paura, come la frigida smania di abuso e trasgressione carnale dei pederasti di Sodoma e Gomorra.
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# tricco 2012-12-24 18:08
Grazie direttore! Buon Natale a lei e a tutta la redazione
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# Maraffio 2012-12-24 18:36
In questa Vigilia di Natale ne approfitto per fare gli auguri di buon Santo Natale a tutta le redazione e lettori.
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# PIERO61 2012-12-24 18:47
Salve
il guaio grosso è questo: se io facessi leggere questo articolo e altri sul "professore" a diverse persone che conosco (cattolici adulti) se mi va bene, mi danno del visionario o del pazzo.
Buona Festa della Natività a lei direttore a tutta la redazione e a tutti gli abbonati... non smettete mai di credere, pregare e difendere la verità
saluti
Piero e famiglia
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# totonno 2012-12-24 19:00
Sono tutti posseduti dal Demonio !!!!! Grazie Direttore e tanti auguri a Lei e tutta la redazione.
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# Pietro G 2012-12-24 19:36
Bellissimo e illuminante articolo.
Buon Natale a tutti.
Pietro
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# romina2004 2012-12-24 20:15
Buon Natale a tutti.
Io comunque voterò per lo schieramento di Berlusconi, cercando di premiare i più antimontiani reali: poco, ma meglio di niente.
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# sempreio 2012-12-24 20:26
Articolo interessantissi mo,
grazie per la traduzione dal latino di quella frase
Auguri di buon Santo Natale a tutti
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# grsas 2012-12-24 20:29
Grazie Direttore Blondet per questa sinfonia di informazioni, che ci aiutano a navigar nelle nebbie.

Tanti auguri di Buon Natale e felice Anno 2013 a Lei ed a tutta la Redazione.

Giovanni F.
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# Ivan 73 2012-12-24 21:46
Auguri di un sereno e santo Natale
al Direttore, alla redazione e ai lettori
di Effedieffe!
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# Ivan 73 2012-12-24 21:47
Auguri di un sereno e santo Natale
al Direttore, alla redazione e ai lettori
di Effedieffe!
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# Rosetta M. 2012-12-24 21:52
Ed io insisto con la mia certezza e cioè che tutti costoro fanno il conto senza l'oste. Avranno dalla loro qualche battaglia vinta, ma non riusciranno nello scopo finale perchè l'uomo non appartiene al Male che loro incarnano su questa terra. Questo è il loro vero punto debole la loro sicumera senza fondamento che renderà vana ogni strategia.E comunque l'eternità è più lunga di questa prova tecnica di sopravvivenza chiamata vita.Dio sta nascendo animo gente!!! Buon Natale Direttore, facciamo pace?
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# Andrea V. 2012-12-24 21:56
Buon Natale a tutti.
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# Karl 2012-12-24 22:25
Auguri di un Santo Natale! Christus natus est! Alleluja!
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# BERTIEBOY 2012-12-24 23:18
Il più grande Business di tutti i tempi del Capitalismo: la proliferazione dei Poveri.

Buon Natale a tutti!!!
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# pelzen 2012-12-25 00:29
Questo Blondet viscerale è quello che spesso apprezzo di più. Bravo!
Mi duole però sapere che la poltiglia nella quel ci siamo invischiati non ci permetterà di risollevare la nostra testa, saremo come condannati a stare a testa in giù ad accettare le scelte che verranno attuate da Napoletame e da tutta la sua squadra di lazzaroni.
E' probabile che l'italiano debba soffrire di più creandosi quindi quella amalgama che accomuni gli uni agli altri così da permettergli di cacciare e sopprimere queste bestie immonde. Ma quando questo accadrà, forse, sarà già troppo tardi.
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# cangrande 2012-12-25 00:34
Buon Natale a tutti !

Con la speranza che la Chiesa si liberi dei traditori infiltrati, servi del demonio.
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# MarcoS 2012-12-25 00:44
Buon Natale a Blondet, a de Fina e a tutti gli autori del giornale online... e buon Natale a tutti i lettori.
Comunque, come diceva il grande Giovannino Guareschi: no pasaran!
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# CESCO 2012-12-25 01:35
Buon Natale a tutti
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# Franco_PD 2012-12-25 09:44
Purtroppo... é tutto vero...
È nonostante questo AUGURONI A TUTTI.
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# gjovi 2012-12-25 10:30
Buon Natale a tutti.
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# Catello 2012-12-25 11:47
Buon Natale a tutti.
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# raff 2012-12-25 13:28
Buon Natale a tutti.
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# astrorosa1 2012-12-25 13:49
Quest'anno non sono andato a Betlemme
ho preferito una Betlemme italiana
un convento di Francescani vicino a Roma.
In questo convento in cui vive in silenzio un carismatico ho trovato la pace E L'AMICIZIA che cercavo.

BUON NATALE A TUTTI e che il cuore della Madonna Immacolata Concezione sia riflesso su ogni donna per dare al proprio compagno l'Amore che dà la gioia di vivere.
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# Centuri 2012-12-25 16:04
Ottimo articolo!
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# milvus 2012-12-25 17:34
Trovo il monumento per gonzi "La Resurrezione", cioè l'androgino gnostico, un'opera altamente schizofrenica e di menti povere da orizzonti ristretti. Credo che aspettative ed obiettivi economici, non debbano muoversi su terreni "spirituali", che, solitamente all'argano gli orizzonti della mente, del nostro unicum, che esula da definizioni. Buon Natale a tuti!
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# celligius 2012-12-25 18:59
Come diceva San Paolo; senza la ca
rita'...... Lei direttore di carita' ne ha fatta tanta quindi un posto in paradiso è assicurato. ma noi come potremo sdebitarci? Grazie per questi articoli magistrali. Preghero' per voi tutti. BUON NATALE
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# Lukas 2012-12-25 19:03
Vi è un cambio di paradigma che riguarda i primi istanti della nascita dell'universo. Qua invece il susseguirsi di cambi di paradigma per rimanere il linea ci portano alla fine dell'universo. Tanti auguri al direttore e a tutto il personale.
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# 9zZ 2012-12-25 20:21
Sinceri auguri, Direttore.
E grazie.
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# Alfio200 2012-12-25 20:41
Egregio Direttore,
potrebbe gentilmente approfondire la differenza tra resurrexi ed exsurrexi?

Grazie e Buone Sante Feste.
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# Maurizio Blondet 2012-12-26 17:00
La differenza è sottile. Resurgo è piuttosto "mi ridesto", exsurgo "mi alzo in piedi". Ma il verbo "resurgo", benchè noto ad autori classici come Tacito, essendo stato principalmente da autori cristiani per indicare precisamente la resurrezione di Cristo, l'adozione del verbo "exsurgo" nel contesto di Chiaravalle intende escludere appunto questo significato cristiano per il banchiere colà "dormiente".

Maurizio Blondet
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# musicus barocchus 2012-12-25 20:45
C'è anche un altro aspetto inquietante:Tre nto è anche la città di San Simonino martire,vittima di un omicidio rituale ebraico,il cui culto proprio in quegli anni e segnatamente dal 1964 venne sopresso e boicottato in ogni modo dall'allora vescovo Alessandro Gottardi,uno dei peggiori modernisti allora in circolazione e molto benvoluto-pare-dalle sinistre e dagli ambienti vicini alla Massoneria.Che anche questa sporca faccenda sia collegata in qualche modo con quelle narrate nell'articolo? Auguro un Buono e Santo Natale al Direttore,a De Fina,alla Redazione e a tutti i lettori di questo splendido giornale.
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# Sven 2012-12-26 09:03
Ho seguito su Youtube un convegno su questo argomento, San Simonino è sempre stato venerato dai trentini, ma fu poi "cancellato" dai vertici ecclesiastici..Perchè?

Ne parla ovviamente anche TOAFF nel libro "Pasque di Sangue"..
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# angelus 2012-12-25 22:44
Ho fatto gli auguri al Direttore, ora voglio farli al dottor de Fina, ai collaboratori, alla Redazione e a tutti i lettori di questo INSOSTITUIBILE giornale:
BUON NATALE.
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# Lucio 2012-12-25 23:37
Sociologia a Trento fu opera di Andreatta, Bruno Kessler (informatevi sulle origini del cognome) e del vescovo tridentino Gottardi, massone inserito nella lista stilata dal giornalista massone (ammazzato) Pecorelli. E. Giuliana
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# dandi 2012-12-26 00:28
Tanti auguri Direttore, grazie per le emozioni che ci regala scrivendo con questa lucidità.
Un abbraccio di cuore a lei e a tutta la redazione
Buone Feste
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# markus.mann 2012-12-26 13:10
A quando una nuova edizione dell'introvabile e fondante "Gli Adelphi della dissoluzione"?

Buon Natale e un abbraccio a tutti.

Marco Fontana
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# arduino 2012-12-26 20:13
Mi associo!
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# amsicora 2012-12-26 14:48
"Sarà stroncato il piccolo commercio (...) si dovrà eliminare la piaga dell’azienda agricola familiare ed autosufficiente (...). Altri noduli da sciogliere sono le professioni indipendenti... non guidate dal centro di pianificazione".

Ma questa è l'agenda Monti!
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# cittadino_solitario 2012-12-26 18:12
E adesso cosa potremmo aspettarci?
Passeranno direttamente tra le nostre case a raccogliere i pochi spicci rimasti?
Anzi, sarà ancora legale risparmiare?
O addirittura sarà proibito non consumare?
Oggi il medioevo mi appare come un epoca meno buia e "cattiva".
I miei migliori auguri alla Redazione, al Direttore e a tutti i lettori.
Inestimabili, com sempre
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# Policarpo 2012-12-27 00:00
Con molto ritardo: Buon Natale alla redazione e ai lettori.
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# Luigi B. 2012-12-27 00:38
Ancora una volta: chapeau!
Auguri a lei Direttore e alla redazione
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# randolph 2012-12-27 21:43
Grazie Direttore per il bellissimo articolo,che spiega in maniera chiara quali sono i poteri che comandano e hanno comandato in Italia,ovvero la massoneria e l'alta finanza internazionale; Le auguro un in bocca al lupo per la sua salute e che ci possa regalare ancora dei pezzi di puro giornalismo come questo articolo
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# Santina 2012-12-29 00:08
Sono, come spesso succede, davvero sbalordita dalla profonda, caleidoscopica conoscenza di così tanti fatti,abilmente ignorati dalle Tv. Grazie Direttore!
Si rimane comunque sconvolti dall'avanzata cinica,di questi orchi al servizio del male. Siamo in pieno totalitarismo, la volontà popolare non conta più. Voterò Grillo!... Ma sarà un piccolo Hobbit contro le forze schierate da Sauron...a meno che le anime dormienti degli Italiani non si sveglino... E noi, guidati dalla antica e profonda saggezza del nostro Direttore-Gandalf, come possiamo opporci e reagire all'avanzata del Male?
Bella domanda!
Per ora, oltre a questo mio sfogo, voglio fare,anche se in ritardo, i miei più cari Auguri di Buon Natale e di un 2013 ricco di buone novità al Direttore, a FDF, a tutta la Redazione e a tutti gli amici abbonati.
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